Il blog di Roberto Zamperini

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Ipotesi bioplasmoidi. Lampade fluorescenti: contaminazione da mercurio in casa? (GD 14)

Lampade fluorescenti e risparmio energetico

A parziale errata e a completamento di quanto esposto nel precedente articolo Ipotesi bioplasmoidi. Lampade fluorescenti: la cura è peggiore del male? (GD 13) ecco l’elenco completo delle norme europee in fatto di lampade ad incandescenza e fluorescenti:

  • dal 1° settembre 2010 è vietata la vendita delle lampade ad incandescenza di potenza superiore ai 75 watt;
  • dal 1° settembre 2011 il divieto si estenderà alle lampade da 60 watt;
  • dal 1° settembre 2012 sarà la volta delle lampade di potenza compresa tra i 25 e i 40 watt;
  • dal 1° settembre 2016 il divieto sarà esteso anche alle lampade alogene a bassa efficienza.

Insomma, siano rapidamente messe al bando le vecchie e gloriose lampade ad incandescenza e invece si dia presto il via a quelle fluorescenti. Ma quanto risparmierà l’azienda Italia adottando le lampade fluorescenti al posto delle lampade ad incandescenza? Ho cercato su Internet, ma non sono stato capace di trovare notizie certe. Ho però trovato qualcosa di indiretto: l’illuminazione delle case, in Canada, è stata calcolata pari allo 0,8% del totale. Capito? Meno dell’uno per cento. Diciamo che, se si dimostrasse che le lampade fluorescenti sono assolutamente innocue, ci potremmo “portare a casa” quello 0,8%. Direte: è poco, ma è meglio di niente. Ma questo è vero solo se non ci sono altri prezzi salati da pagare, soprattutto se sono problemi con la nostra salute …


Secondo la Commissione per l’Energia della Comunità Europea il risparmio sembrerebbe essere ben più sostanzioso di quello calcolato dai canadesi:

Vantaggi del provvedimento

Il provvedimento apporta vantaggi ai cittadini, all’ambiente e all’economia. Farà risparmiare circa 40TWh l’anno entro il 2020, l’equivalente dell’utilizzo energetico di 11 milioni di abitazioni europee per lo stesso periodo, e, caratteristica assai importante, porterà a una riduzione di emissioni di CO2 fino a 15 milioni di tonnellate l’anno. Si inserisce nell’obiettivo dell’UE di tagliare le emissioni di gas serra del 20% entro il 2020. Creerà un risparmio di circa 5 miliardi di euro, che rientreranno ogni anno nell’economia dell’Europa. Infine, la bolletta media per il consumo domestico complessivo subirà una riduzione tra i 25 e i 50 euro l’anno, a seconda delle dimensioni della casa, del numero e del tipo di apparecchi usati per l’illuminazione.

Difficile fare calcoli precisi, ma, soprattutto se si tiene conto che la previsione è stata fatta spalmandola lungo un decennio (dal 2011 al 2020), direi che, grosso modo, stiamo all’interno di quello 0,8% che riportavo nell’articolo precedente. Inoltre, qualcuno ha ricordato il cosiddetto “paradosso di Jevons” che afferma che una tecnologia più efficiente non porta da sola a una riduzione dei consumi energetici. Insomma: poiché le lampadine consumano di meno, aumento i miei consumi in altro modo. Jevons (1835-1882) sosteneva: E’ una confusione di idee quella di supporre che l’uso economico di un combustibile è equivalente a ridurne i consumi. E’ vero proprio l’opposto.

Comunque, Jevons o non Jevons, è innegabile che con le lampade fluorescenti, si risparmia un bel po’ d’energia elettrica. Se però esse permettono un bel risparmio d’energia, sorge un gran bel problema:

Le lampade fluorescenti compatte contengono mercurio

Se rileggete quanto scritto nell’articolo precedente Ipotesi bioplasmoidi. Lampade fluorescenti: la cura è peggiore del male? (GD 13) troverete anche che questi strumenti contengono mercurio. Ricerche condotte all’Università di Stanford dicono che con un solo milligrammo di mercurio è possibile inquinare  quattromila litri d’acqua. In una lampada fluorescente di milligrammi ce ne sono tre (3) e quindi con una lampada si possono inquinare la bellezza di 12.000 litri d’acqua! Ma questo mercurio è davvero così dannoso? Sì, lo è. E’ stato scientificamente accertato che il mercurio è concausa di malattie quali la sclerosi multipla, il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson.

