Il blog di Roberto Zamperini

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AQUA: mirabolanti avventure di un liquido piuttosto anomalo

Libri che ho amato leggere:

AQUA: mirabolanti avventure di un liquido piuttosto anomalo

di Roberto Germano

Prendete un napoletano verace di Portici, fategli fare il fisico della materia, fatelo diventare membro della International Society for Condensed Science, mescolate il tutto e poi ditegli di scrivere un libro che illustri le sue conoscenze e le sue esperienze sull’acqua, raccomandandogli di non dimenticare di essere non solo un fisico, ma soprattutto napoletano. Risultato: il libro di cui vi parlo oggi.

AQUA è un libro che ho letto, anzi studiato a fondo, tutto d’un fiato, perché:

1) Roberto Germano è uno che sa scrivere e sa farsi leggere;

2) il libro è un vero e proprio condensato di informazioni che non si trovano altrove;

3) contiene alcune gustosissime pagine sul CICAP che reputo assolutamente imperdibili.

Dunque: una lettura che consiglio caldamente a tutti i miei amici, a tutti i miei lettori, che siano fisici della materia o che, come me, abbiano una semplice infarinatura scolastica. Dimenticatevi i libri pesanti e pedanti che se ti cascano sul piede nemmeno il Centro Traumatologico vi salva l’arto: Germano – ve l’ho detto – è napoletano verace e il brio e l’arguzia partenopea trabocca da tutti i suoi pori. Ma attenti: questo non significa che un non-fisico come me e gran parte di voi possa leggerlo come un giallo di Camilleri. Occorre attenzione, anzi occorre – ma non spaventatevi! – anche un certo studio. Alla fine, però, direte che ne valeva la pena.

Non posso parlare di tutto il libro, perché non è un opuscolo, ma un tomo di oltre 250 pagine in corpo piccolo. Vi dirò solo qualcosa, tanto per stuzzicarvi l’appetito…

Per cominciare, la prefazione l’ha scritta uno dei tanti nostri grandi geni “sprecati” di questo strano e triste Paese: Emilio Del Giudice. Chi è costui? Lo copio da un sito che ne traccia un breve, ma efficace ritratto:

Emilio Del Giudice, Scienziato di risonanza internazionale, le sue pubblicazioni scientifiche abbondano all’estero. In Italia svolge attività di ricerca in seno all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Milano (INFN). Fra i suoi studi più noti ricordiamo quelli sull’acqua e sulla memoria dell’acqua, sui pericoli dell’elettrosmog e sui campi elettromagnetici, sulla fusione fredda, e sulla Coerenza Elettrodinamica Quantistica (QED). Ha spesso collaborato con Giuliano Preparata, anche lui illustre scienziato, scomparso poi nel 2000, al quale Emilio del Giudice era legato oltre che per le loro ricerche anche da una grande amicizia. Entrambi sono scienziati di fama internazionale, ma ancora poco conosciuti dal grande pubblico a causa dell’elevato livello delle loro ricerche, molto lontano dal nostro quotidiano ma anche dal mondo scientifico più immediato.

Posso aggiungere che in tre occasioni diverse ho avuto nei miei corsi dei fisici, ai quali ho chiesto cosa pensassero di Del Giudice e di Preparata. Giudizio unanime: in un Paese diverso dal nostro i governanti avrebbero fatto carte false per imporli a livello mondiale come Premi Nobel (anche lì c’è di mezzo la politica e se non vieni sostenuto dai tuoi governanti, il tuo lavoro viene buttato alle ortiche). Forse ricorderete la storia delle ricerche sulla Fusione Fredda. Forse non saprete che, a livello internazionale, noi italiani siamo stati all’avanguardia. Leggete questo stralcio a firma di Mauro Quagliati:

La storia che sto per scrivervi ? veramente molto interessante, quindi concentratevi. L’ha raccontata al convegno di Nexus il prof. Emilio Del Giudice ricercatore di fisica teorica dell’ INFM. Ricorderete la faccenda della fusione fredda: nel 1989 due scienziati sfigati, Fleishman e Pons danno l’annuncio del fenomeno, salvo poi essere derisi dai fisici teorici della comunità internazionale, primo tra tutti Rubbia, perché il processo non produceva l’emissione di particelle previste dalla teoria (nel caso specifico neutroni, emessi dalla fusione di 2 atomi di deuterio, isotopo dell’idrogeno).

