Il blog di Roberto Zamperini

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Ipotesi bioplasmoidi: l’onnipresente plasma (GD3)

PRIMA PARTE: Ipotesi bioplasmoidi: esistono esseri al plasma? (GD1)

SECONDA PARTE: Ipotesi bioplasmoidi: il Principio Antropico (GD2)

Il termine Principio Antropico si deve al cosmologo Brandon Carter (“Confrontation of Cosmological Theories with Observation”) che lo coniò nel 1974. Un termine che contiene l’idea che le convergenze delle costanti fisiche fondamentali non sono casuali, ma presuppongono un disegno nascosto, il cui fine ultimo sia l’uomo o, comunque, la vita e la coscienza.

«Minimi scostamenti delle costanti fondamentali dai loro effettivi valori conducono in genere a universi nati morti, incapaci di dar luogo a osservatori in grado di diventare oggetti di conoscenza».

La risposta della scienza per così dire “laica” fu quella del Multiverso: secondo tale teoria il nostro non è altro se non uno di altri infiniti universi. Il nostro sarebbe l’unico o sarebbe uno di quelli appartenenti alla classe (che, almeno teoricamente, potrebbe essere essa stessa infinita) di universi in cui le costanti fondamentali renderebbero possibile la materia, le stelle, le galassie e la vita. Una teoria, si direbbe, un po’ tirata per i capelli: tanta fatica per avere un solo Universo buono? E anche piuttosto antiscientifica, perché non soggetta al principio della falsificabilità: come dimostrare che sia vera, se noi non abbiamo accesso agli altri infiniti universi?

John D. Barrow, astrofisico all’Università di Cambridge e Frank Tipler, fisico matematico alla Tulane University di New Orleans (Usa) sono gli autori di un testo fondamentale sul tema: Il principio antropico (trad. italiana di Francesco Nicodemi, Adelphi, pp. 770, € 55,00), pubblicato in Inghilterra nel 1986. Barrow e Tipler distinguono

  • un principio antropico forte e
  • un principio antropico debole.

La formulazione del principio debole afferma che

«I valori osservati di tutte le quantità fisiche e cosmologiche non sono ugualmente probabili,

ma assumono valori ristretti dal requisito che esistano luoghi ove si possa evolvere vita basata sul carbonio

e dal requisito che l’universo sia abbastanza vecchio per averlo già fatto».

Secondo il principio forte invece:

«L’universo DEVE avere quelle proprietà che permettono alla vita di svilupparsi in qualche stadio della sua storia».

Barrow e Tipler aggiungono il Principio Antropico Ultimo:

«Nell’universo deve necessariamente svilupparsi elaborazione intelligente dell’informazione, e, una volta apparsa, non si estinguerà mai».

Il principio antropico, nel corso di questi ultimi anni, non solo non è stato contraddetto, ma, anzi, strada facendo ha trovato numerose conferme, perfino in Biologia. Il libro di Barrow e Tipler registra numerose decine di queste misteriose convergenze in Fisica, in Chimica e in Biologia, una delle quali riguarda le proprietà dell’acqua. Questo liquido, essenziale per la vita, deve la sua presenza allo stadio liquido perché la temperatura media sulla superficie terrestre è compresa all’interno dello (stretto) intervallo fra il punto di congelamento e il punto di ebollizione (tra 0 e 100°C). Potremmo aggiungere anche che l’acqua è una sostanza che, ghiacciando, diventa più leggera. Si tratta di un comportamento molto particolare e molto speciale, che sembra unico. E’ per questo che gli iceberg galleggiano sull’oceano. Se il ghiaccio fosse stato più pesante dell’acqua, sprofonderebbe nell’oceano impedendo la vita.

