Il blog di Roberto Zamperini

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San Francesco: un pagano occulto?

L’idea me l’ha data Francesco B., che ora credo si firmi frabuk o qualcosa di simile. Chi era davvero San Francesco d’Assisi? Quell’icona della cristianità che tutto il mondo conosce o ci sono ancora certi aspetti del suo pensiero che forse meriterebbero di essere ulteriormente approfonditi?

Riprendiamo Il Cantico delle Creature (o Canticus o Laudes Creaturarum), anche noto come Cantico di Frate Sole, che nella storia della Letteratura Italiana viene considerato come il testo poetico più antico che si conosca. Francesco ne sarebbe stato l’autore nel 1226, due anni prima di morire. Si tratta di un testo in cui l’adesione al pensiero cristiano e alla Bibbia è totale o esistono margini di dubbio? Dice Wikipedia:

La critica più recente, in particolare Vittore Branca, ha individuato in due soli “luoghi” biblici i veri modelli di riferimento del componimento: il salmo 148 e il cantico dei tre fanciulli nella fornace (Daniele, 3, 51-89).

Dunque, nessun dubbio? Così sembrerebbe, eppure …

Quasi all’inizio del Cantico, Francesco scrive:

Laudato sie mi’ Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,
de te, Altissimo, porta significatione.

Frate Sole.  Una personificazione quanto meno bizzarra se in bocca ad un cristiano. Prima di tutto, proprio per l’ordine in cui Francesco pone il Sole: primo fra tutte le “creature”. Il Sole, indiscutibilmente, rappresenta la sorgente primaria della vita sul pianeta. Se la Natura è la Grande Madre, il Sole è il Grande Padre che ad essa dona energia, luce e vitalità. Ma questa sottolineatura non è già un elemento di paganità? Forse, un pagano non l’avrebbe definito “frate”, cioè fratello, ma magari “padre”, ma certo quella di San Francesco suona come una voce completamente fuori dal coro: un Sole che non è più solo una “cosa” luminosa, ma è un fratello e dunque, verrebbe da pensare, come noi uomini dotato di spirito e d’anima …

Così scriveva nel 1928 il giovane Julius Evola:

(Le virtù cristiane) … poggiano tutte sul dualismo, l’incompatibilità, la reciproca esclusione di ordine naturale e di ordine sovrannaturale, di immanenza e trascendenza – sia nella persona del Cristo, sia nella dottrina generale. Lo “spirito” è trascendenza, ed è incompatibile con i valori di questo mondo e del suo demoniaco reggitore: qui è il mondo, là lo spirito …

Dunque, il dualismo tra spirito e materia nel cristianesimo è totale e, d’altra parte, esso già è insito nell’idea stessa di un Dio che sta “oltre” la Natura e “oltre” l’orizzonte dell’uomo. Dirà, alcuni anni dopo, lo stesso Evola in “Rivolta contro il mondo moderno“:

… nei riguardi dell’uomo … prende forma la nozione della “creatura” separata da Dio, quale “creatore” … Conseguenza di questo dualismo cristiano fu la sconsacrazione e la disanimazione della natura. Forse Evola non sarebbe d’accordo, ma come non vedere nell’accento francescano sulla Natura e sul Sole un sentire diverso? D’altronde, Francesco include anche la Luna e le stelle nelle sue lodi:

Laudato si’ mi’ Signore, per sora luna e le stelle,
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

I Quattro Elementi. Altrettanto sorprendente è il seguito, con la lode dei Quattro Elementi. Francesco, ancora una volta ne fa dei fratelli come nel caso del Sole, e attribuisce loro dei caratteri che farebbero pensare ad entità viventi. La terra poi, è una madre.

Ecco cosa dice Francesco:

Laudato si’ mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dai sustentamento.

Laudato si’ mi’ Signore, per sora aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’ mi Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte,
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’ mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

La seconda morte. Ma sin qui siamo ancora all’interno di una critica assolutamente ortodossa. Basta leggere cosa dice Wikipedia, per rendersi conto che la critica letteraria e storica non si sorprende più di tanto. Ma quello che viene dopo è invece assolutamente incredibile. Già, perché Francesco parla della seconda morte, e nella critica non ve n’è traccia!

