Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

Dalle Leggi universali della manifestazione alla libertà personale (7)

Walter Arrighetti in un suo commento mi scrive molte cose. Rispondo solo ad una di queste:
…  ci sono grandi Leggi obiettive, indipendenti dal nostro sentire di coscienza? Che ne so… la legge di Gravità, le Ottave, E=mc2…oppure “Più dai più ricevi”, ecc? La cosa mi ha sempre incuriosito da quando mi parlasti di Latino e inglese, di quanto sono reciprocamente potenzianti e depotenzianti per un italiano e di quanto ci si faccia del male inzeppando il linguaggio di americanismi. Mi sono sempre chiesto: “e io che faccio formazione e aggiornamento in inglese” sono depotenziato e non me ne accorgo, oppure ho uno stato di coscienza tale che il fenomeno mi prende di striscio? E’ una verità che non riguarda le Mie Leggi? E per dirtela tutta, una volta per tutte… Sentirsi nel profondo più o meno Aristocratici, in senso ampio, o Popolari, non è forse un sentire della coscienza?

Walter, la realtà manifesta esiste perché c’è almeno una coscienza (o, ciò che è lo stesso, un sentire di coscienza) che la contempla, la percepisce, se vuoi la sente (da cui il sentire nelle sue varie manifestazioni, dal sentire d’essere, d’esistere, al sentire la Realtà). Non esiste un Universo senza che ci sia un solo essere senziente che percepisce quell’Universo. Le Leggi che tu citi (che so, E=mc2) sono il risultato di tre Grandi Leggi o di tre di gradi ordini di libertà, che sono anche i limiti della nostra capacità di modificare la Realtà:

1) PRIMO ORDINE DI GRADI DI LIBERTA’: le Leggi che governano la Realtà manifesta devono essere coerenti tra loro. Che so, un fisico ti spiegherebbe (io no!) che la carica dell’elettrone deve essere coerente con la massa del protone e la massa del protone deve essere coerente con lo spin di una certa particella e così via. Insomma, potremmo dire che ogni Universo deve essere auto-coerente. Coerente con se stesso e con tutte le Leggi che lo governano. Ogni Legge della Realtà manifesta deve essere coerente con tutte le altre, altrimenti quell’Universo non esiste. Un Universo, per esistere, deve essere uno smisurato Quarto Raggio: tutto in equilibrio e in coerenza con tutto il resto.

2) SECONDO ORDINE DI GRADI DI LIBERTA’: Quell’Universo, come dicevo, deve essere sentito, percepito da almeno una coscienza. E’ un discorso che la Fisica e il resto delle Scienze fanno fatica a digerire, anche se poi parlano del gatto di Schroedinger che è vivo e morto nello stesso tempo chiuso com’è nella scatola dove un gas velenoso sarà liberato solo se un atomo radioattivo si scinderà oppure no. Se l’atomo si scinde il gatto muore, se non si scinde vive. Ma solo aprendo la scatola sapremo se il gatto è vivo o morto. L’osservazione è in grado di dargli la vita o la morte. (Si noti bene, che questa non è follia filosofica, questa è la scienza moderna, la Fisica). Ne sorge l’inevitabile conclusione che l’osservazione della realtà modifica la realtà stessa (loro dicono: l’osservazione fa collassare la funzione d’onda, che è un modo molto scientifico per dire la stessa cosa, ma nello stesso tempo non dirla  e così salvarsi l’anima). Ma dire osservazione e dire coscienza o, come preferiamo noi, sentire di coscienza, è palesemente la stessa, identica cosa! Se ne deve ancora concludere in modo solo apparentemente paradossale che il sentire di coscienza garantisce all’Universo la sua stessa esistenza.

3) TERZO ORDINE DI GRADI DI LIBERTA’: Quell’Universo, ferma restando la auto-coerenza del Primo Ordine, è osservato e creato istante dopo istante da tutte le coscienze che lo percepiscono. E’ come dire che ogni coscienza è a suo modo un creatore della Realtà manifesta. C’è un problema però: tutte queste creazioni devono essere coerenti tra loro e coerenti con la coerenza generale. Insomma: non è che se ci mettiamo d’accordo tutti e i sette miliardi d’esseri umani della Terra a cambiare mentalmente la carica dell’elettrone succederà davvero. La carica dell’elettrone dipende anche da altro. Poiché ognuno di noi crea la realtà, potremmo dire, insieme ad una delle ultime lezioni di Kempis, che siamo dei co-creatori. Ferme restando tutte le cose già dette. Siamo dei co-creatori che creano, ma non siamo co-creatori assoluti, poiché siamo sempre e comunque soggetti al limite dettato dalla auto-coerenza tra ciascun co-creatore (cioè tra ciascuno di noi) e tra loro e le leggi generali dell’Universo (cioè tra noi e il resto delle leggi universali).

Possiamo dire che questi tre ordini della manifestazione hanno una doppia natura gerarchica. Il primo ordine permette al secondo di manifestarsi: se non c’è la coerenza delle leggi fisiche, non ci sarà l’Universo e non ci saranno esseri coscienti e senzienti. E, se non ci saranno esseri senzienti non ci sarà neppure nessuna co-creazione. Ma, se non ci saranno esseri senzienti co-creatori, non ci sarà neppure l’Universo in cui essi potranno manifestarsi! Un Uroboros!

Ritorniamo alla metafora di 7 miliardi di persone che si concentrano tutte insieme per modificare di uno iota la carica dell’elettrone. Può succedere che la carica dell’elettrone non cambi affatto oppure che cambi per davvero. Questa sarebbe la peggiore delle possibilità, perché di colpo il nostro Universo non sarebbe più auto-coerente (Primo Ordine) e dunque scomparirebbe. Cambiando di un zero virgola zero zero zero etc. uno per mille una qualsiasi Legge fisica genereremmo la scomparsa dell’Universo e dunque la nostra stessa scomparsa!

Ebbene, se ne conclude che ogni ordine di libertà riduce sempre più la nostra libertà di modificare la Realtà manifesta a nostro piacimento.

Ma cos’è la nostra libertà? Cominciamo col dire (insieme a Kempis) che essa è

a) relativa, semplicemente perché noi siamo esseri relativi e non siamo l’Assoluto;

b) limitata dalla natura delle Leggi Universali (come abbiamo visto);

b) limitata dalla nostra stessa natura, perché i momenti veri di libertà personale sono pochi. Mi spiego. Sto per compiere una certa azione. Questa azione comporta una scelta. La scelta può essere: fare A o fare B. Sono davvero libero di scegliere A o B (libertà personale)? No, probabilmente no, perché la mia scelta sarà condizionata da pulsioni inconsce interiori che non so né riconoscere, né controllare. Potrò scegliere di fare A o B, ad esempio, perché ciascuna scelta rappresenta una forma di ribellione alla figura di mio padre o di mia madre, figure che ho introiettato, oppure rappresenta quello che io credo avrebbero voluto da me mio padre e mia madre e via di questo passo, in un processo in una Terra Incognita che è quasi senza fine. Si noti che l’introiezione è un fenomeno totalmente soggettivo. Se io ho introiettato un padre severo, questo non significa affatto che lui lo sia o lo sia stato. Io lo sento come un padre severo che mi giudica. Ma non potrò liberarmi da questo giudice interno, finché non ne prendere consapevolezza.

A questo punto,permettetemi un minimo di polemica con i volgarizzatori della libertà tout court, della nostra possibilità di cambiare a nostro piacimento la realtà. ce ne stanno un po’ ovunque e in genere sono il prodotto di una civiltà senza storia. Noi che la Storia ce l’abbiamo, sappiamo che i Romani e i Greci sostenevano che anche gli Dèi sono soggetti al Fato. Fato da fari, dire. Dunque il Fato è ciò che è stato detto, stabilito. Il Fato è il limite alla nostra libertà.

Se n’ha dunque a concludere che noi non abbiamo proprio alcuna forma libertà? Non siamo liberi? Siamo dei robot solo guidati dall’inconscio? Lo siamo e non lo siamo. Non lo siamo in misura che abbiamo svolto quel famoso Lavoro Interiore che il Gran Dio Apollo aveva voluto fosse stato scolpito sul fronte del suo tempio di Delfi: CONOSCI TE STESSO. Di fatto, il Lavoro del CONOSCI TE STESSO  ci libera dalle limitazioni inconsce. I limiti del nostro sentire cadono e sorgono delle vere scelte. Sceglierò tra A e B sapendo che cose io davvero voglio e non sotto l’impulso di forze interiori a me ignote.

Un Lettore del Blog ha citato in un suo commento la Gnosi. Gnosi viene dal greco e dal latino e significa conoscenza. Generalmente veniva intesa come conoscenza del divino. Ma se per divino s’intende qualcosa a noi esterno, dove il divino è qualcosa a noi estraneo, alieno alla nostra stessa natura, allora non ci siamo. Apollo ci dice qualcosa di MOLTO diverso. Apollo – dio della conoscenza e della coscienza – ci dice che la Gnosi comincia dal di dentro, da dentro noi stessi. Se volete, che la conoscenza del divino sorge dalla conoscenza di se stessi. Apollo dice infine che non c’è conoscenza e non c’è libertà senza il CONOSCI TE STESSO. Questa è da millenni la Sua grande lezione.

Chiudo questo articolo riportando pari pari la prima pagina del mio prossimo libro. Si tratta di una lezione divina alla quale, dopo un numero imprecisato di secoli (Apollo esisteva molto prima che i popoli che lo veneravano scendessero fino alle nostre latitudini e ce ne portassero in dono i Suoi insegnamenti), non c’è nulla da aggiungere o da cambiare:

Ti avverto, chiunque tu sia. 

O tu che desideri sondare gli arcani della Natura, 

se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi,

non potrai trovarlo nemmeno fuori. 

Se ignori le meraviglie della tua casa, 

come pretendi di trovare altre meraviglie? 

In te si trova occulto il Tesoro degli Dei. 

O Uomo, conosci te stesso 

e conoscerai l’Universo e gli Dei”

(Avvertenza scolpita sul frontone del tempio di Apollo a Delfi)

Prima di proseguire, fermiamoci a meditare su questa grande lezione.

24 marzo 2012 - Posted by | Conosci Te Stesso, Ermetica ed Alchimia

9 commenti »

  1. Infiniti Grazie per la generosissima e chiarissima Lectio ad hoc🙂
    affettuosamente

    Commento di walter arrighetti | 25 marzo 2012 | Rispondi

  2. Gratitudine infinita per la generosissima e chiarissima Lectio ad hoc
    come posso non ripubblicare proprio questa su velediluce ?

    Commento di walter arrighetti | 25 marzo 2012 | Rispondi

  3. bellssimo.. e quanta straordiaria energia in queste parole..come se Apollo stesso continuasse a pronunciarle ininterrottamente da secoli!

    Commento di alef | 25 marzo 2012 | Rispondi

  4. Totalmente in sintonia, il vero lavoro interiore non può che ricongiungerci
    al proprio Essere, l’immortale Scintilla Divina, al proprio e personale Padre.

    Commento di rigel66 | 25 marzo 2012 | Rispondi

  5. Bello, chiaro, vero. In una parola: esemplare.
    Grazie di questa piccola perla.

    Commento di Luca Girolimetto | 26 marzo 2012 | Rispondi

  6. Sempre meglio. Sempre più profondo, sempre più generoso!
    Grazie
    Romy

    Commento di gattointeriore | 26 marzo 2012 | Rispondi

  7. Grazie di questo articolo Roberto! (non vedo l’ora di leggere il tuo nuovo libro fra l’altro). Mi viene da pensare ad una cosa a proposito della co-creazione: Kempis ha anche parlato di realtà soggettive, ed oltretutto ha effettuato anche una dimostrazione ai partecipanti di una seduta: facendo ascoltare una frase ad una parte dei presenti ed una frase differente agli altri. Questo aggiunge una dimensione in più alle possibili varianti ed al nostro libero arbitrio. Esempio al limite estremo: sono così determinato a creare un certo tipo di realtà…. che alla fine la vivo solo io e tutti gli altri che incontro sono dei gusci vuoti perché la coscienza che sarebbe associata ai loro corpi crea-percepisce invece una variante diversa.

    Commento di gio904 | 27 marzo 2012 | Rispondi

  8. Perfettamente d’accordo su tutta la linea!

    Commento di simona | 29 marzo 2012 | Rispondi

  9. ultimamente sento spesso parlare di libero arbitio, destino, retta via, fato.. è uno dei temi piu importanti in assoluto. Spesso dipende da dove siamo nati, perchè.. insomma è la natura stessa che ci Vuole li per determinati motivi.. mi sembra che anticamente si pregasse molto il Fato.. che tra l’altro è una forza molto dinamica e scattante.. questo discorso ne apre migliaia.. ad esempio spesso nelle questioni legate all’amore si ha la sensazione di CAMBIARE STRADA, come se forze esistono forze che ricalibrano un destino o lo cambiano del tutto.. il che puo voler dire maggiore o minore libertà… anticamente i greci associavano spesso Eros, Gea, Caos.. come una triade culmine di potere e saggezza.

    E’ inevitabile e sono veramente daccordo quando bisogna per prima cosa Pregare la nostra vera natura di condurci.. poi lei stessa manifesterà, a chi sa leggerla in meditazione o negli eventi, altre stade obbligate, scorciatoie, imprevisti.. La nostra vera natura ha poi tutto il suo sistema religioso che noi ignoriamo in realtà.. ad esempio potrebbe decidere di aderire ai culti antichi mesopotamici..

    non sempre la adesione alla religione portante delo spazio tempo aiuta il manifestarsi del destino..

    altra cosa è la retta via.. che è come un fiume in piena .. che se pur dovesse trovare una diga cerca il modo di superarlo..
    Sulla retta via il discorso è molto diverso e sfocia nella ricerca a tutti i costi del bene, cercando di isolare le contrarietà.. accade putroppo molto raramente..

    Diceva l’arcangelo Michele al profeta dormiente: noi siamo qui a guardare che strada sceglierai.. anche se ti hanno promesso l’oro.. ricorda noi siamo qui,..

    Commento di Efesto | 13 maggio 2012 | Rispondi


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