Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

Il 2012, la “vera” fine del mondo e il crollo dell’Impero Romano

Tra bufale estratte dalla Bibbia degli ebrei o bufale estrapolate dalla Bibbia dei Maya, ogni giorno qualche Cassandra biblica predice una nuova fine del mondo. Il 21 maggio era stata prevista da un tale Harold Camping di professione reverendo , che ci assicura essere un grande conoscitore della Bibbia. Dalla Bibbia, il reverendo avrebbe tratto informazioni precise tramite l’ennesimo codice segreto da lui scoperto, secondo le quali il 12 maggio il buon Dio aveva decretato la fine del mondo. A proposito, ma Braden che fa? dorme? si fa scippare i codici della Bibbia e non dice niente? Niente copyright sui codici di Isaia? Sul fatto che il reverendo sia un grande conoscitore del libro sacro, io personalmente, ci credo sulla parola. Devo però notare che la sua scoperta del codice segreto nascosto nella Bibbia deve essere ancora messa a punto: la fine del mondo, il 21 maggio, non c’è stata. Magari si può rimandare al prossimo anno, ma, per carità, prima del fatidico 21 dicembre, data dei Maya, sennò mettiamo in concorrenza la Bibbia ebraica con quella Maya.

Comunque, state tranquilli che altri verranno e prediranno catastrofi, inondazioni, terremoti, tsunami con onde alte un chilometro, inversione dei poli, eccetera. Il 21 dicembre  2012? Ci sarà un salto della coscienza universale. Sai che botto, se saltiamo tutti insieme! Ma no, ci trasferiremo tutti, armi e bagagli, nella terza dimensione. Io preferirei restare dove sto. Posso? Però, nessuno tra i grandi conoscitori dei codici nascosti e segreti, gli apologeti della politica delle armi di distrazione di massa, ha sottolineato una cosa: in effetti si sta preparando la fine del mondo che sarà finanziaria, e che non è impossibile che avverrà proprio nel 2012. Una fine che non significherà la fine di tutti, ma solo la fine di tanti, di tantissimi. A meno che non ci diamo tutti una svegliata, ma di quelle storiche e cominciamo a scacciar via a calci in c…o i responsabili dell’immancabile futuro disastro. (NB: immancabile, se noi non ci muoviamo).

Date un’occhiata alle cifre… La Grecia sta ormai discutendo apertamente la sua uscita dall’Euro. Il fatto è che non è assolutamente in grado di ripianare i debiti con tassi d’interesse usurai a due cifre. Né i Greci vorrebbero vendere il loro Paese ai creditori, poiché si parla di vendere il Pireo e magari perfino l’Acropoli d’Atene! Pericle, che credeva di potersi gustare l’eternità nei Campi Elisi, sarà furibondo… Maria Damanaki, esponente del partito oggi al governo, ha detto: ”Sono obbligata a parlare apertamente: abbiamo la responsabilità morale di guardare al dilemma con chiarezza. O troviamo un accordo con i creditori in modo che il nostro programma di duri sacrifici abbia risultati, oppure torniamo alla dracma”. Insomma, quel che prima si discuteva solo nelle segretissime stanze della BCE è ormai oggetto di dibattito televisivo.

Ma non pensate che il resto d’Europa stia messo tanto meglio. Gli speculatori guardano con interesse crescente, fregandosi le mani all’idea di fare tanti soldini, al Portogallo, che versa in pessime acque, solo appena un po’ migliori di quelle della Grecia. Anche da loro, si discute come si potrà ripianare un debito colossale. E che dire della Spagna? Un Paese che, come la Grecia, sta affondando nella crisi finanziaria, con una disoccupazione giovanile a due cifre, che accende la voglia di rivolta degli indignados, un’intera generazione che si sente ormai senza futuro.

C’è poi l’Irlanda, furibonda perché è stata messa in ginocchio dalle banche, quasi tutte con sede a Londra e alle quali dovrà garantire il ripianamento dei debiti con soldi dati in prestito a tassi d’usurai da banche sempre con sede a Londra … Gli irlandesi, che erano visti come le tigri d’Europa, si stanno oggi chiedendo che diavolo sia loro successo. E si stanno guardando intorno alla ricerca di chi li ha fregati. Amici irlandesi, non guardate troppo lontano …

E l’Italia? Vi ricordate quanto ho scritto in un articolo intitolato Amici, l’Italia è sull’orlo del baratro, nel quale descrivevo uno scenario drammatico per noi Italiani, almeno se non vogliamo fare la fine della Grecia? Scrivevo:

“La linea che si sta consolidando a Berlino è quella di imporre un debito massimo pari al 60% del PIL. A Berlino si crede che, se deve essere Berlino a pagare i conti malsani degli altri spendaccioni, allora è giusto che sia Berlino che deve dettare le regole del gioco. Un’opinione difficilmente criticabile. Per l’Italia questo traguardo del 60% si tradurrebbe in una lunga serie di Finanziarie da 50 miliardi di Euro. E per lunga serie, si intende per almeno una decina d’anni. Questo significherà un impoverimento incredibile di tutti i ceti non ricchi del nostro Paese, un ritorno agli ’60, forse addirittura agli anni ’50. Molti di voi non erano ancora nati in quegli anni. Io, sì. E so com’erano”.

