Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

La paura, l’amigadala e un attrezzo assai semplice da autocostruire (Seconda Parte)

DISCLAIMER

La ricerca, i seminari sulla TEV (Tecnica Energo-Vibrazionale) e i prodotti a Tecnologia Cleanergy by CRESS sono espressione di concetti filosofici provenienti dalle tradizioni orientali e occidentali elaborati da Roberto Zamperini e caratterizzati da un suo personale approccio, più razionale e occidentale. Tali concetti filosofici si rifanno alla credenza che l’essere umano è anche costituito di un corpo energetico o sottile. L’energia sottile, il corpo energetico o sottile non sono riconosciuti dalla Scienza ufficiale in quanto mai dimostrati con strumenti ortodossi ufficiali. Tali concetti filosofici si rifanno alla credenza che l’essere umano è anche costituito di un corpo energetico o sottile. L’energia sottile, il corpo energetico o sottile non sono riconosciuti dalla Scienza ufficiale in quanto mai dimostrati con strumenti ortodossi ufficiali. I prodotti a Tecnologia Cleanergy e la Tecnica Energo-Vibrazionale non sono riconosciuti dalla Scienza ufficiale in quanto non dimostrati scientificamente. Nessuna informazione divulgata dal CRESS e contenuta in questo Blog deve essere intesa come una dichiarazione che i prodotti e/o i seminari qui presentati sono intesi per essere utilizzati nella diagnosi, nella cura, nella diminuzione della malattia e/o del dolore, nel trattamento o nella prevenzione della malattia o di qualunque altra condizione medica. Il CRESS non si assume alcuna responsabilità per un uso dei suoi prodotti o della TEV al di fuori di quanto qui specificato. Deve essere pertanto chiaro che i prodotti a Tecnologia Cleanergy e la TEV non vanno in alcun modo intesi come atti a trattare, curare o attenuare alcuna condizione medica di qualunque genere, ma unicamente come approcci e metodi filosofici aventi lo scopo di aumentare il proprio benessere.

 ASPETTI TEORICI

Abbiamo visto nel precedente articolo Tomatis, il Cleanergy e l’ascolto uterino (Prima Parte) gli aspetti teorici del rapporto Energia Sottile – Orecchio Interno. 

Attraverso l’orecchio interno si giunge facilmente e direttamente alle due amigdale, i piccoli cervelli della paura e delle emozioni. Di cosa si tratta? Ecco cosa dice Wikipedia:

Lamigdala, o corpo amigdaloideo, è una parte del cervello che gestisce le emozioni ed in particolar modo la paura. A livello anatomico scientifico viene definita anche come un gruppo di strutture interconnesse, di sostanza grigia facente parte del sistema limbico, posto sopra il tronco cerebrale, nella regione rostromediale del lobo temporale, al di sotto del giro uncinato (uncus) e anteriormente alla formazione dell’ippocampo. Ha una struttura ovoidale (in latino amygdala significa mandorla) situata nel punto più basso della parete superiore del corno inferiore di ogni ventricolo laterale. È in continuità con il putamen, dietro alla coda del nucleo caudato.

Per avere un’idea di dove si trovino le due amigdale, consiglio di osservare questa gif animata.

Traggo ancora da La Cellula Madre questo brano:

Tra i seguaci dell’insegnamento di Reich, c’è stato il medico italiano professor Federico Navarro, neuropsichiatria e psicoanalista, considerato “il massimo esponente della cultura post-reichiana

Insegna Navarro che la pulsazione biologica, che “ha il compito di inviare energia dal centro alla periferia”, nella malattia è bloccata nella sua fase di scarica. Nel nostro linguaggio, questo equivale a dire che i chakra sono talmente tanto intasati, che non riescono più ad eliminare le congestioni. A livello cellulare, questo comporta un deficit della vitalità ed apre la porta a forti sofferenze cellulari, a loro volta condizione necessaria e sufficiente ad innescare una biopatia.

Si chiede allora il Navarro: “Qual è, allora, la causa di tutto questo?”. La sua risposta è perentoria: “E’ l’emozione paura”. La paura è un’emozione primaria, il cui scopo, a livello evolutivo, è la salvaguardia dell’individuo. Il topo privato della sua naturale paura del gatto, è un topo che non vive a lungo. Gaia inventò la paura per dare maggiori chance di sopravvivenza alle prede e poiché ogni animale è potenzialmente preda di un altro (magari quando è ancora cucciolo), a tutti gli animali dotati di un sia pur minimo sistema nervoso è stata data la paura. Ricordo quanto abbiamo assodato in Fisiologia Sottile: l’organo fondamentale della paura, l’amigdala, dipende dal chakra della nuca minore. Questo, a sua volta, è connesso al sesto CEC inferiore. Si tratta dunque di un chakra in qualche modo controllato dall’energia-oro tellurica.

