Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

Ipotesi bioplasmoidi: dalla materia oscura all’evoluzione della vita (GD8)

PRIMA PARTE SECONDA PARTE TERZA PARTE QUARTA PARTE

QUINTA PARTE SESTA PARTE SETTIMA PARTE

Dark plasma e panspermia

Abbiamo visto che un plasma è una sorta di zuppa gassosa, elettricamente conduttiva, composta da particelle cariche che rispondono collettivamente a forze elettromagnetiche, cioè a campi elettrici e a campi magnetici. Il plasma di cui parliamo è, come dire, il plasma visibile, o, se preferite, il plasma ordinario, perché fatto di particelle “ordinarie” che sono in qualche modo rilevabili dai nostri strumenti. Questo plasma ordinario, almeno in molti casi, possiamo addirittura vederlo, come nel caso della luce al neon, che è plasma, dello stesso Sole, immensa sfera di plasma oppure di un casalingo schermo TV al plasma.

Sappiamo però che esiste anche una materia oscura, che è quasi il 90% della materia dell’Universo, anche se è invisibile, composta, si presume, da particelle “oscure”, cioè ancora non rilevate dagli strumenti. Per questo, qualche scienziato ha cominciato a pensare che, accanto al plasma “ordinario”, possa anche esistere un tipo speciale di plasma, il dark plasmaplasma oscuro, un plasma fatto di particelle “oscure”!

(Noto solo di passaggio che il termine “oscuro” si riferisce solo al fatto che noi non possiamo vedere tale tipo di materia o di plasma. Così come non vediamo, a parte qualche eccezione, l’Energia Sottile. Ma non per questo definirei oscura l’Energia Sottile! Alcuni fisici, forse ispirati da qualche ignota divinità, hanno utilizzato la parola quintessenza, che ci riporta indietro nei secoli quando l’uomo era ancora capace di sentire la Natura e il suo respiro. Va bene, per ora contentiamoci di questo termine “oscuro”, anche se magari, prima o poi, qualche scienziato scoprirà che la materia oscura è più luminosa di quella ordinaria!

L’immagine a sinistra ripresa dallo Hubble Space Telescope della NASA mostra un cluster di galassie e il loro anello di materia oscura, che, almeno in questa immagine, non sembra poi troppo oscura!).

Dunque: si ipotizza un plasma composto da materia oscura… Questa teoria, che ha preso il nome di Dark Plasma, sostiene appunto l’esistenza di un plasma “oscuro”. Ma andiamo per ordine. Occorre prima di tutto riflettere sul fatto che la materia oscura potrebbe essere presente intorno e all’interno del nostro Sistema Solare e, in particolare, intorno e dentro la stessa Terra. Di fatto, non esistono ragioni valide per pensare il contrario! La ricerca scientifica dimostra che, in effetti,  il Sole e il Sistema Solare sembrano essere sotto l’influenza gravitazionale della materia oscura. Sappiamo che particelle di materia oscura attraversano la Terra, catturate dal suo campo gravitazionale. La stanza in cui ora mi trovo potrebbe esser piena di materia oscura, senza che io ne sia minimamente consapevole … E questo avviene non da oggi, ma sin dalla nascita del Sistema Solare e della Terra stessa. C’è di più: è sicuro che tutta questa materia oscura sia presente non solo nel Sistema Solare e nella Terra, ma che, addirittura, la sua quantità sia stata sinora perfino sottovalutata e che sia ben superiore alla media nel resto dell’Universo. Un volume che si comincia a stimare perfino superiore a quello di Giove.

La domanda inevitabile è:

sulla Terra, quale influenza possono aver avuto questa materia oscura e il suo dark plasma sulla nascita della vita e sulla sua evoluzione?

Addirittura potrei chiedermi

che parte possono aver avuto o magari ancora hanno la materia oscura e il suo dark plasma nella nostra vita quotidiana?

Possono, la materia oscura e il suo dark plasma, modificare il nostro destino? E come?

Possono, la materia oscura e il suo dark plasma, aver avuto e magari avere ancora un ruolo nel sorgere della coscienza?

Viviamo immersi in una dark atmosfera?

Nell’ipotesi che la materia oscura sia presente sulla Terra nelle dimensioni supposte e che abbia avuto un ruolo nella nascita della vita e sulla sua evoluzione e perfino nel sorgere della coscienza, allora ha senso parlare di una dark biosfera, cioè di un mix di entità biologiche così come le conosciamo e di entità fatte di materia oscura. Preciso a scanso di equivoci che non necessariamente le entità “oscure” debbano avere e aver avuto un ruolo malevolo nei confronti dell’uomo. Resta da indagare, ad esempio, se esistano entità “oscure” benevole e “entità” oscure benevole. Ricordo che il termine “oscuro” si riferisce solo e soltanto al fatto che noi non siamo capaci di vedere e toccare la materia oscura. O almeno questo è quello che si crede: le cose potrebbero stare diversamente …

E questa dark biosfera potrebbe avere un qualche collegamento, ancora ignoto, che la rende più o meno simile in tutto l’Universo, dalla Terra alla galassia più lontana. La geologia afferma che la comparsa della vita sulla Terra sia stata pressoché immediata: essa era già presente quando le condizioni climatiche del pianeta erano apparentemente proibitive. Come è stato possibile? Forse qualcuno o qualcosa ha “seminato” la vita sulla Terra? Questo ruolo può esser stato giocato dalla materia oscura e dal dark plasma? E se sì, in che modo?

