Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

Un Impero magico-religioso, oltre che militare e politico

Romolo e legione
Segue a:

https://zaro41.wordpress.com/2014/06/17/invocazione-ed-evocazione/

https://zaro41.wordpress.com/2014/05/21/nonluogo-no-grazie-spazio-antropologico/

https://zaro41.wordpress.com/2014/05/05/genius-loci-e-la-sacralita-di-un-bosco/

https://zaro41.wordpress.com/2014/04/24/divinita-nelle-statue-monumenti-archi-obelischi-eccetera-seconda-parte/

https://zaro41.wordpress.com/2014/04/22/divinita-nelle-statue-monumenti-archi-obelischi-eccetera/

INVOCATIO da cui l’italiano INVOCAZIONE, che è parola che viene appunto dal latino ed è formata da in e da vocàre, ovvero chiamare a sé, implorare l’aiuto. Secondo Wikipedia, i medici romani all’inizio della ricetta compilavano sempre una praepositio o invocatio, ovvero una formula iniziale del tipo “In nomine Jovis” = nel nome di Giove.

Ben più interessante è la

EVOCATIO e EVOCATIO DEORUM (Evocazione e l’evocazione degli Dei) anche se, probabilmente, l’idea del Kremmerz possa non contenere tutta la verità. Comincerò con una breve descrizione di una pratica molto famosa: la evocatio deorum.

Premetto alcune brevi considerazioni. Dice Paolo Possenti, ne Le Province dell’Impero:

Certamente i Romani furono un singolare popolo di conquistatori perché non cercarono di sostituire la loro etnia a quelle locali. I Romani non furono un popolo che faceva migrazione di massa come i Germani, né conquistatori che sterminavano i popoli precedenti come gli Unni e i mongoli, né tanto meno come arabi o altri popoli orientali, che considerando la donna la preda più ambita, trasformarono profondamente le etnie precedenti. Gli arabi in particolare in un secolo riuscirono a modificare la composizione etnica dei territori conquistati eliminando fisicamente gran parte degli uomini e immettendo le donne nei loro Harem. Tale tipo di espansione etnica, il più odioso dal punto di vista occidentale, urtava completamente con la concezione monogamica della vita romana, con la disciplina ferrea delle legioni e con il rispetto che sempre i Romani portarono alla famiglia ed alla vita privata dei popoli vinti.

La conquista romana fu senza dubbio basata sulla forza delle armi, ma vi contribuì in maniera determinante la saggezza politica ed una severa moralità nella vita privata. Né la crisi e il collasso della classe dirigente tradizionale durante il I secolo dopo Cristo distrusse la sagacia e la capacità amministrativa degli elementi appartenenti alla piccola nobiltà e alla borghesia italica, che in realtà amministrerà l’Impero ancora per un paio di secoli.

Il miracolo della romanizzazione in vasti territori non avanza quindi con l’insediamento di popolazioni che l’Italia non aveva.

Certamente, i Romani erano gente capace e pragmatica, in grado di imparare e di perfezionare ogni cosa al massimo grado, dall’architettura alla medicina, dall’urbanistica all’arte militare, dal diritto alla letteratura e a quant’altro. Ma, mi chiedo, basta la forza delle armi, basta la sagacia politica, basta la superiorità tecnologica, la certezza del diritto a spiegare la loro fortuna? Mi ha sempre colpito questa frase di Plutarco: “Roma non avrebbe mai potuto assurgere a tanta grandezza se non avesse avuto in qualche modo origine divina, tale da offrire, agli occhi degli uomini, qualcosa di grande e di inesplicabile”. Questa origine divina inesplicabile merita di essere guardata anche dal punto di vista nostro, ovvero il punto di vista energetico. E usciranno cose molto interessanti. Ma, prima di tutto, occorrerà deporre gran parte della nostra presunzione moderna e ripartire da quanto loro facevano e credevano, senza ritenere a priori di trovarci di fronte a qualcosa che noi moderni siamo necessariamente in grado di comprendere e di gestire. Si vedrà infatti che, alla fine di una lunga analisi, nonostante molte cose saranno chiarite, un punto resterà, per dirla con Plutarco, inesplicabile: come facevano? Un segreto sepolto dai secoli. Almeno per me.

