Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

The Secret, la “Legge dell’Attrazione” ed altre bufale (2)

Ricapitolando quanto detto poc’anzi:

1) L’Attrazione è qualcosa di mistico, di divino, se vuoi, che sfugge al controllo meccanico di qualsiasi pseudo-magia. L’Attrazione è l’effetto del fascino e il fascino è un dono divino.

2) A volte il simile attrae il simile, altre volte no.

3) Il pensiero positivo si deve esercitare in una società che quotidianamente instilla nella nostra mente la paura. La paura è un’emozione a volte congelante e, se sei congelato, non puoi pensare positivo. Alle volte, non puoi proprio pensare!

4) Non solo: ma il pensiero positivo si deve esercitare in una società che quotidianamente instilla nella tua mente il senso della tua indegnità.  Come puoi pensare di aver diritto  alla felicità, alla ricchezza, al successo, all’amore, se in cuor tuo ritieni di essere una persona indegna, che non merita tutto questo?

Per il momento, ignoriamo i punti 1) e 2) che affronteremo con più calma. Esaminiamo i punti 3) e 4) dalla cui lettura, si deduce che, almeno per iniziare, dovremmo vincere le nostre paure e dovremmo superare il nostro senso di indegnità. Altrimenti, un ben noto meccanismo sarà all’opera e sarà più virulento che mai proprio nei momenti in cui con maggior lena ci eserciteremo a praticare il pensiero positivo. Questo meccanismo si chiama: autosabotaggio. Che fare dunque? La Psicoterapia offre molti strumenti ma, sinceramente, mi sembra eccessivo scomodare uno psicoterapeuta solo perché si è letto The Secret! Allora? A mio avviso, ci sono alcuni  fattori psichici ed energetici sui quali potremmo lavorare e che potrebbero darci una mano.

Tanto per cominciare, potrò ripetermi ad nauseam che sto avendo successo, che nella mia vita tutto sta andando per il meglio, che le cose migliorano giorno per giorno, se una vocina nella mia mente mi ripeterà costantemente: “No! Non puoi. Perché hai paura di aver successo. Non puoi. Perché non te lo meriti”. E come un disco rotto, la mia mente lavorerà incessantemente a dare energia ai pensieri negativi. Mi aspetto che mi si dica: “E che ci vuole! Basta azzittire quella vocina!” Già, ma come si fa?

Facciamo insieme un esperimento. Leggete attentamente quanto segue:

NON state vedendo tre delfini che saltano nell’acqua,

NON state vedendo tre delfini che saltano nell’acqua,

NON state vedendo tre delfini che saltano nell’acqua.

Adesso,  prima di leggere quanto segue dopo la riga orizzontale, dovrete chiudere gli occhi e per qualche secondo cercate di vedere qualsiasi cosa che NON siano tre delfini.

Provate!

________________________

Cos’è successo? Cosa avete visto nella vostra mente? Scommetto che avete visto tre delfini che saltavano nell’acqua, vero? Bene, allora sappiamo cosa NON dobbiamo fare. NON dobbiamo impegnarci a pensare di pensare positivo, a meno che il positivo non sia già dentro di noi. E se c’è già? Se c’è già, non abbiamo alcun bisogno di The Secret! Noi siamo già il pensiero positivo! Un serpente che si morde la coda! La prima cosa che dovrei fare è dunque superare le mie paure… Devo smettere di aver paura, devo smettere di pensare di aver paura… Già, ma come posso smettere di pensare una cosa, se ho visto che non sono in grado di NON pensare ai tre delfini?

SUPERARE LE PAURE, E’ POSSIBILE? Risponderò alla domanda con un’altra domanda: puoi uscire di prigione, se non sai di esserlo? Per superare la paura, bisogna, almeno io credo, guardarla in faccia, affrontandola per quello che è: alle volte un mostro, alle volte un maestro. Il primo passo consiste nello sforzarsi di smettere di aver paura della paura, smettere di aver paura di essere una persona che ha paura. Alcune considerazioni potrebbero aiutarci:

Disidentificarsi con la paura guardandola in faccia. Abbiamo visto che viviamo in una società che letteralmente produce e vende paura. Ora, esistono due tipi di paure:

a) quelle che ci spingono ad essere più cauti;

b) quelle raggelanti, che ci bloccano (terrore, attacchi di panico, eccetera). Queste bloccano i muscoli e la mente.

