Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

Amici, l’Italia è sull’orlo del baratro

Mi sono ripromesso che in questo Blog non si sarebbe parlato di politica e così è ancora e così sarà in futuro. Questo dunque NON è un Blog politico, ma vuole solo portare l’attenzione di voi Lettori su un problema gravissimo, che spero ardentemente sia solo una mia paranoia e tale si riveli nei prossimi mesi. Quindi, né Bungabunga, né dimissioni del premier, né possibili alternative. Niente politica, l’ho promesso. Voglio parlare piuttosto dei conti pubblici di questa nostra povera Italia. Mentre l’attenzione di tutti si sta concentrando sui problemi giuridici del premier, l’Italia in queste settimane rischia seriamente la bancarotta. E questo non è responsabilità di questo premier, né di altri precedenti, ma è responsabilità di TUTTI LORO e anche NOSTRA.

Il dato: siamo arrivati ad un debito pari al 116% del PIL. Fino ad ora s’è fatto finta – e questo si è fatto credere al popolo televisivo – che i PIGS (i Paesi con problemi gravi di bilancio) fossero nell’ordine Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna. Ma a Berlino e a Londra si giura da tempo che la sigla esatta dovrebbe essere PIIGS, dove la seconda I sta per Italia. La linea che si sta consolidando a Berlino è quella di imporre un debito massimo pari al 60% del PIL. A Berlino si crede che, se deve essere Berlino a pagare i conti malsani degli altri spendaccioni, allora è giusto che sia Berlino che deve dettare le regole del gioco. Un’opinione difficilmente criticabile. Per l’Italia questo traguardo del 60% si tradurrebbe in una lunga serie di Finanziarie da 50 miliardi di Euro. E per lunga serie, si intende per almeno una decina d’anni. Questo significherà un impoverimento incredibile di tutti i ceti non ricchi del nostro Paese, un ritorno agli ’60, forse addirittura agli anni ’50. Molti di voi non erano ancora nati in quegli anni. Io, sì. E so com’erano.

E se non rispetteremo le regole UE? Multe di milioni di Euro oppure il default (= fallimento, bancarotta). E a Londra e a Berlino non si discute più SE questo possa accadere, ma  solo QUANDO accadrà.

Cosa possiamo fare noi? Ben poco, a parte quello che chi legge questo Blog sa o intuisce possa essere l’unica strada possibile per semplici cittadini senza potere come noi: inviare energia positiva alla Patria. Come? Se siete credenti, potete pregare il vostro Dio. Oppure potete fare come gli Antichi. Un tempo, gli Antichi erano convinti che ogni Paese avesse un suo Genio (niente a che vedere né con Einstein, né con il genio della lampada!). Il Genio era, per loro, una figura divina il cui compito era proteggere un Paese. Una specie di angelo custode nazionale. Ecco: potremmo pregare il Genio Italico di salvare l’Italia. Come fecero i Romani, quando Annibale bivaccava alle porte dell’Urbe e tutto sembrava ormai perduto. Dopo qualche anno, Scipione lo sconfiggeva a Cartagine.

Tanto pregare il nostro Genio non costa nulla.

11 febbraio 2011 - Posted by | Storia

3 commenti »

  1. A parte una leggera depressione che mi è venuta leggendo Evola. Sono pienamente d’accordo. Chiediamo al Genio una sua protezione. Ma non credo che non costi nulla, solo chi ha una consapevolezza e per cosi dire reggere lo sguardo con fierezza possono supportare la protezione chiesta. La volonta ha il precetto sull’invisibile, ma bisogna avere le spalle per reggerlo. In poche parole ” avere le palle”.

    Commento di marco Innocenti | 11 febbraio 2011 | Rispondi

  2. Bisognerebbe chiedere al Genio più onestà e umiltà per tutti nessuno escluso, perché oggi giorno si stà davvero poco a puntare il dito senza guardare alle proprie colpe. Ed una buona dose di senso della patria e fratellanza.

    Commento di Deliquio | 12 febbraio 2011 | Rispondi


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