Esistono due tipi di paura: quella oggettiva e quella irrazionale. Bisogna aver paura di correre troppo in autostrada, perché è oggettivamente molto pericoloso e mette a rischio la nostra vita. Aver più paura di volare nei moderni aerei di linea che guidare la macchina in autostrada è una paura irrazionale. Le statistiche stanno lì a dimostrarci che volare è molto meno pericoloso che guidare in autostrada.

L’effetto fondamentale della paura è la contrazione. Si tratta di una reazione naturale che gli etologi chiamano freezing (congelamento) e che ha l’obiettivo di mostrare al predatore che la sua vittima è già morta e quindi non è commestibile. Ovviamente, il freezing non funziona sempre: spesso i predatori non cadono nel trabocchetto. Negli animali, a seguito di un evento spaventoso, gli effetti psichici della paura sono transitori. Un cagnolino può tremare e magari svenire dalla paura se è aggredito da un dobermann, ma, cessato il pericolo, la sera mangerà la sua pappa, come se niente fosse successo. 

L’essere umano, a causa del suo psichismo, ha un rapporto con la paura ben più complesso. Possiamo vivere un’intera enciclopedia di paure: la paura della malattia, della morte, dell’abbandono, della perdita dei nostri cari, della solitudine, di non essere amati, di non essere accettati, di subire la critica degli altri, delle proprie reazioni eccessive, di perdere il proprio status sociale, di finire disoccupati, di essere sfrattati, di cadere in rovina, di ingrassare, di dimagrire, ci sono paure indefinibili, di origine apparentemente ignota, c’è la paura di vivere e c’è perfino la paura di … avere paura. L’elenco delle nostre paure sembra pressoché infinito, proprio come la nostra creatività nel crearne di sempre nuove ed originali! Ma è possibile che l’elenco si possa restringere a due sole grandi paure: la paura dell’abbandono e quella della morte. Forse essere abbandonato è l’equivalente, per un bambino, di morire e allora esiste solo la paura della morte, quella centrale e presente in ognuno di noi, a partire dal momento in cui siamo stati generati.

Un elemento molto sfavorevole della paura è che è molto stabile, soprattutto a causa dei forti legami che crea. La paura è, non dimentichiamolo, una forma-pensiero ed il suo attaccamento a noi è dato dai legami che ad essa ci legano. I legami funzionano come elastici: in qualsiasi momento possono richiamare la forma-pensiero legata. Paure nate molto tempo addietro sono in grado di aggredirci oggi, proprio come se l’evento che ha causato lo spavento fosse assolutamente attuale. 

Ma esattamente quando nasce la paura? Esistono paure più gravi di altre? Navarro individua alcuni periodi topici della paura: la paura embrionale, la paura fetale, la paura neonatale, la paura post-natale, in corrispondenza con tre modalità di campo: nel primo campo c’è la paura connessa al rapporto madre-figlio, nel secondo campo c’è la paura connessa al rapporto con la famiglia, nel terzo campo c’è la paura connessa al rapporto con la società.

La paura nel momento stesso del concepimento.

Come può un embrione avere paura? Dal punto di vista neurologico, prima di avere un sistema nervoso in grado di vivere la paura, questo è impossibile. Non lo è se consideriamo la cosa da un punto di vista energetico. Una semplice esperienza che chiunque può sperimentare per proprio conto, a condizione di avere una buona sensibilità all’energia, è la seguente. Si prenda un oggetto qualsiasi, meglio se fatto di qualcosa che assorba bene le energie sottili, come i cristalli, l’acqua o l’olio. Si invii con un procedimento qualsiasi energia sottile a questo oggetto, fino al momento in cui se ne può percepire un livello molto alto. A questo punto, si riviva mentalmente una grande paura, possibilmente una che si ricorda bene. Per esempio, quella volta che abbiamo evitato per un pelo un grave incidente con la macchina o quella altra in cui pensavamo di essere gravemente ammalati. Mentre si fa questo, si fissi solo l’oggetto, senza distrazioni, ma solo concentrandosi sulla paura. Alla fine, si testi nuovamente l’oggetto: l’energia se n’è andata completamente. Se siete anche in grado di testare la presenza di legami, fatelo. Scoprirete che l’oggetto è pieno di legami. Abbiamo proiettato paura su un oggetto inanimato. In quell’oggetto, d’ora in poi, a meno che non ne sciogliamo i legami, è fissata per sempre quella nostra paura. Quello oggetto è diventato una memoria della paura. 

Un embrione può non avere ancora un sistema nervoso, ma certo non è un oggetto inanimato. Al contrario, è un’entità vivente, con un grado di vitalità straordinario. Perché non dovremmo pensare dunque che anche un embrione possa assorbire l’energia della paura? Anzi, di più, che possa diventare una memoria di paura?

Sostiene il Navarro che la paura embrionale “è del tutto inconscia ed è inscritta a livello cellulare; è una paura di morte della cellula stessa come risposta ad un pericolo di morte reale (aborto!)

