Il blog di Roberto Zamperini

Se preferite avere un cancro piuttosto che pensare, cambiate Blog

I preoccupanti risvolti della diffusione delle lampade fluorescenti: bioplasmoidi di tutto il mondo unitevi! (GD 16)

Ho parlato delle CFL in:

Lampade fluorescenti: la cura è peggiore del male? (GD 13)

Lampade fluorescenti: contaminazione da mercurio in casa? (GD 14)

CFL, il cancro da smog elettromagnetico e altri malanni (GD 15)

Magari, qualcuno s’è chiesto il perché di quel “Ipotesi Bioplasmoidi” all’inizio di una serie di articoli contraddistinti dalla sigla GD e che, soprattutto all’inizio, sembravano non aver nulla a che fare con le lampade CFL  Bene: ci siamo arrivati.

Tutto il mio discorso iniziava come una sorta di chiosa a quanto già avevo scritto nel mio libro (La Cellula Immortale e l’Energia del Tempo) nel quale proponevo un’ipotesi piuttosto azzardata: al centro della galassia e al centro della Terra vi sarebbero due immense strutture che memorizzano informazioni, le scambiano tra loro e le inviano agli esseri viventi sul nostro pianeta. Le ho chiamate: la prima, il Gran Sole Centrale (seguendo la tradizione di molte antiche culture), la seconda, Gaia.

L’onnipresente plasma

Alla base di tutto questo discorso c’è il concetto di plasma. Scrivevo in un precedente articolo: La gran parte della materia dell’Universo è, per quanto possa sembrare incredibile, allo stato di plasma. Si calcola che la materia del cosmo sia composta al 99%  (e forse anche MOLTO di più!) da plasma. Gli altri tre stati della materia sono relativamente più rari. Quando si parla di stati “ordinari” della materia, si intende il gassoso, il liquido, il solido. Forse sarebbe più giusto definirli stati non ordinari! Oggi è di gran moda, presso gli astrofisici meno ortodossi, parlare di Universo al plasma. E già, perché se l’Universo è fatto per oltre il 99% da plasma, sarebbe bene cominciare a pensare che il plasma giochi una parte di gran rilievo in tutti i fenomeni celesti …


 

Nell’articolo Ipotesi bioplasmoidi: plasma cosciente ed intelligente? (GD4) scrivevo:

Il plasma si forma quando in un gas alcuni atomi perdono i loro elettroni (di carica negativa). Questo fenomeno si chiama ionizzazione. Perdendo elettroni negativi, gli atomi originariamente neutri acquistano una carica positiva. Se a questo gas si applicano una tensione o un campo magnetico, gli elettroni si spostano, emigrano, per così dire, formando una corrente elettrica. Se ne deduce che il plasma è una sorta di conduttore elettrico. La conduzione avviene attraverso dei filamenti, che seguono le linee del campo magnetico. Si tratta di un fenomeno che ognuno di noi ha osservato moltissime volte nei fulmini. Attraverso l’aria ionizzata, si formano dei filamenti lungo i quali scorre una corrente elettrica dotata di un potenziale fortissimo (milioni di volt). I fulmini, appunto. Una manifestazione del plasma presente nell’alta atmosfera e quello espulso dal Sole, decisamente impressionante è l’aurora boreale, causata dall’interazione tra il vento solare e il campo magnetico terrestre.


La domanda spontanea è: ma cosa c’entriamo noi con il plasma? Presto detto. In Russia e nei Paesi che un tempo erano parte del ex-URSS, i ricercatori utilizzavano e utilizzano ancor oggi prevalentemente la parola “bioplasma” come moderno sostituto degli antichi e tradizionali “prana”, “chi” e “ki”, che pure ritroviamo ancora nel Rei-Ki, nella Pranaterapia, eccetera. Il bioplasma sarebbe una forma molto delicata di cold plasma, ovvero un plasma freddo. Come vedremo, almeno a mio avviso, bioplasma non è esattamente lo stesso che corpo sottile o eterico o pranico. C’è una differenza non irrilevante tra essi. Ne riparlerò.

Il cold plasma generato a livello di pressione atmosferica è stato applicato per disinfettare microrganismi come batteri, lieviti e sperimentato perfino nella cura del cancro. Il cold plasma è stato utilizzato nella tecnologia antinquinamento e per il controllo degli odori. Esiste in commercio perfino uno strumento tascabile chiamato Plasma Pencil, che crea una delicata scarica di plasma, che è utilizzato in Medicina ed è in grado di cancellare batteri, placche e tumori della pelle. Negli USA si parla ormai di una Plasma Medicine che utilizza il cold plasma a scopi terapeutici.

Esistono forti indizi che fanno pensare che l’ipotesi russa del bioplasma, quale modalità estremamente delicata di cold plasma, abbia una sua forte validità. Una tecnica molto nota è quella scoperta (o ri-scoperta, poiché sembra che un altro russo sia stato il vero scopritore) dal russo Semyon Davidovich Kirlian (20 Febbraio 1898 – 4 Aprile 1978) inventore e ricercatore, che a lungo lavorò con la moglie Valentina Khrisanovna Kirliana (morta nel 1972) nel campo della elettrofotografia. Kirlian aveva scoperto, intorno agli anni ’30, un fenomeno singolare: scattando una fotografia ad un soggetto vivente o anche non vivente nel momento esatto in cui questo era sottoposto ad un campo elettrico alternato ed ad alto voltaggio si generava un effetto corona, una sorta di aura luminosa e colorata intorno al soggetto stesso.

