Il blog di Roberto Zamperini

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Il Referendum sul nucleare non è morto: non facciamoci fregare

Il Governo ha fatto davvero dietrofront? O è solo una manovra perché sono terrorizzati dall’idea che questo Referendum potrebbe trainare una bocciatura dell’altro, sul legittimo impedimento. Adesso, statene certi, tutte le campane governative (e forse non solo governative) suoneranno a morte per il referendum sul nucleare e vi diranno che il 12 e 13 giugno è meglio andare al mare, tanto il nucleare in Italia è stato bocciato. Ma la verità è un’altra: QUESTA E’ UNA SOLENNE FREGATURA! 

Statene certi: dopo un anno ricominceranno a parlare di nucleare e la Prestigiacomo tornerà ancora a dirvi che lei farebbe i pellegrinaggi alle centrali nucleari per dimostrare che sono sicurissime (perché non comincia da subito? io avrei un primo sito da consigliare all’illustre ministra, Fukushima ed un secondo, Chernobyl) e faranno finta che niente sia accaduto. 

La domanda è: il Referendum è ancora possibile o è davvero morto? Non mi sembra sicuro che sia davvero morto. Una sentenza della Corte Costituzionale datata 1978, più precisamente la numero 16, in materia di Referendum abrogativi dice che “il tema del quesito sottoposto agli elettori non é tanto formato – in questa come in tutte le ipotesi del genere – dalla serie delle singole disposizioni da abrogare, quanto dal comune principio che se ne ricava”. E sempre la Corte Costituzionale aveva specificato anche che i Referendum non vengono a decadere, in caso di variazioni delle leggi, e che, se l’abrogazione parziale da parte del legislatore se non ottiene lo stesso risultato che si otterrebbe col referendum, allora non lo vanifica. (tratto da Giornalettismo) .

D’altra parte il ministro Romano ha sostenuto, non a caso!, che “Il programma nucleare è solo rinviato” e che il governo è concentrato nello sforzo scientifico “di approfondimento per il nuovo nucleare europeo”. Ma non sembra essere troppo tranquillo, se dice: ”I cittadini sarebbero stati chiamati a scegliere tra poche settimane tra un programma di fatto superato e una rinuncia definitiva sull’onda dell’emozione, assolutamente legittima, dopo l’incidente di Fukushima, senza però avere sufficienti elementi di chiarezza”. Cioè: aspettiamo di avere altri “dati scientifici” e poi ricominciamo da capo. E, tra un anno, se ne riparla …

A proposito:  l’Ucraina chiede aiuti ai governi per la realizzazione di un nuovo sarcofago sulla centrale nucleare di Chernobyl. L’Europa dovrà sborsare 110 milioni di Euro per la costruzione di un nuovo sarcofago al di sopra del quarto reattore. Perché? Perché il vecchio sarcofago presenta tracce di cedimento e non è più considerato affidabile. Se ne dovrà costruire un altro, alto la bellezza di 100 metri, che verrà fatto scivolare sopra quello vecchio. Insomma, il reattore esploso fa ancora tanta paura e si stima (lo dice Valery Pyatnitsky ministro ucraino per l’economia) che ci vorranno 500 anni affinché la zona intorno alla centrale risulti decontaminata. 

20 aprile 2011 - Posted by | Ambiente

4 commenti »

  1. E’ proprio come hai detto. Sono d’accordo
    con te, non facciamoci fregare e informiamoci
    meglio sulle cose. Buon pomeriggio.

    Commento di cacciatricedisogni | 20 aprile 2011 | Rispondi

  2. quanto sarebbe facile! i politici sono cialtroni e basta. Se fossero realmente convinti della sicurezza nucleare basterebbe che ognuno di loro firmi davanti ad un notaio la responsabilità civile e penale laddove ci fosse, dopo l’avvenuta installazione di una centrale nucleare. Basterebbe questo, ma siccome sono cialtroni nessuno lo farebbe! Se mi chiedessero se un pannello solare sia sicuro, io lo metterei nero su bianco; accetterei anche la remota possibilità che possa staccarsi dal tetto e cadere sulla testa di qualcuno, ma continuerei a confermarlo, farebbe parte del rischio (remoto). Quale politico farebbe altrettanto con il nucleare?

    Commento di Luigi Izzo | 20 aprile 2011 | Rispondi

  3. Ciao mi e’ arrivata questa mail da un’amica!!!
    Curioso!

    Fate girare per FAVORE. CIAO

    Le schede per i referendum NON VANNO SOVRAPPOSTE, hanno la caratteristica
    della carta carbone.

    METTENDOLE UNA SOPRA L’ALTRA…
    SI CORRE IL RISCHIO DI ANNULARE LE ALTRE MENTRE SI VOTA LA PRIMA.
    le studiano tutte!!

    Commento di davide | 9 giugno 2011 | Rispondi


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