Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

I Giapponesi. Ma chi sono veramente?

Nell’articolo Il decalogo della difesa contro la radioattività sottile. Versione finale. (2) avevo invitato i miei Lettori a testare quella lampada (un larario?) postata sopra l’immagine dell’effetto Fukushima. Il senso dell’invito era duplice: da un lato il dolore della perdita di questa città che pure non conosco, così come non conosco il Giappone se non dai rari film che ne parlano (in gran parte USA, se si escludono i loro splendidi classici come I Sette Samurai) e dall’altro lato la percezione della straordinaria energia che qualcuno deve aver inserito in quell’oggetto sacro.

  • Orbene: l’energia del “larario nipponico” è semplicemente eccezionale;
  • si tratta di una teurgia (a me totalmente ignota) che riesce a “animare” gli oggetti con l’energia di quel chakra che noi della TEV chiamiamo Dan Tien;
  • non solo, ma si tratta del primo oggetto moderno a me noto animato e per di più animato con quel popo’ d’energia.

Incuriosito sono andato a ricercare altre immagini scattate da un signore che non conosco che usa come nick quello di  jondresner e del quale potete trovare altre pregevoli foto all’indirizzo

http://www.flickr.com/photos/98457282@N00

Questo signor jondresner deve aver molto viaggiato e deve aver visitato (ed amato) il Giappone.

Ed ecco quello che ho scoperto: quello postato non era un’eccezione, poiché molti oggetti sacri giapponesi sono animati, con lo stesso livello energetico e con la stessa energia del “larario” di Fukushima (Dan Tien).

Date un’occhiata e testate queste foto: come potrete percepire l’energia Dan Tien è “collocata” alla base della lampada-larario. Il suo livello è assolutamente eccezionale, degno dei miei amati Romani.

Non solo, ma provate a testare il Dan Tien di questi preti shintoisti. Sconvolgente! (Non tutti i preti fotografati dall’amico jondresner sono pari a questi). Che ne dite?

18 aprile 2011 - Posted by | Energie Sottili

17 commenti »

  1. Durante un viaggio in giappone lo scorso autunno, ho provato a testare molti templi (sia buddhisti che shinto) visitati, più di una decina.
    La cosa che mi ha stupito è come l’energia fosse molto alta in tutti, e che la maggior variabile fossero le congestioni portate dai visitatori (e quindi più visitatori, più congestioni) che però allo stesso tempo parevano essere ripulite a ciclo continuo. Probabilmente a causa della mia forte empatia con l’ambito vegetale, sentivo molto più “potenti” i templi shintoisti. Interessante é poi stato notare come i templi secondari, solitamente dedicati a divinità particolari, e gli altari shinto dispersi tra i boschi, a volte facessi persino fatica a testarli perché parevano in crescita continua. Lo stesso l’ho riscontrato presso gli alberi sacri che si trovano in vari luoghi del giappone e spesso attorno ad essi son sorti a seguito templi.
    Comunque il termine comune per le “lampade” di solito é 灯籠 tōrō (che in composti diventa dōrō) e sono illuminate a volte tramite lampadine e a volte con candele. Solitamente fuori dai templi si trovano in gran numero, se no molti le usano anche come semplice decorazione nei giardini. Originariamente servivano solo per illuminare i percorsi verso i templi, e spesso ognuna era comprata da una famiglia e dedicata in protezione della famiglia e degli antenati (e lo si nota in quelle che ancora hanno i rivestimenti in carta di riso, su cui scrivono il nome della famiglia stessa). Solitamente so che alcune vengono accese solo durante particolari feste o commemorazioni (e ce ne sono moltissime a livello di calendario).
    Comunque se non ricordo male, secondo il buddhismo giapponese i tōrō (in particolar modo quelli con la ricopertura ad ombrello di cui non ricordo il nome esatto, come quelli delle foto, per intendersi, che riprendono anche i principi delle edificazioni delle pagode) la forma dovrebbe stare a rappresentare gli elementi: alla base la terra, l’acqua sulla colonna, il fuoco dove porta la fiamma ed il vento ed il vuoto in cima.
    Comunque ricordo che per la tradizione popolare giapponese, qualsiasi oggetto con più di 100 anni prende vita (^_^)

    Commento di ameonna | 18 aprile 2011 | Rispondi

    • “spesso ognuna era comprata da una famiglia e dedicata in protezione della famiglia e degli antenati (e lo si nota in quelle che ancora hanno i rivestimenti in carta di riso, su cui scrivono il nome della famiglia stessa). Solitamente so che alcune vengono accese solo durante particolari feste o commemorazioni (e ce ne sono moltissime a livello di calendario).”