Chi scala una montagna, chi nuota a chilometri di distanza dalla costa o chi naviga su una barca a vela intorno al mondo o chi guida un razzo spaziale deve coltivare la paura del primo tipo, perché questo sentimento gli eviterà di fare cose azzardate o stupide o di correre rischi inutili, di fare poca attenzione. Insomma, la paura potrà salvargli la vita. Ed è per questo che Madre Natura ha inventato la paura: se i topi non avessero paura dei gatti, i topi oggi non esisterebbero. Sarebbero una razza estinta. Questa paura è una emozione utile e positiva. Un maestro.

Le paure del secondo tipo sono spesso di altri due tipi:

a) quelle relative ad eventi reali;

b) quelle relative ad eventi immaginari.

Se girato l’angolo, mi trovo di fronte ad una tigre siberiana fuggita dallo zoo, resterò quasi sicuramente congelato dal terrore (freezing) e non sarò in grado di muovere un muscolo. Per la verità, anche questa reazione è un dono di Madre Natura: il topo congelato dalla paura può sembrare al gatto un topo morto, magari un topo poco interessante. Oppure, il restare immobili di fronte ad un animale pericoloso può evitare che ci attacchi, perché ogni nostro movimento può essere da lui considerato una sfida o la premessa di un nostro attacco. Non funziona sempre, solo alle volte, ma, se non c’è altra via di scampo, potrebbe essere la nostra salvezza. L’altra potrebbe essere quella di mettersi ad urlare e gesticolare sperando di spaventare la tigre siberiana, ma non sempre sarà un tecnica migliore del restare congelati. Insomma: tanto vale pregare e sperare nella misericordia divina!

Per fortuna, raramente incontriamo tigri siberiane.

CONCLUSIONE: non dobbiamo aver paura di aver paura di eventi reali. E’ giusto e naturale e utile avere questo tipo di paura.

Le paure relative ad eventi immaginari: ecco il vero mostro!

Sappiamo che viviamo in una società, in una cultura centrata sulla diffusione della paura. Quasi una religione della paura. Apri il TG e una valanga di messaggi invaderanno la tua mente e tutti o quasi saranno basati su eventi potenzialmente spaventosi. Persino il terremoto in una parte del pianeta lontana da casa tua è spaventosa: potrebbe succedere anche da noi. E l’aereo precipitato? Potrebbe essere quello che prenderò tra pochi giorni. E l’esaurimento delle scorte d’acqua? Magari quest’estate non sapremo come sopravvivere. E il crollo dell’economia? Della finanza? Chi mi pagherà lo stipendio, al pensione, chi entrerà nel mio negozio? E l’inquinamento del mare? La morte delle api? Lo scioglimento dei ghiacciai? La fine del petrolio? I disastri nucleari? Il terrorismo? Eccetera, eccetera, eccetera. La dimensione degli eventi spaventosi è virtualmente infinita! Che possiamo fare con problemi come questi che ci sovrastano?

CAMBIARE IL NOSTRO STATO DI COSCIENZA ATTRAVERSO IL NOSTRO ATTEGGIAMENTO QUOTIDIANO. Dunque, molto spesso la paura è generata da eventi pensati o immaginari o al di là della nostra capacità di intervenire o di controllare. Si dice che il riscaldamento globale stia per trasformare il pianeta in un unico immenso deserto senza vita. Allora morirà tutta razza umana, noi moriremo, moriranno i nostri cari, i nostri amici, i parenti. Cosa possiamo fare noi? Alcune cose elementari, come risparmiare l’acqua in bagno o in cucina, evitare gli sprechi, eccetera. Tutto ciò ovviamente da solo non cambierà le sorti del mondo, ma cambierà il nostro stato di coscienza. Avremo fatto il nostro dovere, almeno in parte. E ci sentiremo in pace con la nostra coscienza. E dunque, ci sentiremo un poco meno indegni di amore, successo, denaro, salute, eccetera.

