Il blog di Roberto Zamperini

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Italiani si nasce, itanglesi si diventa: fermiamo l’itanglese

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Padre Dante

Stopitanglese.it: monitoraggio diffusione anglicismi in Italia

Ho già scritto sulla Lingua Italiana (e sulla sua natura esoterica) in Piuttosto che e Non sai l’italiano? Non c’è problema, tanto ti insegno a sparare!

Finalmente qualcuno se n’è accorto e comincia a denunciarlo: la lingua italiana è sempre più una lingua bastarda. Oltre i cultori dei messaggi telefonici alla XKE’, a TVB, gli OKKI, ai NN, eccetera, si moltiplicano come funghi cinesi coloro che si sentono tanto fichi perché mescolano l’italiano all’inglese, con il risultato di una fusione ridicola quanto orripilante tra le due lingue. Per leggere i giornali, per ascoltare le TV, spesso si sente di aver bisogno del dizionario inglese-italiano se si vuole comprendere il senso di ciò che si scrive o si dice. A quando una completa fusione tra le due lingue? Proporrei dei neologismi come nel frattime (= nel frattempo) oppure don’t scotch (= non disturbare, non seccare), eccetera. Proporrei anche un premio per chi accelera tale fusione tra italiano e inglese nella nuovissima itanglish o itanglese che dir si voglia, inventando nuove parole che fondano il sì con lo yes. Un premio che potremmo chiamare itanglish prize o qualcos’altro del genere. Che ve ne pare?

La cosa più divertente è che tutto ciò accade proprio nel momento in cui si assiste al tramonto dell’impero anglofono, quando la lingua inglese è solo la terza lingua per numero di parlanti e – non ci crederete! – la dolce lingua ove il sì suona va di moda in tutto il mondo. I corsi d’italiano sono richiestissimi e fanno concorrenza alla lingua francese, complice anche il fatto che quest’ultima non è più lingua internazionale, né lingua della diplomazia. Peccato che il nostro amato governo e la ministra Gelmini non se ne siano accorti, presi come sono dall’inglesite dominante e, al contrario, abbiano ridotto o eliminato le sovvenzioni alla Dante Alighieri e alle altre associazioni che promuovono la cultura italiana nel mondo.

Non va di moda essere italiani, come dice Sonia nel suo Auguri Italia? Forse non va di moda soprattutto fra certi italiani …

Comunque sia, date un’occhiata a

http://www.sitinuovi.it/nasce-stopitanglese-it-il-blog-per-monitorare-e-tutelare-la-lingua-italiana-a-150-anni-dall’unita-d’italia

http://stopitanglese.it/category/anglicismi-curiosita

Ne vale la pena!

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17 marzo 2011 - Posted by | Conosci Te Stesso, Crescita Personale, Cronaca

13 commenti »

  1. Vero, querido amigo Roberto, perdona que escriba en español, todavía no se escribir tu lindo italiano. En Cataluña decimos que quien cultiva su lengua, protege su identidad.
    Existe una “snob” manía de gente fina, que cree que “inglesando” las palabras, son más finos, eruditos o simplemente más cultos.
    Desde Catalunya, un gran abrazo y mi incondicional apoyo FERMIAMO L’ITANGLESE.
    e

    Commento di José Savall | 17 marzo 2011 | Rispondi

    • Caro José, questa è da studiare a memoria: “Quien cultiva su lengua, protege su identidad”, ovvero CHI COLTIVA LA PROPRIA LINGUA, PROTEGGE LA SUA IDENTITA’. Un solo dubbio, querido, ma questo è castellano non catalano. Se è così, aspetto la traduzione della frase in catalano (che, a quanto ne so, ha molte parole simili all’italiano. Ad esempio, non si dice “ventana”, ma “finestra”. Verdad?).

      Commento di Roberto Zamperini | 18 marzo 2011 | Rispondi

  2. L’Itanglese fa ormai parte della nostra quotidianità: segnalo la pubblicazione di alcune considerazioni sull’utilizzo di termini inglesi da parte delle principali emittenti radio.