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare.
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali,
beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male. 

Inutile sottolineare che la seconda morte è un concetto totalmente pagano. Il cristianesimo afferma – in contraddizione con tutti gli insegnamenti della paganità – che l’anima è immortale. Dopo la prima morte – quella di cui siamo tutti più o meno consapevoli – i pagani affermavano che avviene una progressiva dissoluzione dei corpi psichici, che termina in quella che gli stessi pagani chiamavano per l’appunto la seconda morte. Unica via per l’immortalità dell’anima era – per loro – l’Iniziazione. Ma questo è un altro discorso.

Che ne pensate voi?

23 maggio 2012 - Posted by | Senza categoria

38 commenti »

  1. Io penso che tu sia troppo intelligente e colto per scambiare la parte per il tutto.
    Purtroppo quando si parla di cristianesimo si pensa immediatamente al cattolicesimo.
    E’ bene ricordare che quella cattolica è solo e soltanto una “confessione” cristiana. Di confessioni cristiane ce ne sono molte, ognuna delle quali ha una propria dottrina a volte anche molto lontana da quella della confessione cattolica. L’anima del cristianesimo è pertanto molteplice.
    La mia impressione, e quella di molti altri cristiani, è che la confessione cattolica rispondendo a scelte politiche più che religiose, abbia finito seriamente per tradire il messaggio di Cristo.
    Non sono un esperto di teologia cristiana ne tanto meno cattolica, ma credo che se tu sostituissi nel tuo articolo la parola “cristiano” con la parola “cattolico”, la cosa suonerebbe davvero come dici tu.
    La verità, purtroppo, è che in Italia si è finito per pensare che cattolicesimo è uguale a cristianesimo, niente di più falso, scambiando appunto la parte per il tutto.
    Detto questo, credo che quanto canta San Francesco nella sua opera, sia del tutto compatibile con il messaggio cristico, e non solo secondo il mio (solitario?) punto di vista.
    Vale.

    Commento di Francesco | 23 maggio 2012 | Rispondi

    • Con tutto il rispetto per la tua opinione, non vedo che c’entri con le cose che ho scritto. Mi sembra tu voglia accusarmi di voler criticare sia il cattolicesimo, sia il cristianesimo, proposito che non ho avuto. Proprio tu sottolinei che “credo che quanto canta San Francesco nella sua opera, sia del tutto compatibile con il messaggio cristico”. Questo che dici significa che nel “messaggio cristico” sarebbero presenti alcune suggestioni pagane, come io ho sostenuto sia pure in forma dubitativa? In particolare, soprattutto che l’anima non sarebbe immortale, andando incontro ciascuno di noi ad una seconda morte? Si tratta di idee che non ho mai sentito sostenere prima da nessuno, ma – come dire – c’è sempre una prima volta!
      Dunque, i casi sono due:
      1) la mia scarsissima conoscenza del lavoro di Francesco non mi permette di comprendere il significato più occulto delle parole;
      2) oppure realmente San Francesco ha sostenuto questa tesi.
      Tu hai tutto il diritto di sostenere la 1) ed io di credere possibile la 2). In tal caso, non ti nascondo che sono assai interessato a sapere come tu interpreti le parole di Francesco …