Un’idea molto antica, se si pensa che fu proposta quasi 2500 anni fa per primo dal filosofo greco Anassagora (496 a.C. – 428 a.C. circa), che insegnava presso i suoi allievi un’ipotesi che fu chiamata panspermia (dal greco antico e che significa “tutti i semi”). Anassagora  diceva che tutta la vita è nata dalla combinazione di piccoli semi che sono stati diffusi in tutto l’Universo. Diffusi da chi? E come? E cos’erano questi “piccoli semi”? Un’idea strampalata e antiscientifica di un filosofo arcaico? Al contrario: un’idea geniale e in anticipo di ben 2500 anni visto che solo oggi gli astrobiologi della NASA stanno considerando seriamente la possibilità che la vita sulla Terra abbia avuto origine al di fuori del nostro pianeta e sia stata introdotta da piccoli frammenti di sostanze biologiche. Le più recenti scoperte stanno fornendo un sempre maggior sostegno a questa teoria. E’ ampiamente noto che su un meteorite proveniente da Marte siano state trovate tracce di batteri. Sostanze come gli idrocarburi complessi, che sono i mattoni della vita, sono state riscontate dentro la cometa Wild 2 e dentro la cometa Tempel 1. Ricercatori della NASA hanno trovato materiali organici in un raro tipo di meteorite.

Questa scoperta di materia organica presente nei meteoriti è stata accolta con notevole interesse dagli scienziati. Un’ipotesi che si sta facendo sempre più strada è che, 4.6 miliardi di anni fa, proprio agli albori del Sistema Solare, le sostanze-mattoni della vita siano stati il materiale che ha inseminato la Terra. Mike Zolensky, mineralogista NASA, dice: “Se, come noi sospettiamo, qualche tipo di meteorite del genere è caduto sulla Terra nel corso della sua intera storia, allora la Terra è stata seminata da questi globuli organici. Presumibilmente, questa semina è ancora in corso”.

Come non pensare che certe malattie che sembrano comparire all’improvviso, certe infezioni, certi virus, certe epidemie misteriose, certe pandemie di cui fino a ieri non si sospettava neppure l’esistenza, non abbiano una natura aliena? Se così fosse, allora gli studiosi più avanzati nello studio degli alieni, non sarebbero né gli scienziati del SETI, né gli ufologi, ma medici e biologi. Malattie dallo spazio? Portate dalla materia oscura e/o dal dark plasma? Un’ipotesi allarmante e inquietante, ma, come vedremo in seguito, neppure troppo folle.

Materia specchio e meteoriti dark

Si è parlato spesso e si parlerà ancora in futuro della apocalittica collisione di Tunguska, avvenuta il 30 giugno del 1908 nelle vicinanze del fiume Podkamennaja Tunguska in Siberia, che ha abbattuto la bellezza di 60 milioni di alberi su un’area di 2150 chilometri quadrati. C’è qualcuno che crede si sia trattato di un esperimento segreto di Nicola Tesla (su Tesla leggi qui, qui, qui, qui). Altri ipotizzano la caduta di un meteorite esploso in volo. Di certo c’è che l’esplosione c’è stata e per fortuna in una zona disabitata della Siberia, perché avrebbe potuto radere al suolo completamente una regione come la Lombardia o la Sicilia. E di certo c’è anche che, nonostante l’immensa energia di una tale mega-esplosione, nessuno ha mai trovato finora tracce del meteorite che l’avrebbe causata. Eppure, anche se fosse esploso in volo, tracce del meteorite si sarebbero dovute ritrovare. Frammenti sparsi qua e là, magari minuscoli o microscopici. Invece niente di niente. E c’è da notare che il punto dell’ipotetico impatto è noto con una certa precisione a causa degli alberi caduti a raggiera tutto intorno, che forniscono una localizzazione quasi esatta.

Dobbiamo pensare a qualcosa di molto diverso da un normale meteorite, sostiene in un suo libro pubblicato anche in italiano il dr. Robert Foot dell’Università di Melbourne: responsabile dell’esplosione di Tunguska è stato un meteorite composto da un certo tipo di materia specchio, una particolare componente della materia oscura in cui le particelle hanno una carica diversa dalle particelle ordinarie. Questo meteorite ha impattato la Terra disintegrandosi completamente, liberando un’immensa energia e senza lasciare frammenti di materia ordinaria. Allora, se questo è stato possibile, questi frammenti spaziali (non tutti necessariamente della dimensione del meteorite di Tunguska!) che potrebbero esser caduti sulla Terra per 4,6 miliardi di anni e potrebbero avere avuto un impatto sull’evoluzione che oggi non possiamo neppure lontanamente immaginare. La ricerca scientifica deve per prima cosa stabilire se sia plausibile che meteoriti, asteroidi, polvere cosmica e comete possano davvero aver portato sulla Terra della materia oscura.

Non solo, ma da qualche parte, nell’Universo, potrebbero esistere forme di vita basate sulla materia oscura. Poiché non sappiamo nulla della chimica della materia oscura, non si può escludere la possibilità di vite basate su una chimica diversa da quella che conosciamo, dai microbi alle balene. Una chimica basata sul carbonio. Queste forme di vita sarebbero molto diverse in scala, per la struttura e per l’intelligenza dalle forme di vita basate sul carbonio, ancor più diverse da quanto può essere un microbo da una balena.

Ma forse queste esotiche forme di vita, non stanno in qualche lontanissimo pianeta a migliaia di anni luce dalla Terra. Forse sono proprio qui, sulla Terra, intorno a noi e forse lo sono sempre state … Ma, essendo fatte di materia oscura (cioè invisibile) noi non le abbiamo mai viste! Di più: forse esistono da sempre strutture “al dark plasma” che in modi ancora da investigare hanno influito ed influiscono sulla vita biologica e sull’umanità intera …

_________________________

(SEGUE)

24 ottobre 2010 - Posted by | Energie Sottili, Scienza | , , , , , , , , , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: