Il blog di Roberto Zamperini

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Ipotesi bioplasmoidi: il Principio Antropico (GD2)

PRIMA PARTE: Ipotesi bioplasmoidi: esistono esseri al plasma? (GD1)

“Il secondo fattore sfavorevole è dato dalla estrema mancanza di prodotti chimici di base per il sostentamento. Per la produzione di cibo chimico su larga scala è necessaria luce stellare, e il vostro pianeta assorbe solo una frazione minuta della luce prodotta dal sole. In questo momento io stesso sto costruendo prodotti chimici di base ad un tasso dieci miliardi di volte superiore a quello che ha luogo sull’intera superficie del vostro pianeta. Questa mancanza di cibo conduce ad una lotta con le unghie e con i denti per l’esistenza, in cui è difficile per i primi barbagli di intelligenza farsi strada in competizione con ossa e muscoli. Naturalmente una volta che l’intelligenza si è affermata, la competizione con meri muscoli e ossa diventa facile, ma i primi passi lungo questa via sono così molto difficoltosi da rendere il vostro caso una rarità tra le forme di vita planetarie”.

Il rapporto tra la nuvola e gli scienziati si intensifica. E’ molto interessata all’arte, ma di cui non comprende il significato. Dalla nuvola gli scienziati apprendono l’esistenza di creature nella galassia dotate di intelligenza ben superiore a quella umana. Esiste un’intelligenza superiore alla sua? Un’intelligenza superiore a qualsiasi altra creatura? Forse, e lei stessa ne è alla ricerca.

Forse vi siete chiesti se possa esistere un’intelligenza più grande della vostra. Ora lo sapete. Similmente io mi chiedo se possa esistere un’intelligenza più grande della mia. Non ce n’è nella Galassia, e nemmeno nelle altre galassie, che io sappia. Tuttavia mi sembra che ci sia la prova di una intelligenza massima, la quale abbia parte rilevantissima nella nostra esistenza. Altrimenti chi stabilisce il comportamento della materia? Chi determina le leggi della fisica? E perchè quelle leggi e non altre?

Dopo alcune peripezie e qualche disastro, finalmente la nuvola lascia il sistema solare e si allontana definitivamente alla ricerca della mente massima. Per la Terra, l’incubo di una nuova estinzione di massa è terminato.

Cosa ha a che vedere La Nuvola Nera di Fred Hoyle con il mio libro La Cellula Madre e la mia teoria? Molte cose, ma, prima di affrontarle occupiamoci ancora un po’ dell’autore del romanzo. Hoyle non è stato uno scrittore di fantascienza in senso stretto (ha scritto anche un altro romanzo intitolato A come Andromeda, che ha avuto anche un certo successo televisivo). Hoyle era, prima di tutto, uno scienziato, un famoso astrofisico, un matematico e tutto questo di tutto rispetto. Nel 1957 fu nominato membro della Royal Society; nel 1967 fondò il dipartimento di Astronomia Teorica dell’Università di Cambridge, di cui fu direttore e nel 1972 fu nominato cavaliere. Eppure in quello anno fu lui stesso a voler abbandonare quella prestigiosa università. Perché? Il fatto era che la teoria del Big Bang stava diventando nell’ambiente astronomico e scientifico inglese e mondiale la teoria standard della cosmologia. Sebbene curiosamente il termine Big Bang si debba allo stesso Hoyle, lui, ancor oggi, è noto soprattutto per aver strenuamente sostenuto una teoria cosmologica in competizione con quella del Big Bang, la cosiddetta Teoria dello Stato Stazionario.

1.2 Un’idea controversa: il Principio Antropico.

In realtà, Hoyle è ancor oggi ben noto a causa del suo importante contributo al Principio Antropico. Cos’è il Principio Antropico? Nel Sole e nelle altre stelle, l’energia, almeno secondo la teoria standard, è prodotta da processi di fusione, detti nucleosintesi stellare3. Hoyle aveva osservato che una particolare reazione stellare, basata sul carbonio, poteva funzionare solo a patto che i livelli energetici del nucleo del carbonio siano estremamente specifici. Una piccola variazione di tali livelli impedirebbe alla reazione di entrare in azione e le stelle come il Sole non potrebbero splendere. Fu Hoyle che predisse questi livelli e solo più tardi il fisico americano William Fowler ne dimostrò sperimentalmente l’esistenza.

In poche parole: se i livelli energetici del carbonio fossero appena un po’ diversi da quelli che sono, le stelle semplicemente non esisterebbero. E, ovviamente, non esisterebbe la vita, che, tra l’altro, è ampiamente basata sul carbonio. E’ da notare che il carbonio che esiste nell’Universo è nato tutto all’interno delle stelle.

Molti sono i numeri che determinano la struttura dell’Universo quale essa è realmente. La carica dell’elettrone, la forza di gravità e la velocità della luce sono tra quelli più utilizzati in Fisica, anche se non sono gli unici ad essere tanto critici. Il problema (un grosso problema per l’attuale paradigma scientifico) sta nel fatto che se ognuna di queste tre grandezze fosse solo un po’ diversa da quella che è, l’Universo sarebbe molto diverso o addirittura non esisterebbe affatto. Se la forza di gravità fosse solo di una minima percentuale più grande, le stelle non si sarebbero mai formate. Se fosse solo un po’ più piccola, non si sarebbero mai evolute oltre lo stadio delle giganti rosse. In ogni caso, se la gravità fosse solo leggermente diversa da quella che è, l’Universo, la materia e la vita non esisterebbero per quello che sono o forse non esisterebbero affatto.

Secondo il principio antropico, i numeri che regolano l’Universo (e quelli indicati sono solo una minima parte del tutto) non sono casuali. Anzi, secondo il Principio, non possono essere casuali. Sono piuttosto esattamente quelli necessari per lo sviluppo della vita e, in ultima analisi, per la nascita della coscienza.

(SEGUE)

18 ottobre 2010 - Posted by | Energie Sottili, Libri | ,

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