Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

Conosci te stesso (3)

Fenomenologia di Matrix

La furba parabola riciclata del Conosci Te Stesso

Morpheus dice a Neo: Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.

Tutti o quasi abbiamo visto The Matrix, il film del 1999 dei fratelli Andy e Larry Wachowsky. Ne abbiamo ammirato la perfezione tecnica, gli effetti speciali, la fotografia ed anche la recitazione. Ma forse non l’abbiamo letto come l’ennesima  riproposizione piuttosto furbesca dell’eterno insegnamento del Dio Apollo: Conosci Te Stesso. Intendiamoci: questa non è l’unica chiave di lettura di un film per molti versi molto ambizioso e ognuno è libero di vederci ciò che crede. Anzi, questa è forse la chiave di lettura meno corrente. Ad esempio, nel film, possiamo vederci il conflitto tra l’individuo e una società che tutto vede e tutto controlla, governata da un invisibile ma onnipresente Grande Fratello; oppure il conflitto prossimo venturo tra l’uomo e le macchine; ma credo che la lettura più interessante sia appunto quella a cui ho accennato, anche se forse è completamente estranea alle intenzione consce o inconsce dei fratelli Wachowsky: una parabola del conflitto tra l’individuo e la componente psichica ma meccanica al suo interno. Insomma, il mondo delle macchine proviamo a riportarlo dentro noi stessi.

La Matrix è dentro di noi, anzi: la Matrix siamo noi. Il conflitto narrato dal film è con la macchina che ci portiamo dentro: il nostro stesso “io“. Noi siamo una macchina che si illude di essere libera, di vedere la realtà esterna ed interna, di avere una libera volontà. Ma, dice il film, saremo liberi solo se prenderemo coscienza dell’esistenza di questa macchina psichica e sapremo disvelarne le illusioni che genera. Vediamo, proviamo, crediamo, sentiamo, amiamo, odiamo ciò che la macchina dell’io ha preparato per noi.

Ma questo processo di disvelamento altro non è se non l’antico insegnamento del Dio della consapevolezza e della coscienza, il Dio Apollo. E il Suo insegnamento era quello del Conosci Te Stesso. Sì, ma come arrivare a conoscere noi stessi? C’è una chiave, magari a pagamento, che ci possa aiutare su questa strada impervia?

Conosci Te Stesso: la via all’americana

Mi rendo conto, naturalmente, che la mia interpretazione non è quella più comune. Basta sfogliare Internet per capire che di chiavi di lettura ce n’è per tutti i gusti. Ad esempio, c’è anche Gregg Braden che, implacabile come la Nemesi, si impadronisce con scatto felino del concetto di “Matrix” e lo fa suo. Io sono tra quelli che hanno acquistato i suoi due DVD (succede nelle migliori famiglie e chi è senza peccato scagli la prima pietra!) intitolati IL LINGUAGGIO DELLA MATRIX DIVINA, dove – cito dalla copertina della custodia dei DVD – “Gregg Braden spiega con straordinaria chiarezza e profondità come conoscere ed esplorare quel campo delle infinite potenzialità (Matrix, o campo quantico, o Coscienza) e soprattutto come comprenderne il linguaggio per imparare ad usarlo per portare gioia, guarigione e pace”. Niente meno! Ma poi, dopo la visione (pallosissima!) dei due DVD si scopre che, fondamentalmente, le “tecniche segrete” rivelateci dal Braden altro non sono se non le vecchie preghiere modificate e corrette, ma pur sempre vecchie preghiere. Tu preghi e la Matrix Divina si fa in quattro per aiutarti. Ma, scusi, allora facevo prima a frequentare un corso di cathechismo e risparmiavo pure!