      Dunque, sono davvero dei larari.

      “per la tradizione popolare giapponese, qualsiasi oggetto con più di 100 anni prende vita ” Sembrano dei pitagorici!

      Commento di Roberto Zamperini | 19 aprile 2011 | Rispondi

      • Gli oggetti di 100 anni che prendono vita si chiamano tsukumogami. E’ interessante anche il fatto che si pensi che nessun oggetto che funziona ad elettricità lo possa diventare, in quanto questa li respinge.

        Commento di ameonna | 19 aprile 2011 | Rispondi

        • !!! Gli oggetti che prendono vita !!!

          E, con una simile tradizione, i Giapponesi hanno costruito le centrali nucleari da non so quanti megawatt? La centrale nucleare non prende vita, la toglie.

          Mai abbandonare la Tradizione.

          Commento di Roberto Zamperini | 19 aprile 2011 | Rispondi

  2. Il Giappone, antica nazione straordinaria che ha dato i natali a personaggi illustri. Chi sono i giapponesi? Difficile da rispondere. Che legami hanno con la Tradizione? Ancora più difficile da rispondere.

    La loro discendenza Iperborea si congelò per millenni e sopravvisse come antica conoscenza misterica e popolare, in un modo non dissimile da quanto successe in Scandinavia. La scintilla che riaccese questo primordiale Fuoco fu l’introduzione del Buddhismo, nel VI secolo, che ricollegò lo shintoismo animistico all’antica tradizione Iperborea. Se i Romani furono la forza agente, i Vedici la memoria cosmica, cosa furono (e sono) i Giapponesi? Come hai detto tu, Roberto, loro sono il Dan Tien della Tradizione.

    Essi sono il serbatoio di Energia Aurea che alimenta la tradizione. Il concetto di vita estremamente semplice e pura che è alla base del mos shintoista, si spiega in tal senso: così come è necessario avere un sistema energetico pulito per poter accogliere in tranquillità l’energia oro, così loro devono preservare uno stato di semplicità essenziale e pura per poter costituire il Dan Tien della Tradizione.

    Come si fa ad uccidere una creatura vivente? Distruggendone il Dan Tien giacché senza energia aurea nessuna cellula, e non solo, può sopravvivere. Osservate gli ultimi 70 anni di storia giapponese e capirete verso che direzione stiamo andando.

    Tenete duro, cugini di spirito, tenete duro fratelli giapponsi! Appoggiatevi alla sincerità che vi ha sempre sorretto. Che Izanagi possa ricongiungersi con Izanawi!

    Commento di Giovannone(VRRI) | 18 aprile 2011 | Rispondi

    • 1) Chi essere Izanagi e Izanawi? Noi non sapere, tu spiegare, altrimenti non gettare sasso e nascondere manina.
      2) Senza Energia Aurea forse le cellule possono sopravvivere, ma non il nostro rapporto col divino.

      Commento di Roberto Zamperini | 19 aprile 2011 | Rispondi

      • La tradizione shintoista narra che dal caos primordiale emersero delle divinità che diedero vita a due esseri divini Izanagi e Izanami, fratelli e compagni. Questi due esseri diedero ordine all’universo e concepirono numerose stirpi di divinità. Tuttavia Izanami morì dando vita alla divinità del fuoco (non ricordo il nome) e finì negli inferi. Rattristito, Izanagi andò nel mondo dei morti alla ricerca della consorte, ma la trovò trasformata in un demone perché aveva mangiato il cibo degli Inferi. Si scatena subito una terribile battaglia e alla fine Izanagi riesce a sfuggire alla terribile compagna e ritorna in superficie dove darà vita a nuove divinità (tra cui Amaterasu, la dea del Sole). Izanami, invidiosa, affermò che avrebbe ucciso 1000 persone ogni giorni, al che Izanagi risponde che ne avrebbe create 1500 al giorno. Fu così che ebbe inizio la morte.

        Si dice che quando i tempi saranno maturi, Izanami e Izanagi si ricongiungeranno.

        Questo è il poco che so.

        Commento di Giovannone(VRRI) | 19 aprile 2011 | Rispondi

  3. Allego questo post, credo possa essere interessante.
    http://www.youkosoitalia.net/2009/03/03/la-lapis-niger-e-le-porte-esoteriche-dei-luoghi-sacri/

    Commento di Frank61 | 19 aprile 2011 | Rispondi

    • Grazie mille Frank. Un post davvero molto interessante! Come tutto il Blog da cui è tratto.

