Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

“Un suo chakra è chiuso!” “Chakra chiuso? Ma mi faccia il piacere …!” (Ch6)

Ripubblico un articolo finito, non so come, nel cestino del Blog …

Alla ricerca dei tormentoni sui chakra che imperversano sul Web e nei libri che ne parlano, ecco un’altra perla molto frequente: “Lo sa che un suo chakra è chiuso?”. Variante: “Lo sa che un suo chakra è bloccato?” Come si fa a capirlo? Facile,  con il

Test del chakra: prendasi un pendolino, lo si avvicini al chakra sotto esame e, se questo si muove in senso destrogiro (o levogiro: dipende dai gusti dell’esaminatore) è OK, altrimenti è bloccato o chiuso. Domandina facile facile: che significa chakra bloccato o chakra chiuso? Risposta di RZ: boh, e io che ne so?! Ma come, non ne sai niente? No, perché? Io non li hai visti i chakra chiusi … Mah, che dire, dunque? Solo questo: cerchiamo, ancora una volta, di fare un minimo di chiarezza e di vedere se c’è, in questo tipo d’espressione, almeno qualche briciolo di verità …

Come abbiamo visto negli articoli precedenti, un chakra possiede sempre una fase di aspirazione ed un’altra di proiezione o espulsione. Non è per me chiaro (e temo lo sia per molti altri) se si tratti di due fasi distinte e separate temporalmente, come nel caso dei polmoni e della respirazione, o se avvengano contemporaneamente, come è il caso, ad esempio, dell’Antenna Zamperini e del Midi 07.11. Comunque sia, ogni chakra deve, necessariamente, aspirare e proiettare energia sottile da e verso l’ambiente, altrimenti è la morte o di quel certo tessuto o di quel certo organo o dell’intero organismo. Ho già detto altrove in questo Blog che può succedere spesso che le due fasi non siano in equilibrio tra loro: la fase di aspirazione prevale su quella di espulsione o viceversa. Ne ho parlato già in Ma come girano i miei chakra? (Ch5), articolo al quale rinvio. Chiaro? Quindi, diffidate dei signori o delle signore che vi comunicano la ferale notizia che un vostro chakra è bloccato. E’ possibile che o non sappiano di cosa stanno parlando o che vi vogliano solo spillare quattrini.

Ciò premesso, vediamo quando un’affermazione del genere può contenere un germe di verità e a quali condizioni questo possa avvenire. Dire che un chakra è bloccato o chiuso è un’inaccettabile semplificazione dei fatti, ma può avvenire che un chakra sia parzialmente ostruito. Prego riflettere sull’avverbio parzialmente. Come può avvenire che un chakra sia parzialmente ostruito? E da cosa sarebbe ostruito? Per prima cosa, consiglio gli interessati di andarsi a rileggere questi altri due articoli, in modo da evitare inutili ripetizioni da parte mia:

ABC dei chakra: l’anatomia sottile di un chakra (ABC-Ch3.1)

ABC dei chakra: come i Sette Raggi gestiscono un chakra (ABC-Ch3.2)

 

La struttura complessiva di un chakra

Nel primo di essi, riportavo qualche informazione minima, ma necessaria, sull’Anatomia Sottile dei chakra. Chiamerò, qui e di seguito, respirazione chakrale l’insieme delle due fasi di aspirazione e di proiezione di energia sottile da parte di un chakra. Osservate la figura a sinistra, che illustra molto schematicamente la struttura tipica di un chakra. Le due parti che possono presentare problemi di ostruzione sono quelle più coinvolte nella respirazione chakrale. Queste due parti sono:

  1. il filtro chakrale esterno;
  2. la bocca o valvola della radice chakrale.