Nel giro di pochi a

nni le condizioni dell’esperimento originale dei due scopritori vengono riprodotte correttamente dai prof. Emilio del Giudice e Giuliano Preparata, il quale, morto di tumore 2 anni fa, perse il Nobel per la fisica in “elettrodinamica quantistica”, a causa di questo suo sconveniente interesse.

Praticamente del Palladio, un metallo dalle peculiari caratteristiche, viene caricato con idrogeno gassoso fino ad un limite di saturazione prestabilito, oltre il quale si rileva una produzione di energia in eccesso tipica di una reazione nucleare. I nostri due scienziati non solo dimostrano la realtà del fenomeno con l’esperimento, ma forniscono anche un nuovo modello teorico che dà spiegazione dei fenomeni misteriosi che fino a 10 anni fa non erano comprensibili con la teoria delle forze nucleari.

Mi spiego: fino a ieri si pensava che l’unico modo per fare avvicinare 2 protoni tanto da vincere la repulsione elettromagnetica e fare agire il campo delle forze nucleari che innescano la fusione, con produzione di una quantità enorme di energia, fosse il metodo dell’acceleratore, che lavora a 100 milioni di C° (ben inteso nel nostro sole la temperatura è 2 milioni di C° !). Oggi invece, grazie a queste ricerche svolte dall’ INFM e dall’ ENEA (nel frattempo Rubbia rinsavito, si è accorto della bontà della cosa e ha appoggiato i nostri due), è possibile ottenere la fusione a temperatura ambiente!

Dentro al cristallo di Palladio le molecole di idrogeno, in quelle particolari condizioni di  “saturazione”, si comportano un po’ come la struttura solida circostante e, avvicinandosi molto, grazie ad una provvidenziale “buca di potenziale”, producono una particolare fusione, senza emissioni radioattive, con produzione di elio (misurato nell’esperimento) e di un eccesso di energia mai visto fino ad oggi in una reazione (se non ho capito male 2 ordini di grandezza superiore all’energia in entrata, necessaria a preparare le condizioni della reazione).

Per completezza, si produce anche la fissione del Palladio. Quindi abbiamo già a disposizione un generatore di energia praticamente illimitata e a costi contenutissimi; rimane solo da risolvere il problema dell’intercettazione opportuna di questo surplus di energia.
emiliodelgiudice228Nonostante questa pazzesca rivoluzione, ad oggi,
il prof. Del Giudice non è ancora riuscito a farsi pubblicare la ricerca da una rivista scientifica (ad es.: Science ha rifiutato perché “l’argomento è troppo Tecnico”). Ma il bello viene adesso. E’ ovvio capire i motivi economici alla base della soppressione di una tecnologia quasi “free-energy”. Ma non ci sono solo quelli. Del Giudice ha formulato un’ipotesi inquietante.

Tutta la faccenda è partita da uno studio commissionato dalla Marina Militare Inglese a Fleishman per indagare sui metalli più idonei ad immagazzinare l’idrogeno. I migliori risultarono essere il Palladio e l’Uranio. Lo scienziato ovviamente sperimentò sul Palladio, la cui fissione non produce danni; ma qualcuno era molto più interessato all’Uranio. Immaginate cosa succederebbe se la matrice solida in cui avviene la fusione fosse Uranio: si innescherebbe la fissione, e quindi una esplosione atomica, anche con quantità molto inferiori alla necessaria “massa critica” (che è qualche kg), date le nuove sorprendenti condizioni di reazione. Si possono così fare esplodere delle micro-bombe atomiche di potenza controllata (armi chirurgiche..) capaci per esempio di abbattere un singolo palazzo invece di una città intera.

