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Ipotesi bioplasmoidi: esistono esseri al plasma? (GD1)

Ipotesi bioplasmoidi: esistono esseri al plasma?

Già pubblicato il 27 novembre 2006 nel Magazine del CRESS. Parzialmente riveduto con aggiunte

Copyright: by Roberto Zamperini


1.1 La nuvola cosciente.

Nel mio ultimo libro (La Cellula Immortale e l’Energia del Tempo) propongo un’ipotesi piuttosto azzardata: al centro della galassia e al centro della Terra vi sarebbero due immense strutture che memorizzano informazioni, le scambiano tra loro e le inviano agli esseri viventi sul nostro pianeta. Le ho chiamate: la prima, il Gran Sole Centrale (seguendo la tradizione di molte antiche culture), la seconda, Gaia.

Solo fantascienza? Un’ipotesi pazzesca, priva di qualsiasi fondamento? Può trovare una sua sia pur minima giustificazione in quanto ha scoperto la scienza fino ad oggi? Avevo appena terminato di scrivere il libro, quando mi è tornato alla memoria un vecchio romanzo di fantascienza, scritto dal grande astrofisico Fred Hoyle, dal titolo La Nuvola Nera. Si tratta di uno strano e affascinante lungo racconto che Fred Hoyle scrisse, se non ricordo male, intorno agli anni ’60. Sono andato a riprendere in mano il vecchio libro e… l’ho trovato incredibilmente attuale. Anzi, di più, quasi ispirato e, soprattutto per me, molto vicino alle mie idee.

Fred Hoyle, per la verità, non può essere considerato uno scrittore di fantascienza come qualsiasi altro. Wikipedia dice di lui:

“Sir Fred Hoyle (Bingley, Yorkshire, 24 giugno 1915 — Bournemouth, 20 agosto 2001) fu un brillante astronomo britannico, noto al grande pubblico soprattutto per le sue argomentazioni non convenzionali e per svariate teorie non ortodosse entro la comunità scientifica. I suoi numerosi contributi scientifici vanno dalla spiegazione della genesi degli elementi “pesanti” a quella della frammentazione del gas in stelle, ma egli è noto soprattutto come sostenitore della teoria cosmologica dello stato stazionario e dell’ipotesi della Panspermia1.

Il singolare ed acuto modo di procedere di Hoyle nel campo della scienza è ben illustrato dall’esempio di uno dei suoi primi articoli scientifici, basato su un uso peculiare del Principio antropico: mentre cercava di definire le reazioni nucleari coinvolte nella nucleosintesi stellare, Hoyle osservò che una particolare reazione, la formazione del carbonio a partire da 3 nuclei di elio, poteva essere efficiente solo se il nucleo del carbonio era caratterizzato da livelli energetici estremamente specifici.

Poiché il carbonio (che è necessario per la formazione di tutte le molecole organiche, e quindi per la vita) è un elemento piuttosto abbondante nell’universo, la reazione deve essere efficiente, perciò Hoyle predisse su questa base l’esistenza di alcuni livelli energetici del nucleo di carbonio, che fu confermato sperimentalmente solo più tardi dall’equipe del fisico americano William Fowler”.

Insomma, si deve a Fred Hoyle gran parte del lavoro che ha portato alla teoria delle stelle come fornaci nucleari e non solo ma anche al fatto che gli atomi di cui sono composti i pianeti, compresa la nostra Terra, sono nati all’interno delle stelle. Noi stessi potremmo considerarci fatti di “polvere di stelle”.

Fred Hoyle è famoso anche per la sua opposizione alla teoria del Big Bang, termine che, per altro, lui stesso inventò con un intento un po’ dispregiativo, ma che, alla fine, è rimasto appiccicato a quella teoria.

Ma ritorniamo alla Nuvola Nera. La storia comincia quando alcuni astronomi scoprono grazie alle loro osservazioni uno strano fenomeno: una nuvola oscura si sta avvicinando al Sole. Il fenomeno sta andando avanti da parecchi anni, ma solo ora se ne è accorta la scienza. Gli scienziati si rendono conto che la nuvola nera ormai è vicina al nostro sistema solare e che entro pochi mesi coprirà il pianeta con le inimmaginabili conseguenze sul clima e sulla stessa sopravvivenza dell’umanità. Sembrerebbe che non ci sia alcuna possibilità di sfuggire al prossimo evento. Un gruppo di scienziati decide allora di tentare qualcosa per fronteggiare la minaccia cosmica.