1. Ricordo che  il filtro chakrale è quella sorta di tessuto finissimo o di ragnatela (è questa la sensazione che dà alle nostre mani quando lo testiamo) che separa il chakra dall’ambiente e che ha lo scopo di bloccare almeno in parte l’ingresso nel chakra a piccole e grandi forme-pensiero negative ed a energie sottili congeste, sia quelle che hanno un’origine biologica, sia quelle d’origine naturale (come potrebbero essere generate dalla Terra e dal cosmo; nodi, faglie, eccetera), sia quelle sempre più numerose d’origine artificiale (i cellulari, le lampade a fluorescenza, i forni a microonde, i ripetitori per cellulari, le linee ad alta tensione, eccetera, eccetera).

Ricordo inoltre che, al di qua del filtro esterno, c’è una sorta di imbuto, che possiamo chiamare semplicemente parte esterna del chakra, (che sta a significare che non è ancora la vera parte interna). In questa sorta di imbuto, entrano energie sottili ambientali ed escono energie sottili congeste prodotte dal chakra stesso. La parte esterna è una sorta di autostrada dove transitano energie che entrano e che escono.

Radice chakrale

2. Infine, nella figura a sinistra, potete osservare una sorta di sfera (non è esattamente una sfera, ma per le nostre necessità possiamo assumere che lo sia) che è la radice del chakraradice chakrale. Questo è il vero cuore, il motore e il cervello del chakra. Qui stanno tutte le sue funzioni più importanti, qui c’è la memoria di ciò che è stato il chakra e le possibilità di ciò che potrà essere.

Sin qui, quello che avevo già scritto sull’argomento. Aggiungo che, nella dizione “forme-pensiero negative” (o più semplicemente FPN) dovremmo annoverare anche quelle entità energetiche che, forse molto impropriamente, qualcuno chiama elementali, ovverosia “esseri invisibili fatti di energia sottile”. Premesso che non esiste alcuna trattazione seria dell’argomento, almeno se si escludono i classici alla Leadbeater e Co., possiamo solo limitarci a questa semplice suddivisione:

Questi ultimi sono da sempre ben noti da tutte le Tradizioni, compresa la nostra. I Latini parlavano di ninfe, driadi e di altri esseri invisibili associati a alberi, boschi, fonti d’acqua, laghi, fiumi, eccetera. Ricordo qui di sfuggita che i nani di Biancaneve devono il loro nome ai verbi latini gnosco e cognosco. Il nano o gnomo è quel piccolo essere invisibile dei boschi che sa, che conosce certe verità occulte della Natura … Nano, gnomo, gnosi …

Ritorniamo alla respirazione chakrale. Orbene, la radice chakrale comunica con la parte esterna del chakra (l’imbuto, tanto per capirci) con una sorta di finestra o bocca o, come la chiamiamo noi nella TEV, valvola chakrale, la quale, per convenzione, è suddivisa in una parte superiore ed una inferiore, entrambe dotate di funzioni inverse.

  • La parte superiore ha il compito di assorbire energia sottile ambientale pura.
  • La parte inferiore ha il compito di espellere l’energia sottile congesta usata dal chakra.

Così come nel caso del filtro chakrale esterno, anche su queste due finestre o valvole possono attaccarsi delle piccole e grandi forme-pensiero negative (d’ora in poi potremo scrivere FP: forma-pensiero e FPN: forma-pensiero negativa), capaci di ostruirle parzialmente.

PRIMA DOMANDA: Quali effetti possono generare queste parziali ostruzioni?

  • Possono assorbire energia sottile in ingresso (una sorta di vampirismo energetico).
  • Possono sporcare e imprimere una sorta di loro firma energetica all’energia sottile in ingresso che non è più pura.
  • Possono rallentare l’ingresso di energia sottile in ingresso.
  • Possono rallentare l’uscita di energia sottile congesta dal chakra verso l’ambiente esterno.

Questi punti meriterebbero un’analisi attenta. E’ mia convinzione da molti anni che le grandi malattie presentino sempre fenomeni di ostruzione di uno o più chakra, generate da bioplasmoidi planetari. Un tema che, da solo, richiede molte pagine …

Vi sono altre due domande che esigono una risposta:

SECONDA DOMANDA: Come fanno ad attaccarsi al chakra queste forme-pensiero negative grandi e piccole?

