Il blog di Roberto Zamperini

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Radiestesia? La più antica delle scienze (1)

“COME, DOVE, SU COSA E IN CHE MODO VUOI CHE SIA RESO MANIFESTO IL TUO BENESSERE? PROPONIMI LE TUE SCELTE E POSSIBILITA’, CHE INSIEME TROVEREMO LA GIUSTA FORMULA E SOLUZIONE PER FARTI RAGGIUNGERE I TUOI ALTI SCOPI” così recita un sito dedicato alla Radiestesia. A leggerlo non si può non fare a meno di esclamare: addirittura? D’accordo, We Want To Believe , noi vogliamo crederci, ma, prima di tutto, cos’è veramente la Radiestesia?

Sembra che il termine sia opera di un abate francese e nasce dalla fusione di due parole, una latina (radius = raggio) e l’altra greca (aisthesis = sensazione, percezione). Quindi Radiestesia sarebbe la percezione che si ottiene tramite dei raggi di natura sconosciuta (?). Come si vede, con queste premesse e queste argomentazioni piuttosto azzardate ce n’è a sufficienza per far venire l’acquolina in bocca al CICAP! E infatti implacabile come la Nemesi, il CICAP, nell’articolo La radioestesia fallisce un test in doppio cieco, a cura di tale Andrea Albini, fa a pezzi chi infantilmente coltiva l’illusione che la Radiestesia sia poco più di una favola:

Chi pratica la radioestesia dice di riuscire a percepire attraverso attrezzi particolari – pendolini, bacchette e strumenti da rabdomante di forme diverse – “vibrazioni” che altrimenti passerebbero inosservate ai cinque sensi. Queste vibrazioni permetterebbero di indovinare la collocazione di corpi o oggetti nascosti, ma anche le condizioni di salute degli individui e altro ancora. Considerando che l’esistenza di queste “vibrazioni” è – e continua a rimanere – sconosciuta alla scienza, lo studio critico della radioestesia (e della correlata rabdomanzia) si è finora concentrato principalmente su due fattori: la natura delle percezioni fisiologiche che derivano dall’uso di pendolini e bacchette e la valutazione del successo delle previsioni attraverso test controllati (vedi Garlaschelli L. e Albini A. 2005, Rabdomazia, Roma: Avverbi).

Il pezzo, che fa riferimento ad una ricerca sulla validità della Radiestesia condotta nel 2007, prosegue mettendo insieme fenomeni che vanno dal “poltergeist”, a fenomeni di smaterializzazione e rimaterializzazione e perfino a luoghi di atterraggio di UFO.  Occorre aggiungere che date tali premesse e con radiestesisti che mescolino alla radiestesia tanti fenomeni da sempre discussi e discutibili  i risultati siano stati negativi? Che per nessuna della serie di prove si sono ottenuti valori statisticamente significativi e che al contrario essi sono stati prossimi a quelli che si sarebbero mediamente ottenuti affidandosi al caso? Mi sarei davvero sorpreso se avessi dovuto scoprire che un radiestesista che mescola alla sua disciplina i Poltergeist, la smaterializzazione e la rimaterializzazione e addirittura gli sbarchi di UFO, fosse nulla di più di un ciarlatano o un esaltato.

Però, fermo restando tutto il rispetto per l’indagine del CICAP sulla ricerca in oggetto, metterei in rilievo due  aspetti dell’articolo (in realtà, un articoletto) dello stesso CICAP:

1) in esso si afferma più o meno esplicitamente che chi crede alla Radiestesia creda necessariamente anche all’esistenza di un’energia sconosciuta e misteriosa (il radius di Radiestesia) in grado di generare la aisthesis nell’operatore;

2) nello stesso si afferma anche che, avendo dimostrato che nell’occasione analizzata non c’erano stati risultati, si è dimostrato anche tout court che la Radiestesia è solo aria fritta. Bruciamo tutti i libri che parlano di Radiestesia? Con lo stesso principio, ben poche scienze si salverebbero dal rogo dei suoi libri! In realtà, migliaia e migliaia di rabdomanti in tutto il mondo scoprono regolarmente sorgenti sotterranee, giacimenti di petrolio e addirittura resti archeologici senza preoccuparsi troppo di chi crede e di chi non crede all’efficacia della Radiestesia stessa. Non solo, ma decine se non centinaia di persone utilizzano da sempre la radiestesia per risolvere i propri problemi, come trovare il posto giusto per edificare un’abitazione o trovare l’acqua sottoterra.

