Il blog di Roberto Zamperini

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San Francesco: un pagano occulto?

L’idea me l’ha data Francesco B., che ora credo si firmi frabuk o qualcosa di simile. Chi era davvero San Francesco d’Assisi? Quell’icona della cristianità che tutto il mondo conosce o ci sono ancora certi aspetti del suo pensiero che forse meriterebbero di essere ulteriormente approfonditi?

Riprendiamo Il Cantico delle Creature (o Canticus o Laudes Creaturarum), anche noto come Cantico di Frate Sole, che nella storia della Letteratura Italiana viene considerato come il testo poetico più antico che si conosca. Francesco ne sarebbe stato l’autore nel 1226, due anni prima di morire. Si tratta di un testo in cui l’adesione al pensiero cristiano e alla Bibbia è totale o esistono margini di dubbio? Dice Wikipedia:

La critica più recente, in particolare Vittore Branca, ha individuato in due soli “luoghi” biblici i veri modelli di riferimento del componimento: il salmo 148 e il cantico dei tre fanciulli nella fornace (Daniele, 3, 51-89).

Dunque, nessun dubbio? Così sembrerebbe, eppure …

Quasi all’inizio del Cantico, Francesco scrive:

Laudato sie mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,
de te, Altissimo, porta significatione.

Frate Sole.  Una personificazione quanto meno bizzarra se in bocca ad un cristiano. Prima di tutto, proprio per l’ordine in cui Francesco pone il Sole: primo fra tutte le “creature”. Il Sole, indiscutibilmente, rappresenta la sorgente primaria della vita sul pianeta. Se la Natura è la Grande Madre, il Sole è il Grande Padre che ad essa dona energia, luce e vitalità. Ma questa sottolineatura non è già un elemento di paganità? Forse, un pagano non l’avrebbe definito “frate”, cioè fratello, ma magari “padre”, ma certo quella di San Francesco suona come una voce completamente fuori dal coro: un Sole che non è più solo una “cosa” luminosa, ma è un fratello e dunque, verrebbe da pensare, come noi uomini dotato di spirito e d’anima …

Così scriveva nel 1928 il giovane Julius Evola:

(Le virtù cristiane) … poggiano tutte sul dualismo, l’incompatibilità, la reciproca esclusione di ordine naturale e di ordine sovrannaturale, di immanenza e trascendenza – sia nella persona del Cristo, sia nella dottrina generale. Lo “spirito” è trascendenza, ed è incompatibile con i valori di questo mondo e del suo demoniaco reggitore: qui è il mondo, là lo spirito …

Dunque, il dualismo tra spirito e materia nel cristianesimo è totale e, d’altra parte, esso già è insito nell’idea stessa di un Dio che sta “oltre” la Natura e “oltre” l’orizzonte dell’uomo. Dirà, alcuni anni dopo, lo stesso Evola in “Rivolta contro il mondo moderno“:

… nei riguardi dell’uomo … prende forma la nozione della “creatura” separata da Dio, quale “creatore” … Conseguenza di questo dualismo cristiano fu la sconsacrazione e la disanimazione della natura. Forse Evola non sarebbe d’accordo, ma come non vedere nell’accento francescano sulla Natura e sul Sole un sentire diverso? D’altronde, Francesco include anche la Luna e le stelle nelle sue lodi:

Laudato si’ mi’ Signore, per sora luna e le stelle,
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

I Quattro Elementi. Altrettanto sorprendente è il seguito, con la lode dei Quattro Elementi. Francesco, ancora una volta ne fa dei fratelli come nel caso del Sole, e attribuisce loro dei caratteri che farebbero pensare ad entità viventi. La terra poi, è una madre.

Ecco cosa dice Francesco:

Laudato si’ mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dai sustentamento.

Laudato si’ mi’ Signore, per sora aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’ mi Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte,
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’ mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

La seconda morte. Ma sin qui siamo ancora all’interno di una critica assolutamente ortodossa. Basta leggere cosa dice Wikipedia, per rendersi conto che la critica letteraria e storica non si sorprende più di tanto. Ma quello che viene dopo è invece assolutamente incredibile. Già, perché Francesco parla della seconda morte, e nella critica non ve n’è traccia!

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare.
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali,
beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male. 

Inutile sottolineare che la seconda morte è un concetto totalmente pagano. Il cristianesimo afferma – in contraddizione con tutti gli insegnamenti della paganità – che l’anima è immortale. Dopo la prima morte – quella di cui siamo tutti più o meno consapevoli – i pagani affermavano che avviene una progressiva dissoluzione dei corpi psichici, che termina in quella che gli stessi pagani chiamavano per l’appunto la seconda morte. Unica via per l’immortalità dell’anima era – per loro – l’Iniziazione. Ma questo è un altro discorso.

Che ne pensate voi?

23 Mag 2012 Posted by | Senza categoria | 38 commenti