Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

The Secret: un segreto che dura ancora da millenni

Tempo fa ho iniziato una polemica indirizzata a quei furbastri che hanno messo in circolazione The Secret. Roba vecchia come il cucco, soprattutto, per chi, come dovremmo essere noi italiani, è figlio di una Tradizione che ha detto tutto quello che c’era da dire sull’argomento. E l’ha detto secoli e secoli fa, se non addirittura millenni fa. I furbastri di The Secret ci spacciano per nuovo ciò che noi abbiamo insegnato a loro e questo, mi si perdoni, mi indigna, non tanto nei loro confronti (pecunia non olet diceva l’Imperatore Vespasiano), quanto piuttosto verso i polli italici che hanno abboccato all’amo. Comprare briciole di sapere vecchie e stravecchie e per di più riciclate in modo indecoroso, mi ha spinto a suo tempo a scrivere qualche breve e assolutamente non esaustiva nota sull’argomento, per le quali non pochi si sono sentiti di rimproverarmi e in qualche caso perfino di insultarmi, come è stato nel caso di certi inguaribili. Ma come, tu non credi che l’intenzione (la preghiera, il desiderio, il pensiero concentrato, eccetera, eccetera) non attiri a noi certi eventi positivi? Questa è stata la critica dei superficiali. Bastava leggere un po’ per rendersi conto che non era così. Gli inguaribili, ovvero i cretini, hanno detto di più e di peggio. Un maitre à penser disse non troppo tempo fa che il dramma del nostro tempo è che gli stupidi hanno cominciato a pensare. Quindi, perché scandalizzarsi?

Poiché uno dei vizi capitali di questa nostra era del buio, o era del ferro o  Kali Yuga, come la chiamavano i saggi dell’India, è quello di leggere poco e male, ho pensato di riprodurre qui, in un solo articolo, i molti miei scritti dedicati all’argomento. Con la speranza, che i fan di The Secret siano capaci di arrivare fino alla fine.

Tirato per capelli che non ho, ma pur sempre volentieri, torno a parlare della bufala del secolo; il segreto dei segreti che più segreto non si può (ma se fai un versamento di tot Euro o tot Dollari sarà eccezionalmente tuo). Surfando qua e là per il web, scopro vari estimatori di The Secret, non tutti si direbbe totalmente  disinteressati. V’è, ad esempio, chi qualche dubbietto se l’è fatto venire, come chi afferma: Pare che la formula magica esista praticamente da sempre ma l’abbiano conosciuta solo pochi privilegiati, tra i quali Platone, Shakespeare, Newton, Hugo, Beethoven, Lincoln, Emerson, Edison, Einstein. Solo dal 2006 il segreto è diventato patrimonio dell’intera umanità, grazie alla produttrice cinematografica australiana Rhonda Byrne.

Al signore o signora autore del pezzo vorrei dire: ignoro se personaggi come Shakespeare, Newton, Hugo, Lincoln, Emerson, Edison, Einstein avessero a loro disposizione un loro metodo similare a quello della australiana Rhonda Byrne. Sul povero grande Beethoven coltivo seri dubbi. Il musicista dell’Inno alla Gioia ebbe una vita difficile e tormentata dai pochi soldi e dalla sordità che, per un musicista, deve essere stata una vera condanna di Dio. Circa il divino Platone, ho più di un dubbio sull’affermazione di cui sopra, ma, non essendo uno studioso del grande filosofo, lascio la risposta a chi ne sa più di me. Mi si permetta però di esprimere la mia vaga impressione che Platone fosse in tutt’altre faccende affaccendato e che i problemi che si affastellano nella mente della signora Rhonda lo lasciassero totalmente indifferente.

Ritorneri un attimo sull’incipit “Pare che la formula magica esista praticamente da sempre”. Se così fosse (e così è), non sarebbe meglio andare alla fonte e dopo aver bevuto alla sua acqua, ritornare solo in seguito alle infantili formulette alla The Secret? Forse quella fonte è anche più economica delle campagne di marketing imbastite dalla signora Rhonda Byrne. Mi piacerebbe incontrare chi ha scritto il pezzo, e che non ho il piacere di conoscere personalmente, per rassicurarlo (o rassicurarla): guardi che da sempre la Magia ha utilizzato la formula “Il simile attrae il simile”, che, a quanto pare, oggi è nota come Legge dell’Attrazione. Il problema, per chi voglia utilizzarla, è comprenderne fino in fondo il meccanismo, che non risiede solo nel pensiero positivo. Magari fosse così facile!

Cerco di chiarirmi le idee…

1) I FATTORI DELL’ATTRAZIONE.

Domanda: il simile attrae il simile?

1.1) SE IL SIMILE ATTRAE IL SIMILE, ALLORA NOI ATTRAIAMO CIO’ CHE SIAMO? Non credo proprio, anzi: mettiamoci definitivamente il cuore in pace. In genere, nella vita, se siamo una pera attraiamo una pera, se siamo una mela attraiamo una mela. In questo, sì, è vera la “Legge dell’Attrazione”. Ma va a dire a un cretino, magari pure bruttino: “Guardi, lei è cretino e pure brutto: dunque che va cercando? Lei attrarrà una donna cretina e e pure brutta e non sarà in grado di fare neppure il becco di un quattrino“. Questo non ti farà guadagnare né un dollaro americano, né un dollaro australiano, né un euro, perché nessuno è disposto a sentirsi dire che le sue chances nella vita sono quasi nulle. E’ una frase che non vende, non fa matketing! Un brand sbagliato!

1.2) ALLORA E’ SEMPRE VERO CHE “IL SIMILE ATTRAE IL SIMILE”? Se si è brutti si attraggono solo partner brutti? Non sempre: infatti non è stato il caso di Jean Paul Sartre, né quello di Woody Allen che, pur non avendo avuto in sorte la belluria di un George Clooney, hanno sempre frequentato belle donne. E personalmente ho conosciuto almeno una dozzina di uomini non bellissimi, per i quali il destino ha riservato l’incontro con donne belle e un’altra dozzina di donne che, non avendo la venustà di una belloccia di Play Boy, se ne vanno a spasso con uomini decisamente belli. E dunque? Altro che pensiero positivo: qui c’è di mezzo il fascino personale, l’intelligenza, la cultura, la simpatia, il mistero che certe personalità emanano e non c’è Legge Magica che possa trasformare un mediocre o una mediocre in persone attraenti, fascinose.  Sono attraenti, perché fascinose. Per loro vige la Legge dell’Attrazione. Allora, si ha quasi l’impressione che fattori dell’Attrazione siano nelle mani di una divinità dispettosa o misteriosa, più che in quelle del pensiero positivo o di tecniche pseudo- magiche di qualsiasi genere.

