Il blog di Roberto Zamperini

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The Secret: qual è l’arte di attrarre il peggio dalla vita? (4)

La Legge di Attrazione degli eventi dannosi e degli eventi temuti

L’umanità sembra dividersi in due grandi gruppi: il gruppo assai vasto di quelli che realizzano ciò che temono o ciò che li danneggia e il gruppo ben più esiguo di quelli che realizzano ciò che desiderano. Parliamo qui del primo gruppo: quelli che realizzano ciò che temono o ciò che li danneggia. Sono i migliori nell’Arte di ottenere il peggio dalla vita! In che consiste quest’Arte? E’ basata su alcune “tecniche” tipiche, come quella di attrarre a noi ciò che ci danneggia, come quella di rivivere ciò che tanto tempo fa ci terrorizzò o come quella di attrarre a noi ciò di cui abbiamo paura.

Primo metodo: attrarre ciò che ci danneggia

La chiamerò Antonia, per non infrangere la sua privacy. Insegnante di ginnastica dolce, era quello che si poteva definire una donna carina. Carina d’aspetto, carina nei modi, sempre educata, piacevole da guardare e da ascoltare, intelligente, sensibile. Antonia, l’avevo conosciuta per un consulto, durante il quale mi aveva esposto il suo problema. La sua infanzia era stata segnata da un orribile esperienza. Intorno ai 10 anni era stata violentata ripetutamente da un amico di famiglia. Antonia, che non aveva neppure l’età per comprendere la portata del delitto che aveva dovuto subire, pensò di confidare alla madre la sua esperienza. La madre, con un comportamento assurdo, anche se forse non infrequente all’epoca, invece di andare immediatamente dalla polizia a denunciare l’orco, se la prese con la bambina: i suoi modi troppo dolci e remissivi avevano indotto l’uomo a quel comportamento.

Inutile dire che Antonia rimase segnata per decenni dallo stupro o e dal tradimento della madre. Una volta diventata adulta, gli uomini che incontrava, in qualche modo, continuavano a stuprarla, anche se in forme diverse e magari molto sottili. Era passata attraverso un divorzio con un marito che non la valorizzava e la criticava. Tutti i suoi altri uomini in qualche modo ripetevano la stessa esperienza che aveva avuto da bambina. Veniva stuprata nella sua intelligenza, nella sua femminilità, nella sua professionalità.

I modi cambiavano, ma Antonia veniva ancora stuprata anche se ormai donna fatta. Karma? Destino? Punizione di vite precedenti in cui era stata lei la stupratrice? Forse, chissà. Ma questa era oggi la sua vita e questo era il suo problema.

Qual era la molla segreta che attraeva ad Antonia gli uomini che l’avrebbero stuprata? Antonia si sentiva sporca, indegna, una donna segnata da un peccato. Il comportamento assurdo della madre aveva scolpito nella sua mente il suo senso di indegnità, che le ricreava continuamente  la sua esperienza infantile. Come un regista senza fantasia, la mente di Antonia conosceva un unico spettacolo che ripeteva anno dopo anno, con pochissime variazioni.

Finché Antonia non si fu liberata del suo senso di colpa e di indegnità, la sua vita restò segnata da fallimenti sia sentimentali, sia professionali, sia finanziari.

Secondo metodo: rivivere ciò che ci spaventò

Mario era un giovane medico, intelligente, capace come medico e di bell’aspetto. La sua vita professionale funzionava bene, ma non altrettanto quella sentimentale. Era sposato con una donna molto bella, che lui amava molto. Purtroppo il matrimonio stava andando in pezzi a causa della loro vita sessuale: Mario soffriva di eiaculazione precoce. La moglie si stava pian piano allontanando e la separazione era alle porte.

Durante l’analisi energetica, Mario si alzava spesso per andare in bagno. Soffriva forse di incontinenza urinaria? chiesi. No, Mario negò con forza. Però, più tardi, l’analisi energetica della sua infanzia fece emergere un ricordo sepolto nell’oblio. Aveva una decina d’anni e stava giocando con il suo grosso cane. La povera bestia era la vittima del suo sadismo infantile che si divertiva a torturare, fino al punto in cui un giorno il cane, stanco della violenza del padroncino, lo morse alla mano. Durante il colloquio, il medico ricordò che precisione che, da bambino, si era urinato nelle mutande per lo spavento.