Adesso tutto è fermo perché si stanno aspettando i risultati delle amministrative ma, statene certi, subito dopo si parlerà di questo. Tremonti sta studiando una serie di finanziarie da 46 miliardi l’una. Nel frattempo, si continuerà a vendere ai francesi tutto il vendibile, comprese le spiagge, le montagne e i monumenti storici. (NB: questa non è una boutade. S’è discusso non solo di vendere le spiagge e i monumenti storici, ma perfino le montagne). Se vi siete scandalizzati perché i francesi si sono comprati Bulgari e Parmalat, non vi agitate perché il peggio deve ancora venire. I referendum sul nucleare del 12 giugno hanno, in realtà, un altro scopo. I referendum devono saltare perché si deve poter vendere l’acqua italiana ai francesi. E stessa sorte toccherà alla Edison e alla nostra politica energetica. Non ci credete? Date tempo al tempo. La nostra magnifica corte di politici ci sta cucinando per le feste, ma in salsa francese. O meglio: in sauce francaise. Niente paura se Pompei cade a pezzi, se Villa Adriana è uno scandalo internazionale: vendiamo tutto al franzoso che, statene certi, metterà tutto a posto e ci farà anche i quattrini che noi italiani non siamo stati capaci di fare. Conoscete il Museo della Civiltà Romana? No? Un peccato, perché è straordinario. Ne ho parlato in un articolo dove lamentavo il fatto che un simile museo fosse praticamente disertato dai visitatori. La soluzione? Semplice: lo vendiamo ai francesi, loro lo riempiono di visitatori, ci fanno tanti soldini e il gioco è fatto! Noi italiani? Possiamo fare i camerieri nel bar del museo. In tutti i musei francesi c’è sempre una splendida caffetterie. Ne mettiamo una anche al Museo della Civiltà Romana. Magari gli aggiungiamo: “e della Civiltà Gallo-Romana”. Sai, per ragioni di marketing… Così vendiamo i ticket direttamente da Parigi, da Disneyland.

E, se tutto questo, ancora non vi basta, date un’occhiata alla capitale dell’Impero: gli USA. Il debito lì è semplicemente stratosferico e non si va al default, perché la Cina, proprietaria di metà delle aziende USA, non lo trova ancora conveniente. Mentre qualche spiritosa agenzia internazionale di rating fa le pulci all’Italia e a qualche altro Paese messo male come noi, in molti si chiedono come farà il buon Obama a pagare, nel 2012 anno di scadenza, i titoli di Stato, le obbligazioni di grandi imprese e i “junkbond” per un importo che è oltre otto volte quelli erano scaduti nel 2010. Fatti i calcoli, si arriva alla cifra stellare di 155 miliardi di dollari. Sapete quale sarà la soluzione? Simile a quella che adopera il nostro illuminato governo a proposito dei limiti di inquinamento del mare, delle acque, dell’aria, della terra: si alzano i valori e tutto torna alla normalità e alla legalità. Altrettanto, negli USA, dove il debito pubblico americano ha raggiunto i 14.260 miliardi di dollari, il precipizio del default è ormai vicino: oggi è di 14.294 miliardi. La soluzione? Basta aumentare questa soglia, e il gioco è fatto. Sì, ma per quanto tempo?

Tempo fa, lessi un libro sul crollo dell’Impero Romano. Ciò che più mi sconvolse furono gli effetti sulla gente, effetti che si verificarono non in decenni, ma in mesi, se non addirittura in settimane: la morte della maggior parte delle persone. Le ricerche archeologiche ci parlano, ad esempio, di un’Italia che letteralmente si spopola da un anno all’altro. E dove sono andate tutte quelle persone? Sono morte. La fine di un sistema economico che dava benessere a milioni di persone, cadde e, come dice un amico, si ebbe il ritorno all’età della pietra.

