Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

Prolegomeni ad un museo del Cleanergy – L’Ufetto (1)

Tanti si chiedono com’è nato il Cleanergy. La sua nascita, in realtà, è intrecciata con la TEV: senza TEV, niente Cleanergy. Come fai a creare uno strumento ad energia sottile se non hai capito almeno l’ABC di

1) la natura delle energie sottili

2) l’ABC dell’Anatomia Sottile

3) l’ABC della Fisiologia Sottile

4) l’ABC del rapporto tra energie sottili ed oggetti concreti.

E poi, ovviamente, se non hai una buona o più che buona percezione dell’energia sottile (1). Riguardo alla percezione sottile, vi consiglio la lettura di L’orgone, i guai che combinano gli orgonofili che non sentono l’energia e qualche morale.

Per rispondere alle domande (e anche perché resti traccia di cose che via via persino io dimentico), ho deciso di metter giù almeno una parte delle tantissime esperienze che hanno portato al Cleanergy come oggi lo conoscete.

PRIMA PUNTATA: IL MITICO UFETTO

Prima ancora che qualcuno sul pianeta parlasse di Orgonite, un tale Zamperini costruiva e testava oggetti ad Orgonite, ma, essendo un ignorantone di Orgonite e non sapendo che con l’Orgonite ci si puliscono i cieli e le acque , ci si combattono quei cattivoni dall’HAARP  e si fanno tante altre cose meravigliose, lui si limitava a testarne i possibili usi in Domoterapia. L’idea era di fare un oggetto che potesse aspirare dal basso le congestioni e proiettasse verso l’alto energia pulita a 180° tutt’intorno.

Il primo esemplare, che tutti chiamavano Ufetto per via della forma che faceva pensare proprio ad UFO, era fatto di un mix di grafite purissima e costosissima, che compravo alla Carlo Erba, e una pasta a due componenti. Il risultato era un accumulatore di energia sottile come poi non ne ho più visti. Di tanto in tanto, mi capita di vedere oggetti “orgonitici” e se testo la capacità dell’Ufetto con quella di questi oggetti mi vien da ridere. Consiglio i patiti dell’Orgonite di seguire le mie tracce se vogliono avere buoni risultati … Ma questa è un’altra storia …

Dopo la sua costruzione fisica, l’Ufetto veniva programmato e stabilizzato con un trattamento di mia invenzione, che non ho mai brevettato.

Domanda: perché sono andati in pensione gli Ufetti? Perché, come tutti gli accumulatori, dopo un po’ (devo dire, i miei, dopo un bel po’) si congestionavano. Oggi di tanto in tanto lo uso ancora piazzandogli sotto un MK 07.11 e fa ancora la sua figura. Il colore grigio che vedete sopra è una vernice di zinco, messa per aumentare l’emissione di energia sottile. Il suo colore reale è di un nero assoluto. La base era una lastrina di PVC da 1/2 centimetro.

(SEGUE)

____________

(1) Chi vuole avere una buona percezione come la mia o migliore della mia, non deve far altro che seguire un Intro con Sonia. Chi parteciperà a quel corso potrà domandare a Sonia che successe quel giorno all’aeroporto di Francoforte quando il poverino fu beccato da una poliziotta vichinga alta tre metri, che immaginava che l’Ufetto fosse fatto di esplosivo o di droga. Lei ride ancora. Io no.

19 ottobre 2011 - Posted by | Cleanergy

14 commenti »

  1. Gulp ! Meno male che non hanno fermato anche me, con 2 midi nel marsupio e 2 chip nelle scarpe (solette)… Sono passato proprio da Francoforte !😉

    A parte gli scherzi, allora faccio bene a buttare via tutti gli strumenti ad energia sottile che mi ritrovo in casa, acquistati qua e la’ prima di “approdare” alla TEV, e che dopo aver fatto l’introduttivo, mi appaiono tutti un po’ congesti, quale piu’, quale meno… Se ho ben capito, senza un adeguato sistema di pulizia e smaltimento dell’energia congesta, dopo qualche tempo diventano non soltanto inefficaci, ma anche dannosi per ambiente e persone, giusto ? Me lo confermate ? (Parlo principalmente degli strumenti di uno studioso italiano morto qualche anno fa… Non so se si puo’ dire il nome qui.. Ho anche altri aggeggi tuttora venduti regolarmente, comunque mi basta una risposta generale…)

    Commento di Gualberto Berti | 19 ottobre 2011 | Rispondi

    • Non ti risponderò certo io, briccone d’un Gualberto! Lo so che mi stai stuzzicando!