La storia era ormai chiara: ogni volta che si trovava in situazioni critiche (e fare sesso con la moglie che si stava allontanando da lui era una situazione molto critica) lo stimolo di urinare si ripresentava. Uno stimolo che peggiorava la sua tendenza all’eiaculazione precoce oche  forse ne era addirittura la causa primaria.  Mario, ogni volta che si presentava un episodio che sfuggiva al suo controllo e nel quale sentiva di non aver abbastanza potere, attraeva inconsciamente gli effetti dell’antico trauma del cane che lo mordeva. Grazie alla paura, il suo potere personale diventava così sempre più scarso.

Terzo metodo: attrarre ciò che ci spaventa

Esiste un meccanismo psichico ed energetico molto potente che consiste nell’evocare le situazioni che più ci spaventano. Senza entrare nella descrizione del fenomeno sotto l’aspetto energetico, per il quale saremmo obbligati a parlare dei “legami”, mi basta sottolineare la potenza evocatrice della paura. Quante volte temevamo una cosa e quella – regolarmente – s’è materializzata? E’ imbarazzante doverlo ammettere, ma la paura può essere più potente del desiderio!

La paura può essere un fattore scatenante la malattia. Senza entrare in questo tema così vasto, per il quale si sono cimentati tanti ricercatori, farò il nome di due soli di essi: Edward Bach e Ryke Geer Hamer.

Bach credeva che la paura e l’infelicità sono il binomio che porta ad avere una salute cagionevole o addirittura alla malattia. La paura – secondo lui – è un’emozione fondamentale, alla base dei maggiori squilibri fisici e psichici. E, attenzione!, Bach era anche convinto che noi vivessimo tutti nell’era della paura della malattia.

Nella sua Nuova Medicina, Hamer ritiene di aver più che ampiamente dimostrato che la paura di morire può essere il fattore scatenante il cancro polmonare. E’ come dire che si muore perché si ha paura di morire!

Per ultimo, vorrei sottolineare il sadismo – che spero inconscio – dei nostri servizi sanitari che hanno riempito i pacchetti di sigarette con scritte che avvertono che il fumo può essere la causa scatenante del tumore polmonare. Non voglio entrare in una diatriba che impegna grandi menti scientifiche, mi basta sottolineare che, se Hamer ha ragione, quelle scritte sono potenzialmente mortali!

(segue)

© Roberto Zamperini

Articoli precedenti:

The Secret e la scoperta dell’acqua calda

The Secret, la “Legge dell’Attrazione” ed altre bufale

The Secret, la “Legge dell’Attrazione” ed altre bufale (2)

The Secret: il potere personale scippato. (3)


27 maggio 2010 - Posted by | Conosci Te Stesso, Crescita Personale | , , , , ,

5 commenti »

