Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

Fratelli d’Italia

Così era lo spot della RAI prima che lo modificassero perché considerato oltraggioso nei confronti dei dialetti:

Che ne pensate?

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28 febbraio 2011 Posted by | Senza categoria | 1 commento

A bannera un si tocca: addendum siculo

Riporto qui un commento dell’amico Francesco, che ho ritenuto meriti ben più spazio di una semplice chiosa ad un mio articolo, che, per altro, era anche piuttosto semplice e privo di troppe velleità, limitandosi ad una critica nei confronti di una improponibile quanto stupida iniziativa politica (se si vuole, una delle tante, delle troppe a cui siamo costretti da tempo ad assistere qua e là nella penisola). La scrittura di Francesco scava invece in profondità e da quel banale episodio trae questo straordinaria riflessione, densa di intelligenza e di dolorosa lucidità nei confronti di una terra che ama ed odia. Vorrei dire solo una cosa a Francesco (che per altro non ho mai conosciuto di persona): quanto dici della Sicilia mi sembra possa valere, per molti versi, anche per altre regioni se non addirittura per tutto questo nostro povero Paese. Forse, Francesco, i tuoi Siciliani altro non sono se non semplici Italiani o forse gli Italiani altro non sono se non semplici Siciliani, anche se non sanno di esserlo. Chissà. D’altronde, Garibaldi da lì  ha iniziato la sua avventura. Da lì ha tentato di fare un Paese unito e nuovo. Non so se ci sia riuscito o meno.

Forse comincio a diventare pessimista. Sarà l’età … ?

L’argomento bandiera, quale simbolo condiviso, tocca un tasto davvero importante della condizione umana, culturale ed affettiva degli italiani di Sicilia. Tu dici se io fossi siculo, e io ti dico: fortunato te che non lo sei.
La condizione di siciliano è una condizione non solo fisica e genetica ma anche psichica e spirituale.

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28 febbraio 2011 Posted by | Ambiente | 3 commenti

Una buona notizia: “a bannera un si tocca”

In replica al commento di Francesco.

Quel che scrivi, caro Francis, mi rassicura non poco. La Triscele o Triskell per dirla alla franzosa è certamente simbolo quasi identico a quello dell’isola di Man e a quello della Bretagna francese, terre che, non a caso, guardano tutte verso l’Atlantico e  verso l’origine dell’antichissima nostra patria, 13000 anni fa distrutta da un cataclisma forse generato dalla deglaciazione.

Circa l’esser la Triscele simbolo pagano, potrei convenire con il tale Oliveri. Pagano è parola che viene da pagus, ovvero villaggio, in Latino, e come tale parola usata con disprezzo dai cristiani (ma solo dopo che si erano impadroniti del potere), per definire i non-cristiani come dei cafoni. A Roma, li avrebbero forse chiamati “burini” ovvero quelli che portano il burro dalle campagne. D’altra parte, i “pagani”, avevano precedentemente definito la loro nuova religione, e l’ebraismo da cui derivava, exitialis superstitio (deleteria superstizione) e inaudita secta (setta inaudita) per connotarne l’impossibile convivenza con il Mondo Gentile (da gens, ovvero il mondo di coloro che hanno una storia, degli avi da cui traggono la loro energia e la loro stessa esistenza). Gentile è il termine esatto che andrebbe utilizzato al posto di quello carico di disprezzo “pagano”.

Ma pagano, in realtà,  sta anche a significare anche qualcos’altro …

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25 febbraio 2011 Posted by | Storia | 1 commento

Basta coi Siculi e con la loro bandiera! Ci hanno stufato!

Togliete lo stemma della Trinacria dalla nostra bandiera!

Due i motivi: il simbolo è utilizzato anche da altri
e poi è troppo legato a ragioni mitologiche
PALERMO – È stata illustrata, nella sede dell’assessorato agli Enti locali, una proposta di legge d’iniziativa popolare per la rimozione dello stemma della Trinacria dalla bandiera della Regione siciliana.
 

