Il blog di Roberto Zamperini

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La scappatoia quantica VS 2012

Com’è noto, il 21 dicembre 2012 è il giorno esatto della fine del mondo.  A che ora? Ci stiamo attrezzando per rispondere con matematica precisione anche a questa domanda. Nel frattempo, dai seguaci di Nostradamus a Gregg Braden, dagli studiosi del pianeta nascosto Nibiru, agli UFO-catastrofici, i fans della fine del mondo si scatenano nella ricerca di scenari apocalittici sempre nuovi. Un asteroide distruggerà la Terra. No: la rotazione della Terra si bloccherà per 72 ore, dopodiché si invertirà il senso di rotazione terrestre. Macché: è il campo magnetico che si invertirà, ma prima si annullerà per qualche mese o qualche anno, creando miliardi di morti per melanoma. Ma no, che dite? C’è una supernova che si sta preparando a distruggere mezza galassia. Ma state scherzando? Non lo sapete che il sistema solare si sta allineando con il centro galattico con relativi 1000 anni di sbruciacchiamento della superficie terrestre? Non a caso, i grandi della Terra, quatti quatti, si stanno costruendo immensi bunker sotterranei con le provviste per centinaia d’anni per loro, le loro famiglie e le loro fidanzate. Ma tutto questo sarà inutile se la Terra, come previsto, sarà inghiottita da un buco nero.


E il pianeta X dove lo mettete? Da un video in circolazione su Internet: “Il pianeta X sta arrivando e la Norvegia ha cominciato con l’approvvigionamento di cibo e sementi nella zona di Svalbard e nel Nord artico con l’aiuto degli US e UE e di tutto il paese. Salveranno solamente chi fa parte dell’elite di potere e coloro che potranno ancora creare o costruire: dottori, scienziati e così via…”. “…la gente comune non saprà nulla fino alla fine, perché il governo non vuole creare panico di massa. Tutto accadrà silenziosamente e i governanti semplicemente spariranno. Vi dico questo: non girate tranquilli di notte, prendete precauzioni per salvarvi con la vostra famiglia. Unitevi agli altri, lavorate insieme per trovare soluzioni a tutti i problemi che dovrete fronteggiare”.

Con tutte le tasse che ci fanno pagare, per noi non è previsto neppure uno strapuntino nel bunker delle Svalbard!

Ma, insomma, questa fine del mondo, ci sarà o no? Wikipedia ha fatto un lungo esame sulla improbabilità delle previsioni sulla fine del mondo nel 2012, ad iniziare dalla confutazione che la cosa nasca dal calendario Maya:

La credenza in catastrofi nel giorno 21 dicembre 2012 o in vicinanza ad esso, è una previsione considerata sbagliata dalla corrente principale degli studiosi degli antichi Maya, eppure è comunemente citata nei mezzi di comunicazione di cultura popolare come il problema del 2012. Secondo Sandra Noble, executive director della Foundation for the Advancement of Mesoamerican Studies, Inc. a Crystal River in Florida, «Rendere il 21 dicembre 2012 come un Giorno del giudizio o un momento di cambiamento cosmico è una completa invenzione e una possibilità per molte persone di fare profitto.» La fine di un ciclo del calendario era infatti vista dal popolo maya semplicemente come occasione di grandi celebrazioni per festeggiare l’ingresso nella nuova era, in questo caso il sesto ciclo.

D’accordo: ma la fine del mondo il 21 dicembre 2012 ci sarà o no? Risponderemo con certezza matematica, il giorno 22 dicembre 2012. Se saremo tutti morti, se ne parlerà nell’aldilà, se saremo vivi, faremo un bel pernacchione alla Totò indirizzato a tutti questi menagramo…

Nel frattempo, è interessante andarsi a leggere quanto dice Saibal Mitra dell’Università di Amsterdam, il cui parere è riportato dalla rivista Focus:

Secondo la teoria dei quanti, dimenticarti la minaccia di una catastrofe imminente potrebbe darti qualche possibilità in più di scamparla. Il principio base della teoria è che un atomo può essere contemporaneamente sia qui che là, o, per essere più precisi, può esistere in più stati nello stesso momento. Sulla base di questo assunto, gli scienziati ipotizzano l’esistenza di universi paralleli contenenti infinite copie di tutto ciò che conosci, compreso te stesso, magari con un passato e un futuro diversi (ma non è obbligatorio). Quindi, per sfuggire all’ennesimo asteroide, basterebbe “saltare” in uno degli universi paralleli, possibilmente uno in cui la Terra non viene colpita. Come? Per spiegarlo, Saibal Mitra dell’Università di Amsterdam fa l’esempio di una “macchina intelligente” programmata in modo tale che, in alcuni casi, ad esempio quando avvengono piccoli sovraccarichi di corrente e quando viene a conoscenza di una catastrofe imminente, si auto-resetti la memoria tornando all’ultimo salvataggio (diciamo al giorno prima). Dalla prospettiva della macchina il futuro è quindi indeterminato. E qui viene il bello: secondo la teoria del “multiverso”, questa indeterminatezza è reale, cioè sono aperte alla macchina tutte le possibilità verificabili in tutti gli universi possibili. Ecco come avviene il “salto” da un universo all’altro.