.  Secondo lo studioso, la paura embrionale si inscrive direttamente nel DNA. Secondo noi, si inscrive piuttosto nella Cellula Madre, anche se non è da escludere anche una modificazione del DNA. Sostiene ancora il Navarro: il “… danno embrionale è responsabile dell’autismo, di alcune neuropatie, dei tumori maligni irrecuperabili, specie infantili”. Secondo l’Autore, le malattie generate da paura embrionale hanno la natura di una sindrome irreversibile, la cui prognosi è infausta.

Ci chiediamo: dove si ancora la paura embrionale, visto che lo zigote (la prima cellula) è destinata ben presto a moltiplicarsi e a scomparire nel numero immenso delle cellule del feto? La risposta è semplice. L’ancora della paura sta nella Cellula Madre, in cui ci sarà uno strato (il più antico di tutti) del suo Arcaico del Tempo, relativo a quell’evento, che conserverà per sempre, a meno di non intervenire, la memoria della paura e i cui effetti si faranno sentire per tutta la vita dell’individuo. 

COSTRUZIONE DI UNO STRUMENTO PER AGIRE SULLE AMIGDALE

Fin qui il testo … Come dicevo precedentemente sono stati condotti numerosi esperimenti da parte mia, di Michele (che l’ha lungamente sperimentato su molti pazienti), di Sonia Germani, di Maria Sgobio, di Filippo Daniele e, ovviamente, miei. Con quali risultati? Inutile dire che si tratta di qualcosa di ampiamente sperimentale, che meriterebbe un lungo approfondimento, ma ritengo che, in ogni caso, molti di voi possano provarlo su se stessi. Inutile dire che in seguito dovranno condividere i loro risultati con appositi commenti.

Per far questo ci avvarremo dell’ottima esposizione di Francesco, persona che molti di voi in Sicilia e nel resto d’Italia, hanno iniziato a stimare. Ecco cosa ci dice Francesco:

Materiale occorrente:

1 – Midi Cleanergy (meglio se di ultima generazione)
2 – Booster (opzionale)
3 – Memoria Legàmi (molto consigliata)
4 – un cerchietto di rame identico a quelli usati per costruire i selettori (6.5 cm di diametro)
5 – carta adesiva azzurra (opzionale)
6 – cuffie per mp3 (solo cuffie nuove!!)

Ritagliate un cerchietto di rame di 6.5 cm di diametro (sempre il solito rame da sbalzo che si trova anche nei ferramenta) in modo che copra completamente la faccia OUT del Midi Cleanergy.
Foderare il cerchietto di rame con della carta adesiva blu o azzurra, in modo da isolare etericamente il tutto.
Prima di attaccare la carta adesiva al cerchietto, foratelo nella parte centrale in modo da poterci fare entrare comodamente lo spinotto delle cuffie. Abbiamo quasi finito.
Prendiamo il cerchietto di rame così rivestito e lo incastriamo nella parte OUT del nostro Cleanergy (meglio se utilizziamo anche la memoria Booster e la memoria Legàmi).
Prendiamo adesso le nostre cuffie, che è bene siano nuove. 
I magneti contenuti all’interno memorizzano tutto, quindi non è cosa buona utilizzare cuffie usate precedentemente per ascoltare robaccia.
Inserite lo spinotto delle cuffie nel foro che avete praticato nella carta adesiva blu, in modo tale che vi entri tutto e che si vada a posizionare tra rame e carta adesiva blu. Se lo avete fatto bene vedrete che lo spinotto  rimarrà attaccato comodamente al tutto.
Abbiamo finito. Adesso non resta che mettervi comodamente seduti su una bella poltrona di casa vostra ed attaccare le cuffie ai vostri meati acustici.
Per chi ne è capace, può testare un bel po’ di cose, ma in primis l’effetto sulle amigdale e sull’orecchio interno, in particolare l’effetto dello scioglimento dei Legàmi, cui questi organi sembrano essere pieni.

COME FUNZIONA LO STRUMENTO

L’energia sottile emessa dal Cleanergy si muove lungo il filo di rame fino alle cuffie, dove va ad accumularsi sui magneti e da lì agisce nell’orecchio interno.

Come e per cosa utilizzare questo semplicissimo attrezzo? Sulle vostre PAURE.

Sperimentate e SCRIVETE! E non dimenticate di graziare  Francesco per la descrizione e le foto!

PS.: un attrezzo simile e enormemente più potente si può costruire con la CPU e la Mini CPU.

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2 agosto 2012 - Posted by | Senza categoria | , , , , ,

40 commenti »

  1. GRAZIE! Sperimento subito.

    Commento di gattointeriore | 2 agosto 2012 | Rispondi

  2. Grazie Roberto, grazie Francesco e grazie a tutti coloro che hanno avviato questo tipo di sperimentazione: è sbalorditiva!
    Mentre aspetto di avere tra le mani la tanto desiderata miniCPU corro a comperarmi un paio di cuffiette nuove e poi mi cimento in questa meraviglia.

    Commento di Laura | 2 agosto 2012 | Rispondi

  3. Che bello, grazie Roberto! Lo sperimento appena possibile.

    Commento di gio904 | 2 agosto 2012 | Rispondi

    • A proposito, si potrebbe anche farlo con l’antenna?

