Il blog di Roberto Zamperini

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Atlantide: dalle rivelazioni di Cayce all’antropologia (2)

Fig. 1 - Grave Creek Mound

Segue a Atlantide: arrivano le prove genetiche (1) Ricordo che, sul tema di Atlantide, in questo Blog sono usciti:

Alla ricerca di Atlantide (1)

Alla ricerca di Atlantide (2)

Alla ricerca di Atlantide (3)

Alla ricerca di Atlantide (4)

Alla ricerca di Atlantide (5)

Alla ricerca di Atlantide (6)

Edgar Cayce è uno di quei personaggi la cui statura è difficilmente banalizzabile dalle solite letture “terziste” alle quali ci hanno abituato le trasmissioni televisive dedicate all’ignoto, use a mescolare l’opinione dell’esperto di turno a quelle del cospirazionista “senza se e senza ma” o a quelle dell’ufologo un po’ strambo e svitato. In tal modo, i fatti, che andrebbero esaminati con molta accuratezza, finiscono nel calderone delle troppe sciocchezze che circolano soprattutto nel Web. Cayce, chi era costui? Cayce nacque nel 1877 nel rurale Kentucky.  Nonostante egli potesse contare su un’educazione formale molto scarsa (le biografie lo descrivono come poco più che analfabeta, il che mi sembra comunque eccessivo e poco credibile) egli sembrava in grado di “contattare” interi staff di medici e biologi che, da una dimensione altra, gli rispondevano ai quesiti che decine di migliaia di persone (si parla di 14.000 “readings”) gli posero durante tutta la sua vita. E’ interessante notare che 1) Cayce rispondeva sempre dopo un sonno durante il quale riceveva le informazioni (lo chiamano “il profeta dormiente”); 2) gran parte dei “readings” ebbero natura medica compresa sia la diagnosi sia la cura; 3) che la cura spaziava da farmaci antichissimi e ormai dimenticati a farmaci ancora in sperimentazione nel segreto dei laboratori. Oltre questa attività “terapeutica”, Cayce lasciò decine di migliaia di pagine in cui c’erano “letture” soprattutto contenenti profezie riguardanti sia il futuro, sia … il passato. In particolare, riguardanti Atlantide.

Secondo Cayce, Atlantide non era un’isola, ma (una rivelazione che lascia alquanto stupefatti) un intero continente. Nel sito totalmente dedicato ad Edgar Cayce, possiamo leggere alcune delle pagine da lui scritte sul tema di Atlantide. Ad esempio:

Secondo Cayce la massa terrestre del continente di Atlantide era enorme. Il continente si trovava “fra il Golfo del Messico da una parte e il Mediterraneo dall’altra.” In queste letture egli descrisse l’attuale Mare dei Sargassi (in mezzo all’Oceano Atlantico) come una parte importante di Atlantide e la posizione geografica dove Poseidia – “l’Eden del mondo” – e una delle cinque grandi regioni di Atlantide – sprofondò nel mare (1159-1). … Cayce disse che ci sono alcune “parti sporgenti” che “in un’epoca o nell’altra devono aver fatto parte di questo grande continente. Le Indie Britanniche occidentali o Bahamas, e una parte delle stesse che si possono vedere attualmente. … Indicando però il punto in cui si possono trovare prove della cultura di Atlantide Cayce ci fece guardare delle aree dove la civiltà in migrazione si recò per fuggire alla distruzione e alla morte quando la loro patria s’inabissò. Cayce disse che da una parte “prove di questa civiltà perduta si trovano nei Pirenei e in Marocco”, e dall’altra nell’“Honduras Britannico, nello Yucatan e in America.” Cayce faceva riferimenti al nord America quando parlava degli irochesi …

Fig. 2 Un grande Mound

Nelle sue letture, Cayce ha affermato che, dopo la catastrofe che distrusse Atlantide, non tutti gli abitanti perirono, ma alcuni si salvarono. Alcuni di questi rifugiati sono andati nel sud-ovest americano,  altri migrarono verso la regione di Mound Builder e lì formarono quella civiltà. La cosa sorprendente è che le sue informazioni psichiche sono coerenti con il modello di distribuzione del lignaggio X. Cayce aveva anche dato le date in cui queste migrazioni si sarebbero verificate e anche queste date vanno d’accordo con i risultati del DNA. E la storia non finisce qui …

La diffusione del lignaggio X attraverso gli Stati Uniti sembrano mostrare una grande dispersione iniziale. Si potrebbe ipotizzare una migrazione ovest-est di questo aplogruppo dall’Asia siberiana. Ma questo scenario pone due seri ostacoli:

1) la maggiore concentrazione di questo gruppo si trova nella regione nord-orientale degli Stati Uniti e

2) il lignaggio X è praticamente assente in Asia.

Come un buon romanzo giallo, tutti gli indizi non erano stati scoperti alla fine del 1990, quando il gruppo X fu individuato e da allora è stato oggetto di intensi dibattiti. I genetisti diedero il via ad una ricerca sulla tribù Altai situata nel deserto del Gobi e ha trovato il lignaggio X in piccole quantità. Questa è l’unica popolazione in Asia, che presenta questo aplogruppo e come tale è composta da una piccola isola genetica. Gli antropologi ortodossi furono euforici quando la notizia giunse alle loro orecchie ed hanno considerato questo risultato come la prova definitiva che il gruppo X in Nord America ha le sue radici ancestrali in Siberia Asia e dunque fine della storia.

