Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

Uno strano Cleanergy che non ama l’umidità

La storia comincia nel 2010, in pieno inverno, nell’estremo sud della penisola, più giù di Taranto. Piove e fa freddo (ma chisto nu è ‘o paese d0’ sole?). Sono stato invitato a visitare un … convento di clausura! Il fatto è che alcuni screanzati hanno ripetutamente messo in circolazione la voce (infondatissima!) che il Cleanergy assorbirebbe l’umidità! Roba da farsi crocifiggere da entrambi gli Angela, padre e figlio!

Il fatto è che tale voce è stata inopinatamente accolta da un caro amico, illustre medico di quelle parti, che l’ha riversata pari pari ad un suo conoscente, imprenditore e proprietario di un’importante azienda di impianti idraulici della zona. Sapete com’è laggiù nel sud: non puoi dire di no. Sarebbe uno sgarbo. E quindi ho accettato di visitare il convento di clausura, anche perché la cosa, lo ammetto, mi incuriosiva.

Ma andiamo per ordine. Chi fu il responsabile di tale inattendibile voce? Bene, lo confesso: fu io stesso, ahimé, anche se non avevo affermato nessuna certezza, solo una flebile congettura. Ecco come sono andate le cose: quando, nel lontano 1999 – 2000, Sonia ed io stavamo per acquistare il nostro piccolo studio, la banca che ci dava il mutuo mi obbligò a firmare una carta in base alla quale mi impegnavo a fare imponenti lavori di isolamento, soprattutto in una stanza dello studio. Già, perché  un’immensa macchia di umidità (lo studio è a pian terreno) campeggiava in tutta la sua gravità. Io firmai, iniziammo i lavori di imbiancatura e poi … mi scordai della macchia.

Dopo più di un anno, non ricordo se io o Sonia, ce ne ricordammo: e la macchia? Niente macchia, niente umidità. Tutto sparito. Ma anche niente lavori di isolamento! Dunque, che pensare? Cosa era intervenuto, nel frattempo? Solo il Cleanergy, o, per essere più esatti, i Cleanergy, perché ne adoperiamo molti tutti insieme. Che i Cleanergy abbiano assorbito l’umidità? Ma non diciamo sciocchezze: il Cleanergy lavora a livello sottile – sta scritto per ogni dove del sito del CRESS – e l’umidità non è certo un fenomeno sottile! Fu così che la voce giunse fino all’amico illustre medico pugliese e da lui fino all’imprenditore di apparati idraulici e da lui infine a tale signor Francesco, suo dipendente e amico delle suore di clausura. Francesco, con spirito di servizio, aiuta le povere sorelle come può: lavori di muratura, di idraulica, eccetera.

Quando entrai nel convento, dedicato a Santa Chiara, mi resi conto subito di tre cose: il convento è davvero enorme, non c’è il riscaldamento e l’umidità è pazzesca. Le suore non hanno i soldi neppure per mangiare, figuriamoci per comprare un impianto serio di riscaldamento e meno che mai per un impianto per la deumidificazione. Aiutati da una giovane suorina di nome Paola, scegliemmo la stanza più fredda e umida di tutto il convento: lì avremmo messo il futuro Dry Cleanergy. Promisi che sarei ritornato entro pochi mesi, che avrei portato un prototipo sperimentale e tutto gratuitamente. Ho pensato che le preghiere di quelle povere suorine male non avrebbero fatto e, come diceva mia madre, hai visto mai che il paradiso esiste veramente? In tal caso, Sonia ed io potremmo presentarci a San Pietro con qualcosa in mano (per la verità, non sarebbe l’unica!).

Passano tre mesi e ai primi di aprile 2011, ritorno nel convento. Il tempo, nel solatio sud d’Italia, è freddo e piovosissimo. Da un lato me ne dolgo perché, se fossi rimasto a casa mia a Roma, sarei stato meno bagnato, ma dall’altro ne sono felice, perché è il tempo migliore per la sperimentazione. Collochiamo il Dry Cleanergy (la pessima abitudine di chiamare le cose del Cleanergy nella linguaccia angoloide continua!) in un certo punto dello stanzone a suo tempo scelto e poi si riparte per Roma.

Siamo ritornati ancora al convento di Santa Chiara intorno a Natale, per verificare cosa sia successo nei mesi trascorsi. Le suore ci accolsero con grandi sorrisi. Suor Paola era addirittura raggiante. Francesco ci mostrò i dati che stava raccogliendo: nello stanzone la resistenza dei muri era cresciuta (più c’è umidità e più è bassa) e l’umidità era … praticamente scomparsa. L’igrometro segnava un fantastico 1%! Le suore affermarono addirittura che l’effetto del Dry Cleanergy si poteva sentire in tutto il convento. Non solo, ma, a loro dire, era cambiata perfino l’atmosfera psichica del convento: si pregava meglio e ci si sentiva più rilassati. Con Francesco stabilimmo altri quattro punti su cui intervenire, compresa la chiesa interna in cui l’umidità è talmente tanto forte, che le suorine non riescono a restarci per più di un’ora.

