Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

Riappropriarsi del proprio Potere. Seconda Fase: individuare le idrovore del nostro Potere (3)

Vampiro

LA FASE DELL’ANALISI DEI VAMPIRI DEL NOSTRO POTERE

Adesso che sappiamo cosa sono i legàmi, premesso che dire “la mia energia sta crollando” è lo stesso che dire “sto perdendo Primo Raggio (R1)”, passiamo ad individuare

1) le situazioni in cui perdiamo o abbiamo perso in passato R1

2) gli eventi che hanno causato o causano o temiamo che causeranno una caduta di R1

3) le persone la cui vicinanza ci genera una caduta di R1.

Insomma: null’altro se non un aspetto dell’immortale, apollineo “Conosci Te Stesso“. In questa fase dobbiamo soltanto individuare cosa o chi ci succhia il nostro Potere. E’ solo e soltanto una fase analitica. Non si deve fare nulla e, se possibile, non pensare nulla, non provare nessuna emozione.

Si noti che l’analisi potrebbe essere fatta (come si insegna nella TEV) ritornando indietro nel tempo, perfino durante quei fatidici nove mesi passati nella pancia di mamma. Consiglio però di procedere per gradi, iniziando dalle cose più facili (?), quelle che coinvolgono il momento attuale. Il  “Conosci Te Stesso” è uno strumento divino di enorme potenza, ma che è nel contempo in grado di schiacciarci. Come tutte le armi potenti va usato con grande accortezza.

RACCOMANDAZIONI PER L’USO. In questa fase non agite, non fate nulla. Se possibile – sarebbe l’ideale! – non dovreste neppure provare emozioni nella scoperta. Esempio: c’è la persona A che sta lavorando contro di me. Io lo so. E’ una situazione che genera una caduta del mio R1. Nella mia analisi, dovrei evitare, per quanto mi è concesso, di provare ogni sorta di emozioni negative contro A e, si badi bene, non per buonismo o perché mi preparo a perdonare A. No. Perché l’emozione negativa influisce sull’analisi, la rallenta o addirittura la blocca. Avere il rapporto di un entomologo e del suo microscopio, nei confronti di un insetto. Noi siamo l’entomologo, la situazione (o la persona) è l’insetto. L’analisi con la quale affrontiamo l’oggetto del “Conosci Te Stesso” è il microscopio.

1) Non provate a superare con la forza l’evento idrovora del vostro potere. Esempio: sto per affrontare un esame (scolastico,  sanitario, davanti ad un capo, davanti al direttore di banca che deve decidere per un prestito, davanti ad un potenziale socio in affari, eccetera). Non fate l’errore di certe discipline – soprattutto quelle d’origine iuessei – che tendono a rafforzare e a inflazionare l’io. Esempio: “sono forte, sono vincente, posso farcela, gliela farò vedere io, eccetera”. Occorre comprendere che l’io non è la realtà. L’io è solo e soltanto un prodotto della nostra mente. Un’illusione. Se cercaste di superare i legami con la forza della mente, gli stessi legami (che ancora non sono stati sciolti) vi succhierebbero tutta l’energia psichica che state producendo e la sposterebbero sull’evento o la persona o la situazione dannosa. Invece della soluzione del problema, più energia al problema! Occorre rendersi conto che questa è una differenza essenziale tra la TEV ed altre tecniche sul tipo di dinamica mentale, alfa-training, eccetera. Nella TEV non si agisce sulla nostra mente. Si agisce sulla realtà.

2) Lo scioglimento dei legami è una tecnica molto potente e molto efficace. Non è possibile by-passarla. I legami sono una manifestazione dannosa del Quarto Raggio (R4). Sono invisibili, potenti ed immortali. Non possiamo superare la fase dello scioglimento dei legami né con la forza, né con la paura. Ricordate che la parola d’ordine è “sciogliere i legami“, mai spezzarli, interromperli, tagliarli. Ne creereste di nuovi. Una fatica di Sisifo!

3) La  TEV è – per quanto possibile – una disciplina di tipo “solare“. Non affrontate la cosa chiedendo, implorando, supplicando, gemendo, prostrandovi, pregando in assoluta umiltà. Questi sono approcci di tipo “lunare“. Quello che faremo, dopo aver sciolto i legami, sarà di richiedere con forza e determinazione ciò che ci è stato rubato o che ci viene rubato oggi. Occorre essere consapevoli dei nostri diritti spirituali: non li riavrete indietro facendo i “bravi ragazzi”.

4) Non cadete nella trappola del perdono. Cos’è la trappola del perdono? Consiste nel credere di essere talmente tanto evoluti spiritualmente da essere in grado di perdonare chi ci sta rovinando la vita. In realtà, il perdono è cosa riservata a pochissimi e non è il nostro caso. Il perdono, in mano alla persona non evoluta (leggi: tutti o quasi tutti) è un’illusione che rafforza l’io: “come sono bravo, come sono buono, come sono spirituale! Sono capace di perdonare!” Concentratevi soltanto sul vostro sacrosanto diritto al vostro Potere personale. Un Potere che la vita (o, se volete, Dio, il Creatore, l’Assoluto, il Demiurgo, eccetera) ha riservato ad ognuno di noi. Il perdono vissuto come illusione egoica può far naufragare tutto il nostro lavoro.

16 maggio 2012 - Posted by | Senza categoria | ,

18 commenti »

  1. In nome del perdono quanti legàmi si rafforzano e ti distruggono, chi sa chi ha predicato il perdono…uhm.

    Commento di robertaapice | 16 maggio 2012 | Rispondi

  2. c’è solo una parola wow…
    aggiungo una cosa all’ esperienza da cui son scaturiti tutti questi articoli… dopo lo scioglimento dei legami con una di quelle due persone, tale persona è diventata molto più “onesta”, forse è una parola grossa ma insomma il concetto è che si è ridimensionato il nostro rapporto e io non provo più nessuna emozione se ripenso a quanto è successo. Oltre a ciò, ho incontrato un’ altra persona che va a sostituire quasi integralmente le sue competenze professionali… semplifico: dopo la situazione venutasi a creare con uno dei due personaggi, cercavo un sostituto professionalmente e umanamente valido… alla romana “stavo inguaiata” e non ne venivo fuori. Faccio il lavoro su R1, su personaggio e su situazione, e voilà si sciolgono i legami con la situazione, con il personaggio che a sua volta diventa per così dire più leggero, e cosa accade poi? Incontro pure un sostituto professionalmente e umanamente valido.

    Commento di marybell | 16 maggio 2012 | Rispondi

  3. una umilissima domanda: per caso cambiando nome al legame e chiamandolo “ancoraggio” si fa danno a se stessi non permettendo di conoscersi?
    La mia curiosità nasce dal fatto che una pratica iuessei PNGonziana predica appunto un ancoraggio ad un gesto ad una parola per “scongiurare” la realtà di ciò che ci accade e cullarci nell’illusione che tutto andrà bene se ci teniamo “forte” a quella parola/gesto, mi veniva in mente che ciò che ci allontana dalla realtà ci allontana da noi stessi, che ne pensi?
    grazie sempre

    Commento di robertaapice | 16 maggio 2012 | Rispondi

    • Ci devo pensare bene, ma ad occhio, mi sembrano due cose differenti.

      1) Leggo QUI: L’“Ancoraggio” è un interruttore emozionale utile per “riaccedere” ad un particolare stato emotivo adatto a risolvere e/o affrontare determinate situazioni. Il Cane di Pavlov è un classico esempio di ancoraggio: gli sperimentatori, quando portavano cibo al cane, facevano suonare una campanella. Questo meccanismo lo utilizzarono per molti giorni; un giorno la campanella suonò senza che il cibo gli fu portato. Anche in assenza di esso, il cane cominciò a salivare. In pratica si era creato un legame tra il suono della campanella e il cibo, una neuro-associazione, uno stimolo-risposta molto potente.

      Ma gli ancoraggi sono un fenomeno naturale e presente nella realtà di tutti i giorni. Un particolare profumo vi ricorda una persona (ancora olfattiva), una canzone vi ricorda una vacanza (ancora auditiva), un particolare sapore vi rimanda a ricordi infantili (ancora gustativa), un particolare gesto fatto dal nostro interlocutore ci ricorda un’altra persona (ancora visiva) o un particolare tipo di abbraccio ci ricorda un nostro amico (ancora tattile). Le ancore si creano naturalmente e sono degli stimoli che attivano dei percorsi neurali che accedono a ricordi, immagini, sensazioni, canzoni ecc.. Questo lo sanno bene i pubblicitari che in alcuni spot inseriscono colonne sonore di successo che attivano particolari stati d’animo. Chi vede lo spot associa inconsciamente lo stato emozionale al prodotto reclamizzato. Anche noi possiamo creare artificialmente delle ancore e riattivare stati emotivi utili in base agli eventi che affrontiamo.

      Insomma, un ancoraggio mi sembra una sorta di trigger, di interruttore che fa scattare una certa reazione mentale.

      2) Un LEGAME è qualcosa di molto più sottile, anche se può nascondersi in un ancoraggio. E’ la connessione sottile di un’entità sottile ad un’altra entità sottile. Se io penso qualcosa di te che non è amore incondizionato o valorizzazione, io creo un legame tra una mia certa entità sottile (in genere un chakra) ed una tua erta entità sottile (in genere un chakra).

      3) Lo scioglimento del legame può avvenire per conto della vittime (in questo caso, tu) o del carnefice (in questo caso, io).

      4) Gli effetti di un legame possono essere diversi nel momento dello scioglimento. Occorre ricordare che esistono due tipi di legami:

      4.1) INVOLONTARI
      4.2) VOLONTARI.

      Nel caso 4.1) dopo lo scioglimento, cresciamo In R1 sia tu che io. Nel caso 4.2) cresci in R1 solo tu, mentre io mi becco pesanti effetti negativi di ritorno (karma).

      Direi che un ancoraggio se fatto nell’interesse dell’ancoratore e non di quello dell’ancorato possa avere una valenza anti-spirituale anche forte. Insomma, ci troveremmo in 4.2) tanto per capirci. In tal caso, la PNL sarebbe una premiata fabbrica di legami!

      Commento di Roberto Zamperini | 16 maggio 2012 | Rispondi

      • Parlando di legàmi e R1, volevo fare una domanda. Se ho capito bene riprendersi l’R1 rubato da una persona è l’equivalente di sciogliere i legami appunto con quella persona. Ok. Se per esempio io riprendo il mio R1 per logica l’R1 di quella persona dovrebbe scendere. Ma, sempre se ho capito bene, questo dovrebbe accadere solo nei legami di “tipo 2”, quelli volontari. E che succede se quella persona ha rubato il mio R1 inconsapevolmente? Scende ugualmente? Scusate se mi sono spiegato in modo un pò confuso.

        Commento di Valerio | 17 maggio 2012 | Rispondi

        • No, Valerio. R1 non scioglie i Legàmi.
          Anch’io in passato ho avuto la tua stessa impressione ma mi è stato detto, dal capo del vapore, che non è così.
          E’ invece vero che sciogliendo i Legàmi aumenta il tuo personale R1.
          R1 quindi ha l’effetto di alzare il tuo potenziale energetico. Con un potenziale energetico più alto, sarà più difficile per un eventuale “carnefice” sottrarti energia.
          Così come per la fisica dei fluidi, l’energia sottile scorre da un sistema a potenziale maggiore verso uno a potenziale minore e mai viceversa, anche se a quanto pare nell’ambito delle energie sottili ci possono essere delle eccezioni.
          I TEVvari più esperti dicono anche che R1 lavora sul software del tuo sistema energetico, o anche sulla membrana orizzante dei chakra.
          Per finire, se sciogli i Legami con una persona che ti ha rubato inconsapevolmente energia, aumenterà l’R1 di entrambi.
          Spero di esserti stato di aiuto e di essermi spiegato. Certo, non è la risposta di un esperto, ma spero che ti accontenterai.😉

          Commento di Francesco | 18 maggio 2012 | Rispondi

          • Verum Est, Francisce Sicule!

            Commento di Roberto Zamperini | 18 maggio 2012 | Rispondi

          • Grazie Francesco, chiarissimo. Ti sbagli, è la risposta di un esperto. Ciao!🙂

            Commento di Valerio | 18 maggio 2012 | Rispondi

  4. La mente può generare l’illusione di aver agito nel cambiamento, ma nella realtà, ritrovarsi dopo poco tempo nella stessa situazione.
    I cambiamenti, non possono essere repentini senza un escursus, ma devono essere profondi e “voluti”, “visti” con occhi sinceri, l’energia non inganna, ogni tipo di energia intendo.

    Commento di roberto coccia | 16 maggio 2012 | Rispondi

  5. bellissimo articolo, i Lègami sono argomento di grande interesse per me, e credo per molti altri di noi.
    Domenica scorsa, insieme al Goto abbiamo aniziato ad occuparcene anche in TEV. La sensazione del lavoro su di sè attraverso la Tev è molto potente e credo che sia per questo che anche lì viene affrontato in piccole dosi. Credo comunque che le due cose associate (Conosci Te Stesso e TEV) rafforzino parecchio il lavoro su di sè.
    Grazie per tutti gli spunti aggiuntivi forniti qui…;)

    Commento di silviandreani | 16 maggio 2012 | Rispondi

  6. Magnifico. Condivido tutto quello che già sento e imparo bene quello che rappresenta per me ancora un insegnamento. (e condivido anche nel senso che lo linko su FB).
    GRAZIE

    Commento di gattointeriore | 16 maggio 2012 | Rispondi

  7. si in “tal caso” ci siamo capiti, grazie:)

    Commento di robertaapice | 16 maggio 2012 | Rispondi

  8. Bellissimo articolo, grazie! Il discorso sul perdonare (ovvero Per-Donare inteso come dono energetico a sé stessi) mi ha fatto venire in mente un passo che avevo letto occasionalmente sul Corso In Miracoli che diceva più o meno così: “Se qualcuno vi ha colpito lasciando una cicatrice sul vostro corpo, come potete affermare di averlo perdonato quando il vostro corpo continua a mostrare la cicatrice? La cicatrice è un segno evidente che il perdono non è avvenuto, Quando il perdono avviene non può rimanere alcun segno che mostri l’ingiuria subita…”

    Commento di gio904 | 16 maggio 2012 | Rispondi

  9. Per la cronaca, uno degli esercizi più in voga durante i seminari fatti dai “guru” della PNL è proprio l’esercizio del “Perdono”…dove ci si mette in cerchi concentrici che scorrono e si raccontano i propri “peccati” e ci si perdona a vicenda, anche con perfetti sconosciuti… Roba da TSO.

    Commento di Frank Merenda | 17 maggio 2012 | Rispondi

    • Questa mi mancava … Occorrerebbe vivere 1000 anni per saperle tutte!

      PS: Che è il TSO?

      Commento di Roberto Zamperini | 17 maggio 2012 | Rispondi

      • Trattamento Sanitario Obbligatorio. Dai di matto e qualcuno ti porta al Pronto. E ti sedano di brutto. Condivido il pensiero. PERDONATEMI……

        Commento di gattointeriore | 17 maggio 2012 | Rispondi


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