Fermiamoci un attimo e usiamo la logica e il buon senso, prima di accettare queste conclusioni. Il deserto del Gobi dista circa 12.000 chilometri dagli Stati Uniti. Ci viene detto che questa tribù avrebbe superato a piedi questa distanza per trasferire  i loro geni dalla loro patria ancestrale ai Grandi Laghi, ma senza depositare i geni del gruppo X in qualsiasi altra parte dell’Asia, in Alaska, nel Canada e nella regione tra Washington e l’America del Nord-Est. Non solo, ma tutti concordano sul fatto che tale migrazione sarebbe avvenuta nel corso nelle condizioni più estreme, quando l’era glaciale teneva ancora l’intera regione nella sua gelida morsa. Insomma, dovremmo credere che una minuscola tribù avrebbe attraversato a piedi queste enormi distanze in un paesaggio congelato per motivi sconosciuti. Perché  rischiare i figli e tutta la tribù per vagare a metà strada per distanze enormi, durante un’era glaciale, quando non sapevano neppure cosa ci fosse oltre l’orizzonte prossimo?

Ora, dobbiamo prendere in esame la scia di indizi che conduce dall’altra parte dell’Atlantico. Ricordiamo che quando Cayce ha dato questa lettura, il DNA non era ancora stato scoperto e meno che mai l’analisi del DNA mitocondriale. Tuttavia, egli ha parlato di “evidenze” in due versioni locali specifici, i Pirenei, una catena montuosa a sandwich tra la Francia e la Spagna, dove vivono i baschi, e il Marocco, dove un altro vecchio gruppo, i berberi risiede. Sorprendentemente, queste due popolazioni contengono le più alte frequenze del lignaggio X che si trovano in Europa e Nord Africa.

PS: Prima di proseguire in questa analisi, vi invito a testare il Mound di fig. 2 portando la vostra attenzione a circa 10 o 20 metri sotto la base del Mound. Che ne dite? Niente male, eh?

(SEGUE)

http://www.genesisrace.com

Fig. 1 e 2 tratte da Wikipedia

20 gennaio 2011 - Posted by | Storia |

9 commenti »

  1. In particolare a 20 metri si sente una sorgente di energia notevolmente più consistente rispetto a quella localizzata nei vari metri sovrastanti, sebbene dai 10 metri in poi c’è questo incremento.Niente male…ci “parcheggio” qualche struttura energetica!😉 Grazie, a dopo

    Commento di Sonia Germani Zamperini | 21 gennaio 2011 | Rispondi

    • Ehi, che significa “ci “parcheggio” qualche struttura energetica!”?

      Commento di Roberto Zamperini | 21 gennaio 2011 | Rispondi

  2. Interessante… Che ci sta a fare questa bolla di energia oro là sotto? Niente male davvero!
    Un nume atlantideo?

    Commento di Giovannone | 21 gennaio 2011 | Rispondi

    • Eh bravi Big John e Sonia! Ve ne siete accorti, eh? Proprio così: ” Che ci sta a fare questa bolla di energia oro là sotto? ” Nume atlantideo? Considera che i costruttori di questi Mound fino a ieri erano considerati una tribù pellirosse (con tutti il rispetto per i Sioux e gli Apache: io da ragazzino giocavo sempre ereticamente dalla parte degli “indiani” contro i cowboy) … Il fatto è che i nativi del nord america sono sempre stati considerati dei semplici cacciatori di bufali, niente più. Qui invece si scopre che i loro antenati sapevano fare cose straordinarie, come mettere questo “Nume Atlantideo” sotto terra. Forse la Storia andrebbe riscritta …

      Commento di Roberto Zamperini | 21 gennaio 2011 | Rispondi

  3. “Secondo Cayce, Atlantide non era un’isola, ma (una rivelazione che lascia alquanto stupefatti) un intero continente”……….

    Ma questo già lo diceva Helena Petrovna Blavatsky quasi un secolo prima, non è una rivelazione di Cayce. Saluti

    Commento di Malkuth | 27 gennaio 2011 | Rispondi

  4. Credo che il fulcro dell’articolo di Roberto non sia stato centrato. Il punto è, non tanto “chi l’ha detto prima”, ma l’informazione.
    Per me, indipendentemente da chi l’ha detto per prima (ma so che Cayce abbia dato molte, moltissime informazioni in più a riguardo) rimane un dato stupefacente.
    Brava Blavatsky, bravo Cayce e grazie Roberto per le tue sempre preziose informazioni!

    Commento di Sonia Germani Zamperini | 27 gennaio 2011 | Rispondi

  5. Un mound in italia?
    http://banchetempo.tn.it/passeggiata_giardino_torre_sicconi.pdf

    Commento di Francesco | 13 ottobre 2011 | Rispondi

  6. Interessante. Ma dov’è il mound?

    Commento di Roberto Zamperini | 17 ottobre 2011 | Rispondi


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