Nucleare in Italia: passata la festa gabbato lo santo.
Che
v’avevo detto? In Il Referendum sul nucleare non è morto: non facciamoci fregare avevo avvertito del pericolo che, una volta disinnescati i referendum e contando sulla scarsa memoria degli Italiani, si ritornasse a legiferare sul necleare come se niente fosse successo, niente Chernobyl, niente Fukushima, niente Three Miles Island. Il nostro presidente del Consiglio l’ha candidamente ammesso: si faranno passare dei mesi, due anni al massimo e poi si riprenderà a parlare di centrali nucleari.
Nel frattempo, si bombarda quel Gheddafi del quale pochi mesi prima si erano baciate le mani. Non so più che pensare… Anzi, i pensieri più neri e negativi si affastellano nella mia mente: forse che le mazzette che si possono prendere con le costosissime centrali nucleari sono ben più interessanti di quelle tanto al barile, che aveva promesso l’oramai inutile Gheddafi? No, per favore, ditemi che non è così, che non è vero, che è solo paranoia primaverile …

Berlusconi in sostanza ha affermato che gli elettori non sono in grado di prendere decisioni sagge… in effetti basta vedere che presidente del consiglio hanno eletto. A quando le leggi che posticipano le elezioni politiche per evitare che gli elettori, sull’emozione degli ultimi scandali, decidano di mandare al governo qualcun altro?
Meglio sorridere, Giò, che per il resto ci sarebbe da piangere!