Diamoci da fare subito o la stessa sorte toccherà a noi. Prendete a calci, amici miei, i raccontatori di favole, i venditori di sogni, gli esperti in televendite e, per prima cosa, il 12 giugno andate a votare e convincete tutti quelli che conoscete di andare a votare. Per il nostro futuro, per quello dei nostri figli e dei nostri nipoti. Non sarà sufficiente, sarà solo una prima mossa, alla quale dovranno seguire tante altre. Se non si comincia mai …

26 maggio 2011 - Posted by | Ambiente

26 commenti »

  1. caro roberto,

    alla base del baratro finanziario in cui stiamo precipitando sta la concezione stessa della nostra “civiltà”. senza mettere in discussione come questo mondaccio cane viene concepito, a partire dalla religione e dalla visione dell’essere umano, coloro che lo gestiscono a nostro detrimento non saranno mai sfiorati, e ci contìnueranno a mungere come vacche.

    la speranza di uscire dal tunnel senza rendersi conto che di fatto si è in una gabbia creata dagli affabulatori di folle, dove tutto quello che la gente pensa di sapere è FALSO, è zero.

    Commento di mario puccioni | 26 maggio 2011 | Rispondi

    • Sì, ma intanto andiamo a votare.

      Commento di Roberto Zamperini | 26 maggio 2011 | Rispondi

    • Andare a votare direi che è molto importante (io tornerò dalle ferie apposta per farlo) e confesso che sul 2012 ho molta confusione in testa. Che sorpresa ci avranno preparato i nostri amici muratori per il 21 dicembre 2012? C’è perfino chi sostiene che quella data è nata proprio da li…

      Commento di Giovanni Brogi | 26 maggio 2011 | Rispondi

      • Già. Sta’ attento tu, o figlio di un matematico (e tu stesso lo sei)! L’occhio del Grande Geometra ti segue ovunque.

        Anche al cesso.

        Commento di Roberto Zamperini | 26 maggio 2011 | Rispondi

        • ahahah vero, potremmo iscriverci tutti in massa a qualche loggia😀

          Commento di Giovanni Brogi | 26 maggio 2011 | Rispondi

        • No lodge, no doomsday.

          Commento di Roberto Zamperini | 26 maggio 2011 | Rispondi

  2. “Sì, ma intanto andiamo a votare.”

    ha senso solo votare i referendum
    il resto è solo tifo politico

    Commento di Daniel | 26 maggio 2011 | Rispondi

    • Anche io parlavo del referendum. Ma chi è che, con un minimo di consapevolezza, riesce ancora a tifare politicamente per uno schieramento qualunque esso sia? Forse che scegliamo i nostri rappresentanti? Le facce che siedono in parlamento sono davvero state scelte da noi?

      Commento di Giovanni Brogi | 26 maggio 2011 | Rispondi

      • Certo che no, ma la chiamano “democrazia”. Qualcuno mi sa dire che significa?

        Commento di Roberto Zamperini | 26 maggio 2011 | Rispondi

  3. Rispondo al tuo bellissimo articolo con una proposta ed una breve lettera di una amica per tutti coloro che hanno a cuore il desiderio di una azione….eppoi basta politica!

    Premesso che ognuno in questo gioco farà il suo “mestiere” e quindi i poteri che vogliono questo crollo infiltreranno, devierano, delegittimeranno e inquineranno ogni azione (o almeno tenteranno di farlo…han molta esperienza…anche sottile e lo sappiamo)…premesso questo , il “tentativo” è sempre stata l’arma del successo umano!

    Lettera:
    Ciao a tutti!
    Da anni insieme ci siamo incontrati in piazza x ribellarci a questo sistema violento e inumano.
    Oggi la rivolta degli indignati spagnoli arriva per le strade in italia, rivoluzione etica e non violenta.
    Credo che questo può essere il nostro momento!!!!!!
    Se sapremo cavalcare questo fenomeno e farlo diventare quella rivoluzione nonviolenta che tanto sognamo, dipende da noi! Dal fatto che parteciperemo, da quanta gente coinvolgeremo, da quanto veramente desideriamo un cambiamento reale x noi, x le persone a cui vogliamo bene, x tutti!
    Personalmente in quest’ultimi mesi, la vita personale mi ha tenuto un po’ lontana dal desiderio, seguito dai fatti, di “fare la mia parte”, quindi capisco bene chi penserà: “ma io ho tante cose da risolvere, non ho tempo e poi chi mi dice che non resterò deluso ancora?!” però ci tengo a dirvi secondo la mia esperienza, che quando ritrovi il “senso”, quando ti rimetti nella mischia, quando unisci personale e sociale anche i piccoli grandi problemi vanno meglio!
    L’unione della gente può davvero piccoli grandi miracoli!
    Può risolvere problemi economici, affettivi e pratici!

    ci sono in programma tre appuntamenti

    roma colosseo ore 19, venerdì 27

    roma piazza san giovanni ore dalle 17 domenica 29 maggio , si sta pensando
    di dormire in piazza!!!

    firenze piazza della signoria ore 20, venerdì 27

    ci sono già le pagine facebook per le città di milano roma e firenze gli
    appuntamenti vengono lanciati da lì
    Io ci credo e mi pare troppo interessante x non partecipare!