E’ ben noto che Roma non abbia mai imposto la sua religione e le sue divinità ai popoli che conquistava, anzi, è vero il contrario. La religione romana era pragmatica ed eclettica. Alcuni studiosi hanno affermato che a tutte le religioni venivano date “pari opportunità”: c’era spazio per tutti e per tutte, tanto che si calcolano almeno cento divinità maggiori e non meno di dodici misteri.

I romani erano ben consapevoli della importanza delle divinità proprie tanto quanto di quelle degli stranieri, soprattutto in tempi di guerra. Quando attaccavano un altro popolo, una città, una fortezza, per prima cosa tentavano di convincere gli dei del nemico, compresi i loro Genii Loci, a passare dalla loro parte. Come risultato di questa strategia magico-religiosa di guerra, esisteva una pratica denominata “evocatio deorum” (l’evocazione degli dei), che aveva l’obiettivo di neutralizzare il nemico prima di tutto prendendo “possesso” delle sue divinità, invogliandole a trasferirsi a Roma, dove ci si impegnava ad accoglierle con un apposito santuario, con preghiere, sacrifici e praticando il loro culto. Anzi, si faceva di più: ci si impegnava a far meglio del nemico e dunque che interesse avrebbero avuto le sue divinità protettrici a restare dalla sua parte?

by RZ

CONTINUA

21 luglio 2014 Posted by | Cleanergy, Conosci Te Stesso, Crescita Personale, Energie Sottili, Roberto Zamperini, Storia, subtle energy, Tecnica Energo-Vibrazionale | , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

Invocazione ed evocazione.

PenatiSegue a : https://zaro41.wordpress.com/2014/05/21/nonluogo-no-grazie-spazio-antropologico/

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Oltre i Lares, i Romani veneravano anche i Penates o Penati.

Da Wikipedia:

I Penati sono esseri spirituali della Religione romana, assimilabili agli angeli custodi del Cristianesimo.Sono gli Spiriti Protettori di una famiglia e della sua casa (Penati familiari o minori), ed anche dello Stato (Penati pubblici o maggiori). Il nome deriva dal Penus, “tutto ciò di cui gli uomini si nutrono”, o dal fatto che essi risiedono nel penitus, la parte più interna della casa, dove si teneva il cibo. Ogni famiglia aveva i propri Penati, i quali venivano trasmessi in eredità alla stregua dei beni patrimoniali. Il sacrificio ai Penati poteva avere cadenza quotidiana o occasionale.

I consoli, nell’assumere o nel rimettere la propria carica, erano obbligati a celebrare un sacrificio a Lavinio in onore dei Penati pubblici. Il culto dei Penati pubblici era connesso a quello di Vesta. I magistrati della città prestavano giuramento in viso ai Penati pubblici. Per i Penati della famiglia di Enea si conosce anche un culto pubblico, furono identificati come Penati di Roma, per il fatto che Roma veniva fatta ricondurre alla stirpe eneade. Per queste divinità esisteva un tempio sul Palatino, dove venivano rappresentati come due giovani seduti.

Questa statua è stata ben animata:Penates

CONCLUSIONE. Cosa possiamo dire a proposito di quanto visto finora? Premesso che andrebbero fatte indagini ben più corpose, prendendo un gran numero di reperti (cosa non facilissima) sulla base del ridottissimo campione possiamo azzardare una prima affrettata conclusione. I reperti mostrano una interessante concentrazione energetica, che, presumibilmente, è l’effetto della memoria sui materiali usati di preghiere, riti, invocazioni, eccetera. Nulla di più, insomma, di forme-pensiero che si sono andate accumulando nel tempo.

E’ tempo di passare alla divinizzazione vera e propria, dove si scoprono i fenomeni più notevoli, se non addirittura in molti casi, strabilianti.