1.3 Esistono nell’Universo esseri coscienti simili alla Nuvola Nera?

La Nuvola Nera era un gigantesco essere basato sul plasma. Il romanzo di Hoyle contiene un’idea molto intrigante: possono esistere nell’Universo esseri coscienti la cui esistenza non sia basata sul materiale biologico ordinario, anzi non basati addirittura sulla stessa materia ordinaria come noi siamo? Esseri che non dipendono dal carbonio, ma sono “fatti” da gas allo stato di plasma? Gli scrittori di fantascienza si sono sbizzarriti nell’immaginare alieni di tutti i tipi, forme e dimensioni, magari la cui biologia fosse basata sul silicio piuttosto che sul carbonio, ma la scienza storce la bocca negando simili possibilità. Hoyle va oltre la fantascienza ordinaria: la sua Nuvola pensante non è fatta neppure di materia ordinaria.

Anche se laNuvola Neraè solo un romanzo di fantascienza, occorre ricordare che è anche opera di uno scienziato, un grande scienziato che probabilmente non ha scritto quel romanzo soltanto per puro dive

rtimento ma, anche, presumibilmente, per gettare volontariamente un sasso nel lago dell’ortodossia scientifica.

Ci ripetiamo ancora le domande che ci siamo posti all’inizio a proposito del mio libro, ma questa volta rivolgendole al romanzo di Fred Hoyle. Esseri fatti di solo plasma: è solo fantascienza? Solo un’ipotesi pazzesca, priva di qualsiasi fondamento? Può trovare una sua sia pur minima giustificazione in quanto la scienza ha scoperto fino ad oggi? E, se tale possibilità fosse concreta, dove potremmo trovare tali esseri? Nel cosmo, come immaginava Hoyle? Secondo lo scienziato, la Nuvola era composta di plasma.

Plasma. Prima di tutto, diamo un’occhiata a questo concetto relativamente nuovo nella Fisica. Il plasma è considerato il quarto stato della materia, oltre al gassoso, al liquido, al solido. La gran parte della materia dell’Universo è, per quanto possa sembrare incredibile, allo stato di plasma. Si calcola che la materia del cosmo sia composta al 99%  (e forse anche MOLTO di più!) da plasma. Gli altri tre stati della materia sono relativamente più rari. Quando si parla di stati “ordinari” della materia, si intende il gassoso, il liquido, il solido. Forse sarebbe più giusto definirli stati non ordinari!

Oggi è di gran moda, presso gli astrofisici meno ortodossi, parlare di Universo al plasma. E già, perché se l’Universo è fatto per oltre il 99% da plasma, sarebbe bene cominciare a pensare che il plasma giochi una parte di gran rilievo in tutti i fenomeni celesti …

(SEGUE)

19 ottobre 2010 - Posted by | Energie Sottili, Libri | , , , , ,

1 commento »

  1. Caro Roberto,
    io e’ da quando son bambino, otto anni circa, che mi faccio domande sulla vera natura dell’Universo. Piu’ che domande erano sperimentazioni immaginifiche di quell’immensita’ e di cio’ che era composta.. E tutte le volte che ci provavo mi rendevo conto che in qualche modo almeno una parte delle storie che mi raccontavano al catechismo non stavano in piedi.
    Cio’ che scrivi ha un bel po’ di senso e ti sono molto grato per intrecciare insieme le scoperte di tutti i grandi che la scienza ufficiale frettolosamente dismette per semplificarsi la vita, ..E non solo.
    Grazie, mi son letto tutti i pezzi correlati a questo argomento e la visione che ne vien fuori e’ assolutamente affascinante!
    Attendo con interesse la prosecuzione all’ultimo Blog posting sulle EIE.
    (Perdona il lungo silenzio degli ultimi mesi, l’ultimo spostamento [ di cui tu sai ] non e’ stato difficoltosissimo dal punto di vista pratico, ma nemmeno facile sotto quello organizzativo e della continuita’.)
    Ci risentiamo prestissimo.
    Un abbraccio grande a te, Sonia e piccola!

    Commento di WhiteEagleCoach | 5 novembre 2011 | Rispondi


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