      Commento di gio904 | 2 agosto 2012 | Rispondi

      • Mmmm, un po’ complesso ed è cosa per esperti. Puoi utilizzare l’AZ come selettore di R1, ma non è la stessa cosa dei LEGAMI. Io non l’ho mai fatto.

        Commento di Roberto Zamperini | 2 agosto 2012 | Rispondi

  4. Visto che si parla di paure, ecco un’elenco….
    ablutofobia paura di fare il bagno
    acluofobia paura del buio
    acusticofobia paura del rumore
    acrofobia paura dei luoghi elevati
    agorafobia paura degli spazi aperti
    ailurofobia paura dei gatti
    alectorofobia paura dei polli
    allodoxafobia paura delle opinioni degli altri
    amatofobia paura della polvere
    androfobia paura degli uomini
    anemofobia paura del vento
    apifobia paura delle api
    aracnofobia paura dei ragni
    aurofobia paura dell’oro
    automisofobia paura di essere sporchi
    aviofobia paura di volare
    bhacillofobia paura dei microbi
    bibliofobia paura dei libri
    bufonofobia paura dei rospi
    carcinofobia paura di ammalarsi di cancro
    catisofobia paura di sedersi
    chemofobia paura dei composti chimici
    chinofobia paura della neve
    colerofobia paura della collera
    crometofobia paura dei soldi
    cromofobia paura dei colori
    cibofobia paura del cibo
    cinetofobia paura del movimento
    cinofobia paura dei cani
    claustrofobia paura degli spazi chiusi
    climacofobia paura delle scale
    coprofobia paura delle feci
    coulrofobia paura dei clown
    ciclofobia paura della bicicletta
    decidofobia paura nel prendere decisioni
    dendrofobia paura degli alberi
    dentofobia (o odontofobia) paura del dentista
    dermatofobia paura delle lesioni della pelle
    didascaleinofobia paura della scuola
    dichefobia paura della giustizia
    dipsofobia paura di bere
    disabiliofobia paura di spogliarsi di fronte a qualcuno
    dromofobia paura dei mezzi di locomozione
    dismorfofobia paura di non avere un aspetto normale
    ecclesiofobia paura delle chiese
    eisoptrofobia paura degli specchi o di vedervisi riflessi
    electrofobia paura dell’elettricità
    eleuterofobia paura della libertà
    eliofobia paura del sole
    emetofobia paura del vomito
    emofobia paura del sangue
    enofobia paura del vino
    entomofobia paura degli insetti
    equinofobia paura dei cavalli
    eremofobia paura della solitudine
    ergofobia paura del lavoro
    ereutofobia (o eritrofobia) paura di arrossire
    erpetofobia paura dei rettili
    eufobia paura di sentire buone notizie
    falacrofobia paura di diventare calvo
    farmacofobia paura delle medicine
    filofobia paura di innamorarsi
    fobofobia paura delle fobie
    fonofobia paura dei rumori
    frigofobia paura del freddo
    gamofobia paura del matrimonio
    gefirofobia paura nell’attraversare i ponti
    glossofobia paura di parlare in pubblico
    gimnofobia paura della nudità
    ginofobia paura delle donne
    iatrofobia paura del medico
    idrofobia paura dell’acqua
    ittiofobia paura dei pesci
    keraunofobia paura dei tuoni
    leucofobia paura del colore bianco
    mastigofobia (o rabdofobia) paura delle punizioni
    melofobia paura della musica
    menofobia paura delle mestruazioni
    micofobia paura dei funghi
    musofobia paura dei topi
    necrofobia paura della morte
    nefofobia paura delle nubi
    neofobia paura delle novità
    nictofobia paura della notte
    nosocomefobia paura degli ospedali
    odinofobia paura del dolore
    ofidiofobia paura dei serpenti
    oicofobia paura della casa
    ombrofobia paura della pioggia
    ommetafobia paura degli occhi
    omofobia paura dell’omosessualità
    ornitofobia paura degli uccelli
    pagofobia paura del ghiaccio
    papafobia paura del papa
    papirofobia paura della carta
    parassitofobia paura dei parassiti
    patofobia paura delle malattie
    pedofobia paura dei bambini
    pirofobia paura del fuoco
    plutofobia paura della ricchezza
    radiofobia paura delle radiazioni
    sciofobia paura delle ombre
    scolecifobia paura dei vermi
    scotomafobia paura di diventare ciechi
    scriptofobia paura di scrivere in pubblico
    selenofobia paura della luna
    sfecsofobia paura delle vespe
    siderodromofobia paura dei viaggi in treno
    siderofobia paura delle stelle
    staurofobia paura dei crocifissi
    stenofobia paura degli spazi stretti
    simmetrofobia paura della simmetria
    tacofobia paura della velocità
    tafofobia paura dell’essere sotterrato vivo
    tecnofobia paura della tecnologia
    talassofobia paura del mare
    tanatofobia paura della morte o di morire
    termofobia paura del caldo
    tossifobia paura di essere avvelenati
    triscaidecafobia paura del numero 14
    tripanofobia paura delle iniezioni
    tropofobia paura del muoversi, del cambiare luogo
    uranofobia paura del cielo
    urofobia paura dell’urina
    vaccinofobia paura delle vaccinazioni
    venustrafobia paura delle belle donne
    verbofobia paura delle parole
    xantofobia paura del colore giallo
    xenofobia paura degli stranieri
    zoofobia paura degli animali

    Commento di giorgio | 2 agosto 2012 | Rispondi

    • Ahahah! Ho paura di leggere quest’elenco! Troppo lungo!