    Ci vediamo in piazza?

    Un grande grande abbraccio a tutti voi miei cari amici!🙂

    Cecilia

    http://democraziarealeora.it/tag/roma/

    su facebook

    http://www.facebook.com/event.php?eid=212131188810314&ref=notif&notif_t=event_invite

    Commento di Maurizio-Lila72 | 26 maggio 2011 | Rispondi

    • Su una cosa non sono affatto d’accordo con te, Maurizio, con quel tuo sbagliatissimo incipit “basta con la politica”. La parola d’ordine, caro amico, deve essere esattamente il contrario: “Rivogliamo la politica, che ci avete sequestrato, che ci avete scippato”. La politica – dice Wiki – “secondo un’antica definizione scolastica, è l’Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca (da polis “πόλις”, città), si applica tanto all’attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all’accesso all’attività di governo o di opposizione”. E’ una delle arti più importanti, forse la più importante. In altri tempi, con la politica (e la forza militare che dalla politica nasce) altri uomini difesero il mondo occidentale, pagando spesso con la vita. Quelli erano i nostri Padri.

      Ai miei tempi, nel ’68, c’era un detto (uno dei pochi davvero buoni) che era: “Il potere è di chi se lo prende” e il potere si prende con la politica. Per ultimo, Maurizio, ricorda che se la politica non la fai tu, la fa qualcun altro per te e si prende il potere.
      Con i risultati che si vedono..

      Commento di Roberto Zamperini | 26 maggio 2011 | Rispondi

  4. Ciao Roberto,
    sono perfettamente d’accordo con la tua attenta analisi, il crollo economico è ormai inevitabile, ma ti dirò che per un certo punto di vista io non vedo altra strada, non se ne può più di vivere in questo modo, alla sola rincorsa dei soldi perchè si è parte di un sistema che ogni giorno ti presenta qualcosa di nuovo da pagare! Stavano meglio i miei nonni negli anni 50 con il pollaio un pezzo d’orto e una motoretta x spostarsi. Almeno loro “vivevano” la loro vita, io arrivo a fine settimana e mi chiedo se ci faccio o se ci sono, immancabilmente stanca morta con alle spalle una settimana che non ho visto ne vissuto e con il solo e unico pensiero che sono riuscita a pagare il leasing, un fornitore piuttosto che un altro, il finanziamento della banca, l’affitto del negozio, la bolletta del gas stratosferica, quella dell’acqua che peggiora ogni volta, ecc. ecc. ….. Mi sono letta (con molta calma) il Fattore maya, e alla fine del libro quello che mi pare di capire è semplicemente quello che tu hai scritto! Perciò o ci decidiamo a rimediare quel poco che si può rimediare, per esempio andando a votare il 12-13 giugno, altrimenti sarà un disastro totale. Qualcuno dice che è pericoloso in questo momento accendere mutui per comprare casa, tu cosa ne pensi?

    Commento di Roberta | 26 maggio 2011 | Rispondi

    • Da quanto scrivi, mi sembra di capire che hai un’azienda, piccola ovviamente. Non quella della Marcegaglia. Io non sono un economista, ma solo uno che ha vissuto e visto un certo mondo, una certa Italia e adesso vivo e vedo questo mondo e questa Italia. E faccio la differenza. E penso in che mondo e in che Italia dovranno vivere i miei tre figli. E mi viene a giorni lo scoramento, a giorni l’indignazione.

      Oggi avere un’azienda come l’hai tu, Roberta, vuol dire essere spremuti come limoni, così come essere lavoratori dipendenti vuol dire quasi non esistere, non avere diritti di esistenza. Io non ho ricette e parte di quello che scrivo nasce dai suggerimenti e informazioni da parte di amici che ne sanno più di me e che stanno in posti dove si dicono le cose che contano… Tutto qui. Quindi non ho ricette, se non: diamo un’occhiata a Puerta del Sol, dove certi giovani e non solo giovani hanno trovato un nome bellissimo: INDIGNADOS. Quand’è che noi ci chiameremo INDIGNATI? Io credo che anche in Italia sia arrivato il momento dell’indignazione.