      Commento di Roberto Zamperini | 23 maggio 2012 | Rispondi

      • No, io non ti accuso di nulla. Forse mi sono spiegato male.
        Dico solo che quanto tu scrivi è perfettamente condivisibile da parte mia, ma solo se tu ti riferissi alla confessione cattolica e non alla religione cristiana.
        Ho solo sostenuto che purtroppo quando si parla di cristianesimo si fa l’errore di pensare immediatamente e unicamente al cattolicesimo e alla sua dottrina, e di confondere le due cose. E’ un grosso errore.
        Dico che quello che hai scritto vale in pieno per la confessione cattolica, molto meno o per nulla per la religione cristiana. Quindi rileggendo il tuo articolo, alla luce di questo, sostituendo la parola cristianesimo con cattolicesimo, i conti tornano.
        Un esempio per tutti, i cristiani ortodossi (di oriente e di occidente) ben conoscono l’esistenza dei chakra e del sistema energetico. In ambito cattolico guai a parlare di chakra. Ambedue sono confessioni cristiane eppure le differenze (anche teurgiche) sono notevoli.
        Il cristianesimo originario aveva una forte connotazione esoterica, dovuta in massima parte al sostrato religioso e cultuale sul quale è nato e si è sviluppato.
        La confessione cattolica ha provveduto (non so per quale strano motivo) a rimuovere totalmente questo aspetto a tal punto che il termine esoterico ha assunto in ambito cattolico una sola accezione che è appunto negativa.
        Purtroppo noi Italiani, siamo stati educati a pensare che il cattolicesimo è la confessione cristiana per eccellenza, o che addirittura cattolicesimo sia sinonimo di cristianesimo. Niente di più falso, non è assolutamente così.
        Il cristianesimo è la religione di base (che noi italiani sconosciamo in buona misura), mentre il cattolicesimo è solo e soltanto una delle tante confessioni cristiane.
        Il cristianesimo originario è stato quasi completamente tradito dalla confessione cattolica, ecco perché leggendo San Francesco pensiamo che tratti argomenti estranei alla religione cristiana. In realtà non è così! “Questo che dici significa che nel “messaggio cristico” sarebbero presenti alcune suggestioni pagane, come io ho sostenuto sia pure in forma dubitativa?”
        No, dico solo che il messaggio cristico è molto più ampio di quanto hanno voluto farci credere.
        Spero di essermi spiegato meglio.

        Commento di Francesco | 23 maggio 2012 | Rispondi

  2. Concordo appieno con l’amico Francesco. Invito pertanto a leggere un breve scritto di Steiner circa l’importante funzione che la persona San Francesco d’Assisi ha svolto nel mondo:
    http://www.facebook.com/notes/la-scienza-dello-spirito/rudolf-steiner-san-francesco-dassisi/255645547812129

    Commento di Simon | 23 maggio 2012 | Rispondi

    • Mi sai dire dove Steiner parla della seconda morte secondo Francesco?

      Commento di Roberto Zamperini | 23 maggio 2012 | Rispondi

      • Non ne parla mai in modo esplicito, a lui premeva evidenziare un diverso aspetto di Francesco d’Assisi. Qui trovi il ciclo di conferenze in inglese, temo che per la traduzione italiana sia necessaria la versione stampata.

        http://wn.rsarchive.org/Lectures/GA155/English/SBC1970/SpFoMo_index.html

        Commento di Simon | 23 maggio 2012 | Rispondi

      • Steiner parla di Francesco nel ciclo di conferenze dal titolo: “CRISTO E L’ANIMA UMANA”.
        Dove parli invece di seconda morte ancora non sò.

        Commento di Francesco | 23 maggio 2012 | Rispondi

        • Ne parla, non in riferimento a Francesco d’Assisi, ma in termini più assoluti, nel suo libro La Scienza Occulta, più precisamente nel capitolo “Sonno e morte”.

          Commento di Simon | 23 maggio 2012 | Rispondi

  3. Certo che c’entra Roberto, basta leggere quello che scrive!
    San Francesco fu l’incarnazione di un essere che fu Iniziato al Buddhismo e quindi quando fa riferimento alla “morte secunda” si riferisce a ciò che si intende con questo termine nel Buddhismo. E se proprio vogliamo tornare a casa, anche Dante parlò della seconda morte.
    San Francesco, Dante (quindi il vero Cristianesimo) e Buddhismo concordano con la tua definizione di Morte Seconda, ovvero di morte dell’Anima.
    Tutto torna no?

    Commento di Simon | 23 maggio 2012 | Rispondi

    • Vabbe’, e allora? Il titolo del pezzo era: San Francesco: un pagano occulto? Steiner confermerebbe – da quel che sostieni – che San Francesco era per l’appunto un pagano occulto. Allora, non capisco la polemica con me. Semmai dovevi polemizzare con il buon Francesco (quello siciliano, non ancora santo). Devi dirglielo a lui che secondo San Francesco dopo la morte si muore un’altra volta e che dunque l’anima non è immortale. Non mi risulta che secondo la dottrina cristiana (cattolica o non) dopo la morte c’è una seconda morte, né, meno che mai, l’anima non sia immortale. L’ho letto, invece, nella religione romana e in quella greca, nei riti d’Iniziazione, eccetera. Ma se vogliamo dire che il vero cristianesimo sia questo, per me va bene.

      Commento di Roberto Zamperini | 23 maggio 2012 | Rispondi

      • Il cristianesimo non è questo, ma non è neanche quello divulgato dal cattolicesimo.
        Il cristianesimo ha una portata più vasta, più ampia di quanto ci abbiano insegnato fino ad ora. Non deve quindi stupire nè a te nè a me, che San Francesco d’Assisi affronti determinati temi.
        Comunque è un ottimo spunto per approfondire l’opera e il pensiero del poverello d’Assisi.

        Commento di Francesco | 23 maggio 2012 | Rispondi

      • Nessuna polemica con te caro Roberto. Ciò che mi ha spinto a scrivere è la volontà di andare oltre ad una ridicola e ormai datata divisione pagani vs cristiani (o cattolici) quando si parla di Iniziati. Come discorso storico, religioso, politico, sociale (ecc…) è più che legittimo parlarne, ma quando ci si approccia ad Iniziati come Francesco d’Assisi, Dante Aligheri, Rudolf Steiner ed altri ancora questo settarismo diventa dannoso e poco virtuoso.
        Questi grandissimi Iniziati seppero accogliere l’essenza Cristica (ovvero il Sole sceso in Terra) ed integrarla nei precedenti Misteri. Furono pagani occulti? Veri cristiani? Gnostici rosacruciani che temevano l’inquisizione? Niente di tutto questo, essi furono, anzi, essi sono degli Iniziati che hanno saputo integrare in sé il Vero e il Bello in TUTTE le sue emanazioni compresa quella Cristica.
        Stessa cosa vale per altri Italiani storicamente più vicini a noi come Massimo Scaligero e Pio Filippani Ronconi, grandi cultori del tradizionalismo italiano e ario e al tempo stesso profondi Iniziati al Mistero del Golgotha. Ogni critica o giudizio nei Loro confronti perde di assoluto significato se mossa da un uomo comune che è ben lungi dall’avere la chiarezza e la vastità di visione che caratterizza un Iniziato.

        Commento di Simon | 23 maggio 2012 | Rispondi

        • Sottoscrivo, d’accordissimo.
          Va fatta salva però la necessità da parte dell’uomo comune di indagare, studiare e ricercare, le motivazioni spirituali di fondo che hanno spinto questi grossi personaggi a scrivere ciò che hanno scritto.

          Commento di Francesco | 23 maggio 2012 | Rispondi

      • E no, caro amico Romano, tu dici: “Non mi risulta che secondo la dottrina cristiana (cattolica o non) dopo la morte c’è una seconda morte, né, meno che mai, l’anima non sia immortale. L’ho letto, invece, nella religione romana e in quella greca, nei riti d’Iniziazione, eccetera”, ti chiedo, hai cercato anche all’interno della religione cristiana o ti sei fermato a quella Gentile e Greca?
        Io per non sapere nè leggere nè scrivere, mi sono fatto un bel giretto sul web, dove in reatà ho trovato diverse cose sulla seconda morte da un punto di vista prettamente cristiano.
        Intanto ti comunico che c’è addirittura un libro intitolato “L’anima e il suo destino” di Vito Mancuso, in cui si discute appunto della cosa, quindi come vedi la questione è del tutto aperta.

        Secondo la Bibbia:
        Ap 2,11 – <>.”

        Poi, visto che io non mi accontento di così poco, sono andato a guardarmi cosa ne pensa l’escatologia cristiana.
        Guarda guarda cosa ti trovo……..

        “La rivelazione cristiana getta una luce potente sul compimento della storia : tutti gli uomini muoiono , l’io-anima dimora in ” altri mondi ” per un certo tempo. In tutte le religioni si parla di una’anima immortale cioè di un Io-anima che sopravvive alla morte fisica.

        Che l’anima sia immortale, secondo la rivelazione cristiana non significa che sia eterna , ma semplicemente che sopravvive alla morte fisica.Ciò significa che alla morte fisica l’io-anima permane temporanemente in una condizione di attesa : lo Sheol degli ebrei, l’Ade, gli Inferi di greci e Latini , il Regno dei Morti di tutte le religioni.
        Questi ” regni” sono in genere divisi in ” regni di beatitudine” , ” regni di attesa”, “regni infernali”, etc. che possono essere temporanei o permanenti; dopodichè ci sarà una resurrezione universale dei corpi : tutti riceveranno la vita , ma ” in Cristo” .
        Tutti risorgeranno e coloro che saranno immersi con l’io-anima in Gesù riceveranno la vita da lui, cioè la vita divina . Coloro invece che saranno immersi con l’io-anima nel maligno , riceveranno la vita e risorgeranno ma non ” in Cristo”; risorgeranno “in satana” per essere gettati insieme a lui nello ” stagno di fuoco”.
        Passeranno nella SECONDA MORTE e vi rimarranno in eterno.”

        E ancora
        “La salvezza cristiana si manifesta pienamente già tra la prima e la seconda morte: chi muore avendo in sè la vita eterna, cioè Gesù, entra subito nella dimensione definitiva della vita eterna insieme a Dio, il Paradiso e non subirà la SECONDA MORTE (o morte dell’io-anima, la separazione definitiva ed eterna da Dio,) ma risorgerà alla fine dei tempi per una vita umano-divina definitiva, eterna, insieme a Dio.”

        Mi spiace, è venuta una risposta un pò lunga, ma non potevo sottrarmi e non mi sottrarrò certo in futuro.
        Il confronto mi piace e mi appassiona.
        Comunque ben vengano post come questi se suscitano tutto questo interesse.
        Vale optime

        Commento di Francesco | 23 maggio 2012 | Rispondi

        • Spero non si arrivi ad una guerra a base di citazioni. Mi prudono le mani per non citarne 99 contro, ma io sono forte e resisto alla tentazione del Maligno. Mio sarà il Regno dei Cieli?

          Commento di Roberto Zamperini | 23 maggio 2012 | Rispondi

          • Non è una questione di citazioni.
            Ho solo risposto alla tua affermazione secondo la quale nell’ambito della dottrina cattolica non si parla di seconda morte. STOP.

            Commento di Francesco | 23 maggio 2012 | Rispondi

          • Ma cosa vedono i miei occhi? I versi di Ahrimane su questa pagina?

            Ma dove andremo a finire signora mia…dove andremo a finire…

            Commento di Frank Merenda | 23 maggio 2012 | Rispondi

            • Dai picciotti finitela di babbiare! La discussione è davvero interessante e va approfondita, nel rispetto delle scelte altrui.
              Che fà, per amor di conoscenza, io non me li leggo i libri di Viola e Evola?!

              Commento di Francesco | 23 maggio 2012

        • Riporto di nuovo visto che si è cancellato.

          Ap 20,6
          Beati e santi coloro che prendon parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la SECONDA MORTE, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni.

          Ap 20,14 Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la SECONDA MORTE, lo stagno di fuoco.15 E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.

          Ap 2,11
          Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese: Il vincitore non sarà colpito dalla SECONDA MORTE.

          Ap 21,8
          Ma per i vili e gl’increduli, gli abietti e gli omicidi, gl’immorali, i fattucchieri, gli idolàtri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. È questa la SECONDA MORTE.

          PS
          Se ne parla o non se ne parla di seconda morte nel cristianesimo?

          Commento di Francesco | 23 maggio 2012 | Rispondi

          • 1) Perdonami, ma mi sembra un concetto totalmente diverso da quello “pagano”. Qui si sta in toto nell’idea dell’immortalità dell’anima. La seconda morte è l’inferno. Ti concedo che San Francesco possa aver inteso la seconda morte in questo senso e allora niente pagano occulto, ma anche niente “mortalità” dell’anima.