      Commento di Roberto Zamperini | 2 agosto 2012 | Rispondi

      • A proposito: c’è nell’elenco LA PAURA DI AVERE PAURA? Molto diffusa.

        Commento di Roberto Zamperini | 2 agosto 2012 | Rispondi

    • Triscaidecafobia e’ la paura del numero 13 (tris kai deka). Scusa la pignoleria, ma in effetti c’è qualcuno che ha paura del
      13 (non mi risulta del 14). Comunque l’elenco fa veramente paura.

      Commento di sempreallerta | 17 novembre 2012 | Rispondi

  5. Il merito è tutto vostro. Io non ho fatto altro che improvvisare alla buona un piccolo strumento citato dal bravissimo Master TEV Filippo Daniele.
    Vorrei dire solo due cose.

    – La prima, è che vorrei dare un piccolo consiglio a chi utilizzerà questo rudimentale ma potente strumento: se dopo aver attaccato le cuffie alle orecchie chiudete gli occhi e “richiamate” o cercate di “rivivere” una vostra paura che ben conoscete, noterete degli effetti fortissimi. Provate e poi mi dite.
    Potete provare anche con paure non note, e cioè con quanto scritto da Roberto e sostenuto anche da Tomatis, cioè con la paura legata al parto. Paura che ovviamente non ricordiamo, ma che pure abbiamo vissuto.
    Provate, dopo aver indossato le cuffie, ad immaginare per 10-15 minuti, il momento della vostra nascita, sentite cose accade al vostro corpo, al vostro sistema energetico e poi ce lo raccontate.
    Io l’ho già fatto, e ad un certo punto ho dovuto togliere le cuffie, mi stavano scoppiando le orecchie, erano così tanti i Legàmi che si scioglievano che le orecchie mi facevano davvero male.

    – La seconda, è relativa alla durata e alla frequenza dell’uso delle cuffie, cioè vorrei sapere se è quanto tenere le cuffie e se ci possono essere controindicazioni. Io le uso 10-20 minuti ogni due tre giorni.
    Non sono voluto andare oltre in termini di frequenza e durata, perché ho l’impressione che sono così tante le congestioni che escono dalle amigdale e dagli orecchi interni che il rischio di ingolfare il nostro sistema energetico è concreto.
    Piccola nota a margine: A. Tomatis, qualche mese prima che venisse pubblicato il tuo “La Cellula Madre” tenne un seminario a Palermo, proprio su questi argomenti.
    Guarda caso, l’invito e il seminario furono opera di un illuminato medico palermitano neo TEVvaro che ci raccontò la cosa all’ultimo introduttivo TEV tenutosi a Palermo.
    Solo coincidenze?

    Commento di Francesco | 2 agosto 2012 | Rispondi

  6. Ciao Roberto,hò attaccato le cuffie direttamente al maxi,cè qualche controindicazione?

    Commento di antonio | 2 agosto 2012 | Rispondi

  7. Provato!
    Mi sono concentrata sul momento del mio concepimento.
    Non ho testato nulla, anche e soprattutto perché ero così rilassata da sentirmi quasi inebetita.
    Subito è arrivato un bel nodo alla gola che se ne è andato da solo senza che nemmeno me ne rendessi conto. Poi sono arrivate delle strane sensazioni nel corpo: formicolii e pizzicori itineranti, movimenti involontari e una sorta di “onde” (non so come definirle) sotto la pelle.
    Al termine, dopo una mezzora, direi che sono tranquillissima, mi sento come se avessi fatto un sonno lungo e super ristoratore.
    Stiamo a vedere gli sviluppi…

    Commento di Laura | 2 agosto 2012 | Rispondi

    • Bene. Ecco una prima esperienza molto interessante. Grazie, Laura.

      Commento di Roberto Zamperini | 2 agosto 2012 | Rispondi

    • Ri-eccomi. Dal 2 agosto ho ripetuto l’esperimento ogni giorno, anzi:ogni notte andando a dormire con le cuffie addosso, beandomi del relax e facendomi delle super dormite riposantissime, senza concentrarmi su nulla di particolare.
      Risultato: non sento più tremori, formicolii o altro. Solo una grande pace , sia di notte (perché dormo benissimo) sia di giorno (quando, anche senza cuffie, mi accorgo che sono meno reattiva/arrabbiosa)
      Continuo ancora a dormirci su.
      Grazie ancora.