      A parte gli scherzi, il problema della percezione energetica è centrale.
      E’ vero. Tempo fa vendevano un aggeggio anti-radiazioni computer che non era altro se non una lemniscata di filo elettrico nascosta in una scatoletta di metallo. La lemniscata non è altro se non …
      STOP! Ti ricordo che ne parli ampiamente nel tuo nuovo libro “I Sette Raggi”, se scrivi tutto qui, togli il gusto della scoperta ai tuoi Lettori!
      Hai perfettamente ragione: mi taglio la lingua.
      Così va bene.

      Commento di Roberto Zamperini | 19 ottobre 2011 | Rispondi

  2. Grazie, volevo piu’ che altro una conferma dall’esperto… Ma continuero’ a testare, testare, testare e a leggere i libri (aspetto i 7 raggi…)

    Commento di Gualberto Berti | 20 ottobre 2011 | Rispondi

    • Non mi puoi chiedere lumi su cose fatte da altri. Ti risponderò sempre in modo … cazzeggioso. Però puoi leggere tra le righe …🙂

      Commento di Roberto Zamperini | 20 ottobre 2011 | Rispondi

  3. E’ davvero un bell’oggettino, molto suggestivo. Chissà se gli UFO, quelli veri, che ogni tanto si vedono svolazzare nei cieli, stiano cercando anch’essi di ripulire l’aria dalle congestioni…
    Senta, Dottore, forse le sembrerò avere tendenze feticistiche, per così dire, ma ho un certo spirito del collezionista e mi piacerebbe avere anche io un bell’ “ufetto” sul comodino, se non altro come prestigioso e degno rappresentante della prima seria ricerca occidentale sulle energie sottili mai fatta prima. Lei pensa che sarebbe possibile riprodurne e venderne ancora qualche fedele esemplare, magari a scopo didattico? Grazie molte.

    Commento di Ivan | 21 ottobre 2011 | Rispondi

    • Sorry, ma è l’ultimo rimastomi. Magari, c’è qualcuno nello Stivale, che può accontentarti. Passo parola.

      PS: secondo Reich, gli UFO (quelli veri) l’atmosfera la sporcano. E desertificano. Va a sapere la verità …

      Commento di Roberto Zamperini | 21 ottobre 2011 | Rispondi

      • Mi viene in mente che si potrebbe forse dare il compito di generare dei cloni ai franzosi, ma dovrebbero seguire passo passo le mie indicazioni, eliminando certi svolazzi che pure amano assai, tipo acque di luce inside ed altre inutilità. Le cose le fanno per benino … Ma coi franzosi, la vedo dura. Chissà … C’est dur! C’est pas facile! Comunque ho un corso a Parigi il prossimo febbraio e vediamo che si può fare.

        Commento di Roberto Zamperini | 21 ottobre 2011 | Rispondi

  4. Grazie, sarebbe un’iniziativa che, secondo me, troverebbe molto interesse. Lei pensa che costruire oggetti simili utilizzando colofonia al posto della resina bicomponente avrebbe la stessa efficacia? L’idea nasce dalla consapevolezza che, non essendo trasmutatori, a un certo punto vanno eliminati. L’unico modo per eliminarli efficacemente è quello di seppellirli, cosicchè la terra elimini le congestioni. Il solo problema di questo metodo è che la resina sintetica non è biodegradabile e finirebbe per inquinare il suolo. Utilizzando resine vegetali, invece, si potrebbe eliminare gli accumulatori sottili al termine della loro vita utile senza danneggiare l’ecosistema vegetale e animale. In altri forum ho proposto la stessa alternativa ma nessuno mi ha ancora risposto, forse perchè non dispongono delle conoscenze necessarie. Comunque la mia è solo un’idea. Grazie ancora.

