Il blog di Roberto Zamperini

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Ritorno a Notre-Dame: come uccidere l’anima di una città (3)

APOLLO. Prima di affrontare le tre domande, occorre spendere alcune altre brevi parole intorno alle due figure centrali di Apollo e di Ercole-Eracle, che non a caso, compaiono proprio all’inizio della storia di Giasone e della sua ricerca e conquista del vello d’oro. Se si crede che l’accostamento di una cattedrale gotica e al suo significato ermetico ad Apollo sia una mia forzatura, si può leggere quanto il Fulcanelli stesso scrive a proposito della prima “congiunzione” detta anche “sublimazione” quando cita Callimaco nell’Inno a Delo:

«(I cigni) girarono sette volte intorno a Delo… e non avevano ancora cantato l’ottava volta che nacque Apollo.»

Euripide inneggia a Febo, epiteto di Apollo, per aver ucciso il serpente della Grande Madre. Lo screziato drago, dalle squame corrusche, immane mostro della terra, custodiva l’oracolo:
“Eri ancora un bambino, giocavi ancora in grembo alla madre, Febo, ma uccidesti il drago, e l’oracolo fu tuo: dal tripode d’oro, sul trono che non mente, adesso pronunzi presagi per i mortali: dentro il sacrario, sei vicino alla fonte Castalia, possiedi il centro del mondo.”

Ricordo che il cigno è l’animale sacro ad Apollo e Delo è l’isola a Lui sacra. (Su Apollo vedi anche gli articoli Conosci te stesso (1) e Conosci te stesso (2)

Callimaco – Cirene, 305 a.C. – Alessandria d’Egitto, 240 a.C. – è l’autore di sei inni destinati a celebrare le divinità cittadine in pubbliche feste. Uno di questi era dedicato ad Apollo ed un altro (l’Inno a Delo) celebrava l’isola sacra ad Apollo descrivendo le peregrinazioni di Latona, sua madre, che perseguitata dalla gelosa Era, andava alla ricerca di un luogo adatto al suo parto. Lo trova a Delo dove porta alla luce i suoi gemelli divini: Apollo ed Artemide.

Apollo che uccide il Drago è un simbolo ricorrente nella Tradizione Ermetica. Contro i Draghi combattono anche gli Eroi Solari. Nella tradizione cristiana, Apollo e Eracle-Ercole sono sostituiti da San Michele. E’ la lotta del Principio Solare contro la forza lunare, che esprime un impulso cieco e un selvaggio precipitarsi, e la sua direzione è verso il basso, è una direzione di “caduta”, (Vedi Julius Evola, La Tradizione Ermetica, pag. 59). La direzione verso il basso è ben espressa dal geroglifico alchemico del principio Acqua che è non a caso un triangolo verso il basso. (Vedi Un esperimento con i Numeri: l’Energia dei Numeri (3)Numeri Solari e Numeri Lunari (4), dove appunto scrivevo: Nella Tradizione Ermetica si considera una dualità fondamentale, che è appunto quella costituita dal Sole e dalla Luna. Ogni ente si manifesta secondo una natura che è prevalentemente solare o prevalentemente lunare. Il Sole e la Luna si manifestano mediante due energie o forze diverse e diametralmente opposte: la Forza Solare e la Forza Lunare.  La Forza Solare ha una direzione salita, di ascesa. La Forza Lunare tende invece verso il basso: la sua direzione è in discesa.).

Un culto, quello di Apollo, che dalla Grecia giunse a Roma già nel 430 a.c., quando gli venne dedicato un tempio, chiamato Apollinar. I Romani chiedevano al Dio che li preservasse dalla pestilenza che aveva aggredito l’Urbe e stava uccidendo tante persone. Un culto che, con l’imperatore Augusto, raggiunse il suo massimo, con un tempio nel Palatino stesso (l’Apollo Palatino). E fu il poeta Quinto Orazio Flacco che, con il suo Carmen Saeculare, identificò poeticamente la figura del Dio con quella di Augusto e di Roma stessa.

ERCOLE-ERACLE-GIASONE. Ma se Apollo è una figura di primo piano nella Tradizione Ermetica, ancor di più lo è la figura di Eracle – Ercole – Giasone. Lo stesso mito delle sue Dodici Fatiche sta a significare le fatiche e i pericoli che stanno davanti all’Adepto, all’Alchimista nel suo cammino verso l’Opera. Riprendendo il tema del Drago contro cui devono combattere Ercole e Giasone, Evola in La Tradizione Ermetica ce ne chiarisce il ruolo ermetico: si tratta, come detto, di vincere la forza dissolvente, in grado perfino di uccidere. Ed è Eracle che libera Prometeo incatenato sulla cima di una montagna. Il mito ci dice dunque, figuratamente, di una vicenda che presenta un rischio e una incertezza fondamentali (pag. 34).