Già, ma il Braden non si ferma qui, anche perché forse si rende conto di aver scoperto l’acqua calda e va oltre. Hai fatto le dovute richieste alla Matrix Divina e quella non ti ha degnato di un minimo briciolo di attenzione, di successo? Colpa tua, perché non sai come fare, come parlare con la Matrix. Come fare, dunque? C’est facile per il Braden: basta cambiare le proprie convinzioni e voilà, il gioco è fatto: la Matrix Divina ci regala tutto, soldi e successo (con Gregg, lo ammetto, questa cosa ha funzionato: lui il successo e i soldi dalla Matrix Divina li ha ricevuti eccome!). Questo delle convinzioni è un tema che sembra piacere molto agli americani (e ora anche agli italiani, che, com’è noto, sono un popolo culturalmente arretrato e dunque giustamente colonizzato). La chiave per dominare la propria realtà, il proprio destino si chiama: il potere delle convinzioni. Sei povero? Dipende dal fatto che sei convinto di esserlo. Sei brutto? Certo, perché credi esserlo. Le convinzioni limitanti limitano la tua realtà, generano il tuo destino di perdente. Come dire: se sei convinto che gli elefanti NON volano, non voleranno. Se però siete convinti che gli elefanti possano volare, allora le cose cambiano … Che ne dite: ci mettiamo tutti insieme a cambiare questa nostra (limitante) convinzione? In un mese, faremo tanti Dumbo! Attenti, però: finché giochiamo con Dumbo, non ci sono pericoli, se però lavoriamo con la convinzione che noi uomini possiamo volare come le rondini, la cosa potrebbe diventare molto pericolosa! Meglio non provare la forza delle convinzioni gettandosi dal trentesimo piano…

Questa storia del potere delle convinzioni è molto americana: nell’american dream c’è posto per tutti e quelli che non riescono a trovare il loro posticino è perché non hanno ricevuto la grazia di Dio. Non sono gli eletti. Sono fregati.

Ritornando alla Matrix Divina, qui l’operazione commerciale è doppiamente american dream e doppiamente furba poiché si innesta su un’altra operazione furba (il film) sfruttandone il successo di massa, con una lettura “modernista”, con tanto di immancabile Campo Quantico, che fa sempre “scientifico”, con l’altrettanto immancabile Coscienza (ma cos’è poi la “Coscienza”?), e l’immancabile Codice Divino. Quest’ultimo poi, s’inserisce a sua volta all’interno di un altro filone di successo: quello dei Codici nascosti. Un filone che, dopo il successo del romanzone di Dan Brown, lo ritrovate cucinato in tutte le salse. Quanti codici nascosti nella Bibbia si sono scoperti negli ultimi anni, dopo che nel 2003 venne pubblicato Il Codice Da Vinci? Il meccanismo utilizzato dal Braden, a ben vedere, è semplice:

1) io so quale sia la Verità

2) e so come rivelartela;

3) io conosco il modo di utilizzarla

4) e so come insegnare a te ad utilizzarla. Magari in cambio di qualche soldino …

Un meccanismo collaudato da centinaia di anni. Vi ricorda qualcosa? Ma lasciamo perdere: della Matrix di Braden magari parlerò più ampiamente un’altra volta …

Il Nuovo Ordine Mondiale è servito!

Ritornando al film, i suoi personaggi e la storia che racconta possono essere interpretati in molti modi. Neo -l’Uomo Nuovo,  l’Eletto – è stato identificato con una sorta di Messia, di novello salvatore di un’umanità preda delle macchine. Magari, non un Messia qualunaìque, ma proprio il nuovo Messia, il nuovo Salvatore … Salvatore di un’umanità che è preda inconsapevole di una misteriosa ed occulta piramide di potere che tutto sa, tutto controlla. I Massoni? I superbanchieri, che, già padroni della moneta e dei nostri (?) soldi, vogliono perfezionare il loro potere con il New World Order, il Nuovo Ordine Mondiale? Gli Illuminati? La lettura di Neo come di un Nuovo Messia elettronico-informatico sembra avvalorata dalla presenza di un personaggio femminile che si chiama Trinity, il cui amore salva Neo dalla morte e lo guida alla resurrezione. Anche il nome della città dei resistenti, Zion, non può non far pensare ad una novella Israele ed al suo popolo di eletti.

Ehi, ma il Messia non aveva una partner (almeno così sembra recitino i Vangeli)! Questo è dunque un Messia eretico! Un momento, state calmi: dotare Neo di una compagna è solo un piccolo cedimento ai tempi moderni. Ve lo immaginate Neo dedito a piaceri solitari? No, così non funziona!

A me, però, piace pensare ad una chiave diversa, anche se – credo volutamente – i furbi fratelli Wachowsky hanno mischiato talmente tanto bene le acque e confuso il messaggio a tal punto, che alla resa dei conti nel loro The Matrix puoi leggerci tutto e il contrario di tutto, proprio perché c’è tutto. Come dire: abbiamo detto un po’ di tutto e non abbiamo sparlato di nessuno. Se siete cristiani nel nostro film ci leggerete quel che vi piacerebbe leggervi, se siete ebrei ci leggerete dell’altro, se siete atei, nessuna paura: la nostra è una metafora dell’uomo contro la macchina e così via… Insomma, noi Wachowsky siamo stati bravi … Politicamente corretti! Vi dà fastidio che il Paese dei resistenti al mondo delle macchine si chiami Zion? Non c’è problema: per voi cristiani, Neo è un Messia con tanto di Trinità alle costole. A proposito: il concetto della Trinità non è monopolio del Cristianesimo. Di fatto, in tutte le Religioni indoeuropee si sono sempre venerate delle trinità. A Roma c’era la Triade Capitolina costituita da Giove, Giunone e Minerva e sembra che anche gli Etruschi avessero la loro. In India, la Trinità è costituita da Brahma, Vishnu e Shiva.