Questo è quanto. Io non ci credo ancora, fedele al principio che il Cleanergy emette energia sottile e l’umidità è materia densa. Ma questi sono i fatti. Io sono un teorico e, si sa, i teorici sono celebri per le loro cantonate. Se vi interessa vi terrò informati …

3 gennaio 2012 - Posted by | Cleanergy, Sperimentazioni

15 commenti »

  1. Il Cleanergy all’interno di un covento di clausura con chiesa annessa???!!!!
    Don Camillo e Peppone che si stringono la mano…….!😀😀
    Questa è una NOTIZIONA!

    Commento di Francesco | 3 gennaio 2012 | Rispondi

  2. Ciao Roberto, perdonami ma immagino che avendo modificato la composizione del Cleanergy in modo tale da farlo diventare “Dry” tu sapessi già dove andare a “colpire” o sbaglio? Questo non ti rende già nella condizione di sapere esattamente in che modo avviene la relazione?
    La curiosità mi pervade!!
    Saluti e buon inizio anno!!!

    Commento di Nevio | 3 gennaio 2012 | Rispondi

    • Bravo Nevio! Proprio così. Se ricordi quanto detto, anche se molto sommariamente circa lo Spazio Sacro, noi siamo potenzialmente (potenzialmente, perché poi le cose bisogna saperle fare IN PRATICA! ah ah ah!) di gestire sia i Sette Raggi, sia i Quattro Elementi. Dunque, cos’è il Dry Cleanergy? Null’altro che un R6-Aqua; R2-Focus; R2-Terra; R2-Aer. Insomma: succhia Aqua e butta fuori il resto.

      Anche io sono pervaso dalla curiosità: il Cleanergy (Dry o non Dry) può agire sulla componente sottile di Aqua (già l’elemento è sottile), ma l’umidità, fino a prova contraria, non lo è affatto. A conti fatti, s’è visto che questo benedetto Dry Cleanergy (benedetto anche dalle suorine!) aspira allegramente quella che io chiamo “energia-acqua” e che, fino a ieri, consideravo manifestazione puramente sottile.

      Non ti nascondo che il Dry Cleanergy (ammesso che in futuro dimostri realmente di essere in grado di eliminare l’umidità) mi fa venire molti mal di pancia. Però lo amo.

      Augurissimi anche a te!

      Commento di Roberto Zamperini | 3 gennaio 2012 | Rispondi

      • “Dunque, cos’è il Dry Cleanergy? Null’altro che un R6-Aqua; R2-Focus; R2-Terra; R2-Aer. Insomma: succhia Aqua e butta fuori il resto.”
        Scusami se salto di palo in frasca, ma allora l’AgroCleanergy è un R2-Terra e R2 Acqua?

        Commento di Francesco | 4 gennaio 2012 | Rispondi

  3. “Non ti nascondo che il Dry Cleanergy (ammesso che in futuro dimostri realmente di essere in grado di eliminare l’umidità) mi fa venire molti mal di pancia. Però lo amo.”

    Spero lo dimostri presto perché anch’io sono disposta ad amarlo!
    Io e la mia casa che fa acqua da tutte le parti!😀

    Commento di Simona | 3 gennaio 2012 | Rispondi

  4. Io ho l’abitudine di lavarmi i capelli tutti i giorni e poiche’ il phon li rovina li lascio asciugare dopo averli strofinati con un asciugamano di microfibra e praticamente metto i cleanergy sui capelli umidi , rischio i raffreddore per la bellezza dei capelli che per fortuna non mi ‘ mai venuto ma il cleanergy ha sempre funzionato sui capelli bagnati. Se non funzionava mi dispiaceva perche’ avrei dovuto prendere l’abitudine di asgiugarmi i capelli, non copiate i miei trattamenti di bellezza. Comunque il cleanergy mi e’ caduto tante volte nell’aqua e funziona benissimo. Poi io lo uso come vi ho detto,stranezze di donne da non imitare sui capelli umidi magari a volte coperti a una crema per capelli e funziona benissimo. Leggendo il libro Fisiologia Sottile n.2 sto colmando le mie lacune sulla fisica.Il problema Darwin che e’ sempre stata la mente che ammiro di piu’ mi fa un po’pensare. Devo riflettere, anche se c’e’ collaborazione c’e’ sempre evoluzione mi viene da pensare. Devo riflettere.Saluti da Paola Greco

