Il blog di Roberto Zamperini

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Ipotesi bioplasmoidi. Lampade fluorescenti: la cura è peggiore del male? (GD 13)

Stanno uscendo molti articoli sulle lampade fluorescenti e la verità che sostengono è non solo molto diversa da quella ufficiale, ma anche piuttosto inquietante. La ragione per la quale vengono tanto pubblicizzate è che esse farebbero risparmiare un bel po’ d’energia e di soldi. Questa è un’affermazione che andrebbe approfondita. Inoltre, si immette nel mercato mondiale uno strumento che si presume avrà un’immensa diffusione e del quale si sa ancora poco. Farà bene? Farà male?

Diamo un’occhiata …


Cos’è una lampada fluorescente e che c’entra con il corpo sottile?

Anche se in genere viene chiamata lampada al neon, spesso non lo è affatto, poiché il gas che contiene non è il neon. Il suo funzionamento è dovuto principalmente alla presenza di vapori di mercurio e di materiali con caratteristiche fluorescenti, di solito un gas nobile come argon, xeno, neon, o kripton. Molto diffuse sono le CFL, Compact Fluorescent Lamp, a forma di tubo.

All’interno della lampada fluorescente c’è un mix di gas molto rarefatti e non c’è, come in quella ad incandescenza, un filo, ma degli elettrodi. A questi elettrodi arriva una sovratensione generata dal cosiddetto reattore, che ha lo scopo di agevolare l’innesco di un processo di ionizzazione. Per farla breve: una lampada fluorescente è, a tutti gli effetti, una lampada al plasma.

Infatti, all’interno del tubo c’è

1) un gas rarefatto ionizzato;

2) un forte campo elettromagnetico generato dal reattore.

Due condizioni, queste, che sono sempre collegate alla creazione di un plasma. Ricordo che il plasma è spesso definito come “quarto stato” della materia e che ci fa tornare alla mente l’insegnamento di Empedocle e di Platone con i loro quattro elementi. In questa accezione, il plasma corrisponderebbe al fuoco. (Prego notare che il fuoco del quale parlavano i due grandi Maestri non aveva nulla a che fare con il fuoco volgare, quello dei fornelli, per intenderci).

Ricordo, infine, che per molti aspetti il cosiddetto “corpo energetico sottile” – ossia quella struttura composta da energia sottile termine che comprende le varie definizioni equivalenti, come corpo pranico, corpo eterico, corpo vitale, eccetera – può essere anche definito, insieme ai ricercatori della ex URSS e dell’attuale Russia: corpo bioplasmico. Perché “bioplasmico”? Che significa?

Il senso dato a questa definizione è che

1) noi siamo composti da materia allo stato solido, materia allo stato liquido, materia allo stato gassoso (per esempio, l’ossigeno e l’anidride carbonica contenuti nei nostri polmoni) e

2) da materia allo stato di plasma. Si tratta di un plasma freddo, attivato da deboli campi magnetici generati da fenomeni di piezoelettricità,  a loro volta generati dalle compressioni delle ossa (per esempio, quando camminiamo) e dal movimento del sangue, che contiene, come sappiamo, all’interno dei globuli rossi, nuclei di ferro, elemento magnetico.

Ebbene, è proprio questo plasma freddo che, nell’opinione dei ricercatori russi, conserva la memoria della struttura della forma e delle funzioni degli organi e che funge da “guida” di queste ultime. E’ dunque proprio ciò che i ricercatori russi chiamano corpo bioplasmico, che noi, nella TEV, chiamiamo corpo energetico sottile o anche corpo eterico e in altre discipline ancora in modi diversi. E’, per chi ne sapesse qualcosa, il campo morfogenetico di Rupert Sheldrake.

Nell’articolo Ipotesi bioplasmoidi: plasma cosciente ed intelligente? (GD4) ho scritto, parlando a proposito del Sole, quanto segue:

Le ipotesi della TEV

Il Sole è probabilmente la massima sorgente di plasma del Sistema Solare. Poiché noi siamo fatti anche di plasma, oltre che di materia e di flussi di energia densa e sottile e …

1) poiché questo plasma biologico o bioplasma è strettamente correlato alla nostra salute, ai nostri stati d’animo, alla nostra memoria, eccetera, che è come dire che il bioplasma in qualche modo interagisce con il corpo fisico e le sfere psichiche dell’uomo e degli altri animali

2) e poiché sappiamo che il bioplasma (detto anche energia eterica, energia sottile, energia orgonica, energia pranica, eccetera) ha una forte capacità dirisonanza,

3) se ne deduce che tutti i fenomeni sia naturali, sia artificiali basati sul plasma hanno una grande influenza su di noi.