A proposito: il misterioso fascino – che è ben più misterioso del segreto diThe Secret – è una parola che origina da FAS. Una radice che in Latino ha generato fas, nefas, fastum, fatum. Secondo alcuni esperti, FAS deriva dafari, parlare, secondo altri da facere, fare.Comuqnue sia fas sarebbe l’assise mistica, invisibile, senza la quale non è possibile lo ius, l’assise che sorregge tutti i comportamenti e le relazioni visibili definiti dallo ius. (G. Dumézil, La religione arcaica dei Romani, BUR 2001). Insomma, mentre ius è il diritto degli uomini, fas è il diritto religioso, ciò che gli Dei vogliono che sia. Da cui esistono cose faste e cose nefaste. E il fatum – secondo Wikipedia – indicava la decisione irrevocabile di un dio. E dunque il fascino è il mistero divino di una persona in grado di attrarre altre persone, perché così sembra essere la volontà divina. E senza che nessuno possa comprendere il meccanismo occulto che c’è dietro questo dono… L’Attrazione come dono degli dei! Nessun segreto da svelare! Ahia! E la campagna di marketing, che fine fa?

1.3) MA SE IL SIMILE ATTRAE IL SIMILE, NOI ATTRAIAMO CIO’ CHEPENSIAMO DI ESSERE? Ma dai, siamo seri! Gli uomini non belli potranno pensare per cent’anni di seguito di assomigliare a Brad Pitt e le signore non top-model a una Naomi Campbell (o a chi piace loro di più) e, ciò nonostante, non avvicinarsi neppure di un millimetro al loro modello. Oppure immaginarsi di essere persone intelligenti come Einstein, capaci uomini d’affari furbi come Bill Gates, geniali artisti come Leonardo, onde diventare famosi e ricercati o per accumulare milioni o miliardi! Tanto tempo fa, quando io ero più giovane, il segreto di The Secret si chiamava Dinamica Mentale, Alfa Training, Metodo Silva, eccetera. Non entro nella validità ultima di tali tecniche tutte più o meno simili (sulla quale validità ultima avrei pure qualcosa da ridire), ma una cosa è certa: si trattava di discipline mille anni più avanti di quelle di cui oggi siamo costretti a discutere. Come se, in 20 o 30 anni, invece di evolvere, si fosse fatto un gran bel passo all’indietro.

1.4) PENSARE POSITIVO IN UNA SOCIETA’ NEGATIVA

La paura sia con te. E’ straordinario come la cultura, che da un lato ci riempie di paure, anzi: ci vende paure, ci venda anche le tecniche per superarle. E’ come se il marketing ci vendesse contemporaneamente due prodotti opposti: il veleno e l’antitodo. C’è il brand della paura per la fine del pianeta, per l’esaurimento delle materie prime, per il  riscaldamento globale, per la fine del mondo, per lo sbarco di mostri alieni cattivissimi, per l’aereo che precipiterà, che si traducono in film come 2012The Day After Tomorrow, La guerra dei mondi, eccetera e c’è il brand del superamento della paura, con un vasto insieme di tecniche che ti insegnano (a pagamento) a superare le paure. C’è il branddell’inquinamento e quello dell’autonomia (come farsi l’orticello e vivere felici senza OGM). C’è il brand della malattia, con terrorizzanti influenze in arrivo e quello dei vaccini. E via di questo passo.

In una cultura che fa il marketing dell’instillare la paura, sembra che il brand del superarla sia molto redditizio.

Il peccato sia con te. Nonostante che tre grandi religioni – l’ebraica, la cristiana e la musulmana – mi ripetano quotidianamente che Dio è buono, che Dio mi ama, che Dio vuole che io entri in Paradiso, nei libri sacri trovo scritto tutt’altro.Trovo scritto che io sono un peccatore incallito, indegno del Suo amore. Che il 99% delle cose che faccio, provo, sento, penso, immagino, fantastico generano nella mia anima l’indelebile ombra del peccato. Se attraverso sulle strisce e un automobilista quasi mi uccide perché non rispetta il codice della strada e io gli invio una scarica di accidenti ho fatto il pieno di peccato, perché, magari in cuor mio, ho provato il desiderio di ucciderlo. E c’è un comandamento che mi vieta di pensare di uccidere un altro uomo. E se su un manifesto e su una pagina pubblicitaria, una bella fanciulla discinta o un bel ragazzone muscoloso attraggono la mia attenzione e il mio desiderio, pecco contro un altro comandamento che mi vieta di desiderare la donna d’altri (per la verità non parla di desiderare l’uomo d’altri: dunque le donne e i gay non commettono peccato?). C’è un apposito comandamento che mi vieta di rubare. Ma dove comincia e dove finisce il rubare? Lo scontrino che il barista s’è dimenticato di battermi è peccato mortale? E via di questo passo. Se, dopo tutto questo, tu credessi di essere immune dal peccato, ricorda che sei comunque nato con il marchio del peccato originale! Non si sfugge al peccato!

In una cultura che non fa che instillare il senso del peccato e generare il suo effetto più diretto,

ovvero il senso di indegnità personale, sembra che il brand del superare il senso del peccato sia molto redditizio.


Ricapitolando quanto detto poc’anzi:

1) L’Attrazione è qualcosa di mistico, di divino, se vuoi, che sfugge al controllo meccanico di qualsiasi pseudo-magia. L’Attrazione è l’effetto del fascino e il fascino è un dono divino.

2) A volte il simile attrae il simile, altre volte no.

3) Il pensiero positivo si deve esercitare in una società che quotidianamente instilla nella nostra mente la paura. La paura è un’emozione a volte congelante e, se sei congelato, non puoi pensare positivo. Alle volte, non puoi proprio pensare!

4) Non solo: ma il pensiero positivo si deve esercitare in una società che quotidianamente instilla nella tua mente il senso della tua indegnità.  Come puoi pensare di aver diritto  alla felicità, alla ricchezza, al successo, all’amore, se in cuor tuo ritieni di essere una persona indegna, che non merita tutto questo?

Per il momento, ignoriamo i punti 1) e 2) che affronteremo con più calma. Esaminiamo i punti 3) e 4) dalla cui lettura, si deduce che, almeno per iniziare, dovremmo vincere le nostre paure e dovremmo superare il nostro senso di indegnità. Altrimenti, un ben noto meccanismo sarà all’opera e sarà più virulento che mai proprio nei momenti in cui con maggior lena ci eserciteremo a praticare il pensiero positivo. Questo meccanismo si chiama: autosabotaggio. Che fare dunque? La Psicoterapia offre molti strumenti ma, sinceramente, mi sembra eccessivo scomodare uno psicoterapeuta solo perché si è lettoThe Secret! Allora? A mio avviso, ci sono alcuni  fattori psichici ed energetici sui quali potremmo lavorare e che potrebbero darci una mano.

Tanto per cominciare, potrò ripetermi ad nauseam che sto avendo successo, che nella mia vita tutto sta andando per il meglio, che le cose migliorano giorno per giorno, se una vocina nella mia mente mi ripeterà costantemente: “No! Non puoi. Perché hai paura di aver successo. Non puoi. Perché non te lo meriti”. E come un disco rotto, la mia mente lavorerà incessantemente a dare energia ai pensieri negativi. Mi aspetto che mi si dica: “E che ci vuole! Basta azzittire quella vocina!” Già, ma come si fa?

Facciamo insieme un esperimento. Leggete attentamente quanto segue:

NON state vedendo tre delfini che saltano nell’acqua,

NON state vedendo tre delfini che saltano nell’acqua,

NON state vedendo tre delfini che saltano nell’acqua.

