Il blog di Roberto Zamperini

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Ipotesi bioplasmoidi: arrivano i plasmoidi (GD5)


PRIMA PARTE: Ipotesi bioplasmoidi: esistono esseri al plasma? (GD1)

SECONDA PARTE: Ipotesi bioplasmoidi: il Principio Antropico (GD2)

TERZA PARTE: Ipotesi bioplasmoidi: l’onnipresente plasma (GD3)

QUARTA PARTE: Ipotesi bioplasmoidi: plasma cosciente ed intelligente? (GD4)

I plasmoidi ricevono il battesimo della Scienza

Interrompo l’analisi delle strutture al plasma per una breve considerazione: gli studi di Bohm sul plasma di elettroni risalgono ai primi anni ’40, La Nuvola Nera di Hoyle è stata scritta all’inizio degli anni ’60 ed è dunque molto posteriore. Hoyle, pertanto, doveva conoscere le indagini e le idee di Bohm e non è da escludere che queste abbiano stimolato la sua fantasia e possano aver avuto una parte nella gestazione del romanzo.


Ritorniamo alla Fisica del plasma. La parola plasmoide è stata coniata per la prima volta nel 1956 dal fisico Winston H. Bostick (1916 – 1991), con il significato di una entità plasma-magnetica”, ovvero una struttura coerente di plasma e campi magnetici. Una curiosità dei plasmoidi, secondo Bostick, è che prendono una forma particolare, quella del toro. Il toro è una sorta di anello di sezione circolare.

Ricapitolando, un plasmoide è:

a) Una struttura coerente

b) Una struttura magnetica

c) Una struttura superconduttiva.

Inoltre, secondo Bohm, un plasmone (che ricordo essere il plasma di elettroni) presenterebbe un comportamento simile a quello degli esseri viventi, sarebbe dunque:

a) auto-organizzato,

b) auto-rigenerantisi,

c) dotato di una certa coerenza (i plasmoni di Bohm espellevano particelle diverse dagli elettroni).

Dunque, i plasmoni sarebbero una sotto-classe dei plasmoidi e possiederebbero caratteristiche ancor più stupefacenti dei primi.

Potremmo un giorno trovare nell’Universo strutture coscienti basate su una struttura plasmatica, così come immaginato da Hoyle?  Si tratta di domande non peregrine, se si pensa che la ricerca di vita extraterrestre potrebbe considerare un pianeta privo di vita, anche se magari sovrappopolato di esseri al plasma, insomma di plasmoidi. Giove, ad esempio, che è considerato un pianeta del tutto inospitale e nel quale nessuno scienziato ritiene possano trovarsi esseri viventi, potrebbe essere la casa di molte differenti specie di plasmoidi e noi potremmo studiarlo senza neppure supporre la sua vera natura!

E, prima di tutto: esistono nell’Universo strutture simili a quelle studiate da Bostick e da Bohm? Non solo esistono, ma, come vedremo, sono le più diffuse nell’Universo. Sono le stelle e le galassie. E, in parte, perfino i pianeti.

Stelle, pianeti e galassie elettriche

Come sappiamo, la spiegazione standard del fenomeno della produzione energetica delle stelle è basata sul concetto di fornace termonucleare: all’interno delle stelle secondo tale teoria avvengono fenomeni di fusione nucleare dell’idrogeno, che producono immense quantità di energia. Qualcosa di simile alla bomba H, ma, per certi versi, controllato e soprattutto qualcosa che dura miliardi d’anni. Gli astrofisici del Sole sanno bene che al suo interno e sulla sua superficie avvengono poderosi fenomeni magnetici, che alle volte determinano sulla Terra disastrosi blackout e gravi danni alle apparecchiature elettroniche ed ai satelliti. Proprio a causa della gravità di tali danni, la comunità degli astrofisici del Sole si è messa a studiare con sempre maggiore accanimento il comportamento magnetico della nostra stella. Oggi si è sempre più convinti che il Sole sia un immenso campo magnetico nello spazio. Ma c’è anche chi va oltre queste considerazioni.

Negli anni ’70 del secolo scorso Ralph Juergens, un ingegnere di Flagstaff, Arizona, sostenne che le stelle non sono macchine termonucleari ma piuttosto si devono considerare come elettrodi in una scarica di luminescenza galattica. Le stelle brillanti come il nostro Sole sarebbero, insomma, una sorta di grandi sfere concentrate di fulmini. La cosa più sorprendente è che la sua teoria, a prima vista apparentemente piuttosto bislacca, sembra ricevere ogni giorno nuove conferme. I cosmologi sono turbati dall’osservazione di poderosi flussi elettrici e magnetici a livello galattico. Simili a fiumi elettrici intergalattici, sembrano collegare il nucleo della galassia ad ogni stella al suo interno. Un po’ come se il cuore della galassia comunicasse elettricamente con ogni sua stella. Una gigantesca relazione energetica.