      Commento di Laura | 16 agosto 2012 | Rispondi

  8. Un saluto a Roberto e a tutti gli amici Tevvari.
    Anche io ho costruito il dispositivo descritto e provato subito.
    La sensazione che mi ha dato è come se alzasse molta polvere senza
    fare una grande pulizia.
    Poi ho provato cambiando il discetto di rame con un selettere di R1,
    attaccando la cuffia nel punto in cui esce l’R1 con il clenergy in verticale
    e devo dire che la sensazione è stata molto più forte e testando
    i legami di un evento è come se in poco tempo fossero stati spazzati via,
    una sensazione di pulizia rispetto alla precedente sensazione di stasi.
    I prossimi gioni se ci sono sviluppi vi faccio sapere,anche perchè
    oggi a pranzo mi sono scolato una bottiglia di rosso chianti e non so
    quanto sono affidabile.
    Buone ferie a tutti dal contadino del Chianti.
    Fulvio

    Commento di Fulvio | 2 agosto 2012 | Rispondi

    • Bene, bravo Fulvio!

      Commento di Roberto Zamperini | 2 agosto 2012 | Rispondi

    • Beh, che dire. Gli agricoltori hanno sempre una marcia in più. Scarpe rotte e cervello fino!
      Anch’io proverò con il selettore di R1.

      Commento di Francesco | 2 agosto 2012 | Rispondi

      • Mah, R1 sulle amigdale? Non mi convince.

        Commento di Roberto Zamperini | 3 agosto 2012 | Rispondi

        • Chiedo scusa Roberto, come mai alla descrizione di Fulvio hai commentato “bene, bravo…” ma al post di Francesco -sempre relativo all’R1 invece del rame- hai detto che non ti convince? Potresti spiegare per favore cosa pensi davvero di questa variante (e perchè)? Grazie

          Commento di filippobo1 | 19 agosto 2012 | Rispondi

  9. Ho provato con memoria Booster e memoria Legàmi.
    Subito, senza particolare concentrazione, un singolo pizzicorio sulla punta dell’indice destro.
    Poi, tra le varie opzioni, ho rivissuto mentalmente con dovizia di particolari la paura provata in occasione di un incidente stradale.
    Come tutte le altre volte, mi ha procurato un profondo dolore, disagio e una morsa addominale. E’ ovvio che in genere evito di fare volontariamente questo “esercizio mentale”.
    Con mia sorpresa, la seconda volta che ho “ripassato” le immagini e le sensasioni, non ho avuto alcuna reazione emotiva, quasi che lo strumento abbia tolto o resettato il “layer emozionale” relativo a quell’episodio. Ho riprovato più volte ma nella mia mente scorrevano solo immagini senza la “traccia emozionale”. E’ come se il ricordo ora sia più “asciutto”, “asettico”, distaccato.
    L’impressione è che con un impegno maggiore nella fase del ricordo, si possa fare ancora meglio, come dire, un lavoro più fino. La presenza, nelle immagini mentali di un’altra persona che ha vissuto con me l’episodio, è come se non permettesse il completo scioglimento dei lagami, quasi che le paure da lei vissute, se non sciolte, continuino comunque a influenzare me.
    Durante ciò pizzicorio, solletichio sul chakra del rene piede destro, con andamento pulsante.
    Con più calma proverò su altre paure.
    Grazie a tutti.

    Commento di Alessio | 2 agosto 2012 | Rispondi

    • Una grande esperienza. Bene! Bravissimo!

      Commento di Roberto Zamperini | 3 agosto 2012 | Rispondi

    • A distanza di due settimane l’effetto permane.

      Commento di Alessio | 16 agosto 2012 | Rispondi

  10. Ho provato con il midi 07.11+Legami poi ho aggiunto il Booster e poi ho provato anche inserendo frammezzo il selettore R1. Devo dire che il selettore R1 fa la differenza, ho avvertito una pulizia molto profonda. Poi ho fatto provare anche ad Angela che è partita dal concepimento (anzi ha detto che PRIMA del concepimento ha trovato un sacco di cose da pulire) e poi si è messa a pulire mese per mese fino al terzo mese dal concepimento. Il Booster accelera il processo. Anche lei ha provato Legami poi R1 poi R1+Legami poi R1+Legami+Booster. Con il solo Legami non avvertiva una grande efficacia (la stessa mia esperienza) mentre inframezzando il selettore R1 (quindi midi verticale) ha avvertito una pulizia profonda. Poi, inserendo anche la memoria Legami ha detto che “non era male” ed ha preferito tenerla.

    Commento di gio904 | 3 agosto 2012 | Rispondi

    • (la mia Legami è la 60.08)

      Commento di gio904 | 3 agosto 2012 | Rispondi

    • Io l’R1 lo uso su mè stesso dopo il trattamento, proiettare r1 in un organo che contiente le nostre paure , non mi fido piu di tanto. cl-booster-legami.

      Commento di giorgio | 4 agosto 2012 | Rispondi

      • Senza la ME Legami, non si sciolgono le connessioni con la FP della paura.