La fotografia Kirlian sarebbe una tecnologia in grado di fotografare il bioplasma intorno agli esseri viventi

Tralascio qui una descrizione di questa tecnica che d’altra parte è ampiamente conosciuta, per riportare soltanto una conclusione ampiamente condivisa circa questa tecnica:

L’effetto Kirlian viene generalmente attribuito ad una interazione tra il campo elettrico e gas emessi dall’oggetto o che lo circondano.

In altre parole: l’effetto Kirlian è dovuto ad una interazione tra il campo EM e il plasma nel caso di un oggetto inanimato o il bioplasma nel caso di un vivente.

Insomma: la fotografia Kirlian fotograferebbe il bioplasma nostro o quello di altri esseri viventi e i suoi cambiamenti per effetto di qualche energia densa applicata. Non è esattamente dunque quello che troppe volte si lascia credere, ovvero che sia la fotografia dell’aura, almeno se per aura si intende il campo sottile intorno a noi … E neppure è da ipotizzare che grazie alla fotografia Kirlian si possano fotografare i chakra.  (Sul concetto di chakra, vedi Chakra: cos’è?).

Concludo dicendo che la elettro-fotografia Kirlian è una tecnica in grado di:

  • evidenziare lo stato del bioplasma e quindi rappresenta una dimostrazione dell’esistenza di questo stato della materia associato ai viventi;
  • evidenziare i fenomeni di risonanza tra due bioplasmi o tra un bioplasma ed un plasma e quindi rappresenta una dimostrazione dell’esistenza di questa forma di risonanza.

Il plasma nelle ipotesi della TEV

(Sulla TEV vedi Energia Sottile: cos’è la Tecnica Energo-Vibrazionale?)

(Da tutto quanto precede, se ne può concludere che è estremamente interessante, per chi si occupa di Energia Sottile, non solo lo studio del plasma ma anche approfondire l’idea che ne avevano gli Antichi, come Platone, che chiamavano fuoco (o Focus) questo stato della materia. Altrove, ho iniziato ad analizzare queste idee, che ritengo essere ancor oggi di enorme interesse. Vedi Energia Sottile: cosa sono i Quattro Elementi? L’Elemento Fuoco o Focus (El1) Energia Sottile: dai Solidi Platonici ai Quattro Elementi (El2) Energia Sottile: i Solidi Platonici, i Quattro Elementi, l’Etere (El3) Energia Sottile: è così che i Solidi Platonici generano l’Etere? (El4). Altrettanto interessante, mi sembra essere il rapporto sottolineato da Platone stesso tra i Quattro Elementi e i Cinque Solidi Platonici, argomento che merita molta riflessione).

Ritornando al tema principale, nell’articolo citato più sopra e in quelli seguenti sottolineavo anche questi tre fenomeni:

1) tutti i fenomeni sia naturali, sia artificiali basati sul plasma hanno una grande influenza su di noi;

2) due strutture plasmiche si influenzano (per risonanza) tra di loro.

3) Il nostro corpo biologico è guidato da una struttura bioplasmica che funge anche da memoria delle sue funzioni.

Proviamo a fare due più due:

1) Noi siamo provvisti anche di un corpo bioplasmico che, per sua natura, è in risonanza con altri bioplasmi o plasmi.

2) Le lampade a fluorescenza creano dei plasmi.

Se ne conclude che

le lampade a fluorescenza sembrano avere un forte impatto sulla nostra salute fisica e psichica.

Che tipo d’impatto? E’ possibile che – a causa della risonanza tra plasmi tutte le lampade a fluorescenza possano entrare in risonanza tra loro? E se sì, qual è il raggio di tale risonanza? In altre parole: potrebbero le lampade a fluorescenza del mio appartamento entrare in risonanza con quelle del mio vicino malato di cancro? O con quelle del mio vicino schizofrenico?

(SEGUE)

16 dicembre 2010 - Posted by | Ambiente, Domoterapia Sottile, Energie Sottili, Sperimentazioni, Strumenti, Tecnica Energo-Vibrazionale | , , , , , , , , , , ,

5 commenti »

  1. Potrebbero le lampade essere programmabili?…

    Commento di Sonia Germani Zamperini | 17 dicembre 2010 | Rispondi

  2. A tal proposito ho fatto una piccola prova: visto che in linea di massima una lampada al plasma è un Plasmoide, ho pensato di programmare un BioC.
    Ho fatto la prova con tutti quanti e quello che è risultato più duraturo è il BioC3, gli altri si “smemorizzano” abbastanza in fretta.

    Il problema secondo me è la presenza di possenti congestioni nella rete elettrica. Come si potrebbe fare per rendere più duratura la memoria energetica nelle Lampade?

    Commento di Giovannone | 17 dicembre 2010 | Rispondi

  3. “Potrebbero le lampade essere programmabili?…”
    Certo: lo sono, lo sono. Ne riparliamo al prossimo articolo…

    “Come si potrebbe fare per rendere più duratura la memoria energetica nelle Lampade?”
    Caro Giovannone, amico mio, ma il problema è esattamente l’inverso: COME FACCIAMO A FAR SI’ CHE NON SIANO PROGRAMMABILI?
    Il fatto è che non è possibile. E noi le stiamo programmando con … (to be continued)

    Commento di Roberto Zamperini | 17 dicembre 2010 | Rispondi

    • Marco, scusa, ma dove la vedi la geometria sacra? Dov’è che vedi il SACRO? A me il tutto sembra piuttosto il trionfo della desacralizzazione. Inoltre, non mi sembra che il punto sia la geometria più o meno sacra. Il punto centrale è il PLASMA. E’ lì che s’ha da scavare. Lì c’è il nocciolo di tutto.

      Commento di Roberto Zamperini | 18 dicembre 2010 | Rispondi


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