 

Due le ragioni principali che hanno spinto i sottoscrittori dell’iniziativa: la non esclusività del simbolo della Trinacria, utilizzato ancora oggi per rappresentare altri paesi e soggetti, tra cui l’isola di Man, nel Mar del
Nord; le origini del simbolo, ricollegabili alla mitologia, «in antitesi – dicono i sottoscrittori – con la cultura e l’essenza del cristianesimo, che vogliono assolutamente preservare».

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24 febbraio 2011 Posted by | Sondaggi | 6 commenti

Il terremoto della Nuova Zelanda e un esperimento

Vi propongo il seguente esperimento:

1) testate una lampada a fluorescenza vicino a voi;

2) testate una delle tre foto postate (soprattutto la seconda).

Che ne dite?

23 febbraio 2011 Posted by | Ambiente | 6 commenti

Il terremoto della Nuova Zelanda e il cielo sopra Rangiora

Non ho tempo di scrivere un articolo ben fatto e completo. Nel frattempo e tanto per gradire date un’occhiata a queste tre foto scattate tra le 15:17 e le 15:28  del 21 febbraio 2011 a Rangiora. (Cliccate sulle foto per vederle ingrandite).

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23 febbraio 2011 Posted by | Ambiente | | 9 commenti

Voici le nouveau Midi Cleanergy 07.11!

Midi Cleanergy

Voici le tout nouveau Midi Cleanergy 07.11!

(Article destiné aux pointilleux et à ceux qui veulent tout comprendre)

Après une année de dur travail, le glorieux Midi Cleanergy 10.10 prend une retraite bien méritée…

… et vous arrive mon nouveau chef d’oeuvre, dont je suis très, très fier :

le Midi Cleanergy 07.11.

En quoi diffère-t-il du précédent ? Pour répondre, il faut vous expliquer quelque chose sur la nature de ce nouveau-né. Eh bien, je vais m’y employer, mais d’abord et avant tout, pour commencer on se demandera …

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23 febbraio 2011 Posted by | Cleanergy, Energie Sottili | Lascia un commento

Una Domoterapia Sottile in Sicilia (DS1)

Il Lettore FL  mi ha incaricato di effettuare (gratuitamente) una Domoterapia Sottile della sua abitazione, utilizzando e pubblicando tutti i dati essenziali per l’analisi, meno che le sue generalità.

Volentieri lo faccio per due motivi:

1) FL è siciliano e i siciliani sono simpatici (pochi sanno, tra l’altro, del ruolo che loro hanno giocato, millenni fa, nella nascita di Roma);

2) la Sicilia è, forse, la più bella regione d’Europa anche se noi italiani stiamo facendo di tutto per distruggerla (anche i siciliani, ovviamente, hanno le loro responsabilità) e dunque è una regione da amare e da proteggere.

Ciò premesso, gradirei NON ricevere altre richieste di analisi di Domoterapia, perché risponderei picche. Chi ne fosse interessato, può rivolgersi a Sonia.

________

Una Domoterapia Sottile in Sicilia. Prima puntata

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15 febbraio 2011 Posted by | Domoterapia Sottile | 12 commenti

Amici, l’Italia è sull’orlo del baratro

Mi sono ripromesso che in questo Blog non si sarebbe parlato di politica e così è ancora e così sarà in futuro. Questo dunque NON è un Blog politico, ma vuole solo portare l’attenzione di voi Lettori su un problema gravissimo, che spero ardentemente sia solo una mia paranoia e tale si riveli nei prossimi mesi. Quindi, né Bungabunga, né dimissioni del premier, né possibili alternative. Niente politica, l’ho promesso. Voglio parlare piuttosto dei conti pubblici di questa nostra povera Italia. Mentre l’attenzione di tutti si sta concentrando sui problemi giuridici del premier, l’Italia in queste settimane rischia seriamente la bancarotta. E questo non è responsabilità di questo premier, né di altri precedenti, ma è responsabilità di TUTTI LORO e anche NOSTRA.