Inoltre:

3) in un altro articolo, intitolato Dal pendolo al tavolino, si analizzano i movimenti del pendolino e si arriva alla inaspettata conclusione che … sono dovuti a movimenti involontari dell’operatore. Ma dai? Non ci saremmo mai arrivati! In seguito, si mescola la Radiestesia alle sedute spiritiche e al famoso giochetto del bicchierino (una versione dello Oui-Ja).

Non ho alcun interesse né voglia di entrare in polemica con chi ha scritto queste cose, poiché io appartengo al partito di coloro che rispettano le convinzioni degli altri, ma sono costretto a sottolineare che:

1) non è vero che TUTTI coloro che credono nella Radiestesia, credano in un’energia strana e misteriosa. Io, ad esempio, pur credendo alla Radiestesia e alla sua efficacia, non credo affatto che la “energia” che starebbe dietro la fenomenica di quella disciplina sia poi tanto strana e misteriosa. Al contrario, credo sia un fenomeno ben noto alla Fisica, come forse è quello dell’entanglement, il bizzarro   e ancora abbastanza misterioso fenomeno per il quale due fotoni generati da uno stesso evento risultano entangled (cioè interallacciati) anche se la distanza che li separa è enorme. Chi è inteEntanglementressato a questo straordinario fenomeno potrà leggere un libro (che ho letto con enorme piacere e che intendo presto recensire in questo blog) scritto dall’ottimo Massimo Teodorani (un astrofisico italiano che ha condotto ricerche in fisica dei plasmi atmosferici, con particolare interesse per il “fenomeno luminoso di Hessdalen”) e intitolato proprio Entanglement. Che poi parte della Fisica ignori ciò che essa stessa ha scoperto, non è affar nostro… Ma mi si permetta di osservare che è un po’ come dire che la mano destra ignora quello che fa’ la mano sinistra!

2) Una ricerca fallita non mette in crisi tutta una disciplina. Diverso sarebbe il discorso se l’analisi avesse riguardato centinaia se non migliaia di radiestesisti magari secondo le regole della Statistica.

3) Che il pendolino sia mosso da movimenti involontari del corpo, personalmente, lo sapevo da circa cinquant’anni, cioè da quando cominciai a giocare con quello strumento. E non credo proprio di essere solo al mondo in questa convinzione. Al contrario: tutti i radiestesisti da me conosciuti sono perfettamente convinti di essere loro stessi a muovere il pendolino, sia pure involontariamente. E allora?

Pur avendo avuto un padre rabdomante e avendo visto pertanto sin da bambino gli strumenti che ogni bravo radiestesista conosce ed usa (pendolini, bacchette, tavole graduate, eccetera), io stesso non lo sono e non mi reputo tale, pur se ritengo di avere una discreta capacità di percepire le “energie misteriose” che sarebbero alla base della Radiestesia. Ciò nonostante sono molto più guardingo dei signori del CICAP nello sparare giudizi stroncatori ed avventati su un’antica e nobile disciplina come la Radiestesia.

Non voglio qui scrivere una storia della Radiestesia: già altri lo hanno fatto e spesso egregiamente. Sottolineo soltanto alcuni elementi che meriterebbero più attenzione e rispetto.

A) Che significa Rabdomanzia?

E’ un termine molto più antico di Radiestesia ed è la somma di due parole greche: rabdos, che significa bastone e manteia, che significa predizione, quindi la Rabdomanzia è una predizione fatta … usando un bastone.

B) Dov’era praticata la Rabdomanzia?

