Il blog di Roberto Zamperini

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E’ vero che il campo magnetico terrestre si sta indebolendo?

In molti si stanno adoperando, di questi tempi, per convincerci che siamo prossimi ad una catastrofica inversione dei poli magnetici. Precisazione: si parla di inversione dei poli magnetici e non già dei poli geografici!

Il 2012 prossimo venturo scatena le fantasie dei catastrofisti ad oltranza: sopravviveremo al 2012? I più ottimisti ci dicono che qualcuno sopravviverà, ma solo gli eletti. E gli altri? Nisba, niente da fare. Spariranno insieme al campo magnetico. Altri ottimisti dicono: “Ma no, il 2012 è un’occasione per un salto evolutivo, un salto della coscienza” e, ovviamente, si sperticano per fornirci le istruzioni per l’uso. Altri sono invece catastrofistici totali: se non ti sei fatto il bunker sotterraneo, sei spacciato. I raggi gamma e il vento solare, non più bloccati dal campo geomagnetico, ti cuoceranno come un hamburger al McDonald. Non ci dicono, però, che faremo il Day After. Eh già, perché se sono bruciate tutte le linee elettriche, se sono saltati i sistemi di comunicazione, se è crollata l’economia mondiale, se è sparita una cosa che si chiama agricoltura, se è morto il 99% della popolazione, si presume che il ritorno alla legge della giungla premierà solo i più forti. E allora a che serve il bunker? Che farai quando ne uscirai se non ti sarai dotato di uno o più M38?

Insomma il messaggio di tutti è: come sopravvivere al 2012.

Manco a dirlo, in prima linea troviamo l’infaticabile catastrofologo Gregg Braden, dispensatore di imperdibili rivelazioni su codici nascosti nella Bibbia e prossime venture catastrofi magnetiche …

Io, di fronte a questi terrorizzanti scenari, mi sono chiesto che c’è di vero e ho tentato di informarmi. Ve ne parlo …

Letto sul sito delle Scienze

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Il_campo_magnetico_terrestre_si_sta_indebolendo/1286812

Il campo magnetico della Terra sta rapidamente diventando più debole, e i geofisici non ne capiscono il motivo. Il calo di intensità – pari a circa il 10 per cento negli ultimi 160 anni – potrebbe segnalare l’arrivo di uno degli sporadici capovolgimenti improvvisi del campo. Ma anche se si trattasse solo di un fenomeno temporaneo, uno studio presentato al convegno annuale dell’American Geophysical Union sostiene che potrebbe provocare gravi danni all’atmosfera terrestre.

Il campo magnetico terrestre, che si spinge fin nello spazio con uno schema bipolare simile a quello formato dalla limatura di ferro attorno un magnete a barra, è generato dal ferro liquido in movimento nel nucleo del pianeta. Studiando le sue caratteristiche in passato, grazie alle particelle metalliche rimaste imprigionate nelle rocce vulcaniche e nei sedimenti, i geologi hanno scoperto che occasionalmente il campo magnetico si inverte: il polo nord magnetico diventa il polo sud, e viceversa. Prima e dopo questa transizione, la forza del campo ha un brusco calo.

Oggi il dipolo sta indebolendosi così rapidamente che, mantenendo questa velocità, potrebbe svanire nel giro di 2000 anni. Alcuni scienziati cominciano a domandarsi se non si tratta della prima fase di un”inversione, giacché il campo è rimasto stabile per un periodo insolitamente lungo, 780.000 anni. Secondo Jeremy Bloxham dell’Università di Harvard, qualche tipo di processo nel nucleo sta evidentemente distruggendo parte del dipolo. La maggior parte del fenomeno si verifica in una zona ben precisa: l'”Anomalia Sud Atlantica“, una chiazza in prossimità delle regioni meridionali dell’Africa e del Sud America dove le linee del campo magnetico emergono invertite nello spazio. Le simulazioni della circolazione nel nucleo effettuate da Bloxham indicano che simili chiazze a volte possono condurre verso inversioni in tutto il pianeta. Spesso, tuttavia, si esauriscono nel giro di pochi secoli e il nucleo ristabilisce il proprio schema normale.