RICONQUISTARE IL POTERE PERSONALE. Gran parte delle paure relative ad eventi immaginari nasconde un’altra paura di fondo. O una percezione di fondo: la mancanza di potere personale. Abbiamo cominciato ad illustrare i Sette Raggi qui, qui e qui. Per ora, abbiamo affrontato solo due Raggi: il PRIMO ed il QUARTO. Cosa manifesta il Primo Raggio? S’è detto che nel PRIMO RAGGIO (R1) è racchiusa la Forza, la Potenza, la Dynamis che permette agli altri Raggi di esprimersi, di manifestarsi. Nel secondo articolo avevamo detto, a proposito del PRIMO RAGGIO (R1), che è una sorta di benzina degli altri Raggi. Se manca Lui, è come possedere un’auto alla quale manca la benzina. Non si muove, non funziona! Insomma, se non c’è R1, nulla si muove nell’Universo! La mancanza di R1 è la morte! Neppure gli altri sei Raggi sono in grado di manifestarsi, poiché non hanno la forza sufficiente per farlo. Insomma, il Primo Raggio manifesta il Potere! Che c’entra il Potere con la paura relativa ad eventi immaginari? C’entra e spesso c’entra moltissimo.

Un attacco di panico è, secondo Wikipedia un periodo di paura o disagio intensi, tipicamente con un inizio improvviso e solitamente della durata inferiore ai trenta minuti. I sintomi includono tremore, respirazione superficiale, sudore, nausea, vertigini, iperventilazione, parestesie (sensazione di formicolio), tachicardia, sensazione di soffocamento o asfissia. La manifestazione è significativamente diversa da quanto avviene negli altri tipi di disturbi di ansia, in quanto gli attacchi sono improvvisi, non sembrano provocati da alcunché e spesso sono debilitanti. Un episodio è spesso categorizzato come un circolo vizioso dove i sintomi mentali accrescono i sintomi fisici, e viceversa.

Sì, ma perché c’è l’attacco? Cosa lo scatena? Esistono molte scuole di pensiero e, senza pretendere di fare le scarpe a chi ne sa più di me, nella mia esperienza ho visto che gli attacchi di panico erano l’effetto della percezione di non farcela, di non essere in grado di superare le difficoltà, di non essere all’altezza della situazione. La cosa più interessante è che questa paura (che chiamerò primaria) resta nascosta e si manifesta nell’altra (che chiamerò derivata). La paura primaria è talmente tanto forte che la nascondo e la maschero con quella derivata. La paura derivata mi fa meno paura di quella primaria. Esempio: ho paura di non farcela nel lavoro, di non riuscire a condurre in porto un compito o di farlo correttamente o di non essere all’altezza dei miei compiti e manifesto questa paura quando guido l’auto o quando volo su un aereo o in altre situazioni trigger. Avere paura dell’auto e dell’aereo è naturale: sono due mezzi di trasporto pericolosi, ma essere preda di attacchi di panico quando si è in macchina o in un aereo è il segnale che si sta nascondendo un’altra paura: la paura primaria.

La paura vera è quella primaria.

Quella secondaria (che si manifesta con l’attacco) è solo un paravento, uno schermo della prima.

(segue)

© Roberto Zamperini


24 maggio 2010 - Posted by | Crescita Personale, Libri | , , , , ,

1 commento »

  1. Ciao! Non ho letto quest’articolo…ma mi sembra più adatto parlare di libri nella sezione libri…cmq volevo sapere se hai letto “Neuroschiavi” e cosa ne pensi.

    Commento di Maurizio | 22 giugno 2011 | Rispondi


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