Il blog di Roberto Zamperini

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La misteriosa Energia Oro e il Cosmo vivente (2)

Ho detto, nell’articolo precedente, che l’Oro, così come è considerato nella Tradizione Universale Iniziatica, è simbolo della regalità divina. E che, obiettivo dell’Ermetica e dell’Alchimia, è quello di fabbricare tale Oro. Facendo sempre riferimento allo stupendo libro La Tradizione Ermetica (di seguito indicato con la sigla LTE) di Julius Evola (Edizioni Mediterranee), affrontiamo più da presso il significato occulto del simbolo Oro.

Perfino nelle favole, che a volte nascondono significati esoterici, la corona del re deve essere, immancabilmente, una corona d’oro. Spesso il re indossa vesti color porpora ricamate da fili d’oro. Premesso dunque che l’oro – quello comune, non quello esoterico – è comunque metallo incorruttibile, regale e solare, il senso che se ne dà nella Tradizione Alchemico-Ermetica è ben più sottile e per molti versi anche assai distante da quello che si appalesa nell’uso volgare.

Per una comprensione più profonda occorre partire dall’idea che s’è creato uno iato quasi incolmabile tra la moderna Scienza profana e la Scienza Sacra Tradizionale. Nella prima, la Natura è oggetto di pura indagine intellettuale: anzi, potremmo dire che la Natura è pensata, è studiata ed è analizzata come una cosa che, come tale, è priva di vita e d’anima. La Natura è intesa dalla Scienza moderna profana come un insieme di fenomeni che acquistano una loro realtà – che è puramente virtuale – solo all’interno di un sistema di relazioni matematiche e/o logiche. Un fenomeno esiste solo se è riproducibile in laboratorio e se può essere descritto da formule matematiche. Un  fisico moderno ha proposto – per certi versi, assai lucidamente! – di considerare le leggi che governano l’Universo, come un insieme di stringhe di un programma, eseguito da un Universo che continuamente si programma e si riprogramma automaticamente. Insomma, l’Universo non sarebbe più vivo del computer con cui scrivo questo pezzo. Un Universo che computa, una Natura computer! E’ il punto d’arrivo di una concezione della Natura in cui essa viene totalmente deprivata di una sua vita, di una sua anima, di un suo spirito.

Ben lontana dal tavolo di dissezione anatomica dello scienziato moderno, è l’idea della Scienza Sacra Tradizionale. Qui la Natura è sentita come un gran corpo animato e sacro, “espressione visibile dell’invisibile” (LTE, pag. 45). Ciò che vediamo, nell’Universo, è la componente tangibile e visibile di un’altra parte invisibile e spirituale. Senza la comprensione della sua parte spirituale, ridicola è la pretesa moderna di comprendere la Natura e il Cosmo. Ridicola e pericolosa, poiché il passo verso la violenza e la distruzione della Natura è breve!

Gli Antichi destinavano ai riti di Iniziazione l’obiettivo della comprensione piena e viva della Natura: … nel mondo tradizionale, la Natura era non “pensata” ma “vissuta” come un gran corpo animato e sacro … Le conoscenze intorno ad essa erano date da ispirazioni, intuizioni e visioni, e venivano trasmesse “iniziaticamente” come “misteri” vivi … (LTE, ibidem)

Ecco, ad esempio, come il padre Anchise spiega al figlio Enea disceso nell’Ade la realtà spirituale dell’Universo, in un vero e proprio rito d’iniziazione (canto VI dell’Eneide, nella traduzione di Giuseppe Bonghi):

Innanzitutto uno spirito vivifica dentro il cielo e le terre e le liquide distese e il globo luminoso della luna e l’astro Titanio e un’anima diffusa per tutte le parti del mondo muove la massa terrestre e si mescola al grande corpo.

Di qui ha origine la stirpe degli uomini e degli animali e le vite degli uccelli e i mostri che il mare produce sotto la distesa marmorea delle acque. Questi semi hanno un’energia ignea e un’origine celeste finché corpi nocivi non li rendono lenti e non li rendono ottusi gli organi terreni e le membra mortali.

In conclusione, secondo l’Iniziato Virgilio, l’Universo ha non solo un corpo fisico, ma anche un’anima e uno spirito di vita. Esso è anche la Matrice che genera i semi dei viventi, la cui natura – dice Virgilio – è ignea e celeste. Si noti che qui igneo sta a denotare l’Elemento Fuoco, il più spirituale dei quattro e celeste la natura spirituale di quella che noi chiameremmo Energia Vitale Divina.

Circa i termini Corpo, Spirito e Anima, occorre notare che gli ultimi due hanno un senso ben diverso da quello dei nostri giorni. L'”Anima” vale come l’elemento propriamente soprannaturale della personalità; lo “Spirito”, invece,  inteso come l’insieme delle energie psico-vitali, le quali costituiscono qualcosa di intermedio tra il corporeo e l’incorporeo e sono la “vita”, il principio animatore dell’organismo. (LTE, pag. 66)

Per terminare questa parte, sempre nel suo LTE, Evola riporta questa bella preghiera, tratta dal Corpus Hermeticum, che i Figli di Ermete recitavano come incipit del loro lavoro:

Universo, sii attento alla mia preghiera. Terra, apriti. Che la massa delle Acque mi si apra. Alberi, non tremate. Che il Cielo si apra e i venti tacciano! Che tutte le facoltà in me celebrino il Tutto e l’Uno!

(SEGUE)

26 agosto 2010 - Posted by | Conosci Te Stesso, Energie Sottili, Ermetica ed Alchimia | , , ,

2 commenti »

  1. e la pentola d’ora alla fine dell’arcobaleno (con i suoi 7 Raggi)?
    Chiamiamole favole…

    Commento di Francesco M. | 30 agosto 2010 | Rispondi

  2. Bellissimo!

    Commento di Alef | 3 settembre 2010 | Rispondi


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