Inoltre, prego notare che

due strutture plasmiche si influenzano (risonanza) tra di loro, anche se ovviamente quella minore è più influenzata da quella maggiore.

Insomma, se ne conclude che anche le lampade fluorescenti, essendo a tutti gli effetti lampade al plasma, hanno un effetto su di noi, attraverso il nostro corpo bioplasmico o eterico o energetico sottile che si voglia chiamarlo.

Sì, ma quale effetto? Positivo o negativo? Lo vedremo più in là.

(SEGUE)



11 novembre 2010 - Posted by | Ambiente, Energie Sottili, Quattro Elementi, Tecnica Energo-Vibrazionale | , , , , , , , , , ,

5 commenti »

  1. Si potrebbe far ritornare la lampada utile…😉

    Commento di Sonia Germani Zamperini | 11 novembre 2010 | Rispondi

  2. La scarica dei gas all’interno delle lampade a fluorescenza producono raggi UV ,La sostanza che ricopre i tubi all’interno reagendo con i raggi UV genera la luce visibile. Inoltre i tubi fatti di vetro non fanno passare gli ultravioletti, mentre se i tubi fossero fatti come le lampade attiniche( germicide) avrebbero il tubo al quarzo.
    Percio dentro quel plasma c’è anche gli UV sottili che escono.

    Commento di marco Innocenti | 11 novembre 2010 | Rispondi

  3. negli ultimi due mesi ho avuto molto a che fare con queste lampade, ne ho acquistate ormai almeno una dozzina e ho notato che (analisi Sottile a parte):
    – i modelli economici che si trovano nella grande distribuzione (centri bricolage/hobby, mercatoni, ecc..) producono una luce che tende alla tonalità “gialla” oppure a quella “azzurrognola”, e sono tipicamente di marche sconosciute e fabbricate in nei continenti asiatici …

    il funzionamento di queste lampade (acquistate ovviamente per prime) ci ha ci ha lasciato traumatizzati ed infastiditi, vuoi per la resa cromatica completamente sballata, vuoi per un associato senso di “intontimento” o comunque “rammollimento, meglio definibile come una specie di fastidioso rallentamento dei riflessi, una sorta di lenta ipnotizzazione che di fatto riduce ai minimi termini il senso della propria vitalità

    – i modelli più costosi appartengono il più delle volte a marche blasonate made in EU o comunque realizzate da aziende che per tradizione ci hanno letteralmente invasi con le loro lampadine: si, va bene, anche loro hanno la linea cosiddetta a “tonalità calda” e quella a “tonalità fredda” che tuttavia risultano molto vicine a quelle utilizzate nei “tubi neon” (quelli lunghi che illuminano BENE le corsie dei supermercati) … sono pressochè “bianche”

    dopo aver preso la fregatura con le lampadine low cost abbiamo iniziato la trafila comprando quelle blasonate: presa una di campione, provata … preso un’altro modello, provato e così via

    risultato: il fastidio delle prime è praticamente svanito, anche se per alcuni modelli è rimasto il disturbo della percezione cromatica leggermente alterata

    alla fine abbiamo optato per un modello “cool white” che, stranamente, riproduce fedelmente la tonalità della luce diurna eliminando de facto il problema dell’alterazione dei colori

    detto fatto, la casa si sta riempiendo di queste lampadine, relegando le altre a ruoli marginali e più consoni (cantina, box ecc …)

    un’ultima annotazione dal punto di vista Sottile: a livello di “congestioni” c’è un vero abisso!

    certo, l’optimum sarebbe avere questi consumi e questo tipo di luce impiegando delle “ideali” lampadine tradizionali … e poi la bolletta che sale vertiginosamente dove va a finire?

    Commento di SkyLuke | 11 novembre 2010 | Rispondi

  4. Io mi chiedo: ma perché non si comincia ad investire seriamente sui LED?

    Commento di Giovannone | 12 novembre 2010 | Rispondi

  5. queste lampade producono un forte campo elettromagnetico

    con uno strumento professionale ho rilevato tra 4 e 5 volt/metro a 15 cm di distanza dalla lampadina

    Commento di ^DaNiEl^ | 20 novembre 2010 | Rispondi


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