Adesso,  prima di leggere quanto segue dopo la riga orizzontale, dovrete chiudere gli occhi e per qualche secondo cercate di vedere qualsiasi cosa che NON siano tre delfini.

Provate!

________________________

Cos’è successo? Cosa avete visto nella vostra mente? Scommetto che avete visto tre delfini che saltavano nell’acqua, vero? Bene, allora sappiamo cosa NON dobbiamo fare. NON dobbiamo impegnarci a pensare di pensare positivo, a meno che il positivo non sia già dentro di noi. E se c’è già? Se c’è già, non abbiamo alcun bisogno diThe SecretNoi siamo già il pensiero positivo! Un serpente che si morde la coda! La prima cosa che dovrei fare è dunque superare le mie paure… Devo smettere di aver paura, devo smettere di pensare di aver paura… Già, ma come posso smettere di pensare una cosa, se ho visto che non sono in grado di NON pensare ai tre delfini?

SUPERARE LE PAURE, E’ POSSIBILE? Risponderò alla domanda con un’altra domanda: puoi uscire di prigione, se non sai di esserlo? Per superare la paura, bisogna, almeno io credo, guardarla in faccia, affrontandola per quello che è: alle volte un mostro, alle volte un maestro. Il primo passo consiste nello sforzarsi di smettere di aver paura della paura, smettere di aver paura di essere una persona che ha paura. Alcune considerazioni potrebbero aiutarci:

Disidentificarsi con la paura guardandola in faccia. Abbiamo visto che viviamo in una società che letteralmente produce e vende paura. Ora, esistono due tipi di paure:

a) quelle che ci spingono ad essere più cauti;

b) quelle raggelanti, che ci bloccano (terrore, attacchi di panico, eccetera). Queste bloccano i muscoli e la mente.

Chi scala una montagna, chi nuota a chilometri di distanza dalla costa o chi naviga su una barca a vela intorno al mondo o chi guida un razzo spaziale deve coltivare la paura del primo tipo, perché questo sentimento gli eviterà di fare cose azzardate o stupide o di correre rischi inutili, di fare poca attenzione. Insomma, la paura potrà salvargli la vita. Ed è per questo che Madre Natura ha inventato la paura: se i topi non avessero paura dei gatti, i topi oggi non esisterebbero. Sarebbero una razza estinta. Questa paura è una emozione utile e positiva. Un maestro.

Le paure del secondo tipo sono spesso di altri due tipi:

a) quelle relative ad eventi reali;

b) quelle relative ad eventi immaginari.

Se girato l’angolo, mi trovo di fronte ad una tigre siberiana fuggita dallo zoo, resterò quasi sicuramente congelato dal terrore (freezing) e non sarò in grado di muovere un muscolo. Per la verità, anche questa reazione è un dono di Madre Natura: il topo congelato dalla paura può sembrare al gatto un topo morto, magari un topo poco interessante. Oppure, il restare immobili di fronte ad un animale pericoloso può evitare che ci attacchi, perché ogni nostro movimento può essere da lui considerato una sfida o la premessa di un nostro attacco. Non funziona sempre, solo alle volte, ma, se non c’è altra via di scampo, potrebbe essere la nostra salvezza. L’altra potrebbe essere quella di mettersi ad urlare e gesticolare sperando di spaventare la tigre siberiana, ma non sempre sarà un tecnica migliore del restare congelati. Insomma: tanto vale pregare e sperare nella misericordia divina!

Per fortuna, raramente incontriamo tigri siberiane.

CONCLUSIONE: non dobbiamo aver paura di aver paura di eventi reali. E’ giusto e naturale e utile avere questo tipo di paura.

Le paure relative ad eventi immaginari: ecco il vero mostro!

Sappiamo che viviamo in una società, in una cultura centrata sulla diffusione della paura. Quasi una religione della paura. Apri il TG e una valanga di messaggi invaderanno la tua mente e tutti o quasi saranno basati su eventi potenzialmente spaventosi. Persino il terremoto in una parte del pianeta lontana da casa tua è spaventosa: potrebbe succedere anche da noi. E l’aereo precipitato? Potrebbe essere quello che prenderò tra pochi giorni. E l’esaurimento delle scorte d’acqua? Magari quest’estate non sapremo come sopravvivere. E il crollo dell’economia? Della finanza? Chi mi pagherà lo stipendio, al pensione, chi entrerà nel mio negozio? E l’inquinamento del mare? La morte delle api? Lo scioglimento dei ghiacciai? La fine del petrolio? I disastri nucleari? Il terrorismo? Eccetera, eccetera, eccetera. La dimensione degli eventi spaventosi è virtualmente infinita! Che possiamo fare con problemi come questi che ci sovrastano?

CAMBIARE IL NOSTRO STATO DI COSCIENZA ATTRAVERSO IL NOSTRO ATTEGGIAMENTO QUOTIDIANO. Dunque, molto spesso la paura è generata da eventi pensati o immaginari o al di là della nostra capacità di intervenire o di controllare. Si dice che il riscaldamento globale stia per trasformare il pianeta in un unico immenso deserto senza vita. Allora morirà tutta razza umana, noi moriremo, moriranno i nostri cari, i nostri amici, i parenti. Cosa possiamo fare noi? Alcune cose elementari, come risparmiare l’acqua in bagno o in cucina, evitare gli sprechi, eccetera. Tutto ciò ovviamente da solo non cambierà le sorti del mondo, ma cambierà il nostro stato di coscienza. Avremo fatto il nostro dovere, almeno in parte. E ci sentiremo in pace con la nostra coscienza. E dunque, ci sentiremo un poco meno indegni di amore, successo, denaro, salute, eccetera.

RICONQUISTARE IL POTERE PERSONALE. Gran parte delle paure relative ad eventi immaginari nasconde un’altra paura di fondo. O una percezione di fondo: lamancanza di potere personale. Abbiamo cominciato ad illustrare i Sette Raggi qui,quiqui. Per ora, abbiamo affrontato solo due Raggi: il PRIMO ed il QUARTO. Cosa manifesta il Primo Raggio? S’è detto che nel PRIMO RAGGIO (R1) è racchiusa la Forza, la Potenza, la Dynamis che permette agli altri Raggi di esprimersi, di manifestarsi. Nelsecondo articolo avevamo detto, a proposito del PRIMO RAGGIO (R1), che è una sorta di benzina degli altri Raggi. Se manca Lui, è come possedere un’auto alla quale manca la benzina. Non si muove, non funziona! Insomma, se non c’è R1, nulla si muove nell’Universo! La mancanza di R1 è la morte! Neppure gli altri sei Raggi sono in grado di manifestarsi, poiché non hanno la forza sufficiente per farlo. Insomma, il Primo Raggio manifesta il Potere! Che c’entra il Potere con la paura relativa ad eventi immaginari? C’entra e spesso c’entra moltissimo.

