Il blog di Roberto Zamperini

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Divinità nelle Statue, Monumenti, Archi, Obelischi, eccetera

RZRicordo a tutti che il mio interesse non è centrato sul SAPERE o sul CONOSCERE, ma sul FARE. Dunque, sapere è per me funzionale al FARE oppure è del tutto inutile. Quanto segue è solo un primo approccio al problema. Non sono un esperto in materia e, se sbaglio, chi ne sa più di me mi correggerà con mia massima tranquillità e senza miei traumi. Ho tentato di farmi aiutare da altri, ma, come vi dirò, con scarsissimi risultati. Tanto vale dunque contare sulle mie e sulle nostre forze, trattando la cosa con voi e tra noi, cioé tra esperti dell’Energia (tenendoci magari il nostro buon MP quale esperto in grado di correggere eventuali sciocchezze o anche di dirigere il discorso verso lidi più consoni al corretto risultato!) Che i Numina ci guidino.

Premetto che il termine Animazione delle Statue è un equivalente di Divinizzazione. Secondo la Tradizione, gli Antichi erano in grado di “animare” le statue. Vedremo più avanti l’esatto significato del termine, che comunque non deve essere inteso nel senso dei … cartoni animati. Cioé: le statue animate restavano ferme! Con divinizzazione o animazione si può intendere la presenza all’interno della statua o dell’oggetto di una divinitas, fenomeno che in effetti è spesso facilmente percepibile – almeno a chi come noi ha percezione delle energie – in molte statue, soprattutto in quelle romane. Questa presenza si sente facilmente come una potente sorgente d’energia, pulita, chiara inesauribile. Questa “tecnologia sottile” che permetteva questi risultati era parte di una vera e propria Scienza Sacra, in gran parte per noi perduta, ed era chiamata dai greci Telestica Della Telestica neoplatonica si trovano accenni in Giamblico, in Proclo e, credo, in Plotino.

Ma cos’era esattamente la Telestica? Che scopi aveva? Come si procedeva?

La telestica e la teurgia.

LA TELESTICA (da questa parola deriva l’italiano talismano dal greco telèo = consacro o rendo perfetto) era una particolare forma di teurgia. . Dunque esaminiamo per primo il significato di teurgia. Anche questa è una parola che viene dal greco: (theourghìa = thèos dio + ourghìa = opera, quindi operare con o grazie agli Dei. La teurgia, dice Wikipedia, è una pratica magico-religiosa che consiste nell’evocazione di potenze ultraterrene (angeli) al fine di comunicare o di unirsi a loro traendone benefici spirituali, o di manipolarle per scopi magici. Si attua attraverso operazioni rituali, di carattere cerimoniale – gesti ineffabili condotti con precisione e solennità – che utilizzano simboli, formule o altro che, in senso analogico, siano adeguate ad attirare l’energia sovrannaturale desiderata. I simboli, i gesti e la lingua usata non devono essere comprensibili e non devono in alcuna maniera essere conoscibili in senso razionale. Gli stessi nomi delle entità evocate sono in “lingue barbare” antiche o comunque sconosciute ai partecipanti. L’efficacia del rito dipende dalla sospensione della razionalità umana per consentire l’attivazione degli elementi psichici superiori che ricevono l’energia divina o daimonica.

E veniamo finalmente alla telestica, che è una forma particolare di Teurgìa. Si tratta di un’operazione magica, con la quale si volevano caricare o animare statue o oggetti, che in questa maniera potessero svolgere una funzione magica o propiziatoria o essere utilizzati per rituali religiosi.

Celebri teurghi dell’antichità furono Ermete Trismegisto e Giuliano il Teurgo. By RZ
SEGUE

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22 aprile 2014 Posted by | Conosci Te Stesso, Crescita Personale, Energie Sottili, Ermetica ed Alchimia, Roberto Zamperini, Storia | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

Ritorno a Notre-Dame: come uccidere l’anima di una città (1)

Parigi o Lutetia Parisiorum, come la chiamavano i Romani, che la ri-fondarono probabilmente su una città gallica abitata dai Parisi, in un luogo dove c’era molto fango a giudicare dal nome che le diedero (il lutum era un’erba palustre che vive nel fango) e dunque Lutetia Parisiorum significherebbe la città fangosa dei Parisi o, come la chiamano i francesi, Paris,  la grande capitale di un ex grande impero un tempo cuore d’Europa, modernizzandosi, sta forse diventando l’ex cuore d’Europa?

Una domanda non oziosa se si considera che Parigi è città la cui cifra è data da quella famosa “aria di Parigi”, fatta di musiche, di poesia, di atmosfere, di cieli e di nuvole. Se a Parigi le togli l’atmosfera, cosa resta, ora che il fango non c’è più? I palazzoni anonimi della Défense? La Grande Arche de la Fraternité fortemente voluta e realizzata dal presidente Mitterand del quale i francesi dicono sia stato Gran Maestro del 33° grado della Massoneria? Begli oggetti architettonici, maestosi, ma li puoi vedere in tutte le moderne capitali del mondo e a volte anche in versione migliore! Andare a Parigi solo per questo, dovendo rinunciare a respirare quella sua aria così speciale, perché ormai evaporata per sempre? Allora non varrebbe la pena di sopportare i pessimi alberghetti parigini pericolosi e spesso sporchi, cui si regalano le “stelle” con grande libertà. O, se preferite, con grande Liberté

A proposito di fango o lutum: a Parigi circola un’altra versione. PAR-ISIS, ovvero la città dedicata ad Isis o Iside. Un’etimologia divertente che sta solo a significare la difficoltà che hanno alcuni francesi (alcuni: non tutti!) ad ammettere che loro sono gallo-romani e non celti. Il nazionalismo alle volte diventa stupido. Asterix docet …

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19 luglio 2010 Posted by | Ambiente, Domoterapia Sottile, Radiestesia, Storia | , , , , , , , | 9 commenti