Allora, ecco una domandina facile facile: una volta esaurita la CFL, o Compact Fluorescent Lamp, che fine fa il mercurio che conteneva? Domanda più che legittima, visto che in farmacia il vecchio termometro a mercurio non lo trovi più e in ospedale stanno sostituendo gli strumenti per la misurazione della pressione sanguigna a mercurio con quelli elettronici, proprio perché il mercurio – come abbiamo visto – è fortemente tossico. Facciamo un facile calcolo: io posso ritenere che a casa mia ci potranno essere uno o al massimo due termometri o di quelli vecchi a mercurio o di quelli nuovi elettronici, ma occhio e croce ci sono invece ben 20 o 30 lampade (e io vivo in un piccolo appartamento). 20 o 30 lampade che, magari dopo due anni di funzionamento, si esauriranno o addirittura si romperanno. Insomma: saranno fuori uso.

Ebbene, se il termometro a mercurio è stato vietato, altrettanto – piuttosto stranamente – non è stato fatto per quanto riguarda le lampadine fluorescenti che invece mandano in pensione le innocue anche se sprecone lampade ad incandescenza. Anzi, secondo quanto si legge nello stesso documento stilato dalla Commissione per l’Energia della Comunità Europea:

Le lampadine alogene e quelle a incandescenza tradizionali saranno gradualmente ritirate dal mercato entro la fine del 2012.

Dunque, a partire dal 2010, nelle nostre case ci saranno via via solo quelle fluorescenti che però contengono mercurio. E’ vero anche che le lampadine migliorate a incandescenza con tecnologia alogena e le lampade con diodi ad emissione di luce (LED) saranno disponibili come alternativa alle lampadine a incandescenza tradizionali, non solo le lampade fluorescenti compatte. Le lampadine migliorate a incandescenza, che producono anche luce per incandescenza, forniscono esattamente la stessa qualità di luce di quelle tradizionali.

Questa lampadina (la lampadina “migliorata”) utilizza il 20-25 % in meno di energia per la stessa emissione di luce rispetto alle migliori lampadine a incandescenza tradizionali. Fornisce la stessa qualità di luce delle lampadine a incandescenza tradizionali ma in condizioni di uso normale dura il doppio (2 anni). La sua dimensione è pienamente compatibile con quella degli apparecchi di illuminazione ed è dimmerabile su qualunque regolatore di intensità.

Le lampadine a incandescenza migliorate sono basate sulla “tecnologia alogena”: la capsula alogena migliorata è inserita in lampadine di vetro con la stessa forma di quelle tradizionali, portalampada compreso, il che consente di sostituire le lampadine tradizionali con quelle nuove. Sulle tecnologia alogena avrei tra l’altro molto da ridire, ma, per carità di Patria europea, lasciamo perdere …

(A sinistra in alto, una lampada ad incandescenza migliorata, cioè una lampada alogena allo Xenon. A destra in basso, un ingrandimento).

D’accordo, ho capito, consuma meno, ma mi chiedo: quando la mia lampada CFL sarà esaurita, io che dovrò fare? La posso buttare nel secchio dell’immondizia? E che fine fa tutto quel mercurio? Magari finisce nell’acqua con cui ci laviamo o che beviamo o con cui innaffiamo le piante da frutto o l’insalata? (Ricordate: un milligrammo può contaminare 4000 litri d’acqua, una lampada fluorescente inquina 12.000 litri d’acqua).

Sappiamo dunque che le lampade fluorescenti compatte contengono quantità piccole ma estremamente nocive di mercurio. Immaginate le centinaia di milioni di lampadine destinate a finire ogni anno nelle nostre discariche che finirebbero per avvelenare il nostro ambiente. Devo pensare che se lo viene a sapere Al Qaida, questa si compra subito qualche migliaio di lampade fluorescenti e le butta nelle nostre sorgenti? Ecco, secondo quello che dice la Commissione, che, evidentemente, reputa le CFL potenzialmente dannose per la salute, ciò che si deve fare:

Come si smaltiscono le lampadine fluorescenti compatte e quelle a LED?

Si tratta di prodotti contenenti un sistema elettronico complesso e non vanno quindi buttati nella spazzatura, come indica anche l’apposito logo con la croce sul bidone. Il modo giusto di smaltirli è riconsegnarli al negoziante o a un sistema speciale di raccolta degli apparecchi elettronici usati, a seconda del paese in cui si vive.

Riconsegnarle al negoziante? Bah, non mi sembra una soluzione tranquillizzante: che ci fa, dopo, il negoziante con la mia lampadina? Chi mi garantisce che lui non la butti nel suo secchio dell’immondizia? E il “sistema speciale di raccolta” chi l’ha mai visto? Ve lo figurate in Italia, dove non si riesce neppure a risolvere il problema della “monnezza” a Napoli, un servizio del genere funzionante? C’è da rabbrividire … Non sarebbe stato bene istituire prima questo servizio e poi vietare le vecchie lampade ad incandescenza?

Comunque sia, le avvertenze della Commissione Europea così proseguono:

Cosa fare quando una lampadina fluorescente compatta si rompe?