Ho parlato altrove (The Secret: un segreto che dura ancora da millenni) del concetto dei legami. Riporto una parte delle cose che lì avevo scritto e alle quali vi rimando:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I legami: gli elastici che ci tengono legati al male.

 

Dal punto di vista energetico, un’interazione tra due persone o tra una persona e un oggetto o un evento (anche immaginario!) può essere di due tipi:

  1. di irradiazione d’amore e di valorizzazione;
  2. di legame.

Dalla definizione si deduce che ogni interazione non basata sulla irradiazione d’amore e di valorizzazione è necessariamente interazione di legame. E’ ovvio che ogni rapporto tra due persone che comporti

  • violenza fisica o verbale, sadismo
  • critica distruttiva
  • masochismo
  • paura, timore dell’altro
  • dipendenza
  • sfruttamento
  • invidia
  • gelosia
  • esibizione di potere, bisogno di potere
  • eccetera, eccetera, eccetera

comporta necessariamente anche la creazione di legami.

Parliamo, per semplicità, di una vittima e di un carnefice. La vittima è chi subisce il legame, il carnefice è chi lo mette in essere. Una precisazione: i due termini, vittima e carnefice, sono molto forti e non necessariamente corrispondono alla reale portata del rapporto di legame. Infatti, la maggior parte dei legami assolutamente banali e senza quasi alcun effetto. Per esempio, già una banalissima critica sull’abbigliamento del partner o di un amico è in grado di creare dei legami. In questo caso, il loro scioglimentoè cosa abbastanza facile da ottenersi.  Le critiche ripetute per anni ad un bambino (“Non capisci niente”, “Sei un buono a nulla”, “Sei un/una poco di buono”, eccetera) possono invece generare legami piuttosto stabili e di difficile o difficilissimo scioglimento.

I legami possono essere visualizzati come degli elastici con due ami, uno dei quali sta attaccato alla vittima e un altro sta attaccato al carnefice. Esistono delle tecniche di scioglimento dei legami che fanno parte della TEV e delle quali qui non parlerò. Esistono alcune discipline in grado di sciogliere i legami. Ne ricordo qualcuna:

  • la Tecnica Energo-Vibrazionale o TEV,
  • le discipline del “Conosci Te Stesso“,
  • le tante tecniche (ma solo quelle “buone”!) di Psicoterapia,
  • la Floriterapia di Bach o simili.

Tutte queste, in misura differente e con modalità differenti, sono in grado disciogliere i legami.  (Prego di notare il termine: sciogliere e non tagliare o spezzare, che comportano comunque idee di violenza, in grado di generare altri legami). Premetto, ma senza approfondire il concetto, che esistono due tipi fondamentali di legami: quelli involontariamente creati dal carnefice e quelli creati volontariamente il cui scioglimento provoca effetti totalmente differenti. Per semplificare, dirò solo che in entrambi i tipi di legami la vittima sperimenta uno straordinario incremento d’energia e soprattutto di R1 (il PRIMO RAGGIO) e dunque di Potere Personale.

Lo scioglimento dei nostri legami è un processo di crescita che, se vogliamo, dura tutta la vita.

Ripeto la frase: i legami possono essere visualizzati come degli elastici con due ami, uno dei quali sta attaccato alla vittima e un altro sta attaccato al carnefice. E dove si attaccano i legami? L’avete già capito: o sul filtro chakrale o sulla bocca d’entrata o d’uscita della radice chakrale, della “vittima” e del “carnefice”.

TERZA DOMANDA: Qual è l’origine di queste forme-pensiero negative grandi e piccole? Quale la loro natura?

(SEGUE)

6 gennaio 2011 - Posted by | Chakra, Conosci Te Stesso, Energie Sottili, Tecnica Energo-Vibrazionale | , , , , , , , , , , , , ,

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