Energia Sottile: è così che i Solidi Platonici generano l’Etere? (El4)
Segue a
Energia Sottile: cosa sono i Quattro Elementi? L’Elemento Fuoco o Focus (El1)
Energia Sottile: dai Solidi Platonici ai Quattro Elementi (El2)
Un Universo regolato dalla Geometria (El3)
Prima di tutto: cos’è l’Aether?
Il concetto di Etere era ben noto sia ai Greci, sia ai Romani, sia agli Indiani, ma credo che lo studioso moderno cui si deve la prima definizione razionale di Etere (che d’ora in poi chiamerò spesso anche Aether) sia stato il filosofo francese René Descartes (1596-1650) detto Cartesio. Descartes si era chiesto: se la luce è vibrazione, cosa supporta questa vibrazione? Le onde del mare sono “fatte” d’acqua, il suono è costituito da una serie di compressioni e dilatazioni dell’aria. Qual è il medium della luce? Com’è noto, l’ipotesi è stata rigettata dai seguaci di Einstein, ma forse un po’ troppo frettolosamente, visto che Einstein stesso in più riprese aveva espresso dubbi su questa posizione.
Ovviamente, non ho alcuna intenzione di affogare nel mare magnum delle teorie sull’etere e nelle altrettanto vaste loro confutazioni. Dico solo che la nostra percezione di quello che chiamiamo forse impropriamente “Energia Sottile” è un indizio (a mio avviso molto pesante) dell’esistenza dell’etere. Mi limito dunque a considerare attentamente certe teorie scientifiche, che a me sembrano le più vicine alle nostre esperienze sensoriali. Questo è un argomento centrale: noi siamo in grado di percepire quelle che chiamiamo “Energie Sottili” e, poiché la Scienza sembra attardata su quest’argomento, siamo costretti a cercare delle razionalizzazioni alle nostre esperienze. Immaginate di essere gli unici in grado di vedere in un pianeta di ciechi, che sostengano che non esistono le stelle, che si tratta solo di una vostra fantasia e che, ciò nonostante, stiate cercando di comunicare quanto voi vedete. Ebbene, ci troviamo nella stessa situazione: sappiamo che l’Energia Sottile esiste, ma la Scienza si rifiuta di ammetterlo.
Non troppo tempo fa, un tale, di nome Galileo, visse un’esperienza simile: aveva visto nel suo cannocchiale le macchie del Sole, ma la Scienza di quel tempo rifiutò questa scoperta perché Aristotele diceva una cosa diversa: ipse dixit.
Utilizzando una definizione del ricercatore Gabriel LaFrenière, un canadese del Québec, affermerò che
1) L’Aether è una sostanza omogenea, comprimibile ed elastica, che occupa lo spazio, sia quello vuoto, sia quello all’interno stesso della materia.
2) L’Aether ha una natura formativa, o, per utilizzare un termine più difficile ma di identico significato, morfogenetica.
3) L’Aether è ovunque e, ovunque, è responsabile dei fenomeni che chiamerò di energia densa (per distinguerla dall’Energia Sottile).
Gabriel LaFrenière crede, come d’altra parte molti altri scienziati e ricercatori, che la materia sia fatta di onde stazionarie e, come Descartes, che se esistono delle onde, deve esistere anche il medium che le supporta e questo medium lo chiama Aether o Etere. Guardate questa bella animazione (a destra): rappresenta la visualizzazione opera dello stesso LaFrenière di un elettrone, considerato appunto come un’onda stazionaria. Naturalmente non solo l’elettrone, ma ogni particella può essere considerata come la manifestazione di un’onda stazionaria e anzi possiamo, insieme a LaFrenière, dire, sintetizzando il concetto che
tutta la materia è fatta d’onde.
Ma dire questo, se ammettiamo che la vibrazione, l’onda, necessitano di un medium che le manifesti, e se chiamiamo Aether questo medium, allora significa anche affermare che
la materia è fatta di Aether, che è costantemente in vibrazione e che può mutare di frequenza.
Allora, mi chiedo: vari “tipi” o modalità di Aether generano vari tipi o modalità di materia? Possono, queste diverse modalità di materia, dipendere da diverse vibrazioni dell’Aether o meglio: da sue differenti “frequenze”? E se sì, come possiamo visualizzare queste diverse vibrazioni? Come possiamo spiegarci i quattro stati della materia con il concetto di Aether e della materia “fatta d’onde”? E soprattutto, visto che di questo ci stiamo occupando: come possiamo raccordare questi concetti ai quattro Solidi Platonici?
La Cimatica: un’analogia di come differenti vibrazioni dell’Aether generano differenti stati della materia
Osservate l’animazione a sinistra: raffigura una generica onda. Quei puntini azzurri che non si muovono, si chiamano nodi. E’ abbastanza ovvio che più i nodi sono vicini tra loro, più è alta la frequenza dell’onda (Sì, lo so, che non è un modo scientifico di esprimersi, ma così ci capiamo tutti!). Nell’articolo precedente (Energia Sottile: i Solidi Platonici, i Quattro Elementi, l’Etere (El3) ho avanzato l’ipotesi che la forma dei “contenitori” di Aether possa essere in grado di modificare la struttura delle bolle dell’etere schiumoso. L’Universo visto come una sorta di schiuma densa ed elastica, fatta di bolle, in cui deformazioni torsionali sarebbero la causa delle particelle della materia osservabile, che è come dire che la forma di queste bolle determinerebbe lo stato della materia a cui la particella apparterebbe. Pertanto, i passaggi di stato (come l’acqua liquida che diventa vapore o ghiaccio) altro non sarebbero dunque se non delle deformazioni geometriche delle bolle costituenti l’Etere schiumoso. La conclusione è che
il “contenitore” dell’Aether modifica le bolle ciò che è come dire che, a seconda della sua forma, si generano differenti tipi di Aether e dunque di materia.
