Il blog di Roberto Zamperini

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Un fisico teorico spiega cos’è l’Energia Sottile e la natura occulta del templum e dello Spazio Sacro? (Cl 3)

Nota bene: questo articolo segue a Un primo “strano” esperimento col Cleanergy (Cl 1) e a Lo “strano” esperimento col Cleanergy (Cl 2). Sarebbe consigliabile che, chi non li ha ancora letti, cominciasse da lì.

Burkhard Heim è un nome ancora poco noto al pubblico, eppure da molti fisici è considerato oggi un genio la cui opera è solo parzialmente compresa. La NASA si interessa a lui e alla sua teoria eterodossa, detta appunto Teoria di Heim, che potrebbe aprire, dopo ben 50 anni di dimenticatoio, opportunità inimmaginabili ai viaggi spaziali e non solo.

Burkhard Heim, che era nato a Potsdam il 9 febbraio 1925 , è scomparso il  14 gennaio del 2001 a Northeim, in Germania. Ma cosa ha fatto Heim e perché ci interessa in questa sede visto che stiamo parlando del templum e degli Antichi architetti? E soprattutto: cosa hanno a che fare il Cleanergy 10.10 e il Pantheon di Adriano con questo fisico moderno? La strada è un poco lunga e apparentemente tortuosa, eppure apre grandi spazi di comprensione e di ricerca nel campo che a noi interessa.

Heim è stato un fisico che ha dedicato gran parte dei suoi 76 anni di vita alla Fisica teorica e alla ricerca di una teoria di campo unificata, cioè una teoria che unisse la relatività generale di Einstein alla Meccanica Quantistica. Il suo interessamento alla Fisica iniziò che aveva solo 18 anni: nel 1943 incontrò il famoso fisico Werner Heisenberg, allora quarantaduenne, che in quel tempo stava lavorando alla realizzazione della bomba atomica. Sappiamo che Heisenberg rimase in Germania durante la seconda guerra mondiale, lavorando sotto il regime nazista, dove guidò il programma nucleare tedesco.

Una persona fuori del comune, una vita drammatica, una ricerca straordinaria

In quell’incontro, Heim propose a Heisenberg di utilizzare certe sostanze chimiche in grado di assicurare un’implosione che avrebbe attivato l’innesco della reazione atomica. Un’idea geniale, che fu però scartata da Heisenberg che la ritenne impraticabile, ma che pure in seguito fu adottata per lo sviluppo della bomba a idrogeno. Nonostante la giovanissima età di Heim, che in quell’incontro con uno dei mostri sacri della Fisica aveva solo 18 anni e nonostante il suo disaccordo sulla proposta di utilizzare un’implosione, Heisenberg rimase impressionato dalle capacità e dalla genialità del ragazzo.

Lo studio della Fisica teorica doveva aspettare per il giovanissimo Heim, che fu infatti richiamato al servizio di leva in aviazione, dove, disgraziatamente per lui, si dedicò ancora alla ricerca sugli esplosivi, che erano stati il suo primo amore nella ricerca. Fu proprio un’esplosione nel suo laboratorio di ricerca che lo menomò a soli 19 anni per il resto della sua vita. Il giovane perse le mani e diventò cieco e quasi completamente sordo, dovette subire una cinquantina di operazioni e convivere per il resto della sua vita con forti dolori. Nonostante queste tremende menomazioni, Heim, aiutato dai suo compagni, si iscrisse nel 1946 alla facoltà di Fisica di Göttingen, dove in seguito riuscì a laurearsi.

Passarono alcuni anni, finché, nel 1952, in un congresso di Astronautica tenutosi a Stoccarda, l’allora venticinquenne Heim presentò una sua teoria per la propulsione interplanetaria sotto il titolo piuttosto esoterico di “L’effetto controbarico dinamico come soluzione del problema astronautico“. Di cosa si trattava? Oggi molti fisici teorici stanno tentando l’unificazione attraverso l’introduzione di altre dimensioni oltre le quattro canoniche (le tre spaziali più il tempo). Ma fu Heim che, per primo al mondo, propose l’idea che la gravitazione, le forze elettromagnetiche deboli e forti, potessero essere trattate come distorsioni geometriche in uno spazio di dimensioni superiori. Nonostante il brillante esordio e nonostante le spaventose difficoltà esistenziali a cui era sottoposto, il giovane Heim continuò per tutta le vita i suoi studi sulla teoria dell’unificazione.

