Il blog di Roberto Zamperini

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Una Domoterapia Sottile in Sicilia (DS1)

Il Lettore FL  mi ha incaricato di effettuare (gratuitamente) una Domoterapia Sottile della sua abitazione, utilizzando e pubblicando tutti i dati essenziali per l’analisi, meno che le sue generalità.

Volentieri lo faccio per due motivi:

1) FL è siciliano e i siciliani sono simpatici (pochi sanno, tra l’altro, del ruolo che loro hanno giocato, millenni fa, nella nascita di Roma);

2) la Sicilia è, forse, la più bella regione d’Europa anche se noi italiani stiamo facendo di tutto per distruggerla (anche i siciliani, ovviamente, hanno le loro responsabilità) e dunque è una regione da amare e da proteggere.

Ciò premesso, gradirei NON ricevere altre richieste di analisi di Domoterapia, perché risponderei picche. Chi ne fosse interessato, può rivolgersi a Sonia.

________

Una Domoterapia Sottile in Sicilia. Prima puntata

L’amico FL vive a Partinicoun comune italiano di 31.690 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia, che dista 30 km da Palermo e 71 da Trapani. La città è ricordata per la sua attiva partecipazione ai Fasci siciliani dei lavoratori iniziati il 9 dicembre 1893. Come quasi tutti i comuni italiani, anche a Partinico viene attribuita una certa sismicità, ma, per fortuna, non troppo elevata: è una zona 2 a sismicità media. Comunque, speriamo che i sismi dimentichino Partinico, perché è sede di bei monumenti che non è proprio il caso di veder distrutti da un terremoto.

Per iniziare, diamo un’occhiata alla zona in cui si trova la cittadina di Partinico.

Nella carta ottenuta con Google Earth, ho segnato quello che sembra essere un insieme di faglie, probabilmente orientate NE – SO con una sorta di risultante proveniente da NO e diretta verso SE, che ho colorato in rosso. Ebbene,

ogni faglia (o un insieme di faglie) genera sempre due zone che si fronteggiano: una zona PLUS (+) e una zona MINUS (-)

Questo cosa comporta? Prima di tutto, iniziamo con una premessa:

Quattro tipi di Fattori Generatori di Energie Geopatogene

La ricerca nel campo della Geobiologia ha identificato, nel corso di decenni, molte Energie Sottili differenti, alcune delle quali possono definirsi sinergiche alla vita e particolarmente benefiche all’essere umano ed altre dannose. Queste ultime sono solitamente genericamente definite energie geopatogene. Le energie geopatogene possono avere quattro tipi di fattori generatori:

  1. Fattori Generatori Naturali o FGN
  2. Fattori Generatori Artificiali o FGA
  3. Fattori Generatori Biologici o FGB
  4. Fattori Generatori Psichici o FGP

Fattori Generatori Naturali (FGN): la rete H

I ricercatori sono soliti attribuire varie cause ai Fattori Generatori Naturali di Energie Geopatogene. Esempio:

  1. Nodi di Hartmann, provenienti dalle profondità della Terra
  2. Nodi di Curry, provenienti dallo spazio
  3. Faglie
  4. Acque sotterranee
  5. Cavità sotterranee
  6. Masse metalliche sotterranee

Nota bene: a parte i cosiddetti nodi di Curry, tutte le altre geopatie provengono dal basso.

Nella definizione di questi fattori utilizzeremo il condizionale poiché nella TEV Tecnica Energo-Vibrazionale, si utilizza un approccio pragmatico e semplice. Inoltre, alcuni di questi FGN non sempre sono validati dalle prospezioni geologiche e riteniamo debbano essere considerati come pure approssimazioni empiriche a fenomeni tuttora assai poco noti, se non nei loro effetti sulle persone. I nodi di Hartmann e di Curry sembrerebbero seguire determinate geometrie dette reti. Le reti più strette sarebbero quelle di Hartmann (dal nome del loro scopritore dr Ernst Hartmann dell’università di Heidelberg scomparso nel 1992, che, negli anni ’70 avviò uno sterminato lavoro di ricerca in merito a tali radiazioni) che avrebbero un passo di 2 m per 2.5 m che coprirebbe l’intero pianeta Terra e i cui nodi sarebbero simili a “colonne” verticali dello spessore di una decina di centimetri. La struttura della rete Hartmann (o rete H) sarebbe Nord – Sud e Est – Ovest. In realtà, è praticamente impossibile riscontrare una rete dislocata in tal modo, poiché è quasi sempre deformata da

  1. linee elettriche ad alta tensione i cui effetti possono arrivare fino a 1 km; trasmettitori televisivi; trasmettitori per telefonia cellulare; linee ferroviarie e tranviarie; radar
  2. anomalie sotterranee, quali corsi d’acqua sotterranei, faglie, cavità e caverne, falde freatiche, giacimenti di minerali, sacche di gas, masse metalliche, fogne;
  3. sorgenti di plasma.

La natura della rete H sarebbe di tipo elettromagnetico e questo sembrerebbe essere validato da ricerche recenti. Le ricerche più recenti ascriverebbero alla rete H una natura di onde gamma (ionizzanti) connessa alla ionizzazione di fondo.

I nodi della rete H non sembrerebbero essere dannosi in sé, ma sembrano piuttosto in grado di diventarlo quando si presentano accoppiati ad altri Fattori Geopatogeni come quelli appunto su elencati.

Fattori Generatori Naturali: la rete C

Un’altra rete sarebbe quella scoperta dal Dr Curry, che avrebbe una dimensione maggiore avendo un passo di circa 4,50 m e sarebbe orientata a 45° rispetto alla precedente. Anche i suoi nodi avrebbero una dimensione maggiore di quelli H: circa 50 cm. Anche la rete C sembra essere fortemente deformata dalla presenza di linee elettriche ed altri fattori di disturbo artificiali e da corsi d’acqua sotterranei e faglie ed altri fattori di disturbo naturali.

L’elemento fondamentale che distingue, comunque, le due reti è il seguente:

  1. I nodi della rete H provengono dalle profondità della Terra
  2. I nodi della rete C provengono dallo spazio.

Questa loro diversa provenienza ha effetti profondamente diversi sull’abitazione e sui suoi abitanti.

Fattori Generatori Naturali: le faglie

Le faglie sono fratture del terreno che fanno sì che possano entrare in contatto due tipi differenti di terreno. In presenza di acqua, essi possono trasformarsi in una gigantesca pila elettrica i cui poli si presentano in superficie ai due lati della superficie di faglia. Ovviamente non è tanto il campo elettrico che si genera ad avere effetti sulla persona, quanto piuttosto la formazione di plasma, ovvero di energia sottile connessa al campo medesimo.

La pila sarà più o meno potente a seconda dei terreni che si vengono a trovare in contatto. Inoltre, l’effetto della faglia sarà maggiore durante i periodi piovosi dell’anno e meno rilevante in quelli secchi.

L’altro elemento rilevante è l’energia cinetica contenuta soprattutto nelle faglie cosiddette transpressive, ovvero quelle determinate da un regime tettonico locale di tipo compressivo. Le faglie di tipo distensivo non sembrano avere avere effetti dannosi rilevanti.

In conclusione: le faglie transpressive (o compressive) sempre attivanti a causa dell’energia cinetica accumulata, ma gli effetti sull’uomo possono essere amplificati se ci si trova nella parte elettricamente positiva o attenuati se ci si trova in quella negativa. Inoltre, molto dipenderà anche dalla presenza o meno di acqua.

(SEGUE)


15 febbraio 2011 - Posted by | Domoterapia Sottile

12 commenti »

  1. Che dire……., se questa è la prima puntata, non oso immaginare quanto possa essere approfondita e dettagliata tutta l’analisi, oltre che essere interessantissima anche da un punto di vista prettamente didattico.
    Grazie, grazie davvero di tutto cuore, anche per quanto hai detto su questa “calda” terra.

    PS
    Non pensavo che in una analisi domoterapica si partisse da così lontano, geograficamente intendo!!! Questa TEV (che poi è come dire RZ) non finisce mai di stupirmi.

    Commento di Francesco | 15 febbraio 2011 | Rispondi

  2. Sono un amico/collega di FL e vivo anch’io nell’area da lei delimitata. Conosco solo da poco il termine “domoterapia”, ma solo grazie a FL. Conosco la casa di FL, e la cosa mi interessa particolarmente anche perchè abitiamo relativamente vicini. Proprio la scorsa settimana ho notato questi strani aggeggi distribuiti per casa e la cosa comincia ad intrigarmi. Premesso ciò e nell’a attesa dei successivi articoli su questo argomento le chiedevo quanto segue:
    1- Cosa delimita questa sorta di poligono?
    2- I segmenti trasversali alla risultante cosa indicano?
    Grazie

    Commento di Antonio | 23 febbraio 2011 | Rispondi

  3. Premetto che il tempo che ho avuto a disposizione in questo periodo non mi ha assolutamente permesso di continuare l’analisi della casa di FL, che in ogni caso mi riprometto di riprendere e terminare a breve termine, o almeno quando Kronos me lo permetterà …

    “1- Cosa delimita questa sorta di poligono?”
    Questo non lo so proprio, dovremmo chiederlo ai geologi. Da quanto posso arguire, si tratta di una zona geologicamente attiva, ma di più non saprei dire.

    “2- I segmenti trasversali alla risultante cosa indicano?”
    Un complesso sistema di faglie che è inutile andare a definire con precisione, poiché il nostro scopo non è certo quello di scrivere libri di Geologia. L’ho disegnato in quel modo proprio per dare l’idea della sua complessità.

    Benvenuto Antonio e salutami il simpatico FL.

    Commento di Roberto Zamperini | 23 febbraio 2011 | Rispondi

  4. Capito. Vedrò di chiedere a qualche amico geologo, ma che mi diano una spiegazione mi sembra arduo.
    Allora speriamo che Kronos ti conceda i suoi favori.
    Certo che te lo saluto, ma lui se non ha già letto poco ci manca.

    PS
    Mi verrebbe da dire: allora intercederò presso kronos per te, ammesso che sappia come fare!!!!
    E’ solo una battuta, Ciao e grazie

    Commento di Antonio | 23 febbraio 2011 | Rispondi

  5. Ave excelsior, siculorum te salutant.😉

    Come dici? Sto solo imitando in malo modo i Padri latini? Ti assicuro che è il massimo che posso offrire in questo campo……🙂🙂

    Commento di FL | 23 febbraio 2011 | Rispondi

  6. Per la serie le parole sono importanti, riformuliamo correttamente il tutto.
    Ave excelsior, siculi te salutant!

    Ad majora semper

    Commento di FL | 24 febbraio 2011 | Rispondi

  7. Non voglio allontanarmi molto dall’oggetto di questo post, ma si sembra di capire che l’analisi energetica e geobiologica di un’area geografica potrebbe spiegare la localizzazione e l’orientamento di alcuni siti archeologici. Mi vengono in mente il Duomo di Monreale (forse in zona minus rispetto alla linea di faglia disegnata da te) e ai templi di Agrigento, Segesta, Solunto (in zona minus) e Selinunte.

    Commento di FL | 5 marzo 2011 | Rispondi

    • Potrebbe essere utile, ma tu te li figuri gli archeologi che danno retta ad una cosa del genere? E’ più facile che l’acqua vada in salita, credimi.

      Commento di Roberto Zamperini | 6 marzo 2011 | Rispondi

      • Si è vero! Ma prima o poi questo stupido/positivista/poco lungimirante e ottuso paradigma scentifico cambierà. Lo sò, forse noi non ci saremo più, ma che importa, avrò soddisfatto la mia sete di sapere, e forse potrò dire di aver vissuto contento, portando nel cuore un pizzico di conoscenza in più.

        PS
        A proposito, pare che Partinico (la “Sjlva Parthenia”), sia attraversata da numerosi fiumi sotterranei, che si diriggono da est verso nord, nord-ovest, quindi a valle rispetto alla città. Non riusciamo a spiegarci le congestioni di tipo chimiche.

        Commento di Francesco | 6 marzo 2011 | Rispondi

  8. Salve, qualche giorno fa il mio amico FL in occasione di un pomeriggio trascorso insieme mi parla di “Domoterapia”. Non ne avevo mai sentito parlare, ma il modo e la passione con cui cerca di farmi capire mi coinvolgono subito ed eccomi qui a leggere gli articoli del blog del Sig. Zamperini ( Antonio non so se ci conosciamo ma il nostro amico FL “ha colpito ancora”🙂 ). Premesso che non conosco molto in materia e quello che so deriva da una semplice chiaccherata e dalla lettura di questo articolo, devo dire che l’argomento mi incuriosisce abbastanza. (Adesso passerò alla lettura del secondo articolo….)

    Commento di Gianc | 9 settembre 2011 | Rispondi


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