  1. Quello che tu tenti di dire attraverso la storia di Antonia e degli altri, perdonami se lo te lo dico, è il motivo per il quale non mi sono mai interessato alla fantomatica legge dell’attrazione e altre americanate del genere………..!!!!
    Purtroppo o per fortuna ho fatto il percorso fatto dalle persone di cui tu racconti, qualche anno fa.
    Pertanto quando ricevo volantini del genere sulla mia posta non li leggo neanche, li cancello immediatamente. Mi viene quasi istintivo.
    Per quanto riguara il Primo metodo: attrarre ciò che ci danneggia
    Tu lo citi come um metodo, io dico che viene applicato in maniera metodica ma senza consapevolezza.
    Il copione tenuto incosciamente da queste persone , scusami , ma è noto e arcinoto nei sui meccanismi psicologici. Forse un po’ meno in quelli energetici, ed è qui che la cosa dal mio punto di vista si fa iperinteressante e degno di nota.
    Di fatto il “boicottaggio” attuato incosciamente ed incosapevolemente, non fa altro che “attrarre” i carnefici nel caso di Antonia e la forma pensiero della paura nel caso del medico.
    Insomma senza neanche rendersene conto a livello inconscio si applica la legge dell’attrazione o quello che è, ma al contrario.
    Quindi “La Legge di Attrazione degli eventi dannosi e degli eventi temuti” funziona anche se non si è coscienti di farlo, di applicarla, ed è facile capire perchè.
    Anche per quanto riguarda il Secondo metodo: rivivere ciò che ci spaventò E il Terzo metodo: attrarre ciò che ci spaventa
    Sarà che io provengo da un percorso psicoterapeutico di tipo psicoanalitico e da lunghe ed appassionate letture, ma anche qui nulla di nuovo sotto il sole (almeno da un punto di vista psicoanalitico se vogliamo).
    Mi pare però, da quanto scrivi, e correggimi se sbaglio, che la TEV ad un certo punto e per soli certi aspetti si avvale di quanto già scoperto da altri in campo psicologioco (nel senso più ampio del termine).
    Mi riferisco al lavoro su noi stessi, o a quello che molti chiamano “Conosci te stesso” sul quale innesti un lavoro energetico non di poco conto.
    Un lavoro energetico che porta alla fine ad accelerare tutto il processo e se vogliamo anche a renderlo più fattibile e sopportabile.
    E’ vero infatti, che se avessi avuto la possibilità di utilizzare gli strumenti a tecnologia Cleanergy (e il relativo metodo e successive tecniche) il mio percorso “conoscitivo” sarebbe risultato alquanto più pervio e proficuo oltre che ……….!!!!
    Quindi, per andare al sodo, alla fine tutto parte o dipende da noi (da tutti i punti di vista).
    Più traumi riusciamo ad individuare, superare o sciogliere, meglio riusciamo a realizzare la nostra vita a prescindere dai soldi dal successo e dai futili desideri, e consentitemi, a prescindere dalla “Legge di Attrazione”. D’altronde una calamita, un magnete, ha bisogno di applicare la legge dell’attrazione per attrarre a se materiale ferroso?
    La domanda da farsi è: voglio risolvere il mio problema? Voglio affrontare le mie paure? Voglio scoprire, conoscere l’origine del mio malessere?
    Se si decide di si e si ha il coraggio e la forza di intraprendere un percorso intropsettivo allora non serve nessuna legge dell’attrazione ed altre cose del genere.
    Se si decide di no, e ci si nasconde dietro un dito o si mette la testa sotto la sabbia allora si può ricorrere non solo alla legge dell’attrazione ma a tutte le altre pseudo-tecniche filoamericane che stanno spopolando sul web e che promettono il benessere interiore i quattro e quattro otto!

    Commento di Francesco | 27 maggio 2010 | Rispondi

  2. Ehi, guarda, Francesco, che la parola “metodo” era ironica! !”Insomma senza neanche rendersene conto a livello inconscio si applica la legge dell’attrazione o quello che è, ma al contrario.” Appunto.
    “La domanda da farsi è: voglio risolvere il mio problema? Voglio affrontare le mie paure? Voglio scoprire, conoscere l’origine del mio malessere?” Bravo. Se la risposta è NO, non c’è Secret che tenga …

    Commento di zaro41 | 28 maggio 2010 | Rispondi

  3. Son d’accordo con te.
    Per il resto, a volte sul web o sui forum etc…., è difficile cogliere il tono di una conversazione, di un discorso. Mi spiace.

    Commento di Francesco | 28 maggio 2010 | Rispondi

    • Ti dispiace? E di cosa?

      Commento di zaro41 | 28 maggio 2010 | Rispondi

  4. Mi spiace non aver inteso il tono della discussione.
    Anche perchè mi spiace anche quando gli altri non capiscono quello che voglio dire o come lo dico, le battute e i doppi sensi…….., quando per esempio mi infiammo in alcune conversazioni!
    Ecco una cosa su cui lavorare, la paura di non essere capito al volo, la paura di essere frainteso……!!!!!!
    Ma sarà poi paura? meglio usare il termine “timore”.
    Alexander Lowen (allievo di Reich)docet!!

    Commento di Francesco | 28 maggio 2010 | Rispondi


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