Senza andare a scomodare popoli a noi lontani come i Cinesi o o gli antichi Egiziani o gli antichi Ebrei, potremmo dare un’occhiata a casa nostra per scoprire che nelle Tradizioni Greco-Romane-Etrusche non solo la Rabdomanzia era comunemente praticata, ma lo era anche con grande successo. Un successo che, come vedremo, dura a tutt’oggi! Abbiamo già visto che esisteva una figura presso i Romani e gli Etruschi che si chiamava àugure. E abbiamo anche visto che presso quei due popoli, gli àuguri utilizzavano, per le loro divinazioni proprio un bastone, detto lituus. (vedi l’articolo Nikola Tesla: un àugure moderno?) e abbiamo anche visto che tale bastone sopravvive ancor oggi nelle mani dei vescovi cattolici. Ma forse non solo nelle loro mani… Guardate l’immagine a lato, che ho tratto dal un sito che si occupa esplicitamente di Radiestesia: i due strumenti, che alcuni chiamano biotensor, sono a tutti gli effetti dei sostituti del classico pendolino. Ebbene, quello a sinistra non è altro se non una copia moderna dell’antichissimo italico lituus! Trovo straordinaria e anche bellissima questa permanenza di antichi strumenti di divinazione, che fa quasi pensare ad una loro origine che risale a tempi antichissimi, forse ad Atlantide, forse ad Iperborea.

Ricordo che Romolo, il leggendario fondatore di Roma, era egli stesso un àugure, tanto che non abbandonava mai il suo fido lituus. E àugure era anche il secondo re di Roma, Numa Pompilio, a cui si attribuisce gran parte della struttura rituale della Religione Romana.

C) Com’era praticata la Rabdomanzia?

Sfortunatamente, abbiamo perso la massima parte dell’antica disciplina. Dice Wikipedia, parlando della nascita della Disciplina Etrusca:

Un giorno un contadino che arava un campo nei pressi del fiume Marta, in quei di Tarquinia, vide una zolla sollevarsi dal solco e assumere le sembianze di un fanciullo. Lo chiamò Tagete. Il fanciullo era dotato di grande saggezza e di virtù profetiche (per cui talvolta viene raffigurato con i capelli bianchi). Visse soltanto il tempo necessario per insegnare agli Etruschi, accorsi sul luogo dove era nato, l’arte di predire il futuro, scomparendo poche ore dopo la sua miracolosa apparizione. Le norme da lui dettate furono trascritte e raggruppate su tre serie libri sacri: gli Aruspicini, i Fulgurali e i Rituali. Questi ultimi comprendevano anche i Libri Acherontici che costituirono le fonti ufficiali e misero in luce i due punti essenziali della religione etrusca: l’importanza della divinazione che permetteva di interpretare la volontà degli dei e la necessità di istituire un preciso rituale per ogni circostanza della vita sia pubblica che privata. A ciò erano preposti i sacerdoti, una casta privilegiata che si trasmetteva la carica di padre in figlio, ed erano divisi in due categorie: Aruspici ed Auguri.

(segue)

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16 aprile 2010 - Posted by | Domoterapia Sottile, Energie Sottili, Radiestesia | , , , , , , , , , ,

10 commenti »

  1. Se prendiamo un pendolo e lo appoggiamo vicino ad un elemento di perturbazione energetica (acqua sotterranea, campo di disturbo o qualsiasi altra cosa) il pendolo se ne sta buono buono senza muoversi per l’eternità. Il pendolo o qualsiasi strumento rabdico è uno strumento di visualizzazione delle microcontrazioni neuromuscolari del soggetto che si appresta a misurare qualcosa. Nulla di magico come vuole far pensare lo scettico o l’imbonitore. Solo contrazioni neuro muscolari. Quando inavvertitamente tocchiamo un filo percorso da un’alta tensione, rimaniamo incollati al cavo non perché ci piace ma perché il campo magnetico produce una contrazione muscolare intensa; quando abbiamo a che fare con energie molto deboli abbiamo microcontrazioni muscolari che necessitano di uno strumento di visualizzazione che è appunto la bacchetta, il pendolo, il biotensor, ed altro. La radiestesia semmai è la scienza che ha codificato i movimenti dello strumento. Questa è scienza e nient’altro. Se poi qualcuno non riesce a “sentire” l’acqua sotterranea non può dire che non ci sia; io ad esempio non so pilotare un aereo, ma ciò non vuol dire che volare è impossibile! bisogna imparare e per imparare bisogna togliere da mezzo i pregiudizi. Leonardo da Vinci scrisse: chi nega la raggion delle cose, pubblica la sua ignoranza…