Il dato: siamo arrivati ad un debito pari al 116% del PIL. Fino ad ora s’è fatto finta – e questo si è fatto credere al popolo televisivo – che i PIGS (i Paesi con problemi gravi di bilancio) fossero nell’ordine Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna. Ma a Berlino e a Londra si giura da tempo che la sigla esatta dovrebbe essere PIIGS, dove la seconda I sta per Italia. La linea che si sta consolidando a Berlino è quella di imporre un debito massimo pari al 60% del PIL. A Berlino si crede che, se deve essere Berlino a pagare i conti malsani degli altri spendaccioni, allora è giusto che sia Berlino che deve dettare le regole del gioco. Un’opinione difficilmente criticabile. Per l’Italia questo traguardo del 60% si tradurrebbe in una lunga serie di Finanziarie da 50 miliardi di Euro. E per lunga serie, si intende per almeno una decina d’anni. Questo significherà un impoverimento incredibile di tutti i ceti non ricchi del nostro Paese, un ritorno agli ’60, forse addirittura agli anni ’50. Molti di voi non erano ancora nati in quegli anni. Io, sì. E so com’erano.

E se non rispetteremo le regole UE? Multe di milioni di Euro oppure il default (= fallimento, bancarotta). E a Londra e a Berlino non si discute più SE questo possa accadere, ma  solo QUANDO accadrà.

Cosa possiamo fare noi? Ben poco, a parte quello che chi legge questo Blog sa o intuisce possa essere l’unica strada possibile per semplici cittadini senza potere come noi: inviare energia positiva alla Patria. Come? Se siete credenti, potete pregare il vostro Dio. Oppure potete fare come gli Antichi. Un tempo, gli Antichi erano convinti che ogni Paese avesse un suo Genio (niente a che vedere né con Einstein, né con il genio della lampada!). Il Genio era, per loro, una figura divina il cui compito era proteggere un Paese. Una specie di angelo custode nazionale. Ecco: potremmo pregare il Genio Italico di salvare l’Italia. Come fecero i Romani, quando Annibale bivaccava alle porte dell’Urbe e tutto sembrava ormai perduto. Dopo qualche anno, Scipione lo sconfiggeva a Cartagine.

Tanto pregare il nostro Genio non costa nulla.

11 febbraio 2011 Posted by | Storia | 3 commenti

Exmouth: addendum 2

Posto le immagini citate da Marco e da Deliquio:

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11 febbraio 2011 Posted by | Ambiente | Lascia un commento

Exmouth: addendum

Con Google Earth provate a testare Exmouth da una quota da … satellite. Sentirete che le radiazioni che escono da lì, NON si propagano orizzontalmente, come ci si aspetterebbe da ELF, ma verticalmente. Se ne vanno dritte in verticale quasi a voler bucare l’atmosfera … A che serve Exmouth?

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10 febbraio 2011 Posted by | Ambiente | Lascia un commento

Exmouth: attenzione, questo NON è un Crop Circle! (Armi al plasma? Un HAARP australiano?)

Aprite Google Earth e inserite queste coordinate: 21°48′22″S 114°9′35″E

Io l’ho fatto ed ecco cosa ne è uscito fuori:

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10 febbraio 2011 Posted by | Ambiente | 16 commenti

I Maestri dei tempi antichi

I Maestri dei tempi antichi

Erano liberi, chiaroveggenti, misteriosi, intuitivi

Nella vastità delle Forze del loro spirito non sapevano di un Io

Questa incoscienza della Forza interiore dava grandezza al loro aspetto.

