Il blog di Roberto Zamperini

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I Sette Raggi: il Quarto Raggio, l’Energia d’Oro e Castel del Monte (2)

Nell’articolo precedente I Sette Raggi: il Quarto Raggio, madre di tutte le Energie d’Oro (1) abbiamo analizzato tre energie “auree”:

  • l’energia connessa al Phi, alla sezione aurea e all’angolo aureo (che è pari a 51,8 gradi)
  • l’energia aurea celeste, cioè quella proveniente da quella sorta di chakra extracorporei sopra la corona che noi chiamiamo CECS (centri extracorporei superiori)
  • l’energia aurea tellurica, cioè quella proveniente da quella sorta di chakra extracorporei sotto il perineo che noi chiamiamo CECI (centri extracorporei inferiori)

A voler essere pignoli le ultime due sono, in realtà 14: sette CEC superiori creano sette energie auree celesti differenti e sette CEC inferiori creano sette energie auree telluriche differenti. Sette e sette fa quattordici.

Non solo, ma s’è parlato semplicemente di Phi, ovvero di quel numero irrazionale che è pari a

1,618 033 988 749 89

Ci si potrebbe chiedere: che ruolo gioca il Phi sull’organismo energetico e, addirittura, che ruolo giocano le potenze di Phi? In altre parole: ammesso che Phi sia in grado di modificare in qualche modo il nostro organismo energetico, ha un senso indagare su Phi elevato alla seconda, alla terza, alla quarta e così via?

Per rispondere a queste domande potremmo per prima cosa chiederci se, nei tempi antichi, questo rapporto sia stato tenuto in considerazione e perché … Già, perché Phi è così importante? Perché la sezione aurea era detta aurea? Perché Phi era detto il rapporto divino?

Sappiamo che è stato per così dire “occultato” nella geometria della Grande Piramide, ma, ammesso che questo non sia stato per puro caso, ci chiediamo se anche in altri monumenti antichi sia stato utilizzato. Piuttosto che esaminare una lunga serie di antichi monumenti, che andrebbero dal Partenone, alla cattedrale di Notre Dame o a quella di Chartres, al palazzo delle Nazioni Unite a New York, mi limiterò a trattare – a volo d’uccello! – un monumento di casa nostra, tanto straordinario per quanto poco conosciuto dai nostri stessi connazionali. Sto parlando di Castel del Monte, in Puglia.

Prima di tutto: cos’è Castel del Monte?

Prepariamoci ad una serie di stranezze e di bizzarrie legate a questo straordinario monumento, che non a caso da secoli fa impazzire gli studiosi…

1) Castel del Monte è un castello che non sta su un monte.

Tutt’al più è stato costruito su una collina. Neppure troppo alta. Giudicate voi stessi dalla foto. E’ un “monte” che potete tranquillamente scalare in pochi minuti in bicicletta e senza neppure faticare troppo.

2) Castel del Monte sembra grande da lontano ma è piccolo da vicino.

E’ un’impressione che hanno tutti i visitatori. Venendo da Andria, ad un certo punto, dalla strada statale, dopo una curva, d’improvviso s’erge la mole Castel del Monte. In genere questa visione suscita una certa meraviglia nel visitatore attento che s’immagina di dover visitare un monumento di dimensioni smisurate. Arrivato vicino, fino a toccarlo, con una punta di delusione, si accorge che è tutt’altro che immenso. La percezione della sua grandezza sta, evidentemente, nelle sue proporzioni. La delusione si trasforma allora in ammirazione. Qual è il segreto di questo Castello?

3) Ma Castel del Monte NON è un castello

Di solito, quando si parla di castelli, ci si immagina una struttura difensiva con merli, ponti levatoi, mura ed altre invenzioni architettoniche atte alla difesa. Nulla di tutto questo, poiché Castel del Monte NON è un castello. Strutture difensive e militari? Neppure l’ombra. Un castello di caccia? A parte che sarebbe troppo grande per questo scopo anche per un imperatore, al suo interno non vi sono indizi che lascino pensare a questa ipotesi. Allora? A che serve? Chi l’ha fatto? Quando?

4) Castel del Monte non si sa esattamente né chi l’ha costruito, né esattamente quando.