Il suo secondo intervento in un congresso di Astronautica fu nel 1954 e un eco delle sue ricerche dovette arrivare fin negli USA se alcuni giornali americani furono in grado di annunciare che erano in corso accordi contrattuali tra Burkhard Heim e  la Glenn L. Martin Company, una compagnia aerodautica statunitense fondata dal pioniere dell’aviazione Glenn Luther Martin che ora fa parte della Lockheed Martin. Cosa doveva fare Heim in questa compagnia? Niente meno che cooperare alla realizzazione di un sistema di controllo di propulsione gravitazionale. Insomma e in poche parole assai non-scientifiche ma comprensibili agli umani: realizzare una sorta di antigravità!

Heim chiamava la sua teoria Principio della Dinamica Controbarica e la sua filosofia Sintrometria. Nei suoi lavori, Heim aveva iniziato la progettazione di un veicolo verso Marte. Inutile dire che le teorie così poco ortodosse di Heim entrarono in conflitto con gli interessi corposi  di grandi corporazioni tanto che, per paura di essere rapito o addirittura ucciso, Heim smise di dedicarsi alla ricerca sulle applicazioni pratiche per dedicarsi completamente agli aspetti teorici della sua teoria.

Tutto finito per le teoria di Heim? Non proprio, visto che nel 2004, a tre anni dalla sua morte, l’AIAA o Istituto Americano di Aeronautica e Astronautica ha voluto assegnare un premio nel campo dei voli ad energia nucleare ai due fisici Walter Dröscher e Jochem Hauser,  perché hanno saputo trasformare la teoria di Burkhard Heim in un dispositivo sperimentale di propulsione teoricamente in grado di viaggiare a velocità superluminali, cioè più veloce della luce. Nel 2008, l’AIAA  pubblicò una dichiarazione nella quale affermava che erano state condotte delle indagini  sperimentali in relazione all’esistenza di campi di gravità che non possono essere descritti attraverso la gravitazione convenzionale, ovvero come derivanti dall’accumulo di massa. Le indagini hanno adottato un approccio geometrizzante chiamato Teoria di Heim Estesa che amplia l’idea della geometrizzazione dello spazio di Einstein  impiegando i concetti complementari di Heim.

Un’idea dello spazio piuttosto … ermetica

Non è questa la sede in cui ci si può occupare di una ricerca così difficile da comprendere per noi profani, come quella di Heim. Mi interessa solo sottolineare alcuni aspetti della sua teoria. Secondo Heim,

1) lo spazio è quantizzabile e ha una sua unità di misura che lui chiamava metrone. Quantizzabile significa che tra due “micro-punti” nello spazio c’è il nulla…

2) Alle quattro dimensioni di Einstein (quelle dello spazio-tempo ordinario), Heim ne aggiunge altre due, che descrivono lo spazio dei “progetti-disegni” o spazio delle strutture, uno spazio davvero speciale in cui le cose tendono a prender forma nel mondo reale o, direi io, a manifestarsi nel reale. Chiamerei lo spazio-tempo ordinario a quattro dimensioni S1, lo spazio dei progetti-disegni o strutture, S2.

3) A queste sei  dimensioni, Heim ne aggiunge ancora altre sei, le prime due delle quali descrivono lo spazio delle informazioni. Chiamerei questo spazio S3.

4) Le altre quattro dimensioni costituiscono uno spazio S4 davvero speciale: il passaggio dalle possibilità ovvero il mondo delle idee, delle strutture allo spazio in cui, secondo Heim, avviene il “governo” delle possibilità (le idee di S2). E’ il passaggio allo spazio della manifestazione o S1. Heim chiama S4 anche “Spazio della Mente di Dio“.

5) Infine, all’attrazione gravitazionale, Heim, aggiunge altre due interazioni che agiscono sulla materia e che sono veicolate da quattro particelle: gravitoni, connessi alla gravitazione tradizionale, gravitofotoni, fotoni e quintessenze.

Avrete compreso che questo povero genio incompreso è di enorme interesse per le nostre ricerche. E non è finita …

(SEGUE)

29 settembre 2010 - Posted by | Energie Sottili, Ermetica ed Alchimia, Personaggi, Scienza, Sperimentazioni, Tecnica Energo-Vibrazionale | , , , , , , , , ,

12 commenti »

  1. Non potendo fare, vedere, sentire, era libero da ogni distrazione, e ancor più motivato a dare il resto della vita per il suo oggetto d’amore, che richiede come unico requisito quello di “aprire la mente”.
    Non posso che ammirare tale genio pur non potendo comprendere bene quanto lui il mondo tramite una teoria così incredibile. Almeno ci provo.

    Commento di FFF | 29 settembre 2010 | Rispondi

    • Sì. Una cosa interessante: testare i chakra superiori di Heim (ajna, frontale, coronale). Strepitoso! Nella sua disgrazia, Heim deve aver intrapreso un sentiero spirituale molto netto …

      Commento di zaro41 | 29 settembre 2010 | Rispondi

  2. questo post è ‘na bomba, non vedo l’ora di sentire il resto!