A caratterizzarli con immagini:

Erano prudenti

Come chi attraversa un corso d’acqua gelato d’inverno

Vigili

Come chi sa intorno a sé il nemico

Freddi

Come un estraneo

Elusivi

Come ghiaccio che fonde

Rudi

Come legno non dirozzato

Vasti

Come le grandi valli

Impenetrabili

Come l’acqua torbida,

Chi, oggi, con la grandezza della sua luce potrebbe schiarire le tenebre interiori?

Chi, oggi, con la grandezza della sua vita potrebbe rianimare la morte interiore?

In quelli era la Via

Erano individui e signori dell’Io

E il loro non-essere

In loro era perfezione.

LAO-TZE, Tao-te-ching

9 febbraio 2011 Posted by | Conosci Te Stesso | 2 commenti

Gli Antichi

Gli Antichi … “con la percezione dei sensi essi accoglievano ciò che vi è di spirituale nello spazio cosmico.

Nella loro coscienza penetrava ancora qualcosa di quello che la coscienza attuale è del tutto inadatta ad accogliere, perché oggi l’uomo accoglie soltanto l’immagine sensoria del cielo stellato.

Vedevano le stelle fisiche inserite in una poderosa entità spirituale che essi veramente percepivano”.

Rudolph Steiner

9 febbraio 2011 Posted by | Senza categoria | 2 commenti

Una batteria in funzione da 60 anni ???

Dimitrie Leonida, il  Museo Nazionale della Tecnica di Romania, ospita una batteria elettrica piuttosto strana. Creata da Vasile Karpen, la pila funziona ininterrottamente da 60 anni. “Ammetto che è difficile anche per me digerire l’idea di un generatore overunity senza sembrare ridicolo, eppure un tale oggetto esiste”, spiega Nicolae Diaconescu, ingegnere e direttore del museo.

L’invenzione per ora non può essere esposta nel museo per mancanza di fondi, necessari per i servizi di sicurezza. Cinquant’anni fa il suo inventore affermò che la sua invenzione avrebbe funzionato per sempre. Secondo quanto afferma il direttore del museo, sembra che abbia avuto ragione, almeno sinora. Momentaneamente, la pila si trova nell’ufficio del direttore del museo.

La definizione è pila termoelettrica a temperatura uniforme. Il primo prototipo è stato costruito nel 1950.

Gli scienziati non possono spiegare come l’aggeggio, che è stato brevettato nel 1922, possa in effetti funzionare. Il prototipo è stato assemblato nel 1950 ed è costituito da due pile collegate in serie che muovono un piccolo motore galvanometrico. Il motore muove un filo che è collegato ad uno switch. Ad ogni mezzo giro, la lama apre il circuito e la richiude all’inizio del secondo mezzo giro. Il tempo di rotazione della lama sarebbe stato calcolato in modo che le due pile abbiano il tempo di ricaricarsi (?) e che possano ricostruire la loro polarità durante il tempo che il circuito rimane aperto.

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5 febbraio 2011 Posted by | Strumenti | 4 commenti

Viva Caligola!

Ancora  sull’Imperatore Romano più maltrattato della storia … Riporto qui un altro pregevole intervento, scritto come commento a Caligola: e se non fosse stato tanto cattivo come ce lo hanno sempre dipinto?,  che altrimenti sarebbe andato disperso …

