Il blog di Roberto Zamperini

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Ma davvero Ipatia era così bella? Come avvenne l’esilio degli Dei (1)

L’uscita anche in Italia ed in italiano (finalmente!) del film AGORA‘ del regista spagnolo Amenabar dedicato alla figura di IPATIA (o HYPATIA) la giovane scienziata alessandrina trucidata dai cristiani nella primavera del 415 dC ha suscitato, com’era prevedibile, polemiche, critiche, raccapriccio e sconcerto. Io il film non l’ho ancora visto e anzi, se qualcuno di voi ha avuto la fortuna di farlo, sono a pregarlo di scrivere le sue impressioni come commento a questo articolo.

Di fronte alla raccapricciante storia di IPATIA, non posso, comunque, non chiedermi chi fosse questa giovane donna. Ipatia è anche nota come la Divina Pagana. Perché “divina”? E poi: che aspetto aveva? Era davvero così sapiente e saggia come si dice? Cosa ha fatto di tanto grave da meritare una morte così orribile?

Cominciamo dal suo aspetto fisico. Ecco come ce la dipinge il pittore Charles William Mitchell (1854 – 1903) mentre attende l’arrivo dei suoi aguzzini pochi istanti prima della sua tortura e della sua morte:

Non si può negare che, almeno secondo la fantasia di Mitchell, Ipatia avrebbe fatto sfigurare molte finte belloccce cinematografiche di oggi, siliconate e ritoccate dal chirurgo di fama. Mi sembra però improbabile che la giovane Ipatia fosse bionda e di pelle così chiara, ma non si può neppure escludere, almeno se crediamo a Felice Vinci e a quanto ha scritto nel suo libro Omero nel Baltico, in cui sostiene che i cicli dell’Iliade e dell’Odissea si sono svolti non nell’Egeo, ma nel Baltico, che sarebbe stata la patria della mitica Iperborea o forse addirittura dell’ancor più mitica Thulé. Ne ho parlato QUI e QUI.  Si tratta di argomenti che fanno litigare gli specialisti e l’unica cosa che trovo corretto dire è che sono numerosissimi i riferimenti mitologici ad Iperborea che è possibile trovare in ogni Tradizione di ogni latitudine e che i miti contengono sempre una parte di verità.

Insomma: forse Ipatia era bionda e forse anche bella o addirittura bellissima. Almeno è così che ce l’hanno tramandata gli artisti, fino al grande Raffaello. Ma era anche una vera scienziata? Si sa che lei era la figlia di Theon, filosofo di Alessandria. Quegli anni dovevano essere terribili per i pagani: Costanzo II nel 356 aveva chiuso tutti i templi romani dedicati agli Dei e aveva stabilito che la punizione per chi praticava ancora l’antica religione era la morte. Nel 357 era stato rimosso l’Altare della Pace nel Senato di Roma. Da allora, essere considerati pagani divenne una gravissima colpa e essere considerati dei filosofi pagani era lo stesso che definirsi stregoni. E la stregoneria doveva essere punita con la tortura e la  morte. La tortura consisteva nello strappare la carne dalle ossa per essere poi gettata agli animali o appesa a dei ganci. Ipatia venne considerata una strega. Forse fu lei la prima strega della storia. E pertanto torturata a morte. La sua carne venne strappata a forza con le valve delle conchiglie, poi fu accecata, il suo corpo venne fatto a brandelli e poi bruciato. Nel film, Ipatia, prima di essere catturata dai cristiani, viene strozzata dal suo schiavo. Un assassinio per amore, ma anche un falso. Ipatia morì non per strangolamento, ma per la tortura. La finzione cinematografica è stato un un atto di pietà verso lo spettatore.

Thomas Lewis, in una storia di Iatia del 1721, (“The History Of Hypatia”, Thomas Lewis, 1721) la definiva istruita, modesta, saggia e bella.  Ed anche una donna di potere con funzioni di leader nella scuola di Alessandria. Una leader grazie alle sue riconosciute capacità scientifiche e alla sua conoscenza della filosofia. Forse anche questa sua figura non deve essere piaciuta molto a S. Cirillo che sembrerebbe essere stato l’istigatore dei suoi aguzzini.

Ipazia nasce nel 1123 AUC, (Ab Urbe Condita), ovvero nel dodicesimo secolo dalla fondazione di Roma. Secondo il computo odierno era il 370 d.C., più o meno. Suo padre Theon era forse il maggiore matematico del suo tempo, anche se gli storici sono concordi nell’affermare che fu superato dalla figlia! La giovane Ipatia fu iniziata ai misteri della matematica e forse non solo di quella dal padre. Ipatia entra così nella storia della matematica come prima donna matematica. Ma non solo:  Ipazia sarà riconosciuta come il capo carismatico della scuola filosofica alessandrina e sarà lei a insegnare la lezione del neoplatonismo e dei Maestri Plotino e Giamblico.

(segue)

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© Roberto Zamperini

8 giugno 2010 - Posted by | Scienza, Storia | , , , , , , , , ,

2 commenti »

  1. io il film l’ho visto, considero la rappresentazione molto bella ed interessante, ciò che mi ha lasciato alla fine è un senso di rabbia verso l’ignoranza dei carnefici, per la mancata opportunità di aver potuto avere ancora ai giorni d’oggi il materiale di inestimabile valore bruciato dai cristiani e la domanda circa quanti santi hanno “meritato” questo titolo per essere stati invece uomini o donne di infimo valore. sulla bellezza di ipazia non ho nulla da dire, che fosse vera o presunta sta di fatto che non era nulla in confronto con la bellezza di una mente erudita come di certo era questa donna.

    Commento di mcmilly | 8 marzo 2013 | Rispondi

  2. Ho visto il film. Ci sono molte forzature, per esempio ipazia avrebbe scoperto teorie sul sistema solare in anticipo di più di un millennio. Nel film come nel quadro ipazia è bellissima, ma ogni film per conquistare il pubblico deve avere un’eroina che si rispetti.

    Nonostante le forzature, si tratta di un film coinvolgente e ben fatto per quanto riguarda l’intrattenimento del pubblico. Ti consiglio di guardarlo anche solo per trascorrere una bella serata.

    Commento di valivi | 5 maggio 2015 | Rispondi


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