            2) Infine, quello che tu chiami “cristianesimo” ha sempre assorbito il più possibile le basi filosofiche e spirituali della “paganità”, non avendone alcune di proprie, se si esclude il giudaismo. Non mi stupisce dunque di trovare delle analogie tra “cristianesimo” e “paganità”. Se ci mettiamo a studiare le “fonti” di “ispirazione” del cristianesimo, di originale resta poco o niente.

            Per concludere: da parte mia, ABSIT INIURIA VERBIS. E, come diceva il Pater Cicero: “Sua cuique civitati religio, Laeli, est nostra nobis”. Insomma, ognuno si scelga la religione con la quale si sente più in sintonia, anche se fu caratteristico dei Gentili il rispetto assoluto delle religioni e degli dei altrui. Questa fu anche, temo, la causa della loro caduta.

            Commento di Roberto Zamperini | 24 maggio 2012 | Rispondi

            • 1- Non hai niente da farti perdonare, semmai ne avrei io con la mia ignoranza.
              Si, nella Bibbia il concetto “sembra” a prima vista riferirsi a qualcosa di diverso da quello inteso dalla Romana Religio. Una lettura exoterica se vogliamo.
              San Francesco, secondo me, intendeva invece il concetto di seconda morte in termini esoterici, e cioè nel senso della religione Romana, ma non per questo fu un pagano travestito da cristiano.
              Sulla mortalità dell’anima, ti ripeto, il capitolo è ancora aperto. Purtroppo un solo teologo osa porre degli interrogativi in merito, non ho ancora ben capito come mai continuino a permetterglielo.

              2- Appunto, non escludere il giudaismo, vero ispiratore e humus religioso (specie esoterico) e culturale (dalle profonde radici) sul quale nasce e si sviluppa il cristianesimo.
              Non nego però che arrivando a Roma (ma non solo) il cristianesimo abbia potuto assorbire “qualcosa” dalla cultura filosofica e spirituale Romana. Da questo però a dire che “Se ci mettiamo a studiare le “fonti” di “ispirazione” del cristianesimo, di originale resta poco o niente” ce ne passa e anche molto, permettimelo.

              Per il resto siamo perfettamente d’accordo.

              Commento di Francesco | 24 maggio 2012

            • “Non nego però che arrivando a Roma (ma non solo) il cristianesimo abbia potuto assorbire “qualcosa” dalla cultura filosofica e spirituale Romana.”
              QUALCOSA? Permettimi: ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah!!!!!!! Sai cos’è il tuo QUALCOSA? E’ TUTTO!
              Sai come la definirebbe il buon Loris VIOLA? La parodia della Romana Religio.
              E permettimi anche che separare il cristianesimo dal cattolicesimo è cose difficile ed ardua ….

              Commento di Roberto Zamperini | 24 maggio 2012

  4. Ond’io per lo tuo me’ penso e discerno
    che tu mi segui, e io sarò tua guida,
    e trarrotti di qui per loco etterno; 114

    ove udirai le disperate strida,
    vedrai li antichi spiriti dolenti,
    ch’a la seconda morte ciascun grida; 117

    e vederai color che son contenti
    nel foco, perché speran di venire
    quando che sia a le beate genti. 120

    Dante, Inferno, Primo canto

    Tutto chiaro no?

    Commento di Simon | 23 maggio 2012 | Rispondi

  5. Rudolf Steiner possedeva delle doti di occultista eccezionali, ma ha scritto su tutto e di tutto, e NON sempre a proposito. Era un Maestro ma sul Cristianesimo ha fatto prevalere quella che J.Evola avrebbe definito la sua equazione personale, cioè di austro-ungarico figlio di cristiani ottocenteschi. Pur di far quadrare il termine ‘cristiano’ con le sue concezioni politeiste ariane (definizione sua che condivido perché esatta, pagano no) ebbe a lanciarsi in contorsioni dialettiche incredibili, fino a crearsi un SUO cristianesimo solare che, sia detto per inciso, col vero cristianesimo storico in TUTTE le sue sette e conventicole, non ha nulla a che fare. Non fu nemmeno il primo, tra l’altro, questo espediente sincretico per salvare capra&cavoli era già stato tentato subito dopo la morte dell’Imperatore Tiberio.