        Commento di Roberto Zamperini | 4 agosto 2012 | Rispondi

    • Perdonami “gio”, non capisco bene la sequenza di posizionamento dei vari strati… puoi rispiegarla per favore? In particolare non ho capito dove inserisci il filtro R1. Grazie

      Commento di Filippo Marostica | 17 agosto 2012 | Rispondi

      • Booster e Legami erano ovviamente dal lato IN del Cleanergy, il selettore R1 sul lato OUT. Comunque ho anche sostituito gli auricolari con un modello differente e a prima vista mi pare che funzionino meglio.Troverò il modo di sperimentare di nuovo con calma.

        Commento di gio904 | 24 agosto 2012 | Rispondi

  11. ma anche qui sono consigliate cuffiette MONO anzichè stereo?
    Grazie

    Commento di Maurizio | 3 agosto 2012 | Rispondi

  12. Provato esperimento come formulato da Francesco.appena messe le cuffie, ho avuto un senso di grande pressione agli orecchi come scoppiassero, poi durante i 20 minuti di seduta la pressione si abbassava da un orecchio all’altro…ho provato ha ripercorrere le mie paure recenti, paure ad attraversare ponti con senso di vertigine, e non mi facevamo più paura.Ho immaginato il momento prima del parto, in cui è emersa grande sofferenza.dopo i 20 minuti di seduta mi sono sentita come se un tir mi fosse passato sopra! domani riprovo al risveglio.Grazie grazie grazie.Lucrezia

    Commento di Lucrezia | 3 agosto 2012 | Rispondi

  13. Il mio Midi 7.11 è impegnato con filtri R1 e R4 su alcune FPP….posso utilizzare per questo esperimento sull’amigdala un vecchio modello di Cleanergy antecedente la tecnologia dello spazio sacro? sul vecchio Cleanergy si è staccata l’etichetta del modello quindo non ricordo quale sia…..8/10 anni li ha sicuri il buon vecchio modello ! ;) si può fare? Grazie

    Commento di Maurizio | 4 agosto 2012 | Rispondi

  14. Anche io sto sperimentando ma ho modificato una cosetta. Il jack delle cuffie l’ho tagliato perchè non può in nessuna maniera toccare il Cl in maniera stereo. Sinceramente non so voi come facciate, a meno che la cuffia sia mono.
    comunque grande senso di svuotamento la cavia ha dovuto mollare dopo 20 minuti. CL 15.02 legami 60.08 sono un antico cavernicolo……..

    Commento di cavernicolo | 4 agosto 2012 | Rispondi

  15. Fatto! anche io ho usato il vecchio CL oramai senza etichetta che credo sia proprio un 15.02 più booster – legami e cuffiette cinesi (stereo, mono non si trovano proprio più). Ho cominciato senza concentrarmi su qualcosa di particolare disteso nel letto. Ci sono rimasto dalle 14 alle 19 addormentando mi a più riprese!!! Considerate che per me è estremamente difficoltoso rilassarmi e farmi anche solo un pisolino pomeridiano (mi parte proprio l’ansia!) .Invece dopo un’iniziale disagio ho provato grande rilassamento. Ora l’attrezzo lo porto in casa nella tasca dei pantaloncini come fosse un walk-man mentre sbrigo faccende varie! vediamo un pò cosa accade…..ad ora mi sento come svuotato…in senso positivo, leggerissimo. Ho notato che pensando fugacemente a qualcosa che mi fa paura/tende queste immagini risultano abbastanza “neutre”, filano lisce quasi senza emotività associata. Più tardi proverò con immagini specifiche.Intanto grazie!!!!!!! :)

    Commento di Maurizio | 7 agosto 2012 | Rispondi

  16. Ho costruito l’attrezzo. Appena metto le cuffie e mi concentro su una paura percepisco subito un fiume di congestioni in uscita dalle gambe e dalle braccia, dopo qualche minuto si affievolisce l’emozione legata all’evento o alla paura con cui mi connetto fino quasi a sparire del tutto. Testandomi sento che alcuni chakra aumentano a dismisura sopratutto il Cardiaco ant. e post., Gola, Ajna e Cervicale, in più anche un attenuarsi del Solare ant. e Ming men. Se soffrite di vertigini vi consiglio di guardare un video di qualche scalata oppure di guardare giù dalla finestra con le cuffie attaccate: nel mio caso dopo qualche minuto la paura se ne era completamente andata, è fantastico. Mi sta aiutando molto; grazie Roberto e grazie Francesco!