Diversamente dalle lampadine a LED e di altro tipo, le lampadine fluorescenti compatte contengono mercurio. Quando la lampadina è integra non ci sono fuoriuscite di mercurio ma, se si rompe, può uscirne una quantità di questa sostanza pari a 5 milligrammi (all’incirca, sono le dimensioni della macchia d’inchiostro sulla punta di una penna a sfera). A titolo di confronto, i vecchi termometri contengono circa 500 milligrammi di mercurio. In tal caso, si consiglia anzitutto di aerare la stanza, e poi di pulire con uno straccio bagnato. È meglio evitare che la pelle venga a contatto coi frammenti, e non bisogna usare l’aspirapolvere.

  • Per evitare le fuoriuscite di mercurio, si possono comprare le lampadine inserite in un involucro infrangibile.
  • Si possono anche scegliere altri tipi di prodotti, come le lampadine a incandescenza migliorate con tecnologia alogena, oppure quelle a LED, che non contengono mercurio.

Altra avvertenza poco tranquillizzante, anche se gli estensori del documento si sono premurati di farci sapere che un termometro contiene tanto mercurio quanto 100 lampade fluorescenti. Noto sommessamente che si usano molte più lampadine che termometri. Magari più di 100 per un termometro …

Non solo: ma se si rompe il termometro, posso in qualche modo raccoglierlo e metterlo in sicurezza (ma come?). Se si rompe il tubo fluorescente, il mercurio, in gran parte, si diffonderà nell’aria essendo contenuto nel tubo in gran parte in forma di gas. E poi: se la lampada fluorescente si rompe su un tappeto o sulla moquette, che faccio, butto il tappeto persiano, strappo via tutta la moquette? E se, disgraziatamente, si rompe nel frigo, che faccio? Come lo disinquino?

C’è di più: io ho già comprato delle lampade fluorescenti (non avrei potuto fare altrimenti, visto che le lampade ad incandescenza con potenza superiore a 75 watt sono state già vietate) ma non ho notato da nessuna parte dell’involucro le informazioni relative alle precauzioni da usare in caso sia di rottura, sia nel caso che io debba disperdere l’usato, insomma: cosa e come farlo. Se l’industria farmaceutica mette in circolazione un prodotto che richiede precauzioni, è obbligata a inserire le avvertenze dentro l’imballaggio. Chi ha prodotto un qualsiasi oggetto da immettere nel mercato, sa benissimo quante e quali complesse, costose e farraginose norme si devono seguire, solo c’è il lontano sospetto di una possibile pericolosità. Per le lampada fluorescenti, nisba? Tutto bene con il mercurio?

Insomma, Commissione Europea per l’Energia, ma cosa hai combinato e soprattutto: perché?

Comunque, speriamo bene e speriamo anche e soprattutto che lo smaltimento delle lampade fluorescenti non finisca nella nostra acqua, nell’aria che respiriamo e nelle grinfie dell’ecomafia. Noi, in Italia, non siamo messi bene …

(SEGUE)


12 novembre 2010 - Posted by | Ambiente, Energie Sottili, Scienza | , , , , , , , ,

4 commenti »

  1. beh, allora incomincio a prenotarmi per Alzheimer, Parkinson e compagnia bella

    da piccolo mi sono divertito un sacco a rincorrere sul pavimento le palline di mercurio, a dividerle e riunirle, tante goccioline bizzarre di questo “liquido magico che non lascia bagnato” schiacciate con le dita e persino sospinte soffiandoci contro

    PS – naturalmente si poteva giocare solo “di nascosto” (altrimenti erano guai!), in occasione di qualche termometro rotto, nella speranza che ripulendo il disastro fosse distrattamente sfuggito qualcosa …

    Commento di SkyLuke | 12 novembre 2010 | Rispondi

  2. ma allora le lampadine a led potrebbero essere il minor male possibile? una mamma preoccupata perchè in casa ho tante luci ( per adesso ancora con le lampadine ad incandescenza)

    Commento di paola | 17 gennaio 2011 | Rispondi

    • Cara Paola, non solo le mamme, anche i papà sono preoccupati! Tranquilla. Circa i led, dovrebbero essere più sicuri delle CFL quanto a campi EM, ma prima di dare certezze, occorre studiarli. Per ora, fai come me: tieniti strette le tue lampadine ad incandescenza e ritarda il più possibile l’avvento in casa tua delle CFL. Il grande problema con le CFL è, a mio modestissimo avviso, oltre quello della formazione del bioplasmoide, la creazione di una congestione EM pazzesca. L’avevo notato da tanto tempo e l’avevo attribuito ad una mia ipersensibilità non generalizzabile, ma quando ho letto le raccomandazioni provenienti dalla vicina Svizzera, mi sono ricreduto: è davvero un grosso problema.

      Ti prometto che studierò le LED e ti dirò. Ciao.

      Commento di Roberto Zamperini | 18 gennaio 2011 | Rispondi

  3. piccoli passi verso un futuro eco sostenibile, speriamo che si realizzi il più presto possibile

    Commento di lampadine led | 4 aprile 2013 | Rispondi


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