Questa forza dissolvente ci ancora al passato, ai traumi che abbiamo vissuto, alle violenze fisiche o psichiche che abbiamo subito. E’ una forza che dissolve il nostro “patrimonio” di Primo Raggio o R1. E’ dunque una forza in grado di schiacciare la nostra volontà, di spegnere il nostro potere, di limitare la nostra azione. Una forza che ci rende succubi o addirittura schiavi di qualcosa o di qualcuno, che ci obbliga all’immobilità, all’inanità. Nel nostro modo di esprimerci questa forza dissolvente può chiamarsi “forma-pensiero negativa” (o  FPN) e alle volte sigillo. Di quest’ultimo, dovrò riparlare a lungo … Qui dirò solo che si tratta di forme-pensiero strutturate e costruite ad arte in grado di generare comportamenti fisici e psichici o di spostare energie vitali da una vittima a chi è stato l’autore di questa vera e propria forma di magia nera. E’ evidente che una FPN può, come ogni altra energia congesta, replicarsi in altre persone diverse dal “portatore”. Una manifestazione di risonanza o di Quarto Raggio.

Quanto detto circa la natura ermetica delle cattedrali è sufficiente ed è giunto il momento di affrontare direttamente le tre domande che ci eravamo posti nel precedente articolo Ritorno a Notre-Dame: come uccidere l’anima di una città (2). Ricordo la prima domanda:

i) Che scopo avevano le linee d’energia che investivano la cattedrale?

Occorre ritornare indietro con la mente di circa 900 anni e  immaginare cosa dovesse essere una cattedrale nel 1100: un luogo dove si raccoglieva l’umanità di quel tempo, dai ricchi mercanti, ai poveri, ai vecchi, ai malati, spesso gravi. L’energia al suo interno doveva essere messa in movimento, se non si voleva che la sua stasi degenerasse in tremende congestioni sottili. Ricordo a questo punto due principi basilari delle leggi che guidano le Energie Sottili:

PRIMO PRINCIPIO: l’energia che non circola si trasforma rapidamente in energia malata e congesta.

Il Primo Principio afferma la necessità di creare movimento e – per altri versi – l’inutilità di ogni accumulazione energetica. (Prego di riflettere a lungo su questa frase…) Il Principio applicato in Domoterapia Sottile, all’interno di una casa, di un appartamento, di un edificio si concretizza nella necessità di trovare sempre delle soluzioni geometriche ed architettoniche al problema della circolazione energetica. Gli Antichi a queste due modalità ne aggiungevano un’altra anche più efficace: l’Animazione dei luoghi, delle strutture architettoniche. Questo – e non solo – facevano i costruttori delle cattedrali …

SECONDO PRINCIPIO: l’energia congesta veicola i sintomi e, a lungo andare, le malattie.

Il Secondo Principio sta a significare che, là dove non c’è circolazione d’energia, si generano le condizioni affinché l’energia di un ambiente (anche se grande come quello di una cattedrale) replichi nel sistema energetico di una persona i sintomi di cui è vettrice. Ancora il Quarto Raggio in azione … Insomma: l’energia statica produce sempre sintomi e malattie! Si noti che il principio vale anche all’interno del sistema energetico stesso di una persona: se l’energia interna si blocca in un punto del corpo energetico, si creano le condizioni per la manifestazione di un sintomo o addirittura di una malattia.

Da quanto precede, consegue che gli ignoti architetti delle cattedrali si dovevano porre un problema grave e fondamentale: come far circolare l’energia all’interno della cattedrale. Ma, prima ancora di far circolare l’energia all’interno della chiesa, occorreva portarcela dentro o, in altre parole, bisognava portare all’interno della cattedrale l’energia presente nell’ambiente esterno. La Scienza Romana dell’Animazione non caduta nell’oblio totale era ancora parzialmente viva ai tempi della costruzione delle cattedrali e gli architetti non fecero altro che ripetere gli antichi riti pagani che avevano permesso tanto tempo prima ai Romani di animare intere strade, interi monumenti. Naturalmente non erano più tanto bravi come lo furono i loro Maestri, ma questo è comprensibile se si considera che erano oramai passati 600 o 700 dalla caduta dell’Impero. Quanto erano ancora in grado di fare permetteva loro quanto meno di animare una cinquantina di metri davanti alla cattedrale in modo da spingere l’energia esterna dentro la chiesa. Insomma: erano ancora capaci di creare una linea d’energia artificiale proprio come facevano secoli prima i Maestri Romani. Magari con un’efficacia non esattamente pari, ma comunque sufficiente ai loro scopi!