Ecco così trovato un modo per utilizzare utilmente tutto quell’Uranio che giace inutilizzato nelle testate tattiche (a meno di non scatenare la guerra  termonucleare globale, s’intende), che, con il disarmo, va smantellato. Fanta-politica? Forse invece è già realtà. Consideriamo i proiettili rivestiti con quello che ci viene venduto come “uranio impoverito”. Guardiamo le foto dei carri armati iracheni distrutti nella guerra del golfo: un foro di entrata, una carcassa di acciaio fusa (dal calore!) e i cadaveri dei soldati anneriti (non carbonizzati, ma irradiati da una esplosione fortissima e localizzata di raggi gamma).

Non ci sarebbe niente di più facile, sostiene Del Giudice, nel rivestire un proiettile di cannone o un missile con un strato di uranio caricato da idrogeno fino quasi al limite critico. L’impatto con il bersaglio e la sovrapressione sarebbero sufficienti a innescare la fusione fredda e la conseguente fissione dell’uranio, con annessa  esplosione atomica. Incredibile! La fonte ideale di energia pulita per tutta l’umanità usata come spoletta per l’innesco di una bombetta atomica! (il contrario di quello che avviene con la bomba H, in cui una fissione innesca la fusione distruttiva dell’idrogeno).

Inoltre spot di altissima radioattività localizzati nei campi di battaglia sono la spiegazione ideale per i sintomi della sindrome del Golfo e quella dei Balcani: la prima riscontrata esclusivamente tra i soldati anglo-americani (i primi a raggiungere le zone bombardate durante le operazioni in Iraq), la seconda invece osservata solo su italiani e tedeschi, a cui sono state destinate le zone bombardate in Bosnia e Kosovo dal vertice NATO, dopo aver fatto l’esperienza nel Golfo.

Cordiali saluti Mauro Quagliati

Credo non ci sia bisogno di aggiungere altro … Prego rileggere la frase: il prof. Del Giudice non è ancora riuscito a farsi pubblicare la ricerca da una rivista scientifica … SCANDALOSO! (La foto è quella del Professor Emilio Del Giudice).

Torniamo al nostro libro. Il mio l’ho ripreso in mano dopo un paio d’anni e l’ho trovato strapieno di mie sottolineature, di annotazioni, di appunti. Estraggo un argomento tra i tanti: la memoria dell’acqua. A qualcuno di voi verrà da sorridere, perché sa già quale amara morale contenga questa storia (a proposito: sia il grande fisico italiano Giuliano Preparata, sia Jaques Benveniste, l’autore della celeberrima ricerca sulla “memoria dell’acqua” sono morti prematuramente. Come non pensare che siano stati ammazzati dall’indifferenza, se non peggio dall’ostilità della Scienza Mainstream?). Andate a pagina 128 del libro Aqua e leggete la

Lettera Aperta a Nature (la prestigiosa rivista scientifica che prima ha pubblicato la ricerca di Benveniste e poi l’ha stroncata).

La morte di Jacques Benveniste.

La colonna di Philip Ball (un fisico che ha commemorato a suo modo la morte del grande francese, distruggendone ancora una volta la figura di scienziato su quella rivista) su Nature ci fornisce preziosi insegnamenti su come affrontare la rozza e anomala cattiva informazione”.

La lettera aperta contiene tra la’ltro due “insegnamenti” che i firmatari portano all’attenzione di questo Philip Ball e della redazione di Nature che ritengo preziosi:

1) LA SUPREMAZIA DELLE OSSERVAZIONI SPERIMENTALI

ovvero: non si muovano critiche basandosi su teorie standard se le osservazioni sperimentali non le convalidano. Insomma: prima viene la Natura, poi la nostra interpretazione della Natura.

2) SE NON CAPISCI UN ARGOMENTO, ALLORA NON DIRE NULLA. SOPRATTUTTO, NON DIRE CHE QUALSIASI COSA CHE TU NON CAPISCA DEBBA ESSERE SBAGLIATO.

Sacrosanto!