La scoperta della divinizzazione di statue e monumenti
Una nota preventiva. Da qui e nel seguito userò spesso il virgolettato ad indicare la mancanza nell’attuale Dizionario della Lingua Italiana di termini che indichino con precisione certe realtà alle quali da secoli non abbiamo più dato cittadinanza. Me ne scuso, essendo ben consapevole del fastidio che una tale uso smodato possa dare nel Lettore, ma confido nella sua comprensione.

Vorrei interrompere momentaneamente la breve descrizione iniziata per spendere due parole sul come e il perché sono arrivato (senza peraltro saperne nulla) alla ri-scoperta personale di quest’arte degli Antichi ed in particolare dei Romani. Questo è un argomento interessante poiché all’inizio non ne sapevo quasi nulla e la scoperta di “Entità” energetiche all’interno di certe statue romane mi sembrò subito qualcosa che andava al di fuori di ogni mia precedente esperienza. Energia di forme-pensiero inserite dai loro creatori o dai fedeli? Esaminai questa ipotesi, che mi sembrò subito da scartare. Il tipo di Energia che abitava quelle statue, quei monumenti aveva una qualità, certe caratteristiche che mi erano sembrate subito più vicine all’energia di un essere vivente, che non a quella di una forma-pensiero.

1) Mi resi conto subito di un fenomeno assai particolare. L’energia di una forma-pensiero tende a smorzarsi e, se le invii altra energia, semplicemente la assorbe, per così dire, in modo passivo. Queste Entità energetiche avevano invece un comportamento assolutamente differente: non si limitavano ad assorbire, ma, come se fosse stato destinato Loro un omaggio o addirittura (mi si perdoni il termine) un sacrificio (da sacer = sacro e facere = fare e dunque render sacro e, come dice il Dizionario Etimologico, offrire doni alle Divinità privandosene sé medesimi), Esse rispondevano ampliandosi a volte in modo imprevedibile.

2) Inoltre, nel caso di una forma-pensiero, ma potrei dire anche di un cristallo, di acqua o di olio, l’oggetto cui si inviano tipi diversi di energia non sceglie alcuni tipi e ne scarta altri. Nel caso di codeste Entità Energetiche le cose andavano ben diversamente. Per chi ne capisce di energie sottili: c’erano alcune “statue” (dovrei dire più correttamente “Entità Energetiche che albergavano in alcune statue) che sembravano gradire certe energie e rifiutarne decisamente altre; mentre altre “statue” facevano il contrario.

3) Infine, dopo tali “sacrifici” (nel vero significato originale del termine) le Entità Energetiche sembravano diventare qualcosa di completamente differente da ciò che erano in origine.

Queste considerazioni mi portarono presto a pensare che “dentro” certe statue e certi monumenti i Romani dovevano, utilizzando una tecnologia sottile a me totalmente sconosciuta, aver “inserito” Entità Energetiche che erano, per così dire, vive e dotate di consapevolezza. Una scoperta per me assolutamente sconvolgente! Un conto è parlare di esseri invisibili della Natura, un conto è scoprire che un popolo tanto antico, anche se le sue tracce sono a me così vicine spazialmente, fosse talmente tanto avanti nella Scienza Sottile da essere in grado di far “abitare” statue e monumenti da Entità Energetiche in qualche modo ancor oggi viventi e consapevoli.

Ma come potevano i Romani fare questo? E poi: poiché le fonti storiche fanno risalire la Telestica ai Greci, forse i Greci avevano insegnato quest’Arte ai Romani e di essi erano ancor più grandi?… E ancora: ritroviamo quest’Arte solo nei Greci e nei Romani o anche in altre Scienze Sacre di altri popoli? Cosa è rimasto di questa Scienza in tempi più recenti?