Cos’era quell’oggetto? Un’immensa nuvola cosmica di plasma. (Il plasma è il quarto stato della materia, dopo il solido, il liquido e il gassoso. Il nostro Sole è una gigantesca struttura di plasma, altrettanto lo è Giove. E’ fatto di plasma il 95% dell’Universo). E, qui sta la novità di Fred Hoyle, la nuvola non è solo un immenso oggetto cosmico, ma si tratta di un essere cosciente, vivente e pensante, dotato di un’intelligenza vastissima, tanto che gli scienziati, una volta scopertane l’esistenza, tentano di entrare in contatto con Joe (questo è il nome che gli danno) e finalmente ci riescono.

Di lì a 4 giorni, dopo 33 ore di trasmissione da Nortonstowe, giunse la prima comunicazione dalla nuvola. Impossibile descrivere l’agitazione che si diffuse nel gruppo; basti dire che si fece subito qualche frenetico tentativo di decifrare il messaggio…

Ed ecco il messaggio di Joe:

“La vostra prima trasmissione è risultata sorprendente dal momento che è del tutto insolito trovare animali dotati di tecnologia abitare sui pianeti, che sono considerati avamposti estremi per la vita”.

Fu chiesto a Joe perché dovrebbe essere così.

“Per due semplici ragioni. Vivendo sulla superficie di un corpo solido, vi trovate esposti ad un campo gravitazionale molto intenso. Ciò limita di molto le dimensioni che i vostri animali possono raggiungere e quindi limita il raggio di azione della vostra attività neurologica2. Vi obbliga a possedere una struttura muscolare per muovervi, ed inoltre vi obbliga a portare armature protettive contro eventi violenti, come per esempio i vostri crani che costituiscono una protezione necessaria per i vostri cervelli. Il peso aggiunto dei muscoli ed armature riduce ulteriormente il raggio di azione delle vostre attività neurologiche. Del resto i vostri animali più grossi sono costituiti principalmente da grandi ossa e muscoli e poco cervello. Come ho già detto l’intenso campo gravitazionale in cui vivete è la causa di questa difficoltà.

Di regola ci si aspetta che la vita intelligente esista entro mezzi gassosi diffusi, non certamente su pianeti.”

(La sottolineatura è mia. N.d.A.)

(SEGUE)

16 ottobre 2010 - Posted by | Energie Sottili, Libri

2 commenti »

  1. Non so se qualcuno ha seguito il telefilm Lost.
    Alla luce di questo articolo ci sono molti punti di contatto!
    Per chi non lo ha seguito attenzione a rovinarvi la sorpresa, è sicuramente l’opera televisiva migliore del decennio e oltre!

    I protagonisti sono dei naufraghi su di un’isola senza nome raggiungibile solo conoscendone la rotta, dove dimora una sorta di Fumo Nero senziente.
    L’isola è al di sopra di un potente canale elettromagnetico, visivamente una Luce, ed è paragonabile ad un tappo. Il contatto con l’acqua che sgorga dalla Fonte adiacente alla Luce provoca guarigione nel caso di ferite mortali ma anche perdita di sanità mentale.
    Il fumo nero è stato generato da un antico abitante dell’isola, che non ne poteva più di rimanere lì e cadde svenuto nel posto più vicino alla Luce: vista la morte di tale persona, il fumo può essere considerato sia il suo spirito ingrigito e senza corpo oppure, come traspare da alcuni atteggiamenti, solo la sua forma-pensiero (e non ci sono davvero parole più precise per spiegarlo!).
    Il fumo nero, in grado di impersonificarsi fisicamente in qualunque forma e di non di essere ucciso, fa di tutto per assecondare il desiderio che lo ha fatto venire alla luce: scappare dall’isola. Per fare questo deve assassinare il protettore originale della fonte (suo fratello) tramite un complotto in grado di arginare le Regole dell’isola.

    Commento di FFF | 7 novembre 2010 | Rispondi

  2. Non solo ho seguito LOST, ma posso considerarmi un vero e proprio … Lostomane! La serie di Lost ha contenuto molti elementi interessanti e intriganti (a parte la fine deboluccia e piuttosto scontata). Oltre il fumo nero da te ricordato, molti altri episodi fanno pensare alle cose che ci interessano. Te ne ricordo uno: che lingua parlano i misteriosi e occulti abitanti dell’isola? Il Latino. E perché? Perché è la lingua egli Iniziati…

    Commento di Roberto Zamperini | 8 novembre 2010 | Rispondi


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