    Commento di Paola Greco | 3 gennaio 2012 | Rispondi

  5. Roberto, questa cosa è fantastica! ( come tante altre che stai portando avanti😉 )
    Secondo la Medicina Cinese, abbiamo anche un’umidità interna che può essere creata sia da stimoli esterni (alimentazione troppo ricca di carboidrati, latticini, dolci e zuccheri, ma ancha stagionali, situazioni di vita stressanti ) sia da processi interni ( costituzione, atteggiamento mentale, disarmonia biochimica ed energetica del corpo).
    Il mio pensiero và all’applicazione del Dry Cleanergy sulla persona.
    Pensa all’applicazione in situazioni nella quale vi è un eccesso di umidità: cellulite, ristagno di liquidi, allergie, catarro delle vie respiratorie, cisti, gastroenteriti,colite, artrite, etc..
    Al contrario della stanza dove l’umidità è stata portata all’1%, nel corpo togliere completamente tutta l’umidità creerebbe disarmonia, perchè un certo quantitativo è fisiologico e ci deve essere per l’equilibrio dei processi ( per cui andrebbe inserito “l’informazione di equilibrio con gli altri elementi” ).

    Inoltre, quando la persona ha un’eccesso di umidità, a livello mentale, tende a mettere in atto processi che manifestano pigrizia, lentezza psichica, rigidità, rimuginazione, pensieri circolari e ossessione.
    Da questo ne viene che:

    “Le suore affermarono addirittura che l’effetto del Dry Cleanergy si poteva sentire in tutto il convento. Non solo, ma, a loro dire, era cambiata perfino l’atmosfera psichica del convento: si pregava meglio e ci si sentiva più rilassati.”

    è la conferma che anche dal punto di vista dei concetti della MTC, il Dry Cleanergy funziona sull’energia umidità in maniera concreta!!!!

    Grande Roberto e Grazie!

    Commento di Rolando Dini | 6 gennaio 2012 | Rispondi

  6. Ottimo, non è una novità che già il valoroso Midi MK14.02 contrastava bene l’umidità dei muri:
    lo avevo sperimentato sia piazzandolo su una parete della camera, che non ha più avuto macchie di muffa …
    che sul mitico BioPlasmoide, che ha campeggiato per qualche anno acceso in cantina, idem come sopra, oltre ad eliminare quell’aria “di chiuso”

    Certo, l’approccio mirato abbinato all’impiego di Spazio Sacro, 7 Raggi e 4 Elementi, non può essere da meno
    Quello che lascia piacevolmente sorpresi, parlo per me, è ancora una volta l’incredibile efficacia!!

    Pura follìa di noi sperimentatori Sottili … eppur si muove!!😉

    Commento di SkyLuke | 8 gennaio 2012 | Rispondi

  7. Gentile Roberto, da neofita le chiedo:
    Clear Energy come può essere utlizzato nel rapporto convivenza “malato” padre e figlia?
    Le spiego: per ora vivo con mio padre, ha subito molti traumi ( un lutto dietro l’ altro tra cui quello di mia madre). Ora la sua perspnalità è sempre stata quella dell0 accumulare oggetti trovati ovunque, e mi trovo non in una casa ma in un letterale MAGAZZINO/ officina, aggiungendo che credo il suo stato energetico sia pessimo viste le continue imprecazioni.
    Come potrebbe agire clear energy su di lui?ha avuto esperienze simili?
    la ringrazio.

    Elisa

    Commento di Elisa | 21 febbraio 2012 | Rispondi

    • Mi dispiace, ma temo che il Cleanergy non possa proprio far nulla per suo padre. Il suo è un comportamento compulsivo del tipo Sesto Raggio (quelli che accumulano, spesso perché ritengono che la vita non li abbia compensati abbastanza) e, visti i traumi che il poveretto ha subito, non c’è da stupirsi che stia così male. Le consiglierei piuttosto di occuparsi di lei stessa e della sua salute sia fisica, sia psichica.
      Auguri vivissimi!

      Commento di Roberto Zamperini | 21 febbraio 2012 | Rispondi

  8. Gentile Roberto, perfortuna lo sto facendo da anni, ossia “preservare me stessa”.
    Sono nel campo appunto sia “energetico” che diciamo formativo personale da anni, ma purtroppo delle volte lo guardo e vorrei poterlo aiutare, perchè un mio caro amico nonchè persona che mi ha fatto conoscere clear energy mi disse che non possiamo agire certo sul libero arbitrio delle persone, ma sul sistema si.
    Per un attimo ho avuto un bagliore di felicità nel poter pensare, che l’ utilizzo di clear energy potesse influenzare l’ ambiente casalingo e a sua volta mio padre stesso.

    Non le voglio rubare ulteriore tempo, ma secondo lei potrebbe esserci qualcosa ( strumento e mezzo) che potrei provare ad applicare all’ interno della casa per sperimentare eventuali variazioni di ambiente quindi comportamentali stesse?

    la ringrazio infinitamente per la sua gentilezza.

    Elisa

    Commento di Elisa | 21 febbraio 2012 | Rispondi

    • Forse qualche operatore in gamba potrebbe aiutarti, senza farti perdere tempo e denaro inutilmente. In quale città abiti?

      Commento di Roberto Zamperini | 22 febbraio 2012 | Rispondi


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