Prima di tentar di rispondere a queste e alle tante altre domande che si affollano nella mente, ritorniamo al Kremmerz e vediamo cosa dice della Teurgia:

Magia, psicurgia, teurgia, queste sono le tre grandi divisioni della scienza occulta, le quali corrispondono ai tre mondi: naturale, umano, divino; non possiamo non istudiare in alcune brevi pagine i mezzi occulti concessi agli uomini per mettersi in rapporto fra loro e cogli esseri dei mondi naturale e divino. Questi mezzi sono di due specie principali; vi è: l’EVOCAZIONE e l’INVOCAZIONE;

evocare vale far salire fino a sé un essere inferiore;

invocare vale montare fino ad un essere superiore; il mago evoca gli elementari;

il teurgo invoca gli dei; l’occultista che professa la psicurgia evoca ed invoca al tempo stesso gli uomini—vivi o morti— coi quali vuol mettersi in rapporto, li chiama a sé e fornisce la metà del cammino; almeno tale è il caso più frequente, poiché certi uomini devono essere assimilati agli elementari ed altri agli dei; ciò contiene un grande mistero.

Dall’esposizione del Kremmerz emergono due parole-chiave: INVOCAZIONE ed EVOCAZIONE.

by RZ

…SEGUE

17 giugno 2014 Posted by | Cleanergy, Crescita Personale, Energie Sottili, prana, Roberto Zamperini, Storia, Strumenti, subtle energy, Tecnica Energo-Vibrazionale | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

Divinità nelle Statue, Monumenti, Archi, Obelischi, eccetera

RZRicordo a tutti che il mio interesse non è centrato sul SAPERE o sul CONOSCERE, ma sul FARE. Dunque, sapere è per me funzionale al FARE oppure è del tutto inutile. Quanto segue è solo un primo approccio al problema. Non sono un esperto in materia e, se sbaglio, chi ne sa più di me mi correggerà con mia massima tranquillità e senza miei traumi. Ho tentato di farmi aiutare da altri, ma, come vi dirò, con scarsissimi risultati. Tanto vale dunque contare sulle mie e sulle nostre forze, trattando la cosa con voi e tra noi, cioé tra esperti dell’Energia (tenendoci magari il nostro buon MP quale esperto in grado di correggere eventuali sciocchezze o anche di dirigere il discorso verso lidi più consoni al corretto risultato!) Che i Numina ci guidino.

Premetto che il termine Animazione delle Statue è un equivalente di Divinizzazione. Secondo la Tradizione, gli Antichi erano in grado di “animare” le statue. Vedremo più avanti l’esatto significato del termine, che comunque non deve essere inteso nel senso dei … cartoni animati. Cioé: le statue animate restavano ferme! Con divinizzazione o animazione si può intendere la presenza all’interno della statua o dell’oggetto di una divinitas, fenomeno che in effetti è spesso facilmente percepibile – almeno a chi come noi ha percezione delle energie – in molte statue, soprattutto in quelle romane. Questa presenza si sente facilmente come una potente sorgente d’energia, pulita, chiara inesauribile. Questa “tecnologia sottile” che permetteva questi risultati era parte di una vera e propria Scienza Sacra, in gran parte per noi perduta, ed era chiamata dai greci Telestica Della Telestica neoplatonica si trovano accenni in Giamblico, in Proclo e, credo, in Plotino.

Ma cos’era esattamente la Telestica? Che scopi aveva? Come si procedeva?

La telestica e la teurgia.

LA TELESTICA (da questa parola deriva l’italiano talismano dal greco telèo = consacro o rendo perfetto) era una particolare forma di teurgia. . Dunque esaminiamo per primo il significato di teurgia. Anche questa è una parola che viene dal greco: (theourghìa = thèos dio + ourghìa = opera, quindi operare con o grazie agli Dei. La teurgia, dice Wikipedia, è una pratica magico-religiosa che consiste nell’evocazione di potenze ultraterrene (angeli) al fine di comunicare o di unirsi a loro traendone benefici spirituali, o di manipolarle per scopi magici. Si attua attraverso operazioni rituali, di carattere cerimoniale – gesti ineffabili condotti con precisione e solennità – che utilizzano simboli, formule o altro che, in senso analogico, siano adeguate ad attirare l’energia sovrannaturale desiderata. I simboli, i gesti e la lingua usata non devono essere comprensibili e non devono in alcuna maniera essere conoscibili in senso razionale. Gli stessi nomi delle entità evocate sono in “lingue barbare” antiche o comunque sconosciute ai partecipanti. L’efficacia del rito dipende dalla sospensione della razionalità umana per consentire l’attivazione degli elementi psichici superiori che ricevono l’energia divina o daimonica.