Per ultimo, consiglio caldamente la lettura del secondo capitolo e le pagine sul CICAP…

Insomma: andate da Feltrinelli e, risparmiando i soldi per il Codice Isaia di Gregg Braden, comprate Aqua di Germano!


Roberto Germano

AQUA

L’acqua elettromagnetica e le sue mirabolanti avventure

Roberto Germano - Promete

Saggi Bibliopolis, Napoli Via Arangio Riuz 83

22 Euro




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7 aprile 2010 - Posted by | Domoterapia Sottile, Energie Sottili, Libri | , ,

5 commenti »

  1. Conosco bene, purtroppo, la situazione accademica italiana.
    I miei primi lavori scientifici (ben 3) sono stati pubblicati su riviste scientifiche internazionali da altre persone e non da me. La mia colpa fu allora, di non essere ancora laureato……., ma questa è un’altra storia.
    Le riviste scientifiche prestigiose, prima di accettare un lavoro lo sottopongono alla lettura dei cosidetti “referee”, che a detta della rivista non conoscono l’autore e non dovrebbero averci rapporti, in modo da assicurare la totale imparzialità di giudizio!!!!!
    Alla fine dopo attenta lettura, se tutti i referee sono d’accordo (si dolito sono due o tre)il lavoro viene pubblicato……!!!!
    Ebbene io ho assistito decine di volte a colloqui di referee con gli autori dei relativi articoli scientifici, in cui si chiedeva a l’autore di……contraccambiare il favore nel caso di un immediato parere positivo.
    A volte ho sentito addirittura richiedere che il referee fosse una determinata persona piuttosto che un’altra, in modo da avere la certezza della pubblicazione senza problemi…….!!!!
    In tutto questo chi ci rimette è solo l’Italia (come sistema scientifico)ed i giovani cervelli che sono costretti ad emigrare!!!!
    Bhe lasciamo stare ……. mi è già venuto l’amaro in bocca……..!!!!
    Spero di rifarmi la bocca (la mente in questo caso)leggendo il libro.
    Grazie del suggerimento, aggiungero questa lettura a quella già fatta di: “L’Acqua” di C. Viacava.

    Commento di Francesco | 7 aprile 2010 | Rispondi

  2. L’acqua è stata la protagonista del 25° Congresso di Medicina Biologica, promosso dall’AIOT.
    Si è discusso dell”acqua biologica, presente in tutti gli organismi viventi, e della sua capacità di diffondere e conservare informazioni.
    Fisici e ricercatori di fama internazionale, come il Premio Nobel per la Medicina Luc Montagnier, Roberto Germano, Emilio Del Giudice, hanno illustrato le ultime frontiere della ricerca scientifica: “i segnali elettromagnetici presenti nell’acqua possono essere letti e decifrati, con nuove possibilità diagnostiche e di terapia delle malattie croniche.
    Diventa sempre più concreta la possibilità mettere a punto farmaci basati su acqua informata con il segnale elettromagnetico del principio attivo.
    L’acqua è in grado di subire un azione di “informazione” indotta dall’esterno e si fa “medium” verso gli organi del corpo umano, garantendo un livello di efficacia più che adeguata senza il rischio di effetti collaterali potenzialmente pericolosi…!!!
    Chissà che ne pensa il Dott. Silvio Garattini……..

    Commento di Francesco | 20 maggio 2010 | Rispondi

    • Bravo Francesco: un commento importante! Manda una lettera al CICAP e a Garattini.

      Commento di zaro41 | 20 maggio 2010 | Rispondi

  3. Il video conclusivo del convegno sull’Acqua Biologica, e le ulteriori dichiarazioni del premio Nobel 2008 per la medicina Prof. Luc Montagnier
    http://www.youtube.com/gunatv?gl=IT&hl=it#p/u/2/RziEnmRBLvs
    Una sonora pernacchia a tutti quei medici e baroni universitari, riduzionisti/positivisti incalliti arroccati sulle loro posizioni antiprogressiste e oscurantiste.
    PPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPPRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!! 🙂 🙂 :- ) 🙂 😉 😉

    Commento di Francesco | 5 giugno 2010 | Rispondi


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