Morte, resurrezione e Tradizioni Misteriche

La morte e la resurrezione di Neo, tanto per cominciare, è da sempre parte integrante di tutte le Tradizioni misteriche. La morte e la successiva resurrezione stavano ad indicare non già la morte fisica, ma quella virtuale, della vecchia personalità, che si abbandona come un inutile veicolo, un corpo morto, ormai superato. L’uomo che risorge dalla morte è il Risvegliato, l’Iniziato, l’Adepto. Quindi la Morte-Resurrezione è null’altro se non l’antico meccanismo dell’Iniziazione: all’Adepto che risorge dalla morte, sono assegnati un compito, una conoscenza, un potere. E infatti Neo, guarda caso, ha il compito di distruggere la Matrix, ha visto la realtà (gli viene data una conoscenza) e sa come combattere (gli viene conferito un potere). Vista in questi termini, The Matrix acquista una dignità diversa, uno spessore degno di un minimo rispetto.

Neo è il prescelto per ricevere l’Iniziazione. Ma, per riceverla, deve prima morire. Il seme, dicevano le Antiche Tradizioni Ermetiche, deve morie nella Terra, per poi fruttificare. E’ l’io che deve morire, per poter fruttificare. I figli di Ermete parlano della nigredo, il “colore più nero del nero”, della putrefazione, della mortificazione ermetica, segnale del profondo cambiamento che sta per avvenire in tutti i veicoli dell’uomo. E’ la prima fase dell’Opera Ermetica, durante la quale si ha lo stato di trance, e poi di sogno, ove la dinamizzazione dell’attività fantastica dissociata dai sensi esterni è, peraltro, accompagnata da una riduzione e da uno svuotamento del senso di sé  (1). Non a caso, dunque, è Morpheus che dà il via all’Iniziazione di Neo. Ricordo che Morfeo è una figura della mitologia greca, figlio di Ipno (Il Sonno) e di Notte.

Ma forse tutto questo è davvero troppo per i fratelli Wachowsky che non sanno neppure che cosa sono i figli di Ermete. Diamogli tempo. Aspettiamo il prossimo film.

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Ricordo le altre parti dell’articolo Conosci Te Stesso :

Conosci te stesso (1)

Conosci te stesso (2)

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(1) La Tradizione Ermetica – Julius Evola – Mediterranee

© Roberto Zamperini

16 maggio 2010 - Posted by | Conosci Te Stesso, Nuovi miti, Storia | , , , , , , , ,

4 commenti »

  1. Mi piace e concordo in questa lettura di “Morte, resurrezione e Tradizioni Misteriche”
    E’ inoltre vero che in questo film, ognuno può vederci quello che vuole, e quindi vorrei aggiungere un dettaglio.
    Sono convinto che il film esprima più livelli.
    Uno di questi lo vedo come una metafora dei tempi attuali, dove un’apparente grande crisi sta facendo crollare tutto questo mondo “delle macchine”.
    Ma sarà poi vero?…. ho l’impressione che dietro una grande idea cinematografica non vi siano sempre e solo grandi registi capaci di “riciclare” millenarie e sempre valide idee.
    Qui forse i due fratelli registi avevano al fianco qualcuno che si è voluto anche divertire nel farci vedere fino a che punto è in grado di manipolarci…
    Nell’ultima puntata della trilogia di Matrix vien fatto passare quasi di soffiata il concetto che le “macchine” sapevano benissimo che qualcuno si sarebbe fatto domande e avrebbe innescato un processo di risveglio e conoscenza…
    Sapendolo si sono ben premunite per guidare anche questo risveglio e la derivante rivoluzione/distruzione…
    Non so perchè ma mi vien da pensare ad una cricca di “manigoldi” che a volte nei film si diverte a svelarci , in forma fantascientifica, i suoi malaffari….una cricca che conosce bene l’umano e le sue aspirazioni e potenzialità oserei “divine”…..
    Insomma, se l’essere umano è destinato a farsi sempre domande…se un Neo salterà sempre fuori a scompigliare tutto…tanto vale prenderne atto, frenarlo fino a quando avrà accumulato molta energia potenziale e poi lasciargli campo libero per sfracellarsi nella sua stessa potenza…
    Insomma, una valvola di sfogo come nelle pentole a pressione….far uscire quel “di più” di chi si fa domande per poi ricominciare….