E veniamo finalmente alla telestica, che è una forma particolare di Teurgìa. Si tratta di un’operazione magica, con la quale si volevano caricare o animare statue o oggetti, che in questa maniera potessero svolgere una funzione magica o propiziatoria o essere utilizzati per rituali religiosi.

Celebri teurghi dell’antichità furono Ermete Trismegisto e Giuliano il Teurgo. By RZ
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22 aprile 2014 Posted by | Conosci Te Stesso, Crescita Personale, Energie Sottili, Ermetica ed Alchimia, Roberto Zamperini, Storia | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

Arriva il nuovissimo Midi Cleanergy 07.11! Su quali principi è basato? (NCl1)

Ripropongo il vecchio articolo finito, non so come, nel cestino del Blog …

Questo articolo è dedicato a coloro che amano sviscerare le cose. Molti dei concetti che qui esprimo potranno sembrare difficili ed astrusi. In realtà, nulla di tutto ciò: chi frequenta i corsi della Tecnica Energo-Vibrazionale, soprattutto nei corsi più avanzati, conosce bene questi concetti e addirittura è in grado di applicarli in pratica.

Dopo un anno di duro lavoro, il glorioso Midi Cleanergy 10.10 va meritatamente in pensione …

… e arriva a voi il mio nuovo capolavoro, del quale sono molto orgoglioso: il Midi Cleanergy 07.11. In cosa differisce dal precedente? Per dirvelo, occorre spiegarvi qualcosa circa la natura di questo neonato. Prima di tutto …

1. Qual è il significato della sigla Midi Cleanergy 07.11?

07.11 vuol dire che questo è il settimo prototipo sperimentato e testato durante l’anno 2010 e destinato a veder la luce nel 2011.

2. Per cominciare: come possiamo definire il Cleanergy?

Tutti i modelli della Tecnologia Cleanergy (1) sono, essenzialmente, dei collettori d’energia qualificata. Un collettore d’energia non è altro se non uno strumento in grado di “aspirare” energia sottile da una parte e proiettarla da un’altra parte.  In questo Blog ho fornito qualche semplice istruzione per creare e sperimentare semplici collettori d’energia sottile, istruzioni alle quali vi rimando (2). Rispetto a ciò che un collettore d’energia può fare, possiamo definire due classi

  • collettori d’energia sottile elementari
  • collettori d’energia sottile modulanti il flusso d’energia.

E’ evidente che il Cleanergy appartiene alla seconda classe: il Cleanergy modula e qualifica il flusso d’energia in uscita. Un collettore d’energia qualificata come il Cleanergy (in realtà, finora mi sembra l’unico capace di questo) fa di più, perché non si limita proiettare l’energia assorbita dall’esterno, a modificarla, a trasformrla: la trasmuta.

3. Che significa “trasmutare”?

Significa trasformare l’energia congesta in energia pura ed in bioenergia o Forza Vitale. Ovviamente stiamo parlando di energia sottile e dunque stiamo parlando di trasmutazione sottile, non d’altro. Chi conosce la Tecnica Energo-Vibrazionale sa che noi consideriamo quattro “spazi” virtuali o se si preferisce “modalità” di etere. Tra parentesi: il nostro concetto di etere differisce totalmente da quello della Fisica, perché sono basati sui concetti di base dei Sette Raggi. (3) Quando questi

4. Che c’è di nuovo nel Midi Cleanergy 07.11 rispetto al modello 2010?

E’ un discorso lungo e complesso. Vi chiedo una certa dose di pazienza! La filosofia tra i due – Midi Cleanergy 10.10 Midi Cleanergy 07.11 – è grosso modo la stessa, ma il livello di utilizzazione del modello di riferimento è molto più avanzato. Chiamo “modello di riferimento” tutte quelle ipotesi che pongo alla base delle nostre conoscenze sulla Energia Sottile. Sto preparando un libro su questo argomento, ma si tratta di pagine molto sofferte, poiché l’argomento è arduo e ci si deve avventurare attraverso i concetti con grande attenzione, perché sono nuovi ed in gran parte inesplorati. Dunque, qui mi proverò a fare una sintesi, ma mi perdonerete se l’aspetto teorico non sarà chiarito nel modo ottimale. Inoltre, tenete presente che si tratta di informazioni, parte delle quali sono già incluse in cinque libri, ai quali vi rimando.