    Commento di Ivan | 21 ottobre 2011 | Rispondi

  5. salve Roberto,visto che si parla del cleanenergy lo scrivo qui.il mio mini mi e caduto in acqua,che succede?l’ho asciugato subito con la carta,poi l’ho avvolto nella carta stagnola,l ho lasciato li da due giorni,e mi serve di usarlo.l’acqua o altre cose lo danneggiano?
    E io ne faccio uso personale.se lo uso su oggetti che hanno magari energie pesanti poi se lo lascio nella stagnola per ricaricarlo,si pulisce e posso riusarlo per me ,come dopo averlo usato su un familiare o per gli oggetti e diverso?
    Grazie

    Commento di cristina | 26 ottobre 2011 | Rispondi

  6. 1) Io lo metto nella vasca da bagno.
    2) Dopo che l’hai usato su persone molto congeste, è buona norma lasciarlo 24 ore a auto-pulirsi nella carta alluminio. Dopo, torna come nuove.

    Commento di Roberto Zamperini | 26 ottobre 2011 | Rispondi

  7. Caro Roberto,
    sono un TEV6 ed è da un po’ di mesi che ho intenzione di scriverti questa mail per fornirti alcuni suggerimenti ed idee riguardo la tecnologia Cleanergy che nascono da mie personali esigenze, ma che potrebbero essere utili a molti, le mie domande sono:
    1. Perché non costruisci una mini memoria legami da attaccare al mini cleanegy?
    2. Dal midi 10 in poi la facciata IN non serve più, perché non produci un cleanergy con 2 facciate OUT così se lo si utilizza ad esempio come pendaglio non ci si deve preoccupare da che parte si gira la facciata?
    3. Ho dovuto forare con una punta da trapano da circa 2,5 mm verticalmente il bordo in plastica dei vari cleanergy che possiedo, per permettere il passaggio di una bava da pesca in nylon resistente per poterlo portare al collo od appendere, da qui nasce il suggerimento: perché non li vendi già forati e/o con un sistema comodo per portarli addosso (specialmente il mini)?
    4. Io suono in un gruppo genere metal (chitarre rumorose e distorte), dopo le prove o dopo i vari concerti mi fischiano le orecchie per 2 giorni, è possibile inventare degli auricolari o tappini per “filtrare” e limitare i danni delle onde sonore congeste da portare alle orecchie? (questa esigenza si può trasporre anche per ambienti lavorativi dove il rumore è dannoso, etc…)
    5. Ho notato che dal cleanergy 10 in poi non è possibile attaccare ne memorie legami ne booster ne memorie acqua etc.. devo utilizzare quelle gommine appiccicose che sporcano il cleanergy e le memorie affinche rimangano accoppiati; poiché sono ansioso di acquistare il prossimo midi che produrrai, sarà possibile risolvere questo problema come regalo di natale?
    6. Se mi vengono in mente altre richieste non tarderò a scriverti
    In attesa di una risposta ti auguro buon lavoro e ne approfitto per ringraziarti dei tuoi numerosi, interessanti ed utilissimi articoli nel blog.
    Fabrizio

    ps. non sapevo a quale mail scriverti quindi ho risposto ad uno degli argomenti

    Commento di Fabrizio | 2 novembre 2011 | Rispondi

    • 1. Impossibile: il Mini è troppo piccolo e poi nasce come strumento didattico.
      2, Già fatto: tra non molto sarà in produzione.
      3. Vedi 2.
      4. I tappi di cera attivati col Cleanergy. Io li uso quotidianamente per un cane rumoroso dei vicini.
      5. Piccole variazioni dovute a oggetti non standardizzati, perché semi-artigianali. Basta metterci di lato due o tre frammenti di nastro adesivo, che puoi togliere a piacere. Chiudono appena la luce del Cleanergy quanto basta.

      Ciao e benvenuto.

      PS: Suona piano e, di tanto in tanto, ascolta anche Mozart, Beethoven, Charlie Parker.

      Commento di Roberto Zamperini | 2 novembre 2011 | Rispondi

  8. Tutto questo brulicare di commenti ed info … quale relazione cè con le carike di IONI + >>>>> E >>>>> IONI – …………

    Commento di valter ottello | 12 agosto 2012 | Rispondi


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