Il blog di Roberto Zamperini

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Il marketing del Museo della Civiltà Romana

Come me, anche voi, chissà quante volte avete detto o pensato: “Noi Italiani potremmo vivere vendendo soltanto cultura!”  Tra monumenti, città d’arte, musei, biblioteche, teatri e tutta l’altra mercanzia che ci hanno lasciato in eredità i nostri Padri (ma l’avessero saputo in che mani future affidavano il loro genio!) in questo nostro povero ricchissimo Paese c’è solo l’imbarazzo della scelta. Eppure, visto che, proprio negli ultimi giorni, sono precipitati 60 metri della Domus Aurea e il Colosseo si sta sbriciolando, verrebbe voglia di pensare che i nostri governanti sono in tutt’altre faccende affaccendati. Già! Ma a cosa dovrebbero pensare?

Glielo do io un motivo di riflessione (uno fra tantissimi, intendiamoci!): come fare il marketing del Museo della Civiltà Romana a Roma. Tanti tra voi hanno visitato Roma, eppure sono pronto a scommettere che pochi, forse pochissimi lo hanno visto. Vero? La prossima volta che visitate Roma, non mancate. Mi ringrazierete. In realtà, questa straordinario museo è assai poco visitato, perché sembra che nessuno si prenda la briga di fare un poco di pubblicità alle nostre cose, alla nostra ricchissima eredità culturale e storica. Se vai a Parigi, i francesi in albergo ti inondano di depliant pubblicitari in cui – oltre al Louvre – c’è di tutto, dal Museo delle Cere a quello della Moda. E magari un italiano va pure a visitarli… Se vai a Madrid, ti consiglieranno di visitare, dopo il Prado, anche il museo del prosciutto. Non è una critica, la mia! Fanno bene! Siamo noi che facciamo male.

Ricordo a Barcellona, la Fondazione Mirò: la fila per acquistare un biglietto durava mezz’ora. Allora mi sono chiesto: “Con tutto il rispetto per Mirò, ma noi quante fondazioni potremmo fare come questa?” Potremmo farne un numero smisurato e, nello stesso tempo, fare soldi, che, viste le magre risorse statali, non sono certo da disprezzare..

Ma ritorniamo al Museo della Civiltà Romana e al marketing che non gli viene attribuito. Un’amica che vi ha lavorato per tre mesi come restauratrice, mi raccontava che passavano giorni senza che si potesse vedere un solo visitatore! Un museo di rilevanza mondiale! Uno scandalo!

Colonna Traiana - abcRoma.comChe c’è di straordinario in quel museo? Tanto per cominciare è una struttura con finalità chiaramente didattiche. Come leggere un libro sulla Civiltà Romana. Un libro fatto di modelli, di riproduzioni, di reperti, di ritratti, che, partendo dalla mitica fondazione dell’Urbe, passa attraverso non solo le guerre, ma anche attraverso i mestieri, le professioni, i commerci, i bar, le trattorie. I primi villaggi che diedero vita alla Roma di Romolo, come possiamo immaginarceli? Sappiamo che vivevano nelle capanne, ma come erano fatte queste capanne?

La dimensione del Museo è quasi smisurata. Non andateci pensando di doverlo per forza vederlo tutto dall’inizio alla fine. Ne uscireste distrutti. Infatti, c’è di tutto e di più. Ad esempio: la criptografia non è certo un’invenzione moderna. Basta visitare il Museo per rendersi conto che i Romani, Cesare, Augusto e tanti altri, la praticavano comunemente per evitare che i loro messaggi finissero nelle mani sbagliate.

E una biblioteca romana com’era fatta? E il calzolaio, il panettiere, il pescivendolo come si facevano pubblicità? E le macchine da guerra e quelle per le costruzioni civili com’erano fatte e come funzionavano? Tante domande che avranno una risposta non libresca, ma concreta, visiva. Per non parlare del lavoro straordinario che è stato fatto per creare dei calchi dell’intera colonna Traiana. Sicuramente l’avete vista, quando avete visitato Roma, ma vi sarete chiesti cosa rappresenti e avrete pensato che sarebbe stato bello organizzare una sorta di ascensore per vedere il capolavoro non a metri, ma a pochi decimetri distanza. Ebbene, il Museo vi offre la possibilità di vederla da vicino e quasi di toccarla!

Non posso parlare di tutto quello che il Museo offre, sia per un problema di spazio, sia perché non ricordo tutto quello che in esso è custodito! Vi lascio solo con un’ultima chicca: il plastico della Roma imperiale che potete ammirale nell’ultima sala. Per godere tutti i particolari di questo immenso plastico, il Museo mette a disposizione un cannocchiale!

Insomma: la prossima volta che visitate Roma, non perdete il Museo della Civiltà Romana. Perché è la nostra Civiltà e perché ne vale davvero la pena. Vedrete…

© Roberto Zamperini

14 maggio 2010 - Posted by | Storia

1 commento »

  1. Grazie Roberto! E’ un consiglio prezioso questo!

    Commento di Maurizio | 14 marzo 2011 | Rispondi


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