Com’è noto a chi mi segue in questo Blog, il modello di riferimento è basato su tre principi di base:

4.1 Cosa sono i Sette Raggi? Che ruolo svolgono?

Chi ha seguito i miei corsi ed anche chi segue questo Blog sa di cosa sto parlando. Possiamo dire – nell’accezione da me utilizzata – che

i Sette Raggi sono le sette istruzioni fondamentali che possiamo dare ad un flusso d’energia.

Il Cleanergy, è chiaro, crea un flusso d’energia, e quindi è un collettore d’energia qualificata. (2) Come ho detto, è un collettore d’energia molto sofisticato, ben più sofisticato di un semplice collettore di Reich, ma è sempre e comunque, un collettore d’energia. Ho detto che per qualificata intendo una serie di istruzioni in grado di operare una trasmutazione dell’energia ingresso. Ma il Cleanergy non fa solo questo, perché fornisce all’energia tutta una serie di istruzioni.

Queste sette istruzioni possono così riassumersi in estrema sintesi:

  • accelera il flusso d’energia (R1)
  • frena o blocca il flusso d’energia (R7)
  • sposta in alto l’ordine verticale del flusso d’energia (R3)
  • sposta in basso l’ordine verticale del flusso d’energia (R5)
  • assorbi il flusso d’energia (R6)
  • espelli il flusso d’energia (R2)
  • crea risonanza e/o equilibrio tra due flussi d’energia o due entità energetiche (R4)

Per maggiori informazioni sui Sette Raggi, vi ricordo che ne ho parlato in I Sette Raggi (il primo ABC: cosa sono i Sette Raggi?) I Sette Raggi (secondo ABC: cos’è il Quarto Raggio?) I Sette Raggi (terzo ABC: ancora sul Primo Raggio) I Sette Raggi (quarto ABC: il Quarto Raggio, il Palladion e il cavallo di Troia) I Sette Raggi: il Quarto Raggio, madre di tutte le Energie d’Oro (1) I Sette Raggi: il Quarto Raggio, l’Energia d’Oro e Castel del Monte (2). Se siete davvero interessati a capirci di più, vi invito a leggere o a rileggere quegli articoli!

4.2 Come possiamo esprimere praticamente i Sette Raggi?

Quanto sopra non è altro, ovviamente, se non della pura teoria: semplici definizioni delle sette informazioni fondamentali che chiamiamo “Sette Raggi“. Le difficoltà iniziano dal momento in cui passiamo dalle definizioni teoriche all’utilizzazione pratica di tali definizioni. Personalmente, conosco (almeno per ora) solo due modi che permettono di trasformare quelle definizioni in modalità operative. I Sette Raggi, da un punto di vista geometrico (altri parlerebbero di Geometria Sacra!) possono infatti considerarsi come

  • degli angoli e i rapporti ad essi connessi, tramite semplici equazioni trigonometriche;
  • come degli spazi minori all’interno dello Spazio Sacro, di cui parlerò più avanti.

La prima strada è stata quella percorsa in modo pressoché esclusivo sino al modello precedente al Midi Cleanergy 10.10. Da quest’ultimo in poi, la seconda strada ha implementato la prima. A partire del nuovo modello  Midi Cleanergy 07.11 la seconda strada ha fatto la parte del leone, anche se la prima non è stata abbandonata.

