Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

Riappropriarsi del proprio Potere, i Legàmi e la forma-pensiero

La Lettrice Marybell, in tre riprese diverse, scrive quanto sopra (con qualche ritocchino da parte mia):

Questo è, credo, il posto migliore per raccontare questa esperienza…

Premetto che ogni giorno faccio qualcosa con il Cleanergy…

Qualche giorno fa qualcuno mi ha ricordato l’ esercizio spiegato da te a Tev2, quello per riprenderci il nostro R1. Ho pensato a due persone delle quali portavo ancora un bel groppo in gola, ho messo la memoria legami sulla fronte e Cleanergy sul basale ripetendo la “magica” frase 7 volte.  La frase che io uso è “Io (il mio nome) rivoglio tutto il mio potere”, frase che inizialmente pronunciavo un po’ come se volessi dire “oddio, scusami tanto, ma potresti ridarmi il mio potere?”… eheh, così non funzionava. Così un giorno ho chiuso tutte le finestre e in tutta libertà ho pronunciato la frasetta magica con molto, molto, molto impeto; senza rancore o odio, semplice volontà di rivolere ciò che è mio di diritto.

Ho immaginato prima una persona e poi l’ altra e mi son concentrata in particolar modo sulla loro Ajna.

Il mattino seguente l’ esercizio mi chiama uno dei due al telefono… bah, penso, un caso… nel pomeriggio chi mi trovo al cancello di casa? Il secondo dei due personaggi, m’ è preso un colpo… ancora un caso??? La cosa che mi ha colpito è la totale assenza di qualunque sentimento nei loro confronti, a differenza di prima.

L’altro ieri ho pensato di ripetere l’ esercizio come sicurezza diciamo, non che credessi sarebbe successo ancora qualcosa. Ieri mattina mi richiama il primo dei due, con un atteggiamento cortese, gentile, assecondante, pronto a venirmi in aiuto in una situazione difficile che sto vivendo in questo periodo… incredibile se penso che è una persona che non fa mai nulla per nulla. Stamane chi mi chiama al telefono? Il secondo dei due personaggi, con il quale peraltro non ho più nulla a che fare!

Ora ciò che mi chiedo è, la mia sensazione di totale assenza di emozioni nei loro confronti è già il segno che si son sciolti i legami con loro?

In realtà è un esercizio al quale lì per lì non avevo dato molto peso, forse non ero ancora “pronta” per eseguirlo. Poi una persona mi ha fatto notare qualche settimana fa che io posso anche sapere che è l’ R1, ma se non ce l’ho che faccio? Poco niente… e io ne avevo al momento veramente poco testandomi! Così ho cominciato a compilare un quaderno con i miei esercizi giornalieri aggiungendo anche persone o situazioni dalle quali riprendermi il mio R1. Ora voglio provare aggiungendo anche il mio cognome al quale son molto affezionata, vedremo un po’ che succede.

Ma la domanda resta Roberto, quand’è che capisci che i legami con quella determinata persona o situazione si son finalmente dissolti del tutto?

Io ho pensato che la mia sensazione di totale disinteresse/neutralità emozionale fossero segno di uno scioglimento dei legami. La cosa che mi ha lasciata perplessa è che queste persone, una in particolar modo, con la quale non ho nulla a che fare, in nessun modo, si sia rifatta viva anche dopo la seconda volta che ho ripetuto l’ esercizio. Allora mi vien da pensare, OK c’è ancora qualcosa, forse non con lei direttamente ma con la situazione che ha creato?… bah, in effetti sulla situazione vera e propria non ho lavorato… ci proverò…

Trovo che l’esperienza di Marybell sia troppo importante e rilevante per lasciarla disperdere tra tanti altri commenti e per questo ve la ripropongo. In attesa dei vostri pensieri, preparo la mia risposta.

14 maggio 2012 - Posted by | Senza categoria | , ,

18 commenti »

  1. Scioglimento dei legami equivale a forte incremento di energia. Applicando la suddetta tecnica ho potuto verificare quanto ho affermato nella frase precedente. L’argomento è estremamente interessante…meriterebbe centinaia di commenti…

    Commento di Zucchetti Roberto | 14 maggio 2012 | Rispondi

  2. tema interessantissimo e gravido di sviluppi

    Commento di mario puccioni | 15 maggio 2012 | Rispondi

  3. Ipotizzerei che, in qualche modo, i due si siano accorti di una diminuzione nella loro energia, provando una sorta di “sensazione di mancanza” e per questo si siano messe in contatto con Marybell.

    Commento di simona | 15 maggio 2012 | Rispondi

  4. mmm….più che una sensazione di mancanza, sciogliendo un legame, a chi lo ha prodotto ritorna indietro,secondo me, a meno che non sia proprio un farabutto e non voglia vederla, un piccola, piccola presa di coscienza relativa a ciò che aveva creato….starà poi a lui elaborarla in comprensione, senso di colpa, ignorarla o altro. Si creano tanti legami bruttini senza esser per forza dei farabutti. Sciogliendoli , credo, è come se si andasse non verso un “perdono” (che ha una direzione univoca…io lo concedo….tu lo subisci il mio perdono che ti elargisco dall’alto della mia bontà!) ma verso una “riconciliazione” , la quale è un atto alla pari anche se non sempre reciproco.
    Cmq il TEV 2 io l’ho fatto in epoche Giurassiche. Questa tecnica non la ricordo. La memoria legami (da sola senza CL??!!!!) in proiezione sulla fronte ed il CL sul basale??? ho capito bene?O_o
    mmm….appena finisco le FP già sotto con il nuovo 7.11 e filtri R1 ed R4 la vorrei provare con i filtri la frasina…. :))

    Commento di Maurizio-Lila72 | 15 maggio 2012 | Rispondi

    • “più che una sensazione di mancanza, sciogliendo un legame, a chi lo ha prodotto ritorna indietro,secondo me, a meno che non sia proprio un farabutto e non voglia vederla, un piccola, piccola presa di coscienza relativa a ciò che aveva creato….”
      Altra tesi interessante.

      Commento di Roberto Zamperini | 15 maggio 2012 | Rispondi

  5. Ieri mattina ho lavorato sulle situazioni create da questi due personaggi, e stavolta ho aggiunto anche il mio cognome… ieri pomeriggio ero incazz. nera senza un apparente motivo. Quando ho vissuto quelle situazioni l’ ho fatto subendo, che avessi bisogno di scaricare il fardello? Sarei propensa a pensare che dovevo proprio buttar fuori la rabbia di quei momenti.

    Commento di MaryBell | 15 maggio 2012 | Rispondi

  6. Questo articolo mi fa riflettere su quali formulazioni rendono le forme pensiero positive più efficaci.
    A tal proposito vorrei riportare alcune considerazioni.
    Ci hanno insegnato che affermazioni senza sufficiente intenzione e senza impeto hanno poca forza.
    Il problema è che molto spesso esse sono contrarie ai fatti reali, ed affermano qualcosa che una parte di noi conosce bene che non risponde alla verità. Allora tali affermazioni spesso non sortiscono alcun risultato oppure hanno un minimo effetto. Quando noi affermiamo qualcosa di non reale, un parte di noi non perde mai di vista il fatto che ciò che stiamo dicendo non è vero. E quando ciò accade questa piccola voce interna può fare in modo che l’affermazione stessa non produca nessun effetto.

    Nel nostro agire, come nella vita di ogni giorno, siamo spesso alle prese con il fallimento dovuto alla presenza di intenzioni contrastanti che rendono il nostro operato impacciato e poco credibile. Nel judo, per esempio, si insegna il fluire dell’azione pura, libera dalle briglie dei nostri desideri di vittoria o dalle paure di sconfitta, si insegnano le sensazioni dell’azione priva di contro intenzioni (agire con intenzione senza riserve).

    Allora, da un lato queste considerazioni, ci porterebbero a formulare le seguenti frasi (formulate con impeto o intenzione senza riserve):

    A1) Io (il mio nome) rivoglio tutto il mio potere.
    o
    A2) Io (il mio nome) mi ordino e mi programmo per riprendermi tutto il mio potere.
    o
    A3) Io (il mio nome) comando di riprendermi tutto il mio potere grazie è fatto è fatto è fatto.
    o
    A4) È comandato di riprendermi tutto il mio potere grazie è fatto è fatto è fatto.

    D’altro canto, sembra che per dare maggiore forza spirituale potremmo utilizzare formulazioni più soft del tipo:

    B) Per favore, potresti ridarmi il mio potere, grazie.

    La verità sta nel test?

    Commento di Andrea | 15 maggio 2012 | Rispondi

  7. Io non la vedo così complessa la cosa… son daccordo con te fino ad un certo punto. Pensando a questo esercizio mi vien in mente la classica scena dei due bambini che giocano. L’ amichetto arriva e prende il gioco del padrone di casa, il padroncino di casa se ne accorge, corre verso l’ amichetto e senza tanti preamboli si riprende ciò che è suo dicendo casomai “ridammelo, è mio!”. Credo che a tutti sia capitato di vedere una scena simile, non c’è cattiveria o odio o rancore fra loro, solo la semplice e palese volontà di riappropriarsi di qualcosa che è tuo. Mi va bene la prima frase A1 ma la seconda presuppone una violenza sulla tua psiche, prova a pensarci, ti ordini di fare qualcosa? Se io lo dicessi a me stessa mi manderei a quel paese da sola. E anche la seconda mi sa di elucubrazione mentale, e la terza mi sa di thetahealing, e nonostante io non abbia nulla contro il thetahealing, usi una frase fatta e creata da altri, non “tua”, è comandato a chi? Comandi a qualcun’ altro di riprenderti il tuo potere, deleghi a qualcun’ altro di fare qualcosa che solo tu hai il diritto di fare… E “per favore, potresti ridarmi il mio potere, grazie”… cresciuta in ambiente cristiano-cattolico fin nelle radici dei piedi per me è stato difficile arrivare alla conclusione che la frase “ridammi tutto il mio potere” era una frase “buona” priva di “peccato”. Il potere è tuo, punto, c’è chi te lo sottrae con violenze verbali, psichiche, ricatti affettivi e c’è anche chi te lo sottrae involontariamente credendo di fare il tuo bene (vedi i genitori). Ripeto, io mi tengo a mente la scenetta dei due bambini… e poi c’è sempre il test energetico, prova a testarti dicendo l’ una o l’altra frase e vedrai che differenza. Ma questa è solo la mia opinione dopo un po’ di esercizi sull’ argomento🙂 magari il magister può dirti di più e smentire ciò che ho scritto.

    Commento di marybell | 16 maggio 2012 | Rispondi

    • Mi hai levato le parole di bocca, ma proprio tutte. Sottoscrivo e controfirmo.
      L’unica cosa che mi sento di aggiungere è che forse si potrebbe sostituire, nella prima frase, “potere” con “R1”.
      E’ vero, il potere personale è espressione di R1, ma R1 non è solo quello, è anche molto altro.
      Con R1, secondo me, si amplia di molto il raggio di azione della tecnica, che peraltro non ho ancora provato.
      Un’altra piccola considerazione. Il termine “potere” può facilmente essere inteso con una accezione negativa, con l’uso del termine “R1” anche tale rischio viene a cadere.

      Commento di Francesco | 16 maggio 2012 | Rispondi

  8. concordo Francesco🙂. In effetti io non ho usato la parola “potere” fintanto che non ho capito le sue valenze. Mi ci è voluto un po’ perchè vedevo, come tu hai fatto notare, solo le accezioni negative del termine.

    Commento di marybell | 16 maggio 2012 | Rispondi

  9. Interessante, molto interessante. Stavo pensando, al posto di focalizzarsi su una persona ci si può concentrare su un evento o su una forma pensiero negativa? In tal caso dovremmo riappropriarci dell’R1 che quell’evento, quella situazione ci ha eventualmente “rubato”. Grazie.

    Commento di Valerio | 16 maggio 2012 | Rispondi

  10. Anche io, come Valerio, stavo chiedendomi se l’esercizio funziona anche se ci focalizzamo su un problema per sciogliere i relativi legami e riappropriarci dell’R1 che quella situazione negativa ci “ruba”. Grazie.

    Commento di Andrea | 16 maggio 2012 | Rispondi

  11. Ma io questa tecnica non la conosco! Si potrebbe riepilogare? grazie

    Commento di Francesco Massimiliano Minniti | 16 maggio 2012 | Rispondi

  12. Secondo me la si può usare di certo anche sulle situazioni, chi di noi ogni tanto non torna a rimuginare su situazioni passate sentendo un certo peso sullo stomaco… a me succede, e ho ancora una volta usato questa tecnica di scioglimento, ovvio che poi una volta imparata la tecnica ognuno segue la propria via di personalissima visualizzazione…

    Commento di marybell | 17 maggio 2012 | Rispondi


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