Un attacco di panico è, secondo Wikipedia un periodo di paura o disagio intensi, tipicamente con un inizio improvviso e solitamente della durata inferiore ai trenta minuti. I sintomi includono tremore, respirazione superficiale, sudore, nausea, vertigini, iperventilazione, parestesie (sensazione di formicolio), tachicardia, sensazione di soffocamento o asfissia. La manifestazione è significativamente diversa da quanto avviene negli altri tipi di disturbi di ansia, in quanto gli attacchi sono improvvisi, non sembrano provocati da alcunché e spesso sono debilitanti. Un episodio è spesso categorizzato come un circolo vizioso dove i sintomi mentali accrescono i sintomi fisici, e viceversa.

Sì, ma perché c’è l’attacco? Cosa lo scatena? Esistono molte scuole di pensiero e, senza pretendere di fare le scarpe a chi ne sa più di me, nella mia esperienza ho visto che gli attacchi di panico erano l’effetto della percezione di non farcela, di non essere in grado di superare le difficoltà, di non essere all’altezza della situazione. La cosa più interessante è che questa paura (che chiamerò primaria) resta nascosta e si manifesta nell’altra (che chiamerò derivata). La paura primaria è talmente tanto forte che la nascondo e la maschero con quella derivata. La paura derivata mi fa meno paura di quella primaria. Esempio: ho paura di non farcela nel lavoro, di non riuscire a condurre in porto un compito o di farlo correttamente o di non essere all’altezza dei miei compiti e manifesto questa paura quando guido l’auto o quando volo su un aereo o in altre situazionitrigger. Avere paura dell’auto e dell’aereo è naturale: sono due mezzi di trasporto pericolosi, ma essere preda di attacchi di panico quando si è in macchina o in un aereo è il segnale che si sta nascondendo un’altra paura: la paura primaria.

La paura vera è quella primaria.

Quella secondaria (che si manifesta con l’attacco) è solo un paravento, uno schermo della prima.

Ciò premesso, continuo il discorso sulla paura, tentando, nel contempo, di dare un vestito meno banale a questa fantomatica Legge dell’Attrazione.Non è  mio interesse scrivere un trattato sulla paura. Quanto detto sin qui, almeno nell’economia di questo discorso, è sufficiente. Spero sia emersa una verità semplice, ma essenziale: 

La paura distrugge il potere personale.

O, se si preferisce: la paura distrugge lo R1 personale. Insomma, quando sono oggetto dell’aggressione mediatica che semina paura, il mio potere personale (R1) cala e cala paurosamente!

Ci si chiederà che c’entra il potere personale con la Legge dell’Attrazione. C’entra e anche molto. Secondo la “scuola” del New Thought della quale ho già parlato anche troppo, il pensiero positivo attrarrebbe dall’Universo ciò che desideriamo. Una dottrina che esprime un concetto vero dicendo il falso. Infatti:

1) il pensiero positivo ha da essere … positivo, altrimenti non funziona! E abbiamo visto quanto sia difficile essere positivi se si è preda della paura.

Ma

2) il pensiero positivo sarà … positivo, solo se dentro di me non ci saranno vocine che continueranno a sussurrarmi che non sono degno, che sono un peccatore, che ho sbagliato, che non merito e via così lungo la strada lastricata che porta diritti all’inferno della mente. Insomma, se non sarò preda dell’autosabotaggio.

Prima di andare avanti, credo sia bene mettere in luce due punti:

A) che interesse ha il (mi si perdoni il termine obsoleto e iperabusato) “sistema” ad iniettarmi la paura;

B) che rapporto c’è tra il potere personale e la “Legge dell’Attrazione”.

Cominciamo da A). L’interesse mi sembra ovvio: senza R1 sono facile preda di chi vuole usarmi. Come consumatore e come produttore di una ricchezza che altri gode. Sul primo punto, da decenni s’è scritto e riscritto; sul secondo non c’è bisogno che mi dilunghi: c’è chi ha esaminato il problema mille volte meglio di quanto saprei far io. Anche a casa nostra. Il punto che mi interessa è sottolineare che tra due entità energetiche prevale sempre chi “possiede” più R1. Il cosiddetto sistema ha dunque un interesse vitale (per lui!) a che il mio sia il più basso possibile. Uno strumento potente è la paura, l’altro il senso 

di indegnità.

 

 

 

Quando e come nasce la paura

Nella  TEV studiamo alcuni momenti topici della vita, in cui sembra che qualche crudele predone si sia preso la briga di rubarci buona parte del potere personale con il quale l’Universo ci avrebbe fatto nascere. Parte delle nozioni che seguono sono tratte dal lavoro di un nostro grande ricercatore: Federico Navarro, un medico geniale, allievo di Reich e autore di numerose interessantissime opere. Potrete trovare informazioni su Navarro quiqui equi. IL resto è farina del mio sacco (e dunque ne sono anche responsabile) e potrete trovare altre informazioni nel libro

La Cellula Madre.

1) L’atto stesso del concepimento e la paura di morire (aborto).

2) Traumi del feto durante la gravidanza.

3) Il momento del parto: il bambino esce attraverso il canale.

4) Il primorespiro.

5) Il primolatte (il colostro).

In ognuno di questi momenti,se il bambino li vive come traumi, avviene una sottrazione o meglio un vero e proprio “furto” di R1. Se ricordiamo che R1 è il motore di ogni attività, il contenitore di ogni informazione, il “combustibile” di ogni interazione con l’ambiente, si comprende facilmente che i traumi vissuti nel momento (1) generano malattie non guaribili (Navarro parla di prognosi infausta). Si tratta di traumi che si inscrivono indelebilmente nelle parti più interne della Cellula Madre. Purtroppo nessuno sarà in grado “resettare”  queste informazioni. Sono nascoste nel cuore stesso della Cellula Madre e diventano parte integrante del cuore energetico di una persona.

I traumi vissuti durante i nove mesi generano cadute più o meno forte di vitalità e/o condizioni psichiche anche gravi. La guarigione è molto difficile, ma possibile. I traumi durante il momento del parto hanno effetti simili a quelli del momento (2). Possono essere difficili da superare. I traumi del momento topico (4) generano il più delle volte problemi di respirazione (come asma, sindromi asmatiformi, debolezze respiratorie, eccetera) o all’apparato circolatorio. I traumi del momento (5) generano problemi digestivi (intolleranze alimentari, allergie alimentari, alimentazione compulsiva, bulimia, anoressia, eccetera).

Gli effetti a livello psichico sono però quelli che, in questo contesto, ci interessano maggiormente. Come ben sanno gli esperti di TEV, la mancanza di potere personale può perseguitare una persona per tutta la sua vita. Inutile, sarà allora “chiedere all’Universo di realizzare i nostri sogni”. L’Universo non risponderà. E’ come se un muto in un negozio volesse chiedere una certa merce. Il poverino soffrirà sette camicie per farsi capire e forse solo dopo un lungo e defatigante rapporto riuscirà nel suo intento. Oppure si può immaginare un radioamatore che volesse parlare con qualcuno in Australia con una radiolina Walkie Talkie. Il messaggio parte, ma non supera il quartiere in cui il radioamatore abita. Il potere personale può essere immaginato come la potenza della voce con la quale comunichiamo con l’ambiente esterno. Se la voce è troppo flebile, nessuno ci sentirà. La riappropriazione del proprio potere personale è dunque un fattore chiave di questo processo. Se non rientriamo in possesso di quanto ci aveva dato in dote Madre Natura ancor prima di essere generati, tutti i discorsi sulla Legge di Attrazione e sul Pensiero Positivo sono solo aria fritta.