    Commento di Valerio | 16 agosto 2012 | Rispondi

  17. salve gente, volevo chiedervi qual’è l’ultima versione della memoria legami e booster? perchè mia zia ne ha e me la vuole regalare ma non so se sono l’ultima versione, mi potete aiutare? grazie

    Commento di Lauro | 19 giugno 2013 | Rispondi

  18. I PERICOLI DEL CLEANERGY SUL PIANO PSICHICO.
    Ciao a tutti, sono nuovo del blog ed ho iniziato col da poco. Sono 5 mesi che leggo il blog, i libri di RZ ed ho comperato la coppia Cleanergy-Legami.
    Data per scontata la loro efficacia sul piano puramente fisico, volevo invece parlare di questa ‘pulitura’ delle paure e dell’ amigdala.
    La mia esperienza è stata sconcertante, desidererei un parere da che ne sa più di me.
    Premetto che pratico Kundalini da anni, e già da prima ero in grado di percepire con facilità i 7 chakra principali e ultimamente col Cleanergy anche tutti gli altri. Forse ciò ha influito.
    Arrivo al punto: un mesetto fa ho costruito l’ attrezzo di Francesco ed ho iniziato per 20 minuti al giorno a tenere le cuffie nelle orecchie. Sentivo un forte flusso d’ energia che dalla testa attraversa il corpo ed esce dai piedi e poi un rilassamento profondo, ma a parte questo nulla di particolare.
    Dopo qualche giorno succedeva che appena collegavo gli auricolari sentivo nella testa come una ‘onda’ o un ‘brivido’ in movimento, purtroppo non c’ è un lessico adeguato per le percezioni sottili. Tali sensazioni crescevano esponenzialmente ponendovi sopra l’ attenzione.
    Ho quindi iniziato a sentire nel centro del cranio una specie di ‘puntatore’ o di sensazione puntiforme con cui dal centro si può percorrere l’ intera testa, dentro e fuori. Bastava spostare l’ attenzione all’ interno della testa: immediatamente sentivo questo ‘punto’ che la segue, quasi come con un mouse o un pad. Le sensazioni vengono da DENTRO il cranio, dove e nettissimo è il senso di localizzazione della pituitaria e della pineale che prima nemmeno sapevo dove fossero. Con la corona c’ è l’ impressione (incredibile) di sentire i CEC che si trovano ben al di sopra della testa, anche ad 1 metro, semplicemente spostando lì l’ attenzione.
    Sono andato avanti così per 4 o 5 giorni ma poi ho smesso: infatti ben presto ho iniziato a sentire, a tutte le ore del giorno e della notte, un forte fastidio nel centro della fronte: come se ci passasse attraverso una corrente elettrica, come attraverso un buco. Ho subito messo via il Cleanergy ma la sensazione fastidiosa perdura soprattutto ad occhi chiusi e di notte.
    Inoltre ha iniziato a farmi male il plesso solare e provo spesso un senso improvviso di paura del tutto immotivato. Faccio sogni molto più vividi del solito, che si concludono spesso con un ‘pugno nello stomaco’ che mi sveglia. Ciò mi porta a stati d’ animo assai sgradevoli.
    Questi fastidi vengono riattivati dalla attenzione corporea (onde beta), tanto che ho smesso anche di fare Yoga: non appena inizio una qualunque Asana la fronte inizia a darmi fastidio. Non uso il Cleanergy da 2 settimane ed i problemi al plesso solare stanno iniziando un po’ a diminuire, mentre il fastidio alla fronte proprio no, anzi pare quasi aumentato.
    Sono congestioni che se ne vanno (e quindi é un bene) o vere e proprie ‘ferite’ sottili (e quindi é un male)?
    Qualcuno che ha praticato la ‘pulizia’ abbastanza a lungo sa dirmi se è normale, soprattutto il fastidio al plesso solare? In alcune tradizioni sciamaniche (p.e. Castaneda) si dice che è dall’ ombelico che la vita è entrata e da esso se ne va un pò alla volta e definitivamente al momento della morte, e sentire un ‘buco in pancia’ è abbastanza angoscioso. Ho provato anche con la borsa dell’ acqua calda ma niente, evidentemente non siamo sul piano fisico ma su quello eterico o astrale.
    Forse la tecnologia Cleanergy richiede un approfondimento sugli effetti che produce non solo nel corpo fisico ma anche su tutto il resto, psiche e spirito. Bisognerebbe conoscere le sue implicazioni su tutti i 7 (o quanti sono) corpi sottili, altrimenti forse si rischia di fare dànni. Che ne pensate?
    Grazie per la pazienza. Mi piacerebbe sentire qualche opinione e consiglio.
    Leonardo

    Commento di Leonardo Milocco | 22 gennaio 2014 | Rispondi

    • Il Cleanergy possiede dei meccanismi puntati prevalentemente sulla pulizia energetica e sull’equilibrio sarebbe il primo caso in 15 anni di attività tale attività psichica ma, ad ogni modo, non ha utilizzato solo il Cleanergy ma diversi strumenti e tecniche energetiche contemporaneamente. Potrebbe trattarsi di una reazione radicale determinata dalla forte espulsione di congestioni perciò, che sia stato il Cleanergy, ho dei forti dubbi. Dovrebbe utilizzare solo questo per esserne certo, ma affinchè lei si senta più sereno, lo interrompa per un certo periodo.
      Buona domenica

      Commento di Roberto Zamperini | 9 febbraio 2014 | Rispondi


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