Il blog di Roberto Zamperini

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Ipotesi bioplasmoidi: ma cosa … diavolo sono i “dust devils”? (GD11)


Quando la grande verità verrà accidentalmente rivelata e poi confermata empiricamente, tutti ammetteranno che questo pianeta, con tutta la sua immensità terrificante, va a corrente elettrica, inverosimilmente non di più di una piccola palla di metallo, e da questo deriveranno tante opportunità per noi, ognuna delle quali si confonderà con l’immaginazione e di conseguenza sarà indefinibile, ma sarà assolutamente di sicuro completamento.

Nikola Tesla, 1904

(A destra un dust devil terrestre. A sinistra un dust devil marziano)


I dust devils sono dei plasmoidi?

Le riflessioni che raccolgo in questo articolo sui dust devils nascono dalla visione di un documentario che trattava, non ricordo in quale contesto, di questo strano fenomeno. Come mi capita solitamente, quasi senza pensarci, ne testai uno e scoprii con grande sorpresa che … Ma andiamo per ordine. Prima di tutto: cos’è un dust devil? Il dust devil diavolo della polvere è un fenomeno meteorologico caratteristico dei territori desertici e secchi. La cosa più strana dei dust devils è che non sono minimamente legati a perturbazioni o a temporali, come sono invece i tornado o le trombe d’aria. Dice WIKI: La loro forma richiama molto quella delle tromba d’aria, tuttavia le dimensioni sono molto più piccole e l’altezza del cono di sabbia e polvere non si eleva oltre i 500 metri. La loro energia e di conseguenza gli effetti provocati sull’ambiente, sono in generale limitati, ma in qualche caso possono anche provocare danni agli edifici ed effetti conseguenti sulle persone. La particolarità di questo fenomeno, vere e proprie trombe d’aria in miniatura, è che si sviluppano anche quando in cielo non vi è nemmeno una nuvola; infatti non sono collegate a nessuna nube di passaggio o temporale. La durata di questo particolare e frequente fenomeno può andare da meno di 30 secondi fino a 20-30 minuti.

Dunque:

1) I dust devils sembrano non aver nulla a che fare con la normale genesi dei tornados e delle trombe d’aria.

2) Hanno a che fare con deserti caldi e secchi.

3) Sono costituiti da polvere (per questo li chiamano diavoli della polvere) ed aria secca.

4) Non superano i 500 metrid’altezza.

Ma è interessante leggere anche le cose che dicono su quest’argomento gli amici dell’Universo Elettrico. Essi sostengono che i dust devils e le trombe d’aria hanno un carattere … elettrico (ce l’aspettavamo, vero?), solitamente sottovalutato dagli altri ricercatori. Questa loro natura insospettata è emersa quando si è scoperto che sono frequenti anche su Marte. Quelli dell’Universo Elettrico sottolineano il fatto poco noto che la Terra ha un campo elettrico verticale, dell’ordine di 100 volt per metro in aria secca, la cui origine è sconosciuta. Qualcosa di davvero notevole, che non può non riportare alla memoria le ricerche di Nikola Tesla e i suoi tentativi di trarre energia elettrica dalla Terra e dalla sua atmosfera …

Orbene, sembra che questi diavoli della polvere presentino campi elettrici di qualcosa come 4000 volt per metro! Fate voi il calcolo: se sono alti 500 metri e hanno un campo di 4000 volt, moltiplicate 500 x 4000 e guardate quanto fa! C’è di più: essi generano (o sono generati da) campi magnetici. Per quanto riguarda Marte, la natura elettrica e magnetica dei dust devils sembra, dicono, l’unica in grado di spiegarne la presenza in una atmosfera così rarefatta come quella marziana.

Più di recente la sonda marziana semovente, lo Spirit, in vicinanza di un dust devil, ha subito interferenze elettriche abbastanza gravi da causare problemi con il computer di bordo. Oggi, si ritiene pertanto che i diavoli della polvere marziana possano costituire un fastidio o una fonte di potenziale pericolo per i futuri esploratori umani.

D’accordo, ma questi diavoletti di polvere non sappiamo ancora in che modo si formano. Quali sono, sulla Terra e su Marte, le condizioni che ne rendono possibile la presenza? Oltre le cose già dette, sembra – almeno secondo i ricercatori di scuola “convenzionale” –  che siano due: un incremento della pressione e la rotazione dell’aria. Questa farebbe sì che le particelle di polvere, sfregandosi l’una contro l’altra, si carichino di energia elettrostatica, proprio come si carica il pettine quando i capelli sono puliti ed asciutti. D’accordo, ma, avvertono quelli dell’Universo Elettrico, ricordate che la Terra, Marte ed ogni corpo celeste è comunque immerso, connesso ed influenzato dal campo elettrico cosmico. Ciò significa che i vortici di polvere non sono un evento locale, ma sono generati e guidati, come fossero dei motori, dalla corrente cosmica. Dunque:

pressione + rotazione + campo magnetico + campo elettrico.

Adesso che ne sappiamo abbastanza sui diavoletti della polvere, torniamo alla mia esperienza, che invito ciascuno di voi a ripetere. Provate a testare questi dust devils:

 

 

 

 

Congesti, nevvero? Bene, forse ce lo saremmo aspettati. Ma, almeno chi ne è capace, si testino i diavoletti nella dimensione astrale inferiore: un po’ congesti ma chiaramente presenti, no? Questa, poi! Chi avrebbe immaginato una cosa del genere? Prima di terminare quest’articolo, propongo di inscrivere a pieno diritto nella classe dei plasmoidi anche i nostri dust devils. Magari qualcuno di voi ricorderà entità bioplasmiche come gli gnomi, gli elfi, i coboldi, le fate, le ninfe, le driadi, le ondine e tutte le altre creature invisibili che la Antiche Tradizioni conoscevano e rispettavano …

(SEGUE)


1 novembre 2010 - Posted by | Ambiente, Energie Sottili, Scienza, Sperimentazioni | , ,

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