Letto anche in

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/E_se_si_invertissero_i_poli/1289124

Secondo alcuni ricercatori, strane anomalie nel campo magnetico del nostro pianeta suggeriscono che i poli stiano per invertirsi, come hanno fatto molte volte nel passato. Il campo magnetico terrestre ha origine dal flusso di ferro fuso nel nucleo della Terra. La circolazione di questi fluidi è influenzata dalla rotazione del pianeta e così normalmente il campo è allineato all’asse terrestre e dà origine ai poli nord e sud magnetici, più o meno coincidenti con quelli geografici. Ma la magnetizzazione delle rocce mostra che a volte il campo bipolare scompare, dando luogo ad un campo molto più complicato con molti poli. Quando il dipolo viene ristabilito, normalmente i poli sud e nord risultano invertiti. L’ultima inversione avvenne circa 780.000 anni fa e richiese alcune migliaia di anni. Ora Gauthier Hulot, dell’Institute of Earth Sciences di Parigi, pensa di aver individuato i primi segnali di una nuova inversione. I ricercatori hanno usato dati del satellite Ørsted per studiare strane anomalie del campo magnetico terrestre. In particolare, in una grande zona centrata sul Sud Africa il campo magnetico è già invertito, rispetto al resto del pianeta. Le anomalie hanno già ridotto l’intensità totale del campo del 10 per cento e se continueranno a crescere a questo ritmo, il dipolo della Terra potrebbe scomparire entro 2000 anni. Ma Ørsted è il primo satellite ad aver compiuto misurazioni simili negli ultimi venti anni e la scarsità dei dati rende difficile prevedere le prossime inversioni. «Non possiamo veramente dire che cosa succederà – ha spiegato Hulot – ma pensiamo di trovarci in una situazione inusuale che potrebbe essere in relazione con l’inversione

Leggo in un sito della NASA

http://science.nasa.gov/headlines/Y2003/29dec_magneticfield.htm

In questi anni, il polo nord magnetico è localizzato nel Nord del Canada a circa 600 km dalla città più vicina: Resolute Bay, 300 abitanti. Una simpatica maglietta porta questa scritta: Resolute Bay non sarà la fine del mondo, ma da qui la si può vedere.

Gli scienziati sanno da molto tempo che il polo magnetico non è immobile. James Ross riuscì a localizzarlo per la prima volta nel 1831 dopo un viaggio estenuante che durò per circa 4 anni fra i ghiacci artici. Fino al 1904 quando fu la volta di Roald Amundsen, nessun altro riuscì a portare a termine una simile missione. Secondo Amundsen il polo si era spostato di circa 50 km dal luogo verificato da Ross.

Il polo magnetico ha continuato a spostarsi negli ultimi anni ad una velocità media di circa 10 km all’anno, ma recentemente è arrivato addirittura a 40 km per anno e questo fa pensare che potrebbe lasciare il suolo nord americano entro poche decine di anni.

Come si accennava, il lavoro di Newitt è proprio quello di tenere traccia del polo nord magnetico. Ultimamente è necessario fare questi controlli più spesso del solito, dato che pare variare la sua posizione molto più rapidamente di quanto avevamo visto in precedenza, dice Newitt.

D’altra parte anche il campo magnetico terrestre varia: in Africa l’ago della bussola si sposta di circa un grado ogni dieci anni, mentre a livello mondiale, il campo magnetico si è indebolito del 10% nel corso dell’ultimo secolo. Questo fatto è diventato pubblico nel corso dell’annuale meeting dell’ Associazione geofisica Americana (A.G.U.) ed ha creato un certo allarmismo fra i giornali non specializzati che si sono interessati della cosa. Un classico titolo potrebbe essere: “Il campo magnetico terrestre sta collassando?

Probabilmente non è così e

siamo in presenza di variazioni fisiologiche dell’ambiente Terra, probabilmente assai inferiori rispetto a quanto il nostro pianeta ha sostenuto nei millenni passati. Anche nel campo magnetico, dice il professor Gary Glatzmaier dell’Università di California.

E’ già accaduto che i poli magnetici arrivassero ad invertirsi e tali inversioni sono precisamente registrate nel magnetismo di vecchie rocce. Dobbiamo dire che si tratta di inversioni non predicibili, anche se in media si presentano ogni 300.000 anni. L’ultima inversione risale a circa 780.000 anni fa e potremmo dunque essere prossimi ad una variazione. Ma non abbiamo alcun dato che lo possa confermare o negare.

Secondo Glatzmaier anche una diminuzione del 10% non dice che siamo prossimi all’inversione. Sin da epoche paleomagnetiche, dice il ricercatore americano, la forza del campo magnetico ha subito alti e bassi in tempi non interessati da alcuna inversione. Attualmente il campo magnetico terrestre è più o meno il doppio rispetto alla media dell’ultimo milione di anni. Quindi molto più forte della media. Per capire quanto avviene adesso, dice Glatzmaier, dobbiamo fare un viaggio nel centro della Terra, dove viene prodotto il campo magnetico terrestre.

Al centro della Terra troviamo un pallone di ferro, caldo come la superficie del Sole. I ricercatori lo chiamano il cuore interno e, di fatto, è un pianeta dentro un altro pianeta. Gira ad una velocità più veloce di circa lo 0,2% rispetto alla superficie dove noi viviamo, è grande come il 70% della Luna ed ha un proprio oceano: un profondo strato di ferro allo stato liquido, detto il cuore esterno. Il campo magnetico terrestre proviene da questo oceano, che conduce fluidi in continuo movimento. Il liquido ferroso in superficie ribolle come acqua in una padella bollente. La parte esterna ha i suoi uragani, una specie di mulinelli che traggono energia dalle Forze di Coriolis, create dalla rotazione terrestre. Questi moti complessi fanno si che il magnetismo del nostro pianeta passi attraverso un processo chiamato “Effetto Dinamo”.

Usando le equazioni di una branca della fisica che studia le interazioni fra i fluidi conduttivi ed i campi magnetici, la magnetoidrodinamica, Glatzmaier ed il suo collega Paul Roberts hanno creato un modello matematico che descrive l’interno della Terra. Questo software simula un riscaldamento della parte interna ferrosa ed un’agitazione dell’oceano metallico che lo sovrasta, calcolando poi il campo magnetico risultante. La simulazione prevede una serie molto alta di accadimenti, alcune centinaia di migliaia, prima di poter capire cosa accade.

Alla fine essi hanno l’opportunità di vedere quanto accade realmente sulla Terra: il campo magnetico aumenta e diminuisce, i poli magnetici si spostano e qualche volta si invertono. I cambiamenti sono normali, dall’esperienza dei due ricercatori americani. La fonte primaria del campo magnetico ribolle essa stessa, crea mulinelli nella propria turbolenza. Secondo Glatzmaier la parte più interna della Terra è caotica ed i cambiamenti che avvengono in superficie, sono segnali di quanto avviene la sotto. Glatzmaier e Roberts ritengono di aver capito anche cosa avviene durante l’inversione dei poli. Queste profonde variazioni avvengono in qualche migliaio di anni prima di completarsi. Contrariamente a quanto talvolta si ritiene, il campo magnetico terrestre, durante tali variazioni, non scompare. Semplicemente diventa più complesso. Le linee di forza del campo magnetico in prossimità della superficie terrestre diventano attorcigliate, aggrovigliate. Il polo magnetico si sposta in posti diversi dal solito. Il polo sud magnetico, ad esempio, potrebbe trovarsi in Africa, mentre il polo nord magnetico potrebbe ritrovarsi a Tahiti. Una cosa molto strana per le nostre abitudini. Avremmo comunque un campo magnetico planetario, sempre in grado di generare aurore, tempeste solari ed anche in grado di proteggerci dalle particelle spaziali, esattamente come fa adesso da ben altre posizioni.

In conclusione:

1) le inversioni dei poli magnetici si verificano in media ogni 300.000 anni;

2) ed è vero che l’ultima inversione si è verificata 780.000 anni fa, ma questo – probabilisticamente – non significa che la prossima inversione non possa accadere tra altri 780.000 anni!

3) E’ vero che il campo geomagnetico è calato, ma, in 160 anni, solo del 10%; questo significa potrebbe calare di un altro 10% in altri 160 anni.

4) E’ anche vero che si prevede un suo prossimo collasso, ma si pensa anche che potrebbe succedere tra … 2000 anni!

Insomma: si direbbe che molti di noi non vedranno la prossima inversione del campo geomagnetico, a meno che nei prossimi decenni non si scopra l’elixir dell’immortalità…

PS: bisogna rapidamente trovare un sostituto al 2012 nel caso il 31 dicembre di quell’anno lo passassimo – come al solito – a brindare a champagne (e a toccarci per lo scampato pericolo: crepi l’astrologo, Mr Braden!).


22 marzo 2010 - Posted by | Ambiente, Domoterapia Sottile, Energie Sottili, Scienza | , , , , ,

1 commento »

  1. Leggerò con molto interesse l’articolo sul campo magnetico terrestre! A mio avviso, è una delle poche teorie attendibili in circolazione su Gaia anche se credo fermamente che nel 2012 non ci sarà alcun megadisastro planetario che provocherà l’estinzione dell’uomo.

    Ugualmente leggerò con soddisfazione l’articolo che parla delle “visioni” di Mr Braden, era ora che qualche uomo intelligente e coraggioso dicesse la sua opinione sulle teorie di questo signore. Bravo e complimenti per il blog!!!Tua Sonia

    Commento di Sonia Germani | 22 marzo 2010 | Rispondi


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