Dalla prima intuizione di Juergens, è progressivamente nato un nuovo quanto rivoluzionario scenario cosmologico: quello dell’Universo Elettrico, secondo il quale l’intima natura delle galassie, delle stelle e perfino dei pianeti sarebbe elettrica. Questi ultimi nascerebbero come un fenomeno di emissione elettrica da parte dei nuclei stellari. Il termine Universo Elettrico è spesso sostituito da quello Universo al Plasma o Plasma Universe coniato dal premio Nobel Hannes Alfvén.

Come si vede, siamo esattamente all’interno dell’idea base della Nuvola Nera: immensi oggetti di plasma che comunicano l’uno con l’altro o almeno che comunicano con il centro della galassia. Le osservazioni di Bohm sui plasmoni aggiungono ancora qualcosa a questo scenario già così incredibile. Il cuore della galassia e le stelle potrebbero avere la natura dei suoi plasmoni, comportarsi, cioé, come un essere vivente!

Guardate a sinistra, la Nebulosa della Tarantola: è un gigantesco ammasso di gas allo stato di plasma, attraversato da filamenti di gas e di polvere. Al suo centro, molte giovani stelle, grazie alla loro energia e alla loro luce, ionizzano la nebulosa e forse la trasformano in immenso plasmone. Forse stiamo guardando una Nuvola, non proprio Nera, come l’aveva immaginata Hoyle, ma comunque, chissà, cosciente. Forse i filamenti sono le ley lines della Nuvola, cioè i meridiani energetici di questa straordinaria entità, che portano energia e informazione, come gli assoni e i dendriti dei nostri neuroni. E forse , la Nebulosa si muove, anche se con il nostro senso del tempo, a noi sembra immobile …

(SEGUE)


21 ottobre 2010 - Posted by | Energie Sottili, Scienza | , , , , ,

4 commenti »

  1. Bellissima questa serie di articoli..a me ha ricordato anche il film Solaris,che è tratto da un romanzo di Stanisław Lem,scrittore polacco, pubblicato nel 1961.
    Copio da Wikipedia:
    “Solaris è un pianeta diverso dagli altri; interamente ricoperto di un liquido plasmatico, sembra costituire un unico enorme essere vivente in grado di pensare. Per un qualche strano fenomeno, riesce, se arriva a contatto con un’altra conoscenza, a leggerla e materializzarne i pensieri.”

    E mi sembra che per es. A.Bailey parli del sole e dei pianeti come esseri dotati di coscienza.

    Per non dimenticare che tutti i popoli antichi consideravano normale che gli astri avessero influenza su di noi..

    L’esperimento di ascolto dei suoni dei pianeti non rappresenta una sorta di prova?

    Commento di Alef | 21 ottobre 2010 | Rispondi

  2. “Solaris è un pianeta diverso dagli altri; interamente ricoperto di un liquido plasmatico, sembra costituire un unico enorme essere vivente in grado di pensare. Per un qualche strano fenomeno, riesce, se arriva a contatto con un’altra conoscenza, a leggerla e materializzarne i pensieri.”
    Sì, Solaris. Certo! Non ho letto il romanzo, ho solo visto il film (quello russo di tanti anni fa, non ancora il remake moderno). Ispirato. Bellissimo. Vero.

    “E mi sembra che per es. A.Bailey parli del sole e dei pianeti come esseri dotati di coscienza.”
    Certo, ma non solo la Bailey. Dici bene che TUTTA la Tradizione ha sempre considerato gli astri come esseri viventi e dotati di coscienza. Il nostro Pantheon era (forse: è) un tempio dedicato a queste immense coscienze planetarie. Chiamale divine, se vuoi.

    “L’esperimento di ascolto dei suoni dei pianeti non rappresenta una sorta di prova?”
    Esatto!

    Commento di Roberto Zamperini | 22 ottobre 2010 | Rispondi

  3. Un articolo di bellezza commovente, ispirato.
    Grazie Roberto.

    Il SOLE nostro padre è il Dius della Tradizione, e la stella fiammeggiante ne è solo&soltanto il volto fisico, una ipostasi materiale.

    Commento di mario puccioni | 23 ottobre 2010 | Rispondi

  4. Anche R. Steiner è arrivato alla stessa conclusione circa il sole e pianeti.

    Commento di Francesco | 24 ottobre 2010 | Rispondi


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