    Commento di mario puccioni | 23 maggio 2012 | Rispondi

    • E’ sicuramente meno corretto dire “concezioni pagane” che “concezioni politeiste ariane”, ma così pochi capirebbero.

      Commento di Roberto Zamperini | 23 maggio 2012 | Rispondi

  6. Se Francesco d’Assisi e l’Alighieri fossero politeisti ariani io sinceramente non so, ma ne dubito fortissimamente. Certo NON erano ‘cristiani’ ma iniziati a concezioni esoteriche et iniziatiche (gnostiche) rosacruciane che del cristianesimo hanno sempre e soltanto vestito i panni esteriori pur di non finire ammazzati dall’Inquisizione, e su questo non esistono dubbi di sorta.

    Commento di mario puccioni | 23 maggio 2012 | Rispondi

    • 🙂

      Commento di Roberto Zamperini | 23 maggio 2012 | Rispondi

      • Tanto per “allegerire”. Se non fosse che proviene da uno che è noto per essere considerato cristiano, il cantico delle creature a mio modesto avviso potrebbe benissimo essere attribuibile ad uno sciamano dei nativi americani.

        Basta sostituire “nostro signore” con “Grande Spirito” o “Manitù” ed il gioco è fatto.

        Di cristiano vedo poco e nulla.

        Come ha detto il pessimo Puccionide, che fosse un politeista ariano non so ma dubito. Sicuramente era un esoterista rosacrociano, che si faceva passare da cristiano per non esser scannato dinnanzi a pubblica piazza.

        Commento di Frank Merenda | 23 maggio 2012 | Rispondi

  7. Ahi ahi… siamo sempre al discorso dell’anima immortale: sì, no, boh, forse, ma può divenire immortale, no lo è già. Allora visto che ci troviamo di fronte un problema, forse dovremmo partire definendo i concetti di:
    a) anima
    b)immortalità
    Sull’anima e la sua differenza con lo spirito non mi pronuncio e anzi, se qualcuno che ne sa più di me si vuol fare avanti a spiegare, che lo faccia pure, lo leggerò con interesse.
    Ma una cosina sull’immortalità mi sento di dirla: mi sembra una questione assolutamente finta. Mi spiego meglio: non c’è nulla che rimanga sempre uguale. Il presupposto di immortalità è l’esistenza della morte stessa, cioè di uno stato di non-essere (cioè, non essere ciò che si è adesso!) che sembra eterno ed immutabile… ma a parte il fatto che il non-essere può esistere solo in relazione all’essere e dunque non li si può dividere, di eterno ed immutabile nel nostro universo non c’è proprio nulla, a partire dal nostro corpo che cambia continuamente le proprie cellule in un processo continuo di nascita e morte, a partire dal respiro, dal corpo eterico che butta fuori energia “usata” e fa entrare quella “da usare”, per non parlare dei nostri pensieri, delle nostre opinioni che non sono mai uguali momento dopo momento. Ma noi non siamo nulla di tutto questo, ci direbbero dei maestri risvegliati. Persino il tempo non esiste se non come una serie di attimi di presente: il resto sono ricordi e aspettative della mente, e molti mistici ce l’hanno detto. Persino l’universo olografico ci dice che l’unica funzione d’onda è quella del presente, e che fra un istante e l’altro non c’ nulla, o meglio, tutti gli istanti sono sovrapposti insieme e siamo noi che li leggiamo come diversi e distinti, più o meno come le pagine di un libro che sono già tutte insieme ed è il nostro leggere a dare alla lettura un illusione di svolgimento degli eventi. Ripensateci un attimo: noi concepiamo l’esistenza “eterna” solo in relazione al tempo; il tempo però è solo una parte dell’universo e perdipiù illusoria, ma l’universo è aldilà del tempo stesso, non ha mai avuto inizio nè fine (concetti temporali), e molto probabilmente se ciò che è in alto è come ciò che sta in basso (o se preferite la parte dell’ologramma contiene tutte le informazioni dell’ologramma completo) tutto continuamente nasce e finisce, si contrae e si espande, è come il respiro, e nonostante innumerevoli cicli universali noi siamo qui! Per cui ritengo che noi siamo sempre stati qui: certo non come identità singole (Giuseppe, Giovanna, maschio, femmina, italiano, indiano, cristiano, buddhista, ecc ecc) ma come semplice consapevolezza di esistere. Tutto il resto è per forza di cose destinato a cambiare, perchè come l’espirazione è la base della inspirazione, la morte è propedeutica alla vita e ne è solo il lato B, ma la moneta è una sola.