L’ipotesi più corrente è che sia stata opera dell’Imperatore Federico II, ma illustri studiosi ne dubitano e credono invece ad una costruzione opera dei Templari. E’ chiaro che, se non si sa chi l’ha costruito, non si sa neppure quando l’ha fatto! Forse la verità sta nel mezzo: da un primo progetto templare, Federico ha provveduto a completarlo, magari secondo i suoi gusti… Chissà!

Ma insomma chi era Federico II?

Nonostante i fiumi d’inchiostro versati nel tentativo di inquadrare questo incredibile personaggio, Federico presenta ancora tanti punti oscuri anche per gli storici più preparati. Non ho certo la pretesa di scrivere una biografia dell’Imperatore, mi basterà dire poche cose su di lui. Il suo motto era: STUPOR MUNDI, lo stupore o la meraviglia del mondo. Si chiamava Federico VII Hohenstaufen di Svevia, o Federico I di SiciliaFederico II del Sacro Romano Impero. Nacque a Jesi, il 26 o il 24 dicembre 1194 (un acquario!) e morì a Fiorentino di Puglia, 13 dicembre 1250. Fu re di Sicilia, re di Gerusalemme, Imperatore dei Romani, re d’Italia e re di Germania. Come Augusto, il potere fu suo quando era ancora ragazzo. La corte che riuscì a creare intorno a sé fu il vero stupor mundi: il meglio del meglio del suo tempo. Astronomi, astrologhi, linguisti, storici, filosofi, matematici; insomma: di tutto! Si sa che perfino Leonardo Pisano detto Fibonacci entrò – forse solo per una settimana – a farne parte. Si sa che il loro incontro rallegrò moltissimo l’Imperatore e si sa che Fibonacci è stato il più grande matematico dei tempi antichi. Non solo, ma che fu quello della successione di Fibonacci, una serie matematica legata al Phi … Cosa si sono detti, l’Imperatore e il massimo matematico del tempo? Di cosa hanno parlato? Non è difficile ipotizzare che il tema del loro lungo incontro sia stato il numero d’oro e le sue straordinarie proprietà, che dovevano essere ben note a Leonardo. Federico, dopo la partenza di Leonardo, confessò che quella era stata la più bella settimana della sua vita!

Naturalmente un personaggio del genere non poteva non collezionare un certo numero di scomuniche papaline. E infatti così fu.

Ma torniamo a Castel del Monte e al suo rapporto con l’Imperatore. Fu Federico a costruirlo? Forse. Anche se gli indizi della sapienza templare non mancano nel Castello.

Ma quello che più ci interessa è:

Qual era lo scopo di Castel del Monte?

E che c’entra con il Phi? Che è andato a fare Leonardo Pisano detto Fibonacci alla corte dell’Imperatore?

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© Roberto Zamperini


9 giugno 2010 - Posted by | Ambiente, Domoterapia Sottile, Energia dei Numeri, Sette Raggi, Storia, Tecnica Energo-Vibrazionale | , , , , , , , , , , , , ,

6 commenti »

  1. uno dei motivi può,da quanto emerge nel Liber quadratorum,dedicato dal Fibonacci all imperatore,definito“principe molto glorioso“,essere la discussione sulla possibilità“di trovare un numero quadrato che aumentato o diminuito di cinque fa nascere sempre un numero quadrato“…ma ce ne possono essere anche altri due…

    Commento di marisa | 21 agosto 2010 | Rispondi

  2. Eh, già! Il Phi, tanto amato sia da Federico che dal Pisano… E che ha a che fare con … il Dio Iperboreo!
    Un abbraccio, Marisa!

    Commento di zaro41 | 21 agosto 2010 | Rispondi

  3. Castel del Monte potrebbe essere uno straordinario trasmutatore energetico pensato da una mente medievale consapevole della dinamica dei diversi ambiti energetici e forse della loro attivazione su percorsi interni già definiti,come avrai sicuramente osservato.Federico era nipote di Ruggero d Altavilla gran templare e della di lui madre Adelasia del Monferrato molto iteressata alla corona del regno di Gerusalemmme tanto da andarci a vivere…

    Commento di marisa | 2 settembre 2010 | Rispondi


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