La linea energetica doveva essere larga quanto le tre porte che generalmente erano presenti sulla facciata della cattedrale e lunga almeno una cinquantina di metri. L’altezza doveva essere pari a quella del rosone principale, un vera “macchina energetica” in grado di modulare l’energia in ingresso nella cattedrale. Ne riparlerò.

Non solo, ma ne sapevano abbastanza tanto da dare la giusta “cifra” energetica alla linea: potevano creare una linea d’energia che portasse all’interno della cattedrale l’energia di pulizia, di dissoluzione delle congestioni dei fedeli. Un’energia che, nella Tradizione Ermetica, è nota come Mercurio o Solvente Universale e nella Tecnica Energo-Vibrazionale come (energia che scioglie i) LEGAMI. Una soluzione che rendeva Notre-Dame uno dei luoghi più straordinari del mondo o almeno dei luoghi che io conosco! Il presente è, ahimè, tristemente diverso, come vedremo …

(SEGUE)

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© Roberto Zamperini


21 luglio 2010 - Posted by | Ambiente, Domoterapia Sottile, Radiestesia, Storia | , , , , , , , , , , , , ,

5 commenti »

  1. “l’inutilità di ogni accumulazione energetica. (Prego di riflettere a lungo su questa frase…)”

    anche senza “energetica” … c’è già parecchio da riflettere su questa frase

    Commento di SkyLuke | 23 luglio 2010 | Rispondi

  2. […] In molte chiese gotiche l’energia in ingresso è veicolata dalla forma stessa delle aperture: i portali delle chiese gotiche (v. fig. 1), la cui forma strombata, di dimensioni maggiori all’esterno e più stretto verso l’interno, ricorda un tronco di cono. Questa forma geometrica è in grado di far penetrare all’interno dell’edificio sacro l’energia sottile proveniente dall’esterno. Alcuni autori sostengono anche che, per favorire ulteriormente l’ingresso di energia all’interno dell’edificio, venivano costruite vere e proprie linee energetiche artificiali (ley lines) in grado di veicolare una quantità di energia sottile verso le aperture della chiesa maggiore di quella che sarebbe stata disponibile naturalmente: vedi qui. […]

    Pingback di Luoghi ad alta energia: affinità funzionale con l’essere umano « Curiamo Atlantide | 20 gennaio 2011 | Rispondi

    • Già. Alcuni autori …

      Commento di Roberto Zamperini | 21 gennaio 2011 | Rispondi

      • Buonasera Roberto, sono il proprietario del Blog “Curiamo Atlantide” da cui ha riportato il pingback nel commento n.2 (qui sopra). Nel lontano 2000 ho acquistato il suo volume “Energie Sottili” e da allora non ho più smesso di leggerla. Qualche anno dopo ho acquistato il Cleanergy mod. Midi e effettuato un gran numero di ricerche. Il mio blog nasce ispirandosi naturalmente dalle sue opere, e sicuramente avrà notato che più di un contributo è in stretta attinenza con i risultati delle sue ricerche (oltre che delle mie). Siccome ci tengo molto alla questione del “citare sempre le fonti” (e non a caso anche nel mio blog ha lo stesso tipo di Licenza CC del suo), ho corretto subito il testo che lei riporta citando direttamente l’unica fonte italiana che in effetti parla dell’esistenza di linee energetiche artificiali: lei. Ma l’espressione “alcuni autori” non è casuale, in quanto abbiamo anche gli studi dello svizzero Stéphane Cardinaux che ho riportato, in aggiunta, nel testo del post (che può leggere all’URL http://tinyurl.com/7v23zfo). Colgo l’ occasione per ringraziarla infinitamente per i contributi che continua a dare a tutti i ricercatori sulle energie sottili, sia attraverso i suoi libri che il suo blog.

        Commento di Administrator | 10 gennaio 2012 | Rispondi

        • Caro signor … (ma lei come si chiama?), ho cercato inutilmente in http://tinyurl.com/7v23zfo ma non mi porta da nessuna parte. Questo signor Stéphane Cardinaux svizzero di lingua francese mi sembra invece aver scritto un paio di libri. Quando andrò a Parigi in febbraio per un corso, voglio dargli un’occhiata. Se lei sostiene che Stéphane Cardinaux afferma che gli antichi erano in grado di animare strade e sentieri tramite operazioni di Teurgia, io ci credo. Finora è cosa che non ho ancora letto da nessuna parte e sarebbe bello per me non sentirmi solo.

          PS: Scusi se mi permetto, ma perché non firma il suo sito con nome e cognome? Anonimo? IN NOMINE OMEN, se non si firma il suo OMEN sarà nessuno. Non glielo consiglio. La prima nostra energia sta nel nostro nome, in esso vive il nostro Genius personale.

          Commento di Roberto Zamperini | 11 gennaio 2012 | Rispondi


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