    Commento di Giuseppe | 23 maggio 2012 | Rispondi

  8. La guerra sembra finita e per fortuna non è durata trent’ anni. Mi pare finita anche grazie al condivisibilissimo intervento di Frank Merenda.
    Intervengo brevemente solo perchè casualmente all’ origine del dibattito. Sono stato un perfetto miscredente per la maggior parte della mia vita, ma ho continuato ad amare San Francesco come hanno fatto tantissime persone di cultura non giudaico cristiana, e ciò per la sua a me evidente diversità, al” interno del contesto in cui era inserito. Certo il concetto di morte secunda non era estraneo alla tradizione cristiana, ma mi dico, pensando a Francesco, più che agli “stagni di fuoco”, mi viene in mente “Ah, com’ è sacra/ la luce del sole/ sulle giovani foglie verdi!” .
    L’ ha scritto Francesco? No, un poeta scintoista giapponese, Basho, ma Francesco avrebbe potuto, non trovate?

    Commento di Frabuck | 24 maggio 2012 | Rispondi

    • Guarda che di guerra non ce ne è mai stata. Semmai un acceso dibattito.

      Commento di Francesco | 24 maggio 2012 | Rispondi

  9. Penso che per quanto si possa schematizzare non potremo mai sapere come è la realtà delle cose, come per un viaggiatore non potrà capire il paesaggio da una libretto turistico. E se la Verità è giunta a noi in simboli ed immagini ogni schematizzazione di ogni religione può solo fornirci un indicazione di quello che ci aspetta dopo la morte.
    Anche da Gesù si evince, soprattutto dai vangeli gnostici, che noi siamo Dio e che il Cristo è coscienza non è una persona, un individuo, il Cristo è una vibrazione, una forza che illumina lo spirito e lo aiuta a ritornare al Pleroma.
    E i pagani avevano ragione sulla dissoluzione dei corpi psichici che porta alla seconda morte, ma è solo una questione di identificazione, non dobbiamo pensare di essere i nostri corpi psichici, compresa la personalità, ed è bene che si dissolvono, ma ciò che rimane è solo spirito, del quale non ne abbiamo mai fatto conoscenza durante la vita se non nei momenti ispirati.
    Abbiamo sempre pensato di essere la nostra personalità, le nostre emozioni spinte dal nostro ego, ma ciò che siamo veramente lo possiamo sentire solo in quel momento di eternità (che è assenza di tempo), che potrebbe essere un momento di meditazione o una presa di coscienza.

    Commento di rigel66 | 24 maggio 2012 | Rispondi

  10. Mi percepisco in sintonia con questi pensieri. Qua e la’ sento ancora piccole/grandi deragliate del nostro ego che le parole portano in sè e che sono la causa delle incomprensioni ma sento tanta voglia di fare strada insieme , per questo azzardo ad affermare che la strada intrapresa mi sembra buona e giusta.
    Grazie a tutti.

    Commento di marinella D'onofrio | 27 maggio 2012 | Rispondi

  11. Ha molto affascinato anche me questa frase della morte secunda.
    Io la intendo come da Seneca. In quanto il filosofo vedeva come prima morte il tempo che abbiamo trascorso e ci è dietro alle spalle. Secunda, sarebbe solo la morte ultima. ( Cotidie morimur…)

    Commento di Antonio Menicucci | 16 marzo 2015 | Rispondi


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