Per inciso: è facile comprendere che la conoscenza dello Spazio Sacro doveva essere una porzione di una vasta Scienza Sacra disgraziatamente in gran parte perduta. Nostro compito dovrebbe essere oggi quello di ricostruire per quanto possibile almeno parte di questa conoscenza …

4.3 Cosa sono i Quattro Elementi?

Anche di questo argomento, mi sono occupato non solo nei miei corsi ma anche in questo e in un altro Blog . Ricordo che, possiamo considerare i Quattro Elementi, come i quattro stati della materia ossia

  • il solido,
  • il liquido,
  • il gassoso,
  • il plasma.

Se i Sette Raggi rappresentano le sette istruzioni fondamentali che possiamo fornire ad un flusso d’energia, i Quattro Elementi rappresentano i target, gli obiettivi verso cui dirigere il flusso d’energia. E’ come se i Sette Raggi rispondessero alla domanda: “Cosa dobbiamo fare?”, mentre i Quattro Elementi rispondessero all’altra domanda: “Dove dobbiamo andare?”. E’ ovvio che l’integrazione dei Sette Raggi con i Quattro Elementi fornisce un incremento enorme alle potenzialità di un collettore d’energia come il Cleanergy.

Rimando in ogni caso per un approfondimento a Energia Sottile: cosa sono i Quattro Elementi? L’Elemento Fuoco o Focus (El1) Energia Sottile: dai Solidi Platonici ai Quattro Elementi (El2) Energia Sottile: i Solidi Platonici, i Quattro Elementi, l’Etere (El3) Energia Sottile: è così che i Solidi Platonici generano l’Etere? (El4)

(SEGUE)

4.4 Il concetto dello “spazio sacro”

In India, il Vastu è la disciplina millenaria che studia il rapporto tra gli spazi chiusi e il loro “contenuto” energetico. Anche da noi esisteva una disciplina altrettanto (e forse anche più) sofisticata, che affondava le radici nella millenaria sapienza degli àuguri etruschi e latini. Questa disciplina, che si esercitava in più campi diversi, trovava una sua speciale applicazione nel rito di fondazione della città. Purtroppo, tutto era trasmesso oralmente e, con l’avvento del Cristianesimo, tutta la sapienza Tradizionale è andata parzialmente perduta. Oggi, fortunatamente, noi abbiamo ancora alcune fonti utili per ricostruire le loro antiche conoscenze:

  • La lingua Latina, che era una Lingua Sacra.

Ne ho parlato in L’Energia del SETTE e dell’OTTO: i molti misteri dei Numeri! (2). Qui dirò soltanto che molte parole latine forniscono indizi importanti su quella che doveva essere la Scienza Sacra.

  • Le fonti storiche

Sono poche e forniscono rare ma preziosissime informazioni, soprattutto riguardo al Rito di Fondazione della città, che, presumibilmente, era lo stesso o era molto simile a quello di fondazione del tempio. Circa la natura del tempio, vedi Un templum non sempre era un tempio …


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NOTE

(1) Vedi anche Le mie ricerche, i miei libri Come e perché è nata l’Antenna Zamperini (1) Chakra ed Energia Sottile: cos’è la Tecnica Energo-Vibrazionale? Come e perché è nata l’Antenna Zamperini (4)

(2) Sul concetto dei collettori vedi anche Un collettore di Reich sperimentale Energia Sottile e collettori di Reich … un sacco alternativi (1) Energia Sottile e collettori di Reich … un sacco alternativi (2)

(3) Sul concetto dei Sette Raggi vedi anche I Sette Raggi (secondo ABC: cos’è il Quarto Raggio?) I Sette Raggi (terzo ABC: ancora sul Primo Raggio) I Sette Raggi (quarto ABC: il Quarto Raggio, il Palladion e il cavallo di Troia) I Sette Raggi: il Quarto Raggio, madre di tutte le Energie d’Oro (1) I Sette Raggi: il Quarto Raggio, l’Energia d’Oro e Castel del Monte (2) L’Energia del SETTE e dell’OTTO: dai Numeri ai Sette Raggi! (3)

9 gennaio 2011 Posted by | Chakra, Cleanergy, Tecnica Energo-Vibrazionale | , , | 2 commenti