La Cimatica è la disciplina creata dallo svizzero Hans Jenny, che studia l’effetto morfogenetico delle onde sonore. Il nome cimatica è stato coniato dallo stesso Hans Jenny, e deriva dal greco kymatika (κυματικά) che significa “studio riguardante le onde”. kyma (κΰμα) in greco significa “onda, flutto”. (Vedi Wikipedia). Il principio di base della Cimatica è oltremodo semplice e risale ad una scoperta del musicista e fisico tedesco Ernst Chladni che, nel XVIII secolo, aveva osservato che mettendo in vibrazione una membrana o una lastra che contengono della polvere sottile o della farina, si possono visualizzare strane figure che si modificano al modificarsi della frequenza del suono.
La polvere, infatti, si sposta per effetto della vibrazione e si accumula progressivamente
nei punti della superficie in cui la vibrazione è nulla, cioè nei nodi!
Insomma, se la vibrazione è stazionaria, questi punti formano un reticolo di linee, dette “figure di Chladni“. La bella immagine a sinistra è opera dello stesso Hans Jenny e compare nella voce Cimatica di Wikipedia.
E’ evidente che la Cimatica offre una straordinaria analogia tra le forme fisiche e l’Aether: così come differenti suoni creano differenti figure di Chladni, altrettanto differenti forme possono creare tipi differenti di Aether. Che io sappia, la ricerca sulla Cimatica s’è svolta sinora per studiare come cambiano le figure di Chladni al mutare della frequenza del suono, ma nessun ricercatore s’è posto il problema di come cambiano le figure al mutare della forma del contenitore. Peccato! Credo sarebbe stato assai interessante e avrebbe forse fornito indizi sul meccanismo occulto dei Solidi Platonici …
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Tutto quanto sopra può essere una buona risposta (ancorché intuitiva) alla PRIMA DOMANDA, che, lo ricordo, era: come possono i Solidi aver generato gli Elementi? Ricordo che la SECONDA DOMANDA era: i Solidi hanno generato gli Eteri all’origine del Cosmo o li generano ancor oggi? Tenterò di dare una risposta anche a questa domanda …
(SEGUE)
Un Universo regolato dalla Geometria (El3)
Un Universo regolato dalla Geometria
Nel precedente articolo, Energia Sottile: dai Solidi Platonici ai Quattro Elementi (El2), proponevo tre domande:
PRIMA DOMANDA: come possono i Solidi aver generato gli Elementi? E poi …
SECONDA DOMANDA: i Solidi li hanno generati all’origine del Cosmo o li generano ancor oggi? Ed anche …
TERZA DOMANDA: possono avere ancor oggi una qualche utilità?
E’ il momento di tentare qualche prima risposta …
I preoccupanti risvolti della diffusione delle lampade fluorescenti: bioplasmoidi di tutto il mondo unitevi! (GD 16)
Lampade fluorescenti: la cura è peggiore del male? (GD 13)
Lampade fluorescenti: contaminazione da mercurio in casa? (GD 14)
CFL, il cancro da smog elettromagnetico e altri malanni (GD 15)
Magari, qualcuno s’è chiesto il perché di quel “Ipotesi Bioplasmoidi” all’inizio di una serie di articoli contraddistinti dalla sigla GD e che, soprattutto all’inizio, sembravano non aver nulla a che fare con le lampade CFL Bene: ci siamo arrivati.
Tutto il mio discorso iniziava come una sorta di chiosa a quanto già avevo scritto nel mio libro (La Cellula Immortale e l’Energia del Tempo) nel quale proponevo un’ipotesi piuttosto azzardata: al centro della galassia e al centro della Terra vi sarebbero due immense strutture che memorizzano informazioni, le scambiano tra loro e le inviano agli esseri viventi sul nostro pianeta. Le ho chiamate: la prima, il Gran Sole Centrale (seguendo la tradizione di molte antiche culture), la seconda, Gaia.
L’onnipresente plasma
Alla base di tutto questo discorso c’è il concetto di plasma. Scrivevo in un precedente articolo: La gran parte della materia dell’Universo è, per quanto possa sembrare incredibile, allo stato di plasma. Si calcola che la materia del cosmo sia composta al 99% (e forse anche MOLTO di più!) da plasma. Gli altri tre stati della materia sono relativamente più rari. Quando si parla di stati “ordinari” della materia, si intende il gassoso, il liquido, il solido. Forse sarebbe più giusto definirli stati non ordinari! Oggi è di gran moda, presso gli astrofisici meno ortodossi, parlare di Universo al plasma. E già, perché se l’Universo è fatto per oltre il 99% da plasma, sarebbe bene cominciare a pensare che il plasma giochi una parte di gran rilievo in tutti i fenomeni celesti …