C’è dell’altro. Ricordate le cose dette a proposito delle paure? E come le paure possono congelarci, bloccarci? Ebbene, le paure più potenti, quelle che ci paralizzano da adulti, traggono la loro energia quasi sempre da eventi sepolti nei primi mesi di vita e per vita intendo “a partire dal momento del concepimento”. E sappiamo che se sono preda delle mie paure, a nulla varrà il chiedere all’Universo la realizzazione dei miei sogni. Una parte di me dirà il contrario, magari senza neppure che io ne sia consapevole. Dirà che non ho la forza di realizzare i miei sogni o che, se anche si realizzassero, non avrei la forza di gestirli o che non sono degno di essere felice, di avere successo, eccetera, eccetera. La fantasia con la quale l’inconscio lavora per il fallimento sembra quasi infinita.

Come fare? Che fare? Prima di rispondere a questa domanda cruciale dobbiamo, per prima cosa, esaminare più a fondo i fenomeni di cui stiamo parlando, da un punto di vista energetico, sottile. Che cos’è questa sorta di scippo che gli eventi della vita hanno operato su di noi? Come si manifestano questi traumi? Come manifestano la loro negatività nell’oggi? E, una volta chiarita questa natura sottile dei traumi peri-natali, dovremo tentare di dare una risposta alla necessità di cambiamento: cosa devo fare oggi?

Se non sapremo rispondere a queste due domande cruciali, per noi non ci sarà nessuna Legge dell’Attrazione: saremo, al contrario, respinti dall’Universo. La Legge del Rifiuto.

The Secret: qual è l’arte di attrarre il peggio dalla vita?

La Legge di Attrazione degli eventi dannosi e degli eventi temuti

L’umanità sembra dividersi in due grandi gruppi: il gruppo assai vasto di quelli che realizzano ciò che temono o ciò che li danneggia e il gruppo ben più esiguo di quelli che realizzano ciò che desiderano. Parliamo qui del primo gruppo: quelli che realizzano ciò che temono o ciò che li danneggia. Sono i migliori nell’Arte di ottenere il peggio dalla vita! In che consiste quest’Arte? E’ basata su alcune “tecniche” tipiche, come quella di attrarre a noi ciò che ci danneggia, come quella di rivivere ciò che tanto tempo fa ci terrorizzò o come quella di attrarre a noi ciò di cui abbiamo paura.

Primo metodo: attrarre ciò che ci danneggia

La chiamerò Antonia, per non infrangere la sua privacy. Insegnante di ginnastica dolce, era quello che si poteva definire una donna carina. Carina d’aspetto, carina nei modi, sempre educata, piacevole da guardare e da ascoltare, intelligente, sensibile. Antonia, l’avevo conosciuta per un consulto, durante il quale mi aveva esposto il suo problema. La sua infanzia era stata segnata da un orribile esperienza. Intorno ai 10 anni era stata violentata ripetutamente da un amico di famiglia. Antonia, che non aveva neppure l’età per comprendere la portata del delitto che aveva dovuto subire, pensò di confidare alla madre la sua esperienza. La madre, con un comportamento assurdo, anche se forse non infrequente all’epoca, invece di andare immediatamente dalla polizia a denunciare l’orco, se la prese con la bambina: i suoi modi troppo dolci e remissivi avevano indotto l’uomo a quel comportamento.

Inutile dire che Antonia rimase segnata per decenni dallo stupro o e dal tradimento della madre. Una volta diventata adulta, gli uomini che incontrava, in qualche modo, continuavano a stuprarla, anche se in forme diverse e magari molto sottili. Era passata attraverso un divorzio con un marito che non la valorizzava e la criticava. Tutti i suoi altri uomini in qualche modo ripetevano la stessa esperienza che aveva avuto da bambina. Veniva stuprata nella sua intelligenza, nella sua femminilità, nella sua professionalità.

I modi cambiavano, ma Antonia veniva ancora stuprata anche se ormai donna fatta. Karma? Destino? Punizione di vite precedenti in cui era stata lei la stupratrice? Forse, chissà. Ma questa era oggi la sua vita e questo era il suo problema.

Qual era la molla segreta che attraeva ad Antonia gli uomini che l’avrebbero stuprata? Antonia si sentiva sporca, indegna, una donna segnata da un peccato. Il comportamento assurdo della madre aveva scolpito nella sua mente il suo senso di indegnità, che le ricreava continuamente  la sua esperienza infantile. Come un regista senza fantasia, la mente di Antonia conosceva un unico spettacolo che ripeteva anno dopo anno, con pochissime variazioni.

Finché Antonia non si fu liberata del suo senso di colpa e di indegnità, la sua vita restò segnata da fallimenti sia sentimentali, sia professionali, sia finanziari.

Secondo metodo: rivivere ciò che ci spaventò

Mario era un giovane medico, intelligente, capace come medico e di bell’aspetto. La sua vita professionale funzionava bene, ma non altrettanto quella sentimentale. Era sposato con una donna molto bella, che lui amava molto. Purtroppo il matrimonio stava andando in pezzi a causa della loro vita sessuale: Mario soffriva di eiaculazione precoce. La moglie si stava pian piano allontanando e la separazione era alle porte.

Durante l’analisi energetica, Mario si alzava spesso per andare in bagno. Soffriva forse di incontinenza urinaria? chiesi. No, Mario negò con forza. Però, più tardi, l’analisi energetica della sua infanzia fece emergere un ricordo sepolto nell’oblio. Aveva una decina d’anni e stava giocando con il suo grosso cane. La povera bestia era la vittima del suo sadismo infantile che si divertiva a torturare, fino al punto in cui un giorno il cane, stanco della violenza del padroncino, lo morse alla mano. Durante il colloquio, il medico ricordò che precisione che, da bambino, si era urinato nelle mutande per lo spavento.

La storia era ormai chiara: ogni volta che si trovava in situazioni critiche (e fare sesso con la moglie che si stava allontanando da lui era una situazione molto critica) lo stimolo di urinare si ripresentava. Uno stimolo che peggiorava la sua tendenza all’eiaculazione precoce oche  forse ne era addirittura la causa primaria.  Mario, ogni volta che si presentava un episodio che sfuggiva al suo controllo e nel quale sentiva di non aver abbastanza potere, attraeva inconsciamente gli effetti dell’antico trauma del cane che lo mordeva. Grazie alla paura, il suo potere personale diventava così sempre più scarso.

Terzo metodo: attrarre ciò che ci spaventa

Esiste un meccanismo psichico ed energetico molto potente che consiste nell’evocare le situazioni che più ci spaventano. Senza entrare nella descrizione del fenomeno sotto l’aspetto energetico, per il quale saremmo obbligati a parlare dei “legami”, mi basta sottolineare la potenza evocatrice della paura. Quante volte temevamo una cosa e quella – regolarmente – s’è materializzata? E’ imbarazzante doverlo ammettere, ma la paura può essere più potente del desiderio!