    Commento di mario puccioni | 29 settembre 2010 | Rispondi

  3. Va bene, interessante, ma nel concreto? Che fine hanno fatto
    gli esperimenti che la NASA dice di aver iniziato nel 2004?
    Si sa nulla dei risultati?

    Commento di Vinicio Dolfi | 1 luglio 2011 | Rispondi

    • Ho l’impressione che, se ci fossero risultati, non ce li verrebbero a dire a noi …

      Commento di Roberto Zamperini | 1 luglio 2011 | Rispondi

  4. Bè, se non sbaglio la scienza ha senso se viene divulgata.
    Altrimenti a cosa serve? Perchè non dovrebbero dirci i
    risultati? Credo sia più facile che non ci siano risultati;
    ma anche in questo caso andrebbe detto.

    Commento di Vinicio Dolfi | 2 luglio 2011 | Rispondi

    • Ah ah ah! Ma, caro Vinicio, la scienza – da almeno 100/150 anni – è solo e soltanto al servizio del potere! Non te ne sei accorto? Credi a Piero A.? La scienza come attività pura e senza altre finalità se non la ricerca non esiste più da tanto tempo, ma esiste ormai solo nei libri di storia del pensiero scientifico. Pura finzione, come la finzione della medicina al servizio di tutti.

      Commento di Roberto Zamperini | 2 luglio 2011 | Rispondi

  5. Eh! caro Vinicio non solo…
    Oserei dire che la medicina è al servizio di tutti…ma per ben altri scopi.

    Commento di frank61 | 2 luglio 2011 | Rispondi

  6. Si, lo so che la scienza è al servizio del potere, oggi
    più che mai, e detesto Piero Angela. Però ritengo,
    a torto o a ragione, che ci siano dei limiti. Come
    potrebbe l’ intera comunità scientifica tenere segrete
    scoperte così importanti? Sarebbe davvero possibile?
    E il motivo? Solo perchè certe scoperte danneggiano
    il potere economico? E comunque che senso ha annunciare
    degli esperimenti e poi non dire nulla sul loro svolgimento?
    Era più logico non annunciare gli esperimenti.

    Commento di Vinicio Dolfi | 2 luglio 2011 | Rispondi

    • Esiste un’intera letteratura sull’argomento. Mi limito a segnalarti due “scienze” che per anni non sono entrate in contatto con quella ufficiale (che forse dovremmo chiamare più semplicemente anglofona): 1) quella durante la Germania di Hitler, con il suo balzo in avanti di decine d’anni; 2) quella dell’URSS, della quale ho parlato in varie occasioni. Scienziati da noi assolutamente sconosciuti. Uno di questi era, appunto, Heim. La “scienza”, caro Vinicio, è un’attività sociale a tutti gli effetti, come l’architettura, la letteratura, la poesia, la religione, eccetera. Come tale, destinata ad essere gestita dai sistemi di controllo del potere. Si studiano certe cose e non altre, perché sono organiche al potere. Altrimenti, niente da fare.

      Esiste un famoso libro di Hauser, intitolato “Storia sociale dell’Arte”. Bisognerebbe scriverne un altro: “Storia sociale della scienza”. Cambia la società, cambia la scienza. Società della Germania hitleriana = scienza hitleriana. Società sovietica = scienza sovietica, eccetera. Almeno così penso io. Ma io non sono nessuno.

      Commento di Roberto | 2 luglio 2011 | Rispondi

  7. Ma anche gli scienziati sono persone che avranno diverse
    idee politiche. Possibile che tra di loro non ci sia nessuno che
    riveli mai nulla?
    PS: A parte che secondo me tra la scienza nazista e quella
    anglofona non c’ erano poi grosse differenze, perchè entrambe
    capitaliste (la Germania realizzò la V2, ma gli Sati Uniti fecero
    la bomba atomica) io so che una scienza socialista sarebbe davvero
    diversa; da questo punto di vista il crollo dell’ URSS è stato
    catastrofico. Forse non è caso che sia stata l’ URSS ad arrivare per
    prima nello spazio. Ma comunque la natura è sempre quella.
    Non abbiamo quindi speranza di sapere se la teoria di Heim è
    valida o no? La conoscenza, la trasparenza, non sono valori
    per cui ci si dovrebbe battere, invece di dichiararsi sconfitti in
    partenza?

    Commento di Vinicio Dolfi | 2 luglio 2011 | Rispondi

  8. Ho poi saputo che la NASA sospese gli esperimenti sulla propulsione Heim nel 2008 per problemi di bilancio. Al giorno d’ oggi le ricerche sulla teoria di Heim sono portate avanti da pochissimi fisici ed esclusivamente sul piano teorico.

    Commento di Vinicio Dolfi. | 4 febbraio 2015 | Rispondi


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