Il libro ha rappresentato per me un’eccellente occasione per capire meglio il periodo, cruciale per la storia romana, corrispondente alla vita di Gaio Caligola. Anche nel mio caso, da studente mi sono imbattuto su una banale descrizione della vita di Caligola, basata sul fatto che lui fosse pazzo. Leggendo il libro mi sono reso conto invece della situazione particolare delle fonti storiche di questo periodo, fonti su cui Filipponi ha fatto un lavoro notevolissimo, e alla fine l’autore mi ha convinto della genialità, sublimità, dell’azione politico-religiosa di Caligola nei suoi 4 anni di impero.
Pur essendo io un amante della storia e della stotiografia, NON sono uno studioso e non ho nemmeno una formazione classica, conosco il latino in modo sub-elementare.
Naturalmente quindi non ho seguito pienamente alcune parti del libro; in particolare quando, all’inizio del libro, l’autore approfondisce in modo più massiccio alcune caratteristiche di quegli storici e filosofi che hanno trattato di Caligola(p.e. il discorso sulle “Furie” di Seneca).
Ma nonostante questo, ho apprezzato il libro per intero, perchè il taglio che ha il libro è gradevole e piacevolmente lineare.
Per me, oltre al lavoro sulle fonti, il grande valore del saggio è riscontrabile in due aspetti; il primo è l’articolata descrizione dei principali personaggi storici che influirono nella breve vita di Caligola: Germanico, Agrippina, Tiberio, la nonna Antonia, Erode Agrippa. Bella descrizione anche dal lato psicologico. Il secondo aspetto è che dal libro emerge con chiarezza la differenza tra la politica di Tiberio (di carattere tradizionale e conservativo, rispettoso del senato e del ceto equestre) e la nuova politica di Caligola, basata sulla “neoteropoiia” e sulla “ektheosis”. Nella seconda parte del libro, la nuova politica e il tentativo di divinizzazione dell’imperatore (che poi è la prima causa del conflitto con ebrei aramaici e alessandrini) sono molto ben descritti.
Sento di consigliare il libro sia aglil “addetti ai lavori” sia a chi, come me, piace l’approfondimento storico.

Confermo, come il lettore precedente, che la veste grafica del libro è banale, vecchia, e non all’altezza dell’opera.

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4 febbraio 2011 Posted by | Storia | 1 commento

Caligola colpisce ancora!

Caligola colpisce ancora!

Nell’articolo Caligola: e se non fosse stato tanto cattivo come ce lo hanno sempre dipinto? recensivo il libro “Caligola il Sublime”: il genio politico di un uomo che tutti credevano pazzo (FONTE) dello storico e filologo Angelo Filipponi. Molti mi hanno scritto interessati dal libro e dalla sua tesi controcorrente. Commenta ora quell’articolo anche Andrea G. con queste parole:

Ho letto il saggio Caligola il Sublime e l’umile copertina del libro scelta dall’editore non è degna dei suoi contenuti.
E’ difficile reperire sul mercato editoriale saggi storici che riescono a dare una ricostruzione precisa e dettagliata di un imperatore romano così infangato dagli storici dell’epoca. Questo è stato possibile perché l’autore è prima di tutto traduttore e quindi conoscitore profondo delle fonti latine e greche, anche quelle provenienti da storici ebrei come Filone di Alessandria, il quale si è fatto carico di un’invettiva sottile anticaligoliana. L’imperatore infatti, aveva tolto (atimia) i diritti civili agli ebrei della diaspora (li conserva solo per tutti coloro che li avevano acquisiti negli ultimi quindici anni). L’opera Caligola il Sublime è un exemplum di come si dovrebbe scrivere un saggio storico e ritengo che esso rappresenti anche uno strumento didattico che gli atenei del settore dovrebbero proporre per ricerche sull’argomento.Non a caso la Stanford University ha acquistato una copia del Caligola il Sublime (basta fare una ricerca inserendo “Caligola” sul sito: http://www-sul.stanford.edu/ per verificarlo) nonostante non sia stato tradotto in lingua inglese. Le università italiane non hanno fatto altrettanto, ma come si sa, nessuno è mai stato profeta in patria.
Comunque, il saggio è accessibile anche ai non addetti ai lavori e la sua lettura non può lasciare indifferenti. Suggestivo il capitolo sulla pazzia di Caligola che viene smontata pezzo su pezzo svelando invece come questo imperatore sia stato sublime e addirittura iniziatore di una nuova politica che verrà ripresa come paradigma dagli imperatori che verranno dopo di lui.
E’ un libro che consiglio a tutti!!

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2 febbraio 2011 Posted by | Storia | Lascia un commento