    Commento di Luigi | 22 aprile 2010 | Rispondi

  2. Buongiorno, ho letto l’articolo del CICAP in questione e ho letto come hanno eseguito l’esperimento, francamente mi viene da sorridere poichè risulta palese che l’esperimento così fatto ha delle grosse falle che inducono all’errore sperimentale. Per la mia esperienza, nella Rabdomanzia e nella Radiestesia, conta molto la sensibilità dell’operatore quanto le conoscenze in merito a quello che deve ricercare, cioè cosa intende per poltergeist, e se gli altri lo intendono allo stesso modo, poi cito:

    “dopo essere entrato in possesso di alcuni frammenti di una chiave inglese che – a suo parere – aveva subito un processo “poltergeist” di smaterializzazione e rimaterializzazione in un luogo differente, lo ha fatto esaminare a una serie di radioestesisti”.

    Eh? ho letto bene? A suo parere??

    Ecco un’altra grossa falla…

    Con questa disciplina è importante sapere cosa cercare e che sia qualcosa che magari c’è veramente non “possibilità”…

    Quindi l’esperimento corretto sarebbe stato di mettere i rabdomanti a cercare vene di acqua sotterranee in uno spazio di terra ben definito e poi verificare con strumentazioni scientifiche l’effettiva presenza dell’acqua o meglio… Scavare…

    Fallimento della Rabdomanzia? Io direi incompetenza sperimentale del Signor Gatti… Non me ne voglia se dovesse leggere… ma almeno che colga qualcosa di utile per le sue sperimentazioni future.

    Commento di Annica | 11 maggio 2011 | Rispondi

    • Il problema grande delle ricerche nel campo della percezione sottile sta nello Stato di Coscienza che ti permette tale percezione. Se un osservatore esterno te lo distrugge, la percezione sottile crolla. Ma mi sembra che gli sperimentatori del nostro campo siano a volte tanto presuntuosi da negare che esista un problema del genere. Questa non vuol essere una difesa del CICAP, per carità.

      Commento di Roberto Zamperini | 12 maggio 2011 | Rispondi

      • Come in tutte le cose ci vuole umiltà.

        Commento di Annica | 24 maggio 2011 | Rispondi

        • Non è solo umiltà: è qualcosa di più e di diverso. E’ lo Stato di Coscienza giusto che ti permette di fare queste cose. Se non entri nello Stato giusto, fai cilecca. Dunque, è molto importante imparare ad entrare nel giusto stato di coscienza.

          Gli Antichi avevano appositi riti per entrarci. Noi moderni, non abbiamo più nulla. Tutto distrutto. Stiamo tentando di ricostruire l’Antica Scienza Prisca dal niente o quasi. E’ un gran fatica, una fatica di Sisifo…

          Commento di Roberto Zamperini | 24 maggio 2011 | Rispondi

  3. o da Atlante 😀 ahahhahah

    Commento di Annica | 24 maggio 2011 | Rispondi

  4. So che c’entra nulla col post, ma il passaggio a proposito della fondazione di Roma mi ha fatto venire in mente un episodio di quando ero al liceo. Quando la Prof. di Latino tornò in classe con le versioni corrette, si rivolse verso un mio compagno con uno sguardo divertito e gli disse: “Ho corretto la tua traduzione e mi ha molto divertito, ma come ti è venuto in mente di tradurre: “Romolo e Remo decisero chi dei due dovesse fondare Roma osservando IL VOLO DEL NONNO”? Alla base della tragicomico risultato, vi era la confusione tra Aves (uccelli), e Avus (il nonno)… 😀

    Commento di Giuseppe | 20 giugno 2012 | Rispondi

    • ahahah! Notevole ricordo! I nonni un tempo volavano, mica come oggi che a mala pena camminano col tetrapode …

      Commento di Roberto Zamperini | 20 giugno 2012 | Rispondi

      • Vale la pena di aggiungere che da quel giorno, gli avvistamenti del nonno del compagno F. dalla finestra della nostra classe all’ultimo piano della scuola, si fecero molto frequenti… 😀

        Commento di Giuseppe | 21 giugno 2012 | Rispondi

        • Mi ricorda la “semplice” frase latina I VITELLI DEI ROMANI SONO BELLI. Il Latino? Pare facile …

          Commento di Roberto Zamperini | 21 giugno 2012 | Rispondi


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