IL PARERE DEGLI ESPERTI Lo stesso Mitra, che ha formulato la teoria della “scappatoia quantica”, mette in evidenza uno degli aspetti negativi che di sicuro dovresti tenere presente se decidessi di giocare questa carta: hai una piccolissima probabilità di “svegliarti” in un mondo minacciato da una catastrofe ancora peggiore. Potresti finire dalla padella (un asteroide) nella brace (un’epidemia killer) o addirittura nella bocca del leone (una Terra che sta per essere inghiottita da un buco nero). Devi calcolare i tuoi rischi. I ricercatori di Oxford, i cui studi hanno portato molti argomenti a favore del “multiverso”, pensano che le probabilità di svegliarsi in un universo parallelo sia molto bassa, e quindi sospettano che Mitra si sbagli. Dal Massachussetts Institute of Technology, invece, commentano così la teoria: «È molto intrigante. Anche se potrebbe essere applicata solo a esseri del futuro i cui cervelli siano computer quantici».

Questo professor Saibal Mitra possiede un cognome straordinario! Tanto per cominciare, secondo l’enciclopedia elettronica, mitra è una parola Indo-Iranica  che può avere due significati: amicizia o patto, accordo, contratto, giuramento. Ma la cosa più importante è che c’è stato un culto che ha riguardato questa figura sacra, Mitra, appunto, una divinità solare e dio dell’onestà, dell’amicizia e dei contratti. Un culto che sembra sia sorto intorno al 1200 a.C. e che compare nei Veda. Nella civiltà persiana, il suo nome divenne Mithra e divenne pian piano una delle maggiori divinità dello Zoroastrismo. Si diffuse largamente anche nell’Impero Romano, fino a diventare una religione ufficiale, portata a Roma dai soldati che ritornavano dall’oriente.

L’opinione corrente degli studiosi è che la religione di Mitra sarebbero stata influenzata dalla scoperta della precessione degli equinozi da parte di Ipparco di Nicea. Mitra, appunto, è la potenza celeste capace di causare il fenomeno. In ogni tempio romano dedicato a Mitra il posto d’onore era dedicato alla rappresentazione di un Mitra in atto di sgozzamento del toro sacro. Mitra è rappresentato come un giovane energico, indossante un cappello frigio, una corta tunica che s’allarga sull’orlo, brache e mantello che gli sventola alle spalle. Mitra afferra il toro con forza, portandogli la testa all’indietro mentre lo colpisce al collo con la sua corta spada. La raffigurazione di Mitra è spesso mostrata in un angolo diagonale, col volto girato.

Un serpente ed un cane sembrano bere dalla ferita del toro (dalla quale a volte sono rappresentate delle gocce di sangue che stillano); uno scorpione, invece, cerca di ferire i testicoli del toro. Questi animali sono proprio quelli che danno nome alle costellazioni che si trovavano sull’equatore celeste, nei pressi della costellazione del Toro, nel lontano passato (“era del Toro”) quando durante l’equinozio di primavera il sole era nella costellazione del toro. (E’ sempre Wikipedia)…

Insomma: quella di Mitra era una religione basata su un cambio epocale, un passaggio da un’era ad un’altra. Senza voler entrare in un tema complesso e sicuramente da storici specializzati, resta lo sconcerto di un cognome di uno studioso che, dotato di un cognome che ricorda un passaggio tra un’era ed un’altra, scrive a proposito di un passaggio tra un’era ed un’altra! E poi dice che non è vero che IN NOMINE OMEN, che nel nome c’è il destino!

Ciò premesso, andiamo a leggere con più attenzione ciò che afferma il nostro simpatico professor Mitra. Questa scappatoia quantica mi sembra null’altro se non la versione “scientifica” di quello che noi poco scientificamente chiameremmo formapensiero. Oppure esprimeremmo dicendo: l’energia segue il pensiero. La Fisica sta riscoprendo l’acqua calda? Oppure si sta sempre più avvicinando a domini un tempo per lei  tabù? Ma noi siamo contenti così: una mano scientifica contro gli jettatori è sempre gradita.

(© Roberto Zamperini)

4 maggio 2010 - Posted by | Nuovi miti | , ,

1 commento »

  1. Mi ricorda un fatto accadutomi.Nel salto quantico non serve andare in un altro universo , ma semmai alterare delle strutture che noi crediamo fisse ma evidentemente sono passibili di cambiamenti se pur momentanei .
    Una volta ho rischiato di essere travolto con la mia auto da un’altra auto in un incrocio. Ebbene, non chiedetemi come ho fatto, ma in quel momento non ho visto niente al di fuori dell’abitacolo come se ci fosse stata nebbia, avevo i piedi premuti sul freno e frizione insieme, e invece di frenare sono scivolato come sulla ghiaia,stavo leggermente saltando ma la cosa più strana e che mi sono sentito spingere di dietro dalla forza d’inerzia,e come se avessi accellerato con freno tirati. Difatti finito l’incrocio mi sono fermato immediatamente.Il tempo era asciutto e non c’era assolutamnete ghiaia nell’incrocio e i freni funzionavano benissimo .Naturalmente la nebbia e apparsa giusto nel momento della frenata e scomparsa immediatamente appena fermo. Chi mi ha visto dopo ha detto che ero pallidissimo.

    Commento di marco Innocenti | 4 maggio 2010 | Rispondi


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