    Ma non è detto che andrà sempre cosi…..
    Le pianificazioni di questa “cricca” di manigoldi “sottili” funzionano da millenni con poche variazioni ma per fortuna le vie dell’ascesa umana non restano sempre prevedibili e immutabili……

    Commento di Maurizio | 16 maggio 2010 | Rispondi

  2. Quando uscì il film ricordo che la visione mi lasciò stupefatta, interdetta e alquanto frastornata. Alcune cose mi parevano chiare, di altre intuivo un senso più profondo che non riuscivo a cogliere. Gli altri due episodi della trilogia, all’epoca, non volli guardarli, certa che fossero solo escamotage per guadagnare sull’onda del successo del primo film. Devo dire, però, che la simbologia sottostante al primo Matrix ha continuato a lavorare sotterraneamente, dentro di me. Ogni tanto mi capitava di pensarci, ogni tanto accadeva di cogliere delle cose che la prima volta non avevo visto. Ultimamente ho voluto rivedere i 3 capitoli insieme, perchè non si può certo discutere di qualcosa che non si è conosciuto.
    Oggi penso che gli sceneggiatori-registi abbiano fatto un egregio lavoro e che tale lavoro sia stato consapevole. Non si possono scrivere sceneggiature simili senza avere, quantomeno, una conoscenza specifica dei dettagli dell’ Opus Magna.. Perchè tante scene, soprattutto dell’ultimo capitolo, rimandano ad esperienze talmente reali e non propriamente di pubblico dominio e trasportate, nel mondo da loro creato, in modo così perfetto, che pensare ad una casualità mi pare quantomeno difficile.
    E’ poi vero che i livelli di significato sono molteplici, ma questo vale anche per la maggior parte delle favole classiche e per alcuni dei più conosciuti romanzi del nostro (e altrui) 800-900.
    Come sempre la Verità è nascosta dietro veli e i veli sono tali in funzione di quanto ognuno è in grado di percepire. La lettura anagogica (ti ricordi? ne avevamo discusso anche sul forum) pertiene solo ad alcuni e non già perchè siano eletti, ma solo in quanto solo alcuni hanno la capacità di andare oltre il mero livello letterale. Ciò che è certo, almeno per me, è che il simbolismo sottostante (come in certi dipinti “classici”) si ancora e lavora sui nostri strati inconsci. Quel che ne può nascere non è nostra possibilità saperlo a priori.
    Il Gioco è sempre lo stesso: la Realtà è sotto gli occhi di tutti, non nascosta ma sempre Presente, la differenza è nell’ Occhio di chi la Osserva.

    Commento di luna di carta | 18 maggio 2010 | Rispondi

  3. Neo non è il prescelto per ricevere l’iniziazione, cioè non è l’eletto, cosa ripetuta più volte. E’ un uomo qualunque. Morpheus e gli altri hanno bisogno di un eletto perché hanno dei limiti autoimposti e non sono perciò liberi: essi sono coscienti di non essere liberi, ma, imputandone la responsabilità alla Matrix anziché a se stessi, cercano all’esterno la soluzione (cioè in un eletto).
    Non hanno cioè la voglia e il coraggio di essere davvero liberi.
    Questo per me è il concetto più importante di Matrix.

    Commento di maxmerlino | 8 aprile 2011 | Rispondi

  4. Riguardo The Matrix (film che io stimo moltissimo, sopratutto per il messaggio che veicola) c’è un certo Rocco Bruno che da un interpretazione del film molto vicina se non identica alla tua, Roberto. Questi sono i video:

    Parte 1: http://www.youtube.com/watch?NR=1&v=O93-pxR8bvw
    Parte 2: http://www.youtube.com/watch?v=unWbu1XG85w&feature=related
    Parte 3: http://www.youtube.com/watch?v=jqw1dx42H2w&feature=related
    Parte 4: http://www.youtube.com/watch?v=ugVbNQqymyA&feature=related

    Commento di Valerio Mattei | 6 settembre 2011 | Rispondi


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