      Commento di Roberto Zamperini | 26 maggio 2011 | Rispondi

      • Si il mio è un piccolo centro estetico, sai sono arrivata al tuo blog dopo aver letto un tuo libro che mi ha prestato il mio medico…. avrei tane cose da chiederti su energie sottili e movimenti che si percepiscono sempre più in questo ultimo periodo, allora ho iniziato a leggere qua e la i tuoi interventi che non sempre capisco, faccio fatica a capire da dove iniziare, c’è così tanto materiale…

        Commento di Roberta | 26 maggio 2011 | Rispondi

  5. Potrei stare per dire una cosa che tu hai già detto o forse scontata per alcuni…ma ho poco tempo questi giorni e non riesco a leggere gli articoli interi o tutti i commenti…cmq secondo te c’è un collegamento tra gli articoli sui sigilli e questo???

    Commento di Maurizio | 26 maggio 2011 | Rispondi

    • Se per “questo” intendi la crisi che tutta l’Europa (e non solo l’Europa) sta vivendo, e certo che c’è! La crisi è generata dagli stessi che generano legami e sigilli. Ma non mi far dire oltre … Ho parlato pure troppo!

      Commento di Roberto Zamperini | 26 maggio 2011 | Rispondi

  6. Se falliscono, gli stati, ci deve essere qualcuno che riscuote i debiti. Una specie di polizia alla ‘recupero debiti’, gia’ in opera e pronta ad intervenire.
    Cosi’ significa che e’ tutto pronto da un bel pezzo. Poche chance per noi …..
    Ma non e’ solo questo …. deve essere tutto in collegamente come, caro Roberto, ci fai capire. Tutto connesso. E ci debbono essere le prime avvisaglie …da vedere e scoprire.
    Aprire gli occhi!

    Commento di loveitwell | 27 maggio 2011 | Rispondi

  7. io credo che il problema essenziale della politica stia nel fatto che è difficile trovare un personaggio di peso(inteso come carisma) disposto a rischiare la propria pelle e poi …oggi la classe politica non può sputare sul piatto dove mangia , e mangia bene .

    Commento di giuseppe | 27 maggio 2011 | Rispondi

  8. Anche tu però in quanto a profezie apocalittiche non sei male.
    Simpatico.

    Suz

    Commento di Suzanne Kijko | 27 maggio 2011 | Rispondi

  9. Caro Roberto, hai un messaggio email e ti prego di leggerlo…🙂

    Commento di Barbara | 27 maggio 2011 | Rispondi

  10. “Su una cosa non sono affatto d’accordo con te, Maurizio, con quel tuo sbagliatissimo incipit “basta con la politica”

    Era una battuta Roberto :)) ah ah ah
    da quando ti conosco hai sempre detto che non avresti parlato di politica e spiritualità ma…….😉

    Avere a cuore il proprio futuro, mettendo in moto azioni è politica! io quella faccio ^_^

    Commento di Maurizio-Lila72 | 28 maggio 2011 | Rispondi

    • Allora, OK!

      A proposito del non parlare di politica: un conto è la politica, un conto i “partiti”.

      A proposito del non parlare di spiritualità: un conto è la spiritualità, un conto la “spiritualità”.

      Purtroppo le parole sono spesso bugiarde.

      Commento di Roberto Zamperini | 29 maggio 2011 | Rispondi

  11. Non sono Nostradamus ma forse Vostradomus, si perché ritengo che entro un anno si venderanno molte meno case con un crollo del sistema dell’indebitamento. Ma andiamo con ordine. Un grande gruppo immobiliare italiano, (forse il maggiore) ha accusato una perdita del 50% dl fatturato da quando è entrata una direttiva che impone il controllo della veridicità della documentazione reddituale per richiedere un mutuo. Ebbene le banche hanno scoperto che circa il 50 % della clientela del gruppo in Franchising “taroccava” le buste paga per risultare buoni clienti. Grazie a questo controllo, migliaia di persone non hanno potuto comperare la casa dei loro sogni. Fra poco tutte le banche italiane si avvarranno di tale controllo, e voilà (alla Francese) ci sarà una forte diminuzione di acquisti che indurrà ad un crollo mostruoso delle compravendite immobiliari e quindi il bene che per tanti anni ha dato una stabilità al mercato, verrà meno. Si troveranno case a prezzi stracciati o meglio al loro prezzo naturale non inquinato dalla speculazione.
    Chissà, forse i Francesi potranno comprare oltre i nostri monumenti, le montagne, anche le nostre case. Un saluto da Vostradomus, al secolo Biogigi

    Commento di Luigi Izzo | 30 maggio 2011 | Rispondi


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