La paura può essere un fattore scatenante la malattia. Senza entrare in questo tema così vasto, per il quale si sono cimentati tanti ricercatori, farò il nome di due soli di essi: Edward Bach e Ryke Geer Hamer.

Bach credeva che la paura e l’infelicità sono il binomio che porta ad avere una salute cagionevole o addirittura alla malattia. La paura – secondo lui – è un’emozione fondamentale, alla base dei maggiori squilibri fisici e psichici. E, attenzione!, Bach era anche convinto che noi vivessimo tutti nell’era della paura della malattia.

Nella sua Nuova Medicina, Hamer ritiene di aver più che ampiamente dimostrato che la paura di morire può essere il fattore scatenante il cancro polmonare. E’ come dire che si muore perché si ha paura di morire!

Per ultimo, vorrei sottolineare il sadismo – che spero inconscio – dei nostri servizi sanitari che hanno riempito i pacchetti di sigarette con scritte che avvertono che il fumo può essere la causa scatenante del tumore polmonare. Non voglio entrare in una diatriba che impegna grandi menti scientifiche, mi basta sottolineare che, se Hamer ha ragione, quelle scritte sono potenzialmente mortali!


The Secret: sciogliere gli elastici del male e del dolore

Spesso, quando le persone chiedevano alle Entità che parlavano per bocca di Edgar Cayce di fornir loro la ricetta di un farmaco che le facesse guarire, quelle Entità chiedevano: “Perché vuoi guarire?” Una domanda la cui risposta è tutt’altro che scontata! E potremmo allora chiederci: perché vogliamo questo e quest’altro e non piuttosto quest’altro ancora? Insomma, la volontà, il desiderio, l’interesse profondo di una persona sono concetti che dovremmo esplorare, se vogliamo rispondere con qualche serietà a questa domanda:

Esiste o no un “Secret” della felicità?

Davvero possiamo attrarre a noi ciò che vogliamo? O piuttosto la norma è che attraiamo a noi ciò che non vogliamo (QUI, QUI e QUI)? E naturalmente lo facciamo inconsciamente? Allora è l’urgenza non è tanto quella di attrarre ciò che vogliamo, ma piuttosto è quella di non attrarre ciò non vogliamo! O, meglio, di non attrarre a noi ciò che nonvorremmo, se davvero sapessimo cosa vogliamo e cosa non vogliamo. Ma – pur ammettendo che attraiamo ciò che vogliamo –  cosa veramente vogliamo? Volere è manifestazione di R1, del Primo Raggio (QUI, QUI eQUI). Ogni Raggio è manifestazione di un ente (Assoluto a parte!). Allora è lecito chiedersi: chi si manifesta tramite R1 e cosa R1 trasporta o, per dirla con parole più semplici, chi è che vuole e cosa vuole? Cioè: quale parte di me vuole e cosa vuole? E dunque: ciò che voglio (o credo di volere) è o no conforme ai miei interessi più profondi o “spirituali”? Volere di attrarre il denaro potrebbe essere non conforme agli interessi più profondi di me, inteso come individualità spirituale?

Ricordate The Sliding Doors? Nel film, Helen è una giovane donna che lavora nel campo delle pubbliche relazioni. E’ fidanzata con Gerry. In seguito al suo licenziamento, torna in tutta fretta a casa e, mentre scende le scale della metropolitana si trova di fronte ad una scelta: aiutare una mamma in difficoltà con il suo passeggino o ignorarla e correre di corsa a prendere il convoglio appena arrivato.

La scelta possibile le permette di vivere in due dimensioni parallele:

  • Helen prende il metrò, rincasando trova il fidanzato a letto con un’amica. Da allora – cessati gli effetti dello shock  e scaricato l’infedele Gerry – la sua vita cambia decisamente in meglio; la sua vita professionale migliora moltissimo.
  • Helen perde il metrò e rincasa più tardi, trovando il fidanzato solo e non è cosciente della sua infedeltà. Trova un lavoro come cameriera e conduce una vita piena di sacrifici e di ulteriori tradimenti da parte di Gerry.

Credo che il film esprima con semplicità il problema assai complesso di quale sia il nostro interesse più profondo. Supponiamo che Helen, prima dell’avvenimento descritto nel film, avesse voluto “chiedere all’Universo” che nulla potesse turbare il suo rapporto con Gerry: la sua vita sarebbe stata piena di sacrifici e di tradimenti. La scoperta del tradimento di Gerry, che lì per lì le sembra una tragedia, la proietta invece in un’altra vita fatta di soddisfazioni e di successo.

Tutte queste domande, che sono solo una parte di quelle che dovremmo cominciare a farci, devono spingerci ad una conoscenza più approfondita della nostra costituzione energetica e addirittura della natura stessa dell’Energia. Qualcuno, nei commenti, ha parlato di costellazioni familiari, come tendenza inconscia nascosta nella famiglia ad attrarre certi eventi piuttosto che altri (una sorta di coazione a ripetere); qualcun altro ha ben ricordato La Cellula Madre, la struttura energetica nascosta dentro ognuno di noi che ci ricollega e ci sintonizza con i nostri avi (e non solo a loro) . Qualcun altro potrebbe addirittura mettere in gioco il discorso dellareincarnazione, con un’altra collana di domande: ammesso che ci si reincarni, chi o cosa si reincarna? E dove ci si reincarna? E, se ci si reincarna, quali problemi irrisolti dalle vite precedenti ci portiamo dietro (ammesso che ciò accada)?

Domande davvero importanti ed impegnative, che non possono essere risolte in questo breve spazio, ma la cui analisi ci darà almeno la misura della vastità del problema espresso con la semplicistica formuletta  ”La Legge dell’Attrazione“. Domande che, a ben riflettere, ci riportano indietro di migliaia di anni, ci riportano all’oracolo di Apollo (e anche QUI) e alla domanda scolpita sul frontone del Suo tempio:

UOMO, CONOSCI TE STESSO.

Tornando a realtà meno stratosferiche e più umane di quelle apollinee, occorre qui introdurre nel discorso il concetto dei legami.

I legami: gli elastici che ci tengono legati al male.

Dal punto di vista energetico, un’interazione tra due persone o tra una persona e un oggetto o un evento (anche immaginario!) può essere di due tipi:

1) di irradiazione d’amore e di valorizzazione;

2) di legame.

Dalla definizione si deduce che ogni interazione non basata sulla irradiazione d’amore e di valorizzazione è necessariamente interazione di legame. E’ ovvio che ogni rapporto tra due persone che comporti

  • violenza fisica o verbale, sadismo
  • critica distruttiva
  • masochismo
  • paura, timore dell’altro
  • dipendenza
  • sfruttamento
  • invidia
  • gelosia
  • esibizione di potere, bisogno di potere
  • eccetera, eccetera, eccetera

comporta necessariamente la creazione di legami.