    http://stopitanglese.it/radio-italiana-201107.html

    Commento di Cristina | 15 luglio 2011 | Rispondi

    • La ragione per la quale si deve stoppare l’itanglese non è solo quella che tu, pur giustamente, sottolinei. Ce ne sono altre addirittura più importanti di quelle che tu ed altri state meritatamente sottolineando e sono proprio quelle che celano le ragioni occulte che stanno dietro al tentativo di distruggere l’Italiano. L’Italiano è una Lingua esoterica, carica più d’ogni altra, di energia. La stessa che aveva il Latino e che, sia pur parzialmente, la lingua di Dante ha ereditato. Esistono buone ragioni per credere che Lui e altri Iniziati della Sua tempra, abbiano condotto un vero e proprio lavoro esoterico di ricerca, durante la “costruzione” della nostra Lingua. Ti rendi conto, dunque, che l’Italiano è lingua molto pericolosa. Come dimostra il Rinascimento, la Lingua Italiana è lo strumento “vocale” o “sonoro” attraverso cui il Genio Italico può riemergere, esprimersi e conquistare di nuovo il mondo come fece già Roma. Può, il Genio Italico, una volta ancora intonare la civiltà d’Europa se non addirittura del mondo. Come tale spaventa e dunque va distrutto o quanto meno impedito in tutti i modi. Se le cose le vedi in quest’ottica, comprendi le ragioni che stanno nel fondo di idiozie come quella di sostituire la Lingua Italiana con i dialetti (la cui scomparsa, a parte poche eccezioni, non dovrebbe addolorare nessuno), puntare tutto sullo studio dell’inglese (che pure è la lingua d’un impero ormai morente), dimenticare la Lingua dei Padri (che fu il Latino) e, infine, dar spazio sia all’itanglese e al dialetto invadente dei XKE’, CMQ, NN, TVB, e via discorrendo.

      E’ buffo, ad esempio, scoprire che chi come te, cara Cristina, si batte onorevolmente per limitare i danni della diffusione dell’itanglese, abbia scelto, come indirizzo di posta elettronica, la parola “marketing”, chiaramente inglese! L’itanglese è dunque DENTRO degli iatliani ed anche di te, Cristina. Marketing è parola mutuata dalla nostra divinità MERC-URIUS, in cui la radice MERC (o MERK, se vuoi) sta ad indicare lo scambio, ma non solo di merci, come intendono i moderni barbari! Si tratta di qualcosa perfino molto più antico del Latino, una Lingua Madre antichissima che dette vita sia al Latino, sia all’Italiano e che l’inglese, privo di tanta storia, ha copiato, così come tante altre sue parole Ad esempio, JANUARY, che è l’orribile riproposizione del latino IANUARIUS, il mese dedicato all’italianissimo Dio JANUS, il Dio degli inizi e delle iniziazioni.

      Mah, lasciamo perdere … E’ un discorso troppo lungo …

      Commento di Roberto Zamperini | 15 luglio 2011 | Rispondi

  3. Non posso che quotare Roberto ma soprattutto Josè: “quien cultiva su lengua, protege su identidad”. Una lingua, un popolo, una nazione. Senza questi pilastri l’identità scompare, senza identità non c’è libertà (nemmeno in potenza) e senza libertà la vita non ha senso.

    L'”itanglese” è delittuoso, è criminale, è un missile termonucleare diretto a distruggere la nostra identità e va bloccato fin che si possa, almeno nell’interiorità: l’ultima Thule. Noi che parliamo la più bella e musicale lingua del mondo non ci possiamo abbassare a palare l’idioma dei barbari.

    Commento di mario puccioni | 15 luglio 2011 | Rispondi

  4. Dapprima scusate il mio italiano che, come presto capirete, non è la mia lingua. Soltanto vorrei dire che sono davvero lieto di aver trovato finalmente degli italiani che vogliono lottare per la difesa della loro lingua, una lingua bella e storica, figlia del latino. Ogni volta che parlo con un italiano e uso parole come “fine settimana” invece di “weekend” mi guardano abbastanza male come se io fossi un pazzo. Spiego sempre che da noi (sia con il catalano che con lo spagnolo) c’è un sentimento di lotta per difesa della lingua, soprattutto da noi traduttori e altri professionisti delle lingue, eppure la risposta dei miei interlocutori è sempre la solita: certe parole in inglese sono più brevi.

    Veramente avevo perso la fede nel popolo italiano, ma è grande l’allegria che ho sentito nell’aver trovato quel sito. Non so se vi servirà a molto, ma, signori, vi applaudo.

    Invio l’informazione ai miei amici italiani.

    Distinti saluti.

    Commento di ismafuster | 15 febbraio 2013 | Rispondi

  5. Sono contenta di aver trovato questo sito. Sono Italiana ma vivo negli Stati Uniti e mi rattrista che quando ritorno in Italia sento le persone usare sempre piu’ parole in Inglese. Non capisco perché questo e’ necessario. Una delle persone che ha scritto su questo blog ha detto che bisogna “stoppare” questo. È ironico che questa persona ha usato il verbo inglese ” to stop” ed da questo ha formulato l’infinito italiano “stoppare” che quando ho lasciato l’Italia anni fa non esisteva. Questa persona che e’ interessata a proteggere l’integrita’ della lingua Italiana avrebbe potuto usare il corretto verbo “fermare” . Per proteggere la purezza della vostra lingua rifiutate le frasi in inglese. Parlate l’italiano!

    Commento di Ele | 5 maggio 2013 | Rispondi

    • tipica lettera dell` emigrante che vuole ritrovare il suo vecchio paesello come l` ha lasciato nella propria fantasia

      Commento di Silvano Ercolani | 25 dicembre 2013 | Rispondi


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