Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

I Misteri della Musica (1)

“I movimenti celesti … non sono nient’altro che un canto ininterrotto per molte voci
percepito non dall’orecchio, ma dalla mente, una melodia figurata
che traccia dei punti di riferimento nell’incommensurabile fluire del tempo”

Prima di iniziare, ricordo, a chi li avesse persi, i seguenti articoli di questo Blog:

Conosci te stesso nel quale introducevo la figura dell’Apollo Iperboreo

La “magica” frequenza di 8 Hz e la risonanza Schumann che contiene un’analisi della frequenza di Schumann che, pur essendo inudibile, sembra avere effetti notevoli sul nostro benessere

Rivoluzione Omega: una rivoluzione a metà? (1)

Rivoluzione Omega: una rivoluzione a metà? (2)

Rivoluzione Omega: una rivoluzione a metà? (3) Tre articoli nei quali ho esaminato un’interessante teoria circa la proposta di abbassare il diapason a 432 Hz e del perché dovrebbe esser fatto. Ho esaminato anche il rapporto tra il suono com’è ora (diapason a 440Hz) e suoni intonati con la frequenza di Schumann

La musica nei santuari preistorici nel quale ho riportato i risultati di alcune indagini circa la tendenza nell’Architettura antica a creare spazi chiusi che risuonavano a determinate frequenze e non altre.

Infine, in Alla ricerca di Atlantide (4) ho affrontato ancora una volta la figura del Dio conosciuto come Apollo Iperboreo.

Prendo spunto da un articolo degno d’esser letto è ASTRI, MUSICA, UOMO:  un sentiero da percorrere a firma di Jon Clayt Graziano, che non conoscevo. Due i concetti più interessanti, almeno dal mio punto di vista, che l’autore sembra voler sottolineare.

Ecco il primo:

1) La tradizione orfeico-pitagorica e l’Armonia Celeste

Una delle più importanti ipotesi sull’origine e sulla provenienza della Musica ci giunge dalla tradizione orfeico-pitagorica. L’Apollo Iperboreo dalla “coscia d’oro” (Pitagora, per intenderci), c’insegna come la Musica non sia altro che un pallido riflesso di quel divino suono prodotto dai moti armonici dei Dieci corpi celesti che ruotano attorno ad un Fuoco centrale (di quì le dieci note del Salterio Decacorde, lo strumento mistico che svelò a Gioacchino da Fiore il mistero della Trinità).

Per Pitagora quindi  lo studio della Musica e dell’Astronomia, già note dai tempi dei Caldei, condotto su leggi matematiche, costituirebbe un notevole tramite per raggiungere la Conoscenza. Non è indegno di nota il fatto che tale ipotesi sistematica abbia avuto ampio consenso in tutto il mondo culturale di allora, e abbia influenzato attivamente il pensiero di grandi personaggi come Platone, Aristotele e Plotino (per citare i più autorevoli), tanto da sopravvivere anche alle scoperte rivoluzionarie di Copernico e  Galileo.

E’ vero. Infatti fu proprio Pitagora a scoprire che cambiando la lunghezza di una corda vibrante se ne modifica la nota prodotta. Questo fenomeno permise a Pitagora di trovare la relazione matematica tra la lunghezza della corda e gli intervalli della scala musicale. Questi rapporti erano dei semplici rapporti numerici. La nota di una corda che è la metà dell’altra ha una frequenza doppia (1:2) che si chiama ottava. Altri importanti intervalli – almeno per quanto attiene la Musica Occidentale – sono quelli detti di quinta perfetta (2:3) e quelli detti di quarta perfetta (3:4).

(segue)


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15 aprile 2010 - Posted by | Energie Sottili, Musica, Storia |

3 commenti »

  1. “Nel principio Eru, l’Uno, che nella lingua elfica è detto Ilúvatar, creò gli Ainur dalla propria mente; e gli Ainur intonarono una Grande Musica al suo cospetto. In tale Musica, il mondo ebbe inizio, poiché Ilúvatar rese visibile il canto degli Ainur, e costoro lo videro quale una luce nell’oscurità. E molti di loro si innamorarono della sua bellezza e della sua vicenda che videro cominciare e svolgersi come in una visione. Per tale ragione Ilúvatar conferi Essere alla loro visione, e la collocò in mezzo al Vuoto, e il Fuoco Segreto fu inviato ad ardere nel cuore del Mondo; e questo fu chiamato Eä.”

    RZ, ti consiglio di leggere la prima parte del Silmarillion di Tolkien… quest’uomo era una vera e propria antenna ricevente!

    Commento di Alyth | 20 aprile 2010 | Rispondi

  2. Concordo con Alyth! Tolkien era uno che la sapeva più lunga di quanto ancora sia possibile intendere…Te lo dice una che ha letto la Trilogia a 12 anni e per ben 8 volte, quando ancora nessuno sapeva chi fosse…

    Commento di Luna di carta | 20 aprile 2010 | Rispondi

  3. Spero che qualcuno che legge questo interessante blog posso rispondermi e darmi una spiegazione sull’accaduto. Mi rivolgo anche al signor Zamperini.
    Anni fa mi, nel cuore della notte, mi sono svegliata per via di una musica, che sentivo provenire dalla strada. Era estate e avevo la finestra aperta ma il letto non era vicinissimo alla finestra. Perciò mi sono alzata e mi sono affacciata verso la strada. Il traffico era fermo, non c’era nessuna macchina che transitava nella via, neppure passanti. Ho sentito come un’onda che passava, una corrente invisibile, fatta di un suono, tipo coro angelico. Molte voci, un unica nota, se così si può dire. Una nota lunga, cantata in modo dolce ma potente. Ho subito pensato ad un canto del Cielo. E sono tornata a dormire conservando questo ricordo segretamente. E’ la prima volta che ne parlo. Qualcuno può dirmi di che si trattava? Grazie mille!

    Commento di Alice | 14 luglio 2010 | Rispondi


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