Parliamo, per semplicità, di una vittima e di un carnefice. La vittima è chi subisce il legame, il carnefice è chi lo mette in essere. Una precisazione: i due termini, vittima e carnefice, sono molto forti e non necessariamente corrispondono alla reale portata del rapporto di legame. Infatti, la maggior parte dei legami assolutamente banali e senza quasi alcun effetto. Per esempio, già una banalissima critica sull’abbigliamento del partner o di un amico è in grado di creare dei legami. In questo caso, il loro scioglimentoè cosa abbastanza facile da ottenersi.  Le critiche ripetute per anni ad un bambino (“Non capisci niente”, “Sei un buono a nulla”, “Sei un/una poco di buono”, eccetera) possono invece generare legami piuttosto stabili e di difficile o difficilissimo scioglimento.

I legami possono essere visualizzati come degli elastici con due ami, uno dei quali sta attaccato alla vittima e un altro sta attaccato al carnefice. Esistono delle tecniche di scioglimento dei legami che fanno parte della TEV e delle quali qui non parlerò. Esistono alcune discipline in grado di sciogliere i legami. Ne ricordo qualcuna:

  • la Tecnica Energo-Vibrazionale o TEV,
  • le discipline del “Conosci Te Stesso“,
  • le tante tecniche di Psicoterapia,
  • la Floriterapia di Bach o simili.

Tutte queste, in misura differente e con modalità differenti, sono in grado disciogliere i legami.  (Prego di notare il termine: sciogliere e non tagliare o spezzare, che comportano comunque idee di violenza, in grado di generare altri legami).

Premetto, ma senza approfondire il concetto, che esistono due tipi fondamentali di legami: quelli involontariamente creati dal carnefice e quelli creati volontariamente il cui scioglimento provoca effetti totalmente differenti. Per semplificare, dirò solo che in entrambi i tipi di legami la vittima sperimenta uno straordinario incremento d’energia e soprattutto di R1 (il PRIMO RAGGIO) e dunque di Potere Personale.

Lo scioglimento dei nostri legami è un processo di crescita che, se vogliamo, dura tutta la vita.


The Secret: noi, il Sole del nostro Universo Psichico

Nel precedente articolo abbiamo esaminato la funzione negativa svolta dai legami. Avevo definito i legami come gli elastici che ci tengono legati al male. Potremmo completare dicendo che

  • i legami sono quelle energie (in gran parte inconsce)

     

     

  • ci tengono ancorati al dolore, alla paura e al fallimento.

     

     

Visto che stiamo parlando di successo (negli affari, nell’amore, negli affetti e, in generale, nella vita) è per noi molto importante chiarire al meglio questi concetti.

Il Sole è una stella intorno alla quale gravitano numerosi pianeti, asteroidi, satelliti, comete, polvere e pulviscolo cosmico e chissà quanto altro ancora che gli astronomi finora non hanno scoperto e non conoscono. Tutti questi oggetti orbitano intorno al Sole a differenti distanze. Alcuni sono molto vicini, come Mercurio, altri sono molto lontani come Plutone e altri corpi sono ancora più distanti. Una cosa però li accomuna tutti: ricevono dal Sole, luce, calore, magnetismo, vento solare e gravitazione. Chi più chi meno, ma tutti ne ricevono una porzione più o meno cospicua.

Ora pensiamo un attimo alla nostra vita. Intorno a noi c’è il (o la) partner, per alcuni, ci sono i figli, per i più fortunati, i genitori, i parenti, per tutti il lavoro, gli amici, lo status sociale, la casa, il conto in banca, l’auto, eccetera, eccetera, fino al gatto, al cagnolino, al cellulare, al computer, all’elenco del telefono. Non solo: intorno a noi ci sono i progetti, le speranze, i disegni, le aspirazioni. Il lavoro che vorremmo cambiare, la nuova casa, magari per alcuni il (o la) partner!

Immaginate di essere voi, il Sole, e che ognuno di questi oggetti/persone/progetti/eccetera siano i vostri satelliti. Tutti girano intorno a voi, a distanze più o meno grandi. Molto vicini sono il (o la) partner, i figli, i genitori, il lavoro. Ben più lontani, il cellulare, l’auto. Hai perso il cellulare? A parte la spesa per farlo, entri in un negozio e ne ricompri un altro. Non lo stesso si può fare con una persona amata! La stessa considerazione vale per “oggetti” astratti come il lavoro e lo status sociale. Si tocca il lavoro? No. Lo vedi com’è fatto? No. Eppure, se lo perdi, ti senti morire. Altrettanto è lo status sociale. Immagina di precipitare in fondo alla scala sociale, dove nessuno ti considera, dove tutti ti considerano poco più di un oggetto! C’è gente che si è uccisa per aver perso il proprio status!

Ne concludiamo che il lavoro e lo status orbitano molto più vicino al Sole del cellulare e dell’automobile.

Per semplicità, chiamiamo forme

-pensiero questi pianeti psichici. Noi siamo il Sole e tutti questi oggetti/persone/progetti/eccetera sono i nostri pianeti, le nostre forme-pensiero. Intendiamoci: così come il (o la) partner è una nostra forma-pensiero, noi siamo una sua forma-pensiero. Ogni individuo è dunque un Sole (non solo noi!) intorno al quale gravitano un’infinità di forme-pensiero. Alcune di esse sono nostre creazioni, ma la maggior parte ce le ha donate il destino. Queste forme-pensiero, da noi ricevono luce ed energia, così come da esse riceviamo indietro energia ed altro che ci permette di vivere.

 

Ne discende che dovremmo concentrarsi il più possibile su questo sistema solare psichico, su questo nostro Universo Psichico, poiché è quello che ci permette di vivere! Il principio fondamentale è il seguente:

Più luce ed energia inviamo ai nostri satelliti-forme-pensiero, più energia riceviamo in cambio.

E’ un principio semplice e sembrerebbe semplice anche la sua applicazione, ma abbiamo visto che nell’ombra operano sempre gli elastici che ci tengono legati al dolore, alla paura e al fallimento, quegli elastici che abbiamo chiamato legami.

La luce e l’energia del Sole sono l‘irradiazione d’amore e la valorizzazione. Amare il nostro lavoro (che sia quello attuale o quello che stiamo costruendo per il nostro futuro), valorizzandolo con la nostra attenzione, la nostra cura, il nostro affetto, ne incrementa l’energia. E’ un tipo di energia che potremmo chiamare

ENERGIA DI SUCCESSO.

Che effetto ha questo tipo d’energia sui nostri progetti, sulle nostre forme-pensiero? Ne rende più probabile l’avverarsi. Immaginate che il signor Mario abbia un certo progetto (un nuovo lavoro autonomo più piacevole e più redditizio di quello attuale) e che questo suo progetto, allo stato iniziale, abbia una certa probabilità di concretizzarsi. Diciamo, il 10 per cento. Che fa Mario per aumentare questo 10%?

1) Mario spende qualche giorno a pensare a che nome dare a questo progetto. Valorizzazione. La probabilità sale a 15%

2) Mario spende altri giorni a studiare un logo appropriato. Altra valorizzazione. La probabilità sale a 20%.

3) Mario cerca un locale dove svolgere il suo nuovo lavoro e lo fa con cura e meticolosità. Altra valorizzazione. La probabilità sale a 30%.

4) Mario prepara del materiale pubblicitario. Spende amore ed attenzione in questa attività. Altra valorizzazione. La probabilità sale a 35%.

5) Mario prepara un sito Internet per la pubblicità al suo lavoro. Spende amore ed attenzione anche  in questa attività. Altra valorizzazione. La probabilità sale a 40%.

6) Mario cerca con attenzione e cura possibili collaboratori. Altra valorizzazione. La probabilità sale a 50%.

eccetera, eccetera, eccetera.

Inoltre, Mario passa almeno dieci minuti al giorno a visualizzare in uno stato di rilassamento il successo della sua impresa. La probabilità pian piano sale al 90%! Successo assicurato? Purtroppo NO! Infatti una parte della mente di Mario, senza che lui ne sia fino in fondo consapevole, produce anche una grande quantità di

ENERGIA DI INSUCCESSO.

Sono quelli che abbiamo chiamato legami! E l’energia dell’insuccesso potrebbe essere maggiore di quella di successo e rendere totalmente vani gli sforzi e il lavoro di Mario. Ho già fatto nel precedente articolo un elenco di legami che possono portare alla rovina i nostri progetti. Nel caso di Mario ce ne possono essere altri molto dannosi:

  • la dipendenza dal risultato (e che farò, se non avrò successo? che penseranno di me gli altri?)
  • la paura di fallire (avrà successo questa idea? sto andando nella giusta direzione?)
  • il dubbio sulle proprie capacità (sarò in grado di fare bene? sarò all’altezza?)

Questi tre “mostri” faranno di tutto per impedire a Mario di avere successo. Mario dovrà lavorare duramente su se stesso, per togliere energia ai pensieri che alimentano i tre mostri e spostarla sui suoi progetti. La strada, ancora una volta, è il Conosci Te Stesso. Apollo, sorridente, sembra volercene parlare da millenni!

© Roberto Zamperini

 



 

12 gennaio 2011 - Posted by | Conosci Te Stesso, Crescita Personale

14 commenti »

  1. perché deve andare tutto male proprio al sig.Mario???

    hahahahahaha!

    Commento di mario puccioni | 12 gennaio 2011 | Rispondi

  2. Consolati Mario.. se ti chiamasssi Massimo come me hai voglia di quante volte ti sentiresti citato in causa.. ^_^

    Commento di Max | 13 gennaio 2011 | Rispondi

  3. Si, mi ero accorto che nn funzionava e che se ciò avveniva dovevo credere di più (fà molto sedicente mago) e ovviamente comprare qualcosa.

    Commento di mentevaga | 15 gennaio 2011 | Rispondi

  4. infatti quando tutti parlano di the secret dico sempre di fare attenzione…perche se apri ciò che hai dentro sono piu le paure che i desideri….e quelle attrarrai…
    Bellissimo questo blog….visto che sto studiando le energie..trovo i suoi libri interessanti..e questo blog molto utile…

    Commento di Vito | 18 febbraio 2011 | Rispondi

  5. In the secret e’ specificato che cio’ che si attrae piu’ facilmente sono le paure e che l’universo non conoscendo il NON richiama con forza cio’ che non vogliamo…nel 2011 non ce’ piu’ niente da scoprire ma l’informazione e’ molto piu’ a portata di tutti e ognuno la trasmette con le proprie…interpretazioni…

    Commento di betta | 27 giugno 2011 | Rispondi

  6. Carissimo Zamperini, ho finito da poco di leggere il libro”La Legge dell’Attrazione e l’incredibile potere delle emozioni”, e volevo farti alcune domande:
    1 – Te la senti di escludere con assoluta certezza che la legge dell’Attrazione funziona?;
    2 – se si, perchè?;
    3 – ti prego, potresti rispondermi se puoi con parole chiare e povere (purtroppo non ho il tempo di leggere i tuoi romanzi a puntate, tra l’altro bellissimi ma troppo lunghi).
    Rimango in ansiosa attesa sperando che mi illumini al più presto.
    Grazie, comunque sei sempre fantastico.
    Ciao

    Commento di antonietta cuffari | 27 aprile 2012 | Rispondi

    • Sorry, ma se tu non hai tempo per leggere me, io non ho tempo per rispondere a te.

      Commento di Roberto Zamperini | 27 aprile 2012 | Rispondi

  7. Scusa, sono di nuovo io, mi sono dimenticata di chiederti: Ma chi è questo non meglio identificato Abraham ispiratore di questi libri (tutti quelli sulla legge dell’Attrazione), nonchè creatura incorporea che detta il contenuto dei suddetti libri solo con il pensiero alla signora Esther Hicks (così affermano i coniugi Hicks,) appunto un essere di puro spirito? o una grande operazione di marketing? Alla prossima.

    Commento di antonietta cuffari | 27 aprile 2012 | Rispondi

  8. Commento di Roberto Zamperini | 27 aprile 2012 | Rispondi

  9. @Antonietta Cuffari : stante che è corretto ciò che ti ha detto il M° Zamperini (cioè che se non hai tempo di capire, non capisci nè col lungo nè col breve quindi non meriteresti risposta. La pigrizia mentale è un vizio che non andrebbe tollerato nè incentivato), provo a farti una mega-sintesi.

    Non è che la “legge di attrazione” NON funzioni tout court.

    Quello che non funziona è la versione modello marketing da quattro soldi indirizzata agli ignoranti (nel senso che ignorano) della nostra tecnologia Spirituale. E quando dico Nostra intendo specificamente Italica e puranco Romana.

    Per far funzionare la “legge di attrazione”, che noi chiamiamo iper-semplificando “Risolvere Forme Pensiero”, è necessaria una conoscenza diciamo ipoteticamente di “10”. In “The Secret” trovi 1,5 (ad essere ottimisti e generosi), mischiato con 20 di feci, che porta l’equazioni a -18,5 di ciò che ti è necessario per ottenere gli effetti desiderati.

    Ergo, ti consiglio di studiare gli scritti del M° Zamperini se desideri capirne di più. Altrimenti continua a leggere “Desìgret” convinta che la tua vita cambierà perchè desideri e ti concentri. Sì, sì, come no.

    Ho detto ciò che potevo, nei limiti di ciò che mi è concesso.

    Saluti.

    Commento di Frank Merenda | 27 aprile 2012 | Rispondi

  10. apoosta ti ho fatto queste domande, proprio perchè sono ignorante in merito a questo argomento, sono riuscita a leggere un solo libro (quello sopracitato) in quasi un anno, pensa quanto tempo ho a disposizione; certo, mi piacerebbe starti a leggere da mane a sera invece di lavorare tutto il giorno e quando sono a casa lavorare il doppio di quello che lavoro fuori casa. Per quanto riguarda i desideri, ne ho un milione, come tutte le persone del mondo del resto, ma non penso proprio che sia “Desìgret” a realizzarmeli, e per la concentrazione, (perdona il francesismo) ci vuole tutta che riesca a concentrarmi per sapere quando devo andare al gabinetto. comunque vedo se riesco a leggerti una mezz’oretta prima di andare a dormire invece di guardare tutte quelle cazzate che danno in TV. (allora mi è svanito il sogno impossibile che avevo da realizzare?) BACIONI

    Commento di antonietta cuffari | 29 aprile 2012 | Rispondi


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