      Grazie ancora

      Simon

      Commento di Giovannone(VRRI) | 19 aprile 2011 | Rispondi

  4. Intanto grazie per averci segnalato.

    Cogliamo l’occasione per segnalarvi alcune cose scritte:
    1)In giapponese si chiama “Tanden” è l’equivalente del cinese Dan tien
    2)Le lampade con luce descritte genericamente tōrō sono precisamente ishi-dōrō quelle delle foto sono chiamate “kasuga”
    3)Gli elementi esoterici presenti sulla testa della lampada sono chiamati Gorintō
    qui un nostro post per spiegare i dettagli
    http://www.youkosoitalia.net/2010/10/28/gorintolo-stupa-giapponese-dei-cinque-elementi-della-natura/

    a presto
    G&K

    Commento di Gianluca e Kanako | 20 maggio 2011 | Rispondi

    • Straordinario! I cinque elementi giapponesi corrispondono esattamente a quelli platonici! La stessa Tradizione Primordiale?
      Comunque benvenuti Gianluca e Kanako. Complimenti al vostro blog: molto bello. Lo studierò con calma …

      Quando volete scrivere qualcosa sulla cultura giapponese che abbia riferimenti con l’Energia, questa è casa vostra.

      PS: io non so praticamente nulla del Giappone e della sua cultura. So solo che da sempre l’ho sentito vicino. Inoltre, mentre detesto la cucina cinese (non fa per me) adoro quella nipponica. Chissà perché?

      Commento di Roberto Zamperini | 20 maggio 2011 | Rispondi

  5. Roberto, dovresti provare a guardare insieme a Julia, alcuni capolavori di Miyazaki. Sono film d’animazione, alcuni non adatti a una bimba di 7 anni (evita ad es. Princess Mononoke perchè molto crudo, ma ti divertiresti a guardarlo da solo) in cui l’autore inserisce molti spunti relativi alla cultura Tradizionale nipponica. Consiglio su tutti: La città incantata, Totoro e Ponyo sulla scogliera. I riferimenti presenti sono migliaia, ci troverai molti spunti che avvicinano le due culture tradizionali…

    Commento di Luna di carta | 20 maggio 2011 | Rispondi

  6. Abbiamo visto Ponyo sulla scogliera: molto bello.

    Commento di Roberto Zamperini | 20 maggio 2011 | Rispondi

  7. In qualche maniera Ponyo è quello più adatto ai bimbi, per quanto veicoli un messaggio preciso sulla sacralità della natura, che è il leitmotif di tutta o quasi la sua produzione. Ma ad esempio, in Totoro, il protagonista è il genius dell’albero di canfora, o ancora La città incantata è piena di riferimenti particolari che mi diverto a scoprire man mano che lo guardo. Che è come dire ridare ai bambini una visione precisa delle cose, meno materialista e più sottile, che è quel che fai anche tu in altro modo.

    Commento di Luna di carta | 20 maggio 2011 | Rispondi

    • Mi sono segnato i titoli che ci consigli. Appena possibile vado da Feltrinelli …

      Commento di Roberto Zamperini | 20 maggio 2011 | Rispondi

  8. ok, i giapponesi sarebbero un popolo speciale, eppure essi non sono dei Buddha (illuminati o risvegliati se preferite)…altrimenti sarebbero stati la prima potenza mondiale, ed invece non lo sono. In Giappone così come negli Stati Uniti vige la pena di morte…questo per rendervi l’idea della loro specialità…
    D’accordo che le loro radici ataviche siano speciali, ma è comunque bene evitare sentimenti quali esterofilia e xenofilia… Piuttosto, valorizziamo l’Italia e gli Italiani indipendentemente dalla religione cattolica !

    Commento di Mirko Miloro | 19 gennaio 2015 | Rispondi

  9. Sig. Miloro, lei è totalmente fuori contesto, e nulla ha compreso del punto di vista dal quale si è parlato nei precedenti interventi. Meglio sarebbe tentare di penetrare ottiche differenti prima di intervenire oppure astenersi dall’esprimere qualsivoglia parere piuttosto che farlo nel modo incongruo in cui ha voluto farlo lei.

